Il riscatto della città passa attraverso il risanamento dell’Ateneo senese

Cosimo Loré. Impossibile dissentire dalla scrittura lodevole di una delle persone tra le più colte e capaci di comunicare cultura! Non praticabile però la sola via delle dichiarazioni d’intenti se si vuol uscire dalle guazze meno malconci possibile come istituzione: la legittima magistrale esposizione di Barzanti deve essere integrata da una fattiva azione politica in una città dove i più fino ad oggi hanno dormito o per indomabile ignavia o per la comoda certezza di una serie di posti offerti dalla triade banca-comune-ateneo… I nomi che cita Barzanti si distinsero tutti per iniziative che oggi verrebbero dileggiate come turbative degli equilibri su cui si fonda l’attuale apparente pax in una city fuori dal mondo come tempio di arte e cultura (e questo ben venga!), ma anche fuori da quella partecipazione civica e trasparenza civile che proprio a Siena rifulsero in secoli ormai remoti! In soldoni, dico che sono testimone del fatto che da una ventina d’anni a questa parte coloro che hanno (s)governato la “nostra” Siena l’han fatto come se fosse “cosa loro”. Della serie: non disturbate il manovratore… di banca-comune-ateneo! Ai loro tempi, per opporsi a condotte certo fisicamente più violente ma indubbiamente più franche e aperte e, se ci è concesso, più “leali”, i grandi nomi citati non si nascosero né si limitarono a encomiabili enunciazioni stilisticamente sopraffine: si misero in gioco come Uomini e come Maestri! In altri termini non dettero solo lezioni di storia o di italiano! E qualcuno non esitò a varcare con onore le soglie di un carcere!

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