A Firenze come a Siena gli stessi che hanno prodotto lo sfacelo si presentano come i paladini del risanamento dell’ateneo

Pubblichiamo una parte dell’articolo (Bilanci “creativi”) di Lucia Lazzerini da: ateneopulito.

Lucia Lazzerini (…) Il Nucleo di valutazione dell’Università di Firenze, commentando la relazione del Rettore Marinelli che indica una serie di azioni volte al risanamento delle finanze d’Ateneo, osserva che “andrebbe, forse con carattere prioritario, aggiunto il miglioramento degli standard della didattica svolta in Ateneo”.
Migliorare gli standard della didattica? Sembra di leggere il libro dei sogni. Da quando è partita la scellerata autonomia, la maggior parte delle facoltà è caduta nelle mani di presidi spesso mediocri come docenti e come studiosi ma eccellenti come intrallazzatori: presidi-autocrati che hanno favorito la crescita inconsulta di settori poveri di studenti e zeppi di professori, deprimendo volutamente, per contro, settori affollati di studenti ma privi di adeguata copertura didattica. Con la conseguenza di gonfiare a dismisura la spesa per la retribuzione di personale superfluo mentre il carico didattico nei settori svantaggiati si faceva insostenibile. Chi risponde di questi demenziali squilibri che hanno effetto devastante sui nostri atenei? Ovviamente nessuno.

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L’Ateneo senese, nonostante il previsto disavanzo di 35 milioni di euro per il 2009, punta correttamente sulla qualità della formazione

Il Consiglio d’amministrazione dell’Università di Siena ha approvato ieri il bilancio di previsione 2009 caratterizzato da un principio di discontinuità rispetto alle gestioni precedenti e rispetto all’incoerenza delle previsioni del gettito complessivo delle entrate e delle uscite realizzatesi negli esercizi finanziari precedenti. «L’intento è stato quello di dare un quadro doverosamente realistico, basato su dati rigorosi e affidabili, su importi di contributi che sono già noti o con sufficiente grado di certezza giuridica ai fini del relativo accertamento. Il documento presentato è caratterizzato dunque da stime di carattere prudenziale sul fronte delle entrate ed è opportunamente misurato riguardo alle spese, in relazione alle previsioni definitive del 2008, comprese quelle che hanno registrato significativi scostamenti rispetto alle previsioni iniziali.» Redatto secondo un criterio modulare, il documento di previsione finanziaria per il 2009 è caratterizzato dalla massima ponderatezza e, al contempo, dalla possibilità di apportare agevolmente le variazioni che si renderanno necessarie durante l’anno sulla base delle ulteriori entrate effettive. Pertanto la regolarizzazione del quadro riepilogativo si determinerà in occasione dell’approvazione del Conto consuntivo per l’esercizio finanziario 2008.

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Il folk sarcastico e caustico di Gappa per combattere la malauniversità

Del Dott. Gaspare Palmieri (Gappa), psichiatra-cantautore modenese, e dei suoi brani ironici e provocatori che compongono la trilogia universitaria ci siamo già occupati. In settembre Gappa ha registrato, presso il Tam tam studio di Cesena, il suo primo Cd autoprodotto “Cervello in fuga” che contiene i seguenti brani: Dottò; Francesco non riesce a dormire; Comandante; Salsa e merende; Anita; La famiglia del rettore; Cervello in fuga; La gangbang; Il gioco del silenzio. Auguriamo a Gappa un grande successo e speriamo che l’ironia dei suoi brani ci aiuti nella lotta alla malauniversità.
Biografia. Nato a Modena nel 1974, dove attualmente risiede. Ha scritto le sue prime canzoni a 15 anni. Dal 1994 al 1997 ha frequentato il Laboratorio Canzone del CPM di Milano dopo essere stato selezionato come autore di testi in un concorso nazionale. Dopo una pausa creativa di alcuni anni (in cui nel frattempo si è laureato in medicina e specializzato in psichiatria), ha ripreso l’anno scorso a scrivere pezzi. Attualmente si esibisce in versione unplugged in uno spettacolo di “folk sarcastico”. Il suo sito ufficiale è questo.
Dove comprare il CD “Cervello in fuga”:
– Max Record, via Voltone 11 (vicino Piazza della Pomposa) Modena
– MONO concept space, via Gallucci 1, Modena
– La Piola libri, 66 rue Franklin, Bruxelles

Progettare una riforma dell’Università che coniughi ricerca e didattica

Vincenzo Cerami replica, su l’Unità, ai firmatari della lettera aperta al Partito Democratico ribadendo la necessità della valorizzazione dell’attività didattica per la carriera di un docente, anche nell’interesse degli studenti.

Così i baroni affondano l’Università

Vincenzo Cerami. Ho osato dichiarare che la maggior parte delle pubblicazioni degli accademici sono strumentali, redatte ai fini dei concorsi e delle conferme. Ho osato ricordare che nelle nostre università la didattica non ha valore per la carriera di un docente. C’è stata la rivolta dei baroni. Ma nessuno di loro spiega per quale motivo il nostro mondo accademico sia agli ultimi posti in Europa. I nostri studenti sono piazzati in una classifica che li umilia. Colpa loro? No certamente. Colpa dei loro professori e delle guerre che si consumano nei dipartimenti e nei rettorati. I suddetti baroni glissano sul fatto che gli studenti pagano la retta non per far fare carriera ai docenti, ma per essere istruiti. 

Sono pronto a incontrarmi con chiunque, testi alla mano, per verificare insieme la validità delle migliaia di saggi cosiddetti scientifici editi ogni anno. In Italia le pubblicazioni vengono giudicate più per quantità che per qualità. L’Università sta molto male, lo dicono i numeri, eppure lor signori si ostinano a difendere lo stato delle cose. È ovvio che non ci mancano né le eccellenze né professori coscienziosi. Ma non basta.

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Ateneo senese: sprechi e illegalità eretti a sistema

Gaetano Quagliariello. «Sprechi insopportabili, governance che non funziona, mancato controllo dei bilanci: ecco perché la crisi dell’Università di Siena è l’emblema delle difficoltà del sistema universitario italiano. Ho rassicurato tutti sull’impegno del governo e della maggioranza teso ad evitare ogni speculazione politica sulla situazione dell’Università. Anzi, vogliamo collaborare con la città e le sue istituzioni affinché l’ateneo riesca ad attuare il piano di risanamento grazie al quale potrà uscire dalla crisi, essere più forte di prima e diventare, così, un esempio per tutte le università italiane. Deve andare in porto la dismissione degli immobili e poi andrà acceso un mutuo. L’importante, però, è cambiare registro e non superare la soglia del 15 per cento dell’indebitamento. Ma su questo abbiamo ricevuto importanti rassicurazioni dal rettore. Siena deve anzitutto capire che esiste anche un’altra classe dirigente. Poi sarebbe impensabile credere che il Monte dei Paschi non risentirà della crisi internazionale. L’importante è riuscire a garantire la tranquillità e la sicurezza, nonché la solidità di fondo della Banca, alle quali la città è da sempre abituata. Per questo bisogna rendersi conto che il Monte non è più quel bancomat continuo che qualcuno ha creduto potesse essere in eterno.»

Valorizzare anche la didattica nella selezione e valutazione dei professori universitari

Si riporta una lettera aperta al Partito Democratico di alcuni docenti universitari che contestano le posizioni del ministro ombra (Beni e Attività Culturali) sulla necessità di valorizzare l’attività didattica nell’ambito della carriera universitaria. Leggere anche l’articolo di Giliberto Capano che propone di incentivare l’impegno nell’attività didattica ed istituzionale.

I sottoscritti apprendono con sconcerto l’esistenza di una dichiarazione del ministro ombra dei beni culturali del Partito Democratico, Sig. Vincenzo Cerami, a proposito del ruolo della produzione scientifica nella selezione e valutazione dei professori universitari.
«Basta con la demagogia. Non è vero che questo governo fa la lotta ai baroni», dichiara Vincenzo Cerami, ministro ombra dei Beni culturali, che incalza: «La ministra Gelmini, piuttosto che premiare i docenti che pubblicano in fantasmatiche case editrici il risultato delle loro ricerche, dovrebbe dare consistente valore alla didattica, che ad oggi non costituisce alcun punteggio nell’ambito della carriera universitaria». E aggiunge: «Gli studenti pagano l’onerosa retta per essere istruiti e non per il curriculum di presunta scientificità dei professori. Ella deve sapere che nel quasi cento per cento dei casi si tratta di pubblicazioni inutili, pretestuose e improvvisate a mero scopo carrieristico. Temiamo che questo governo voglia dare l’impressione di cambiare molto senza, in realtà, cambiare niente».

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Università di Siena: da ente che promuove il Sapere trasformata in un datore di lavoro “omnibus”

Si riporta l’intervento di Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), sul difficile momento che attraversa l’Università di Siena.

Carlo Costalli. Intervengo in merito alla delicatissima questione che vede coinvolta l’Università di Siena in un doloroso, quanto indifferibile, processo di risanamento organizzativo. Tale riforma appare volta a dare all’Ateneo stabilità finanziaria, trovando le soluzioni migliori per ripianare, per il presente, le passività accumulate nel corso di anni, e tutelare al massimo possibile, per il futuro, il lavoro di centinaia di persone che, a vario titolo, operano dentro l’Ateneo o vi ruotano intorno; tema al quale, come MCL, sono molto affezionato. L’autoriforma necessaria portata avanti dal Rettore Focardi – cui va la mia esortazione ad andare avanti con coraggio – non può non essere salutata con favore da chi abbia nel “riformismo possibile” e non nel vetero sindacalismo novecentesco una delle proprie stelle polari. La tanto vituperata riforma Gelmini qui non c’entra, o c’entra davvero in minima parte, essendo del tutto improprio il richiamo fatto dalle varie parti alla 133, nella quale non risiede la vera ragione del drastico accorpamento dell’offerta formativa che l’Ateneo senese cerca, da qualche tempo, tra mille resistenze, di realizzare. La vera ragione, il vero “bubbone” è l’aver vissuto per anni, forse per decenni, al di sopra delle proprie reali possibilità, trasformando l’Università in un datore di lavoro “omnibus” e tradendo la sua originaria “missione” di promozione del Sapere: è forse il caso di ricordare che lo Studium senese era originariamente ubicato in via della Sapienza, che proprio dalla presenza della Universitas aveva preso tale nome!

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