Auguri per un compleanno

A pomeriggio inoltrato, “lu villanu” (il contadino), rientrato in casa dopo una giornata di duro lavoro nei campi, distanti otto chilometri dal paese, si sentì dire da Niculetta, un’anziana vicina di casa: «è nata n’authra fimmina» (è nata un’altra femmina). L’uomo rispose: «va bene!». A quel punto la donna aggiunse: «auecchiu! Nu masculu è natu!» (Bugia! È nato un maschio!). Oggi, quel neonato, ha compiuto 65 anni. Nell’augurare tanta salute e lunga vita all’amico sincero e schivo, vorrei ricordare altri episodi che tante volte gli ho sentito ripetere. Da bambino, quando gli chiedevano cosa avrebbe fatto da grande rispondeva convinto: “lu thrainiere” (il conducente del carro). E suo padre, a chi gli chiedeva quale mestiere avrebbe preferito per suo figlio, rispondeva: «meju puercu ca villanu» (meglio maiale che contadino). Non poteva certo augurare, a suo figlio, il duro lavoro nei campi, al quale anteponeva la vita da maiale. Per fortuna l’amico non ha fatto il “thrainiere” e neppure “lu villanu”. Ma nel 1965 abbandonò il paese natìo, Campi Salentina, dove non ha più fatto ritorno.

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14 Risposte

  1. Vorrei anche io fare i migliori auguri di più che lunga vita all’amico non solo sincero e schivo, ma per me, e non è retorica, “Maestro” non solo di “cose di scienza” ma anche di vita.
    Ho avuto la fortuna di incontrarlo più di vent’anni fa e da allora l’ho eletto mio “Sensei” perché la mia avidità di sapere ha trovato in lui, e trova tuttora, una fonte inesauribile da cui attingere a piene mani, sempre pronto, paziente, a volte anche troppo.
    Non so dove ci porterà la vita ma di una cosa sono sicuro, nell’augurargli ancora tanta salute e cento di questi giorni, in qualunque luogo e in qualunque tempo il suo “allievo” gli dirà sempre “Sensei ni rei!”

    N.B. “Sensei”: (La parola Sensei e’ costituita da due ideogrammi Sen che significa “avanti” e Sei che significa “vita”, vuol significare colui che è avanti nella vita. Il Sensei dunque è la guida, colui che è più esperto, vecchio di pratica e merita ogni rispetto. Il Sensei ha a cuore la vita degli allievi e crede nel suo insegnamento.)

  2. Molto bello il ricordo di quegli episodi dell’infanzia dell’amico per augurare il suo 65° compleanno. I miei auguri per “lu villanu” mancato.

  3. …se penso che Giovanni Grasso rappresenta per alcuni docenti – pochi ma di spicco – la peggiore negatività dell’ateneo senese mentre per il sottoscritto costituisce una delle poche certezze positive della vita non solo accademica…

    …mi rendo ben conto della evidente insanabilità della crisi senese la cui visibilità finanziaria è solo l’effetto materiale del malaffare prodotto da uomini tra loro incompatibili perché umanamente e moralmente antitetici…

    …oltre agli auguri di rito desidero pertanto rivolgere un doveroso ringraziamento per l’iniziativa intrapresa e coraggiosamente continuata con il senso della misura, documento storico di raro valore…

  4. M’associo! Lunga vita a Grasso (e al suo blog)!
    È lo strumento di comunicazione più utile costruito in questi anni… e pensare che l’Università di soldi ce ne ha messi tanti – e ancora ne mette, no?, con i vari giornalini?
    Anche il suo intervento al primo e unico convegno serio fin qui fatto sulla crisi dell’Università è stato il più documentato e propositivo. Forse è per questo che non ha una folla di elettori alla porta?
    Se ci fossero istituzioni serie a Siena dovrebbero cominciare a incoraggiare a ripensare tutto il sistema universitario delle due università con i vari distaccamenti per prepararsi ai futuri summit di crisi regionali.
    Quanto mancherà ancora?
    Neppure un governo di sinistra ormai credo possa ignorare gli sprechi cui continuiamo ad assistere giorno dopo giorno e potrà erogare grandi cifre. I cittadini che pagano le tasse, quel 50-60%, sono furiosi.

  5. Auguri. E anche a chi lotta per una Siena migliore e per un Paese migliore. Non tutti sono la “cricca” che regalava case ai potenti…

  6. Mi associo anch’io agli auguri.

  7. Auguri di cuore anche da parte mia.

  8. Caro Giovanni,
    Buon compleanno!
    Quirino

  9. Tantissimi auguri! Però, mi chiedo: perché uno che è così schivo (chi lo conosce non può che confermarlo), ora ha deciso di rendere pubblica questa ricorrenza?

  10. Caro Giovanni,
    tanti auguri (in ritardo) anche dal Favi di Monterrenti.

  11. È l’età giusta nell’emergenza attuale per fare il rettore, non vi pare?

  12. Prima di tutto, auguri anche da parte mia, sia pure con 2 giorni di ritardo.
    Vorrei rispondere ad Arlecchino che scrive: «È l’età giusta nell’emergenza attuale per fare il rettore, non vi pare?». Certo che sarebbe l’età giusta e, aggiungo io, l’uomo giusto al momento giusto. Ma vi sarebbero numerose “controindicazioni”. Per citarne alcune: 1) «È il professore che più esprime le sue opinioni sull’Università ormai da tempo», ammette Stefano Bisi quando presenta Grasso al Convegno nella Sala del Risorgimento. 2) Ha un piano di risanamento con riduzione delle spese strutturali che non prevede ulteriori dismissioni del patrimonio immobiliare senese (è riportato in questo blog). 3) Ha previsto con anni di anticipo il dissesto dell’Ateneo; fu lui ad affermare il 22 dicembre 2004 (rettore Tosi): «La grave situazione finanziaria esistente nell’Ateneo senese ha già imposto ed imporrà pesanti manovre che ipotecheranno l’attività programmatoria dei prossimi tre rettori, proiettandone gli effetti fino al 2018-2020.» (da: Raffaele Ascheri, Le mani sulla città). Ti sembrano, questi, meriti per candidarsi a rettore?

  13. Caro Professore, sia pure con colpevole ritardo, le formulo i migliori auguri di buon compleanno e la ringrazio per lo spazio messo a disposizione alla discussione della Comunità universitaria.

    Mauro Manganelli

  14. Ringrazio tutti per gli auguri. Come ho scritto ad un amico, è la prima volta che concedo a me stesso qualcosa (i ricordi più vecchi della mia infanzia) come augurio. Segno che sto invecchiando. In tal modo credo di aver risposto anche a Lucio Palmieri. Ad Arlecchino ha risposto Remo Tessitore. Io aggiungo solo quello che ho già dichiarato: «Non credo di avere una base. Comunque, non credo neppure che questo sia il momento per candidature individuali che ubbidiscano a questioni di orgoglio personale. Con la grave emergenza in atto è necessario che tutti i colleghi che desiderano impegnarsi veramente a salvare l’Università costituiscano un direttorio, un comitato di salute pubblica. In questo modo non avrà importanza chi farà il Rettore, se sarà espressione del gruppo che avrà predisposto un progetto serio di risanamento e di rilancio dell’Ateneo!»

    Giovanni Grasso

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