Elezioni del rettore dell’università di Siena: domande senza risposta, in questa fase

Il Tavolo dell’Alternativa Senese. La competizione per l’elezione del nuovo Rettore si sta avvicinando ed i candidati hanno cominciato a partecipare ad incontri pubblici dove si cerca di comprendere quali saranno i punti centrali del programma che intendono attuare in caso di elezione. L’attenzione sia dall’interno che dall’esterno dell’Università è molto elevata, visti i notevoli problemi che l’ateneo senese sta vivendo e le forti difficoltà a mettere in moto un processo di reale risanamento economico che ha evidenti connessioni con l’ampiezza e la qualità delle attività e con le risorse professionali coinvolte.

Il fatto che i candidati occupino, com’è naturale, il centro del palcoscenico, rischia di far predominare più l’attenzione alle loro caratteristiche personali che non i contenuti che essi vogliono perseguire e le “squadre” che intendono impegnare nei ruoli più delicati; allo stesso tempo possono passare in secondo ordine gli impegni che devono essere richiesti alle istituzioni di vario livello esterne all’Università stessa. Il problema è stato percepito ed analizzato intorno al Tavolo dell’Alternativa Senese che, guardando tra l’altro con preoccupazione alla permanente indeterminatezza circa le passate responsabilità della crisi dell’ateneo e ad ipotesi alquanto azzardate di “sistemare” i malesseri universitari toscani attraverso una sorta di “Federazione degli atenei in crisi”, si attende che dai confronti pubblici tra i candidati emergano con chiarezza almeno alcuni elementi cardine.

In primo luogo qual è il parere di ciascun candidato circa l’adeguatezza o meno del piano di risanamento approvato dagli organi dell’ateneo e quali siano eventualmente le idee alternative da intraprendere. In secondo luogo, quali siano i nomi dei delegati che ciascuno ha intenzione di designare in caso di elezione, quali deleghe intende conferire, quali sono i nomi dei funzionari e dei dirigenti con i quali intende intraprendere una stretta collaborazione; in sintesi, quale sia la squadra che si vuole mettere in campo. Accanto agli uomini, quale modello organizzativo si intende adottare, quali siano i settori amministrativi ritenuti essenziali alla vita dell’ateneo e quali quelli da poter eliminare nell’ottica di un risparmio e di una razionalizzazione dei servizi. Infine, per poter meglio misurare le differenze tra i candidati, oltre ad una esplicitazione delle azioni che si intenderebbe promuovere per il rilancio dell’Ateneo, sarebbe necessario conoscere anche il loro parere circa il rapporto esistente con le istituzioni cittadine, in particolare Comune, Provincia e Fondazione, e cosa ritengono le stesse possano fare e non hanno ancora fatto per il risanamento della situazione.

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35 Risposte

  1. Riporto il comunicato di una sigla sindacale che non andrà al voto con la seguente motivazione: «I candidati sono tutti stati coinvolti a vario livello, comunque molto elevato, nella gestione degli ultimi anni di questo Ateneo. Come si può andare a votare qualcuno che ha partecipato al governo di questo Ateneo, e che ci ha portato dove siamo.»

    Perché la RdB non andrà a votare per l’elezione del Rettore
    RdB Pubblico Impiego dell’Università di Siena. A breve saremo chiamati ad eleggere nuovamente il Rettore dell’Università degli Studi di Siena. Le elezioni si svolgeranno con il solito regime del voto ponderato per il personale tecnico-amministrativo, 10 voti ne fanno 1.
    Crediamo che il diritto al voto sia importante, ma lo è altrettanto ribadire che riteniamo un diritto esprimere anche il non voto.
    La legge Gelmini, ma anche la bozza di Statuto uscita dalla commissione statuto dell’Ateneo, hanno entrambe ribadito l’espulsione di fatto del personale tecnico-amministrativo dagli organi di governo dell’università. Nella legge Gelmini, in fase di approvazione in Parlamento non viene mai nominata in modo chiaro la presenza del personale tecnico-amministrativo negli organi di governo. Nella bozza di Statuto, invece, che non è stato approvato, certo non per i limiti riguardanti la presenza del personale tecnico amministrativo vi sono due rappresentanti eletti in Senato Accademico e un garante del personale tecnico amministrativo (!) in CdA scelto dal Rettore su proposta del Senato Accademico. In un modo o nell’altro la nostra fine è scritta.
    La crisi, poi, della nostra università ha messo ancora più a nudo come sia difficile vedere l’utilità del voto del personale tecnico amministrativo. I candidati sono tutti stati coinvolti a vario livello, comunque molto elevato, nella gestione degli ultimi anni di questo Ateneo. Come si può andare a votare qualcuno che ha partecipato al governo di questo Ateneo, e che ci ha portato dove siamo.
    Va dato un segnale forte a chi diventerà Rettore: i 120 voti del personale tecnico-amministrativo non si conquistano con le promesse elettorali ma con i fatti. E questi prossimi anni saranno duri, allora perché non ribadire fin da ora che vogliamo essere tenuti nella giusta considerazione sempre, e non essere solo accusati, come personale tecnico amministrativo, di avere a vario titolo causato il danno al nostro Ateneo e di essere un esubero.
    Sulla base di queste considerazioni possiamo dire che sia utile partecipareal voto? Secondo noi no.
    Per questo motivo la RdB Pubblico Impiego dell’Università di Siena non appoggerà alcuna candidatura, e non parteciperà ad alcun incontro di confronto sui programmi dei candidati.
    Invitiamo il personale tecnico amministrativo a disertare le elezioni.
    La nostra unica arma rimane quella di far vedere quanto vale il nostro voto che seppure ponderato serve.
    Riprendiamoci un po’ di dignità, rivendichiamo la nostra libertà, senza se e senza ma!

    Non confondete mai l’arroganza dei potenti, Con la rabbia degli ultimi, Guidate la rabbia verso la sua giusta espressione, Solo così sarete davvero utili a voi stessi e alla collettività.

  2. I “Beati Paoli” mi dicono di render pubblica una cosa: non votate per l’uomo di paglia, l’attuale rettore. Egli è più adatto a fare il capitano della contrada, e forse ormai lo fuggono anche i pinguini del Cile. Ti ricordi caro rettore quando con altisonanza dicesti che quel tale senza laurea lo avevi cacciato dopo che aveva contribuito a fare il buco e a piazzare una 50ina di persone al rettorato? Ma se ora lo avete premiato. Invito le forze di polizia a scartabellare tutti i concorsi e le “chiamate” (contratto eterno) con cui i professori noti hanno raggiunto tale status. I “Beati” mi dicono che ce li ha messi tutti il partito.
    Sempre i “Beati” mi fan sapere che Joe e complici che perseguitano quel noto storico agganciandosi a una cricca, l’han fatta grossa… e si sente la puzza. Il falso ideologico – secondo i giureconsulti – si connette con l’infedeltà alla Pubblica Amm.ne. È previsto il licenziamento in tronco. Se Joe fosse un uomo non si parerebbe dietro al suo parente che ha in mano tutto il PD della Toscana.
    Scusate ma i “Beati” sono incazzati neri… Io pure…
    Bardo

  3. Mi permetto di esprimere il mio dissenso con la posizione espressa da RdB Pubblico Impiego dell’Università di Siena in merito all’elezione del Rettore.
    Per vari ordini di motivi:
    – sulla stesura della legge Gelmini non credo che il Rettore e l’Università di Siena riescano ad influire più di tanto; sono anzi sicuro che non possano influire per niente. E neanche altri danno l’impressione di poterlo fare;
    – non mi risulta chiaro cosa si persegua nel contestare una bozza di Statuto ormai “abbandonato” dal 9 novembre 2009;
    – il voto sarà ponderato (1/10) ma è pur sempre un voto (e quanto può pesare lo si è visto nelle ultime elezioni).

    Ma soprattuto: che io sappia l’ “Aventino” storicamente non ha mai rappresentato una scelta vincente. Tutto pare destinato a proseguire come nulla fosse.
    Sembra più proficuo,invece, utilizzare al massimo gli strumenti che abbiamo. Sono tre i candidati a Rettore? Facciamoli esporre pubblicamente e con precisione sugli argomenti che più ci stanno a cuore (per esempio anche sulle modifiche di Statuto in merito alle rappresentanze del personale tecnico amministrativo) e, dopo, regoliamoci di conseguenza.
    Anche se nessuno dei candidati è puro come una vestale, almeno questo si può fare. Conterà poco, ma è ciò che si può a favore della nostra categoria.

    Mauro

  4. E a proposito di piano di risanamento, risultano degne della massima perplessità le dichiarazioni di Alessandro Starnini che leggo sul blog di Stefano Bisi e che vi ripropongo commentate:

    «ho avuto modo di vedere il piano di risanamento della nostra università: non si risana nulla. La scelta di tagliare lo stipendio ai lettori è inaccettabile…» Starnini

    Tanto per cominciare “nostra” di chi? Forse Starnini non sa che l’Università è dello Stato? Sembra incredibile, ma il tenore del discorso lascia trapelare questo. O forse si illude che tutti abbiano la sveglia al collo e che non abbiano capito il bluff che c’è dietro l’alienazione delle Scotte? Che la Regione non ha tirato fuori una lira e che invece ha dato il permesso all’Azienda di accendere un mutuo col quale rifinanziare l’Ateneo? E già che ci siamo: ma cosa è stato venduto delle Scotte? Materialmente intendo. Che c’è scritto nel contratto? Che obbligazioni prevede per le parti? E ancora: osserviamo come si confonda sapientemente il culo colle quarant’ore. Che c’entrano i lettori con il risanamento? E soprattutto cos’ha letto Starnini? Il piano di risanamento. Divertente. Non la relazione allegata, ché quella non dice assolutamente niente. Il piano di risanamento, che poi di risanamento non è, è un pacco tanto di fogli di calcolo che dimostrano, dati alla mano, che si tratta di un programma che “tende” al risanamento e che al 2014 farà restare sotto soglia l’Ateneo di qualcosa come 24 milioni di euro.

    «o tutti o nessuno.» Starnini

    Ecco! Questo è proprio il tipo di asserzione penosa che la storia, anche recente, insegna quanto sia fallimentare. Nella presunta impossibilità di ricorrere a quello che anche in natura è il principio prevalente, quello di selezione, si ricorre a queste formule che appiattiscono tutti ai livelli più bassi o addirittura li annullano.
    Tutti chi? Verrebbe da domandarsi. La questione CEL è stata ampiamente sviscerata ed il risultato è stato che a) il loro contratto era ed è nullo; b) che in base a tale contratto (nullo) avevano percepito cifre che non spettavano loro; c) che l’Amministrazione universitaria, rischiando grosso di fronte alla Corte dei Conti, aveva comunque proposto un taglio di gran lunga inferiore a quello poi avvenuto; d) che grazie alle pressioni ed all’intransigenza di alcune sigle sindacali, soprattutto di una, largamente vicina al PD, e grazie anche a qualche docente particolarmente riottoso alla ragionevolezza, il salario integrativo è stato ridotto a zero. Questo è quanto. La colpa, se colpa c’è, è stata quella di erogare per anni somme non dovute ed assolutamente al di fuori di qualsiasi norma, anche di buon senso.

    «il blocco degli stipendi deciso dal governo farà risparmiare diversi milioni ma il disavanzo resterà.» Starnini

    Starnini forse non sa che per quanto attiene ad almeno una componente, gli stipendi sono bloccati da mo’. E considerato comunque che viene esuberato solo con gli stipendi del 25% il fondo di finanziamento ordinario, il blocco cui allude Starnini non servirà proprio a niente, almeno per quanto riguarda Siena ed il suo Ateneo.

    «Nel frattempo i tagli alle attività “pregiate ” farà vegetare l’università. Il governo punta a farne morire diverse decine.» Starnini

    A parte la banale osservazione che sarebbe simpatico sapere che minchia mai ne sappia Starnini (e molti altri: Ceccuzzi, Cenni, Bezzini e compagnia cantante) di università e, soprattutto, di eccellenza. Non è sufficiente intervenire ai dibattiti organizzati – per dire – a Castelnuovo dai titoli roboanti, quando in realtà si tratta semplicemente di un modo come un altro per cercare di ciucciare un po’ di soldi alla solita “mucchina”. L’eccellenza è un’altra cosa e parte, per fare un esempio, dalla conoscenza eccellente della propria lingua (altro che “i tagli” “farà vegetare” che non ha senso nemmeno se tradotto in urdu). Che c’entri poi il Governo non si capisce. I tagli di 34 corsi di laurea prima e di 72 recentemente sono stati fatti in modo e per ragioni assolutamente indipendenti dalla manovra finanziaria, che pure certo non favorisce gli enti pubblici, soprattutto se sono stati affondati finanziariamente dal PD locale. Inoltre non è chiaro per quale ragione ciò che fa il Governo ora sia una porcherìa (leggi il pedaggio sulla Siena-Firenze) quando non più di due mesi fa Starnini si era fatto promotore della medesima porcherìa. Si mettesse d’accordo con sé stesso, forse sarebbe meglio.

    «non possiamo permettercelo! se muore l’università muore Siena. D’altra parte non possiamo buttare altri soldi al vento solo per pagare spese correnti come per i 100 milioni pagati dalla regione per le Scotte.» Starnini

    Non si capisce bene chi sia il soggetto della frase, ma comunque si può agevolmente indurre come si continui da parte di certuni a spacciare fischi per fiaschi. A quali cento milioni pagati dalla Regione si riferisce Starnini? Perché ho spiegato poco sopra come siano andate le cose. E di altri soldi buttati al vento da enti locali non se ne è avuto sentore.

    «l’unica strada è insistere sui pre-pensionamenti anche trovando risorse locali esclusivamente finalizzate a questo, in maniera studiata e razionale, equa.» Starnini

    Ma se tutta la Provincia, grazie all’illuminata politica del PD è sott’acqua diversi metri! La Banca non distribuisce gli utili agli azionisti e Starnini conta di trovare risorse locali per favorire il prepensionamento! Incredibile! E prepensionare chicchessìa può essere tutto salvo che equo, su questo non ci piove.

    «contemporaneamente bisogna riprogettare l’ateneo, pensare al futuro, scegliere i grandi campi di ricerca e di insegnamento nei quali essere competitivi, aprirsi all’esterno essere davvero utili allo sviluppo aumentando così le possibilità di nuove entrate, tenendo conto di quello che in tal senso possono fare insieme gli atenei toscani.» Starnini

    Come no! Semplicissimo. Visto come si è intervenuti sinora e nell’impossibilità di cambiare anche solo una persona, sarà semplicissima questa operazione. Delle due l’una: o le eccellenze ci sono di già, e allora finora sono servite a poco, oppure non ci sono e visto che non si può assumere neanche qualcuno che dia il cencio in terra, rimmarremo desolatamente senza eccellenze. Grazie a Starnini poi ora abbiamo tutto più chiaro. Siccome, fra l’altro, a Pisa e a Firenze sono pieni di quattrini, che difficoltà dovrebbe esserci acché si proceda ad una confederazione? Basta tenere presente che gli Atenei toscani non sono tre, ma sei. Poi il resto viene facile.

    «se partiamo prima degli altri avremo un vantaggio. Per far bene queste cose serve un governo diverso dell’università, con un consiglio di amministrazione vero, molto competente e prestigioso, non presieduto dal rettore chiunque esso sia.» Starnini

    A parte che essendo composto in buona parte, il CdA dell’Ateneo, da consiglieri designati da Starnini o dai suoi compagni di partito e di malgoverno, questa affermazione mi pare un bell’autogoal. Significa difatti implicitamente che sinora il CdA è stato falso e che ora il PD deve trovare il sistema di imbrogliare le carte (e c’era quasi riuscito grazie alla commissione “governance” presieduta, bada caso, da uno degli attuali candidati a Rettore che pare raccogliere più di altri il favore dell’onnipotente partito) in modo da: a) insabbiare le malefatte compiute sinora; b) continuare a governare l’Ateneo compiendone di nuove e più fantasiose, levandosi dai piedi anche Rettore e Direttore Amministrativo. Un’idea semplicissima cui nessuno che non alberghi nella cupola del PD regionale toscano aveva francamente pensato.

    «servono infine istituzioni locali impegnatissime in questa direzione, decise a vincolare ogni risorsa locale, anche una parte almeno di quelle che attualmente vanno all’ateneo, al risanamento vero e al rilancio e non a mantenere l’esistente.» Starnini

    E dài con le risorse locali e coi rilanci. Senza soldi non si fa niente e i soldi non ci sono, non ce ne saranno per anni ed, anzi, per anni saremo soffocati dai debiti cui non riusciamo a far fronte nemmeno ora con tutti i bluff e le iniezioni di liquidità.

    «certamente se vi fosse un governo del paese diverso sarebbe tutto più semplice. Riformare, togliere sprechi e privilegi e insieme rilanciare università e ricerca senza le quali non c’è futuro… ma questo è un altro discorso.» Starnini

    Perché in effetti quando c’erano Prodi e il PD al Governo sull’Università e sulla scuola piovevano risorse sovrabbondanti. I quasi 300 milioni di buco li ha fatti l’attuale Rettore in quei 3 mesi che sono intercorsi tra le elezioni della primavera del 2008 e il settembre dello stesso anno. Bravissimo, va detto, perché sembra un’operazione al di fuori dell’umana possibilità. Però certo con un Governo siffatto anche i miracoli si possono fare. Da una florida gestione PD dell’Ateneo, siamo passati al disastro causato da Berlusconi e dai suoi accoliti che, evidentemente, allignano a frotte tra docenti e personale tecnico amministrativo dell’Ateneo di Siena.

    Bravo Starnini! 10 e lode!

  5. Ismaele, eccezionale! Bravo, era l’ora che ti facessi vivo…

  6. Starnini potrebbe più utilmente occuparsi d’una questione sulla quale ho mandato questa lettera a Zoom, vediamo se la pubblicano mercoledì prossimo…

    Addavenì baffone…
    Forse si sarebbe detto così un tempo leggendo dei 48mila euro di gettone, 3mila a testa, che la Deputazione allargata della Fondazione MPS prende a ogni riunione: senonché sno proprio gli eredi diretti o indiretti di Stalin a farlo! Il maligno si chiederà come mai c’è tanta differenza tra quelle 3mila e le 50 (mi pare fosse venuto fuori con indignazione dei soliti furbi) dei consiglieri comunali. I secondi vanno penalizzati perché hanno riscosso la fiducia della base popolare? E quei magnifici 16 premiati perché siano fedeli al potere politico e/o personale che li ha nominati? Sarebbe bellino sapere se ci sono assenze alle riunioni, non Vi pare?
    C’è qualcosa di marcio a Siena, se i moralisti di sempre taccioni su questo scandalo, il più evidente, il più bisognoso di intervento. Quel loquace sindaco da fine mandato che ne dice? E, soprattutto, che ne dice quel bell’imbusto del Ceccuzzi?
    Archimede

  7. Concordo con il titolo dato al post: vedrete che le domande resteranno senza risposta. Sono domande ovvie e scontate, ma i candidati, come si è visto, chiedono il voto al buio, sulla parola, senza uno straccio di piano di risanamento da sottoporre agli elettori.
    – Ha ragione Petracca: nessuno può rilanciare la didattica, la ricerca ed il prestigio dell’ateneo senese senza un preventivo risanamento strutturale del bilancio.
    – Ha ragione Rossi: occorre un programma coraggioso che riduca il debito strutturale, ridimensionando l’ateneo senese ed abbia la forza e l’autorevolezza di sintonizzare le istanze sociali, politiche e sindacali con quelle proprie dell’istituzione universitaria.
    – Ha ragione Grasso: con la grave emergenza in atto è necessario che tutti i colleghi che desiderano impegnarsi veramente a salvare l’Università costituiscano un direttorio, un comitato di salute pubblica che predisponga un serio progetto di risanamento e di rilancio dell’Ateneo. A quel punto il Rettore sarà uno del gruppo che avrà predisposto il progetto.
    – Ha ragione il Tavolo dell’Alternativa Senese a chiedere di conoscere la “squadra” ed il modello organizzativo che i candidati intendono adottare.
    – Ha ragione Stavrogin: il problema, oggi come oggi, a livello nazionale come (moltiplicato per cento) a livello locale, è quello di garantire, in qualche forma decente, un minimo di turn over.

    Eppure, colpisce il silenzio assordante dei candidati su questi problemi. A onor del vero, Focardi, forse perché è stato l’ultimo a scendere in campo, una posizione chiara l’avrebbe presa: se non ridurremo il disavanzo strutturale, stipendi, ricerca, didattica e servizi non potranno esistere e sarà impossibile sviluppare un credibile progetto per il futuro dell’Ateneo senese.
    A questo punto è quasi doveroso riportare la domanda che sempre più di frequente gira tra i colleghi. Per quale ragione dovremmo votare per Riccaboni o Vicino? Non solo non propongono nulla per ridurre il disavanzo strutturale ma, non conoscendo la gravità della situazione (come si desume dai programmi e dai loro interventi in pubblico), porterebbero inevitabilmente a ritardare qualsiasi decisione riguardante il piano di risanamento. Allora, tanto vale tenersi Focardi per altri 4 anni; ammesso che nel frattempo non intervenga “qualcosa” che interrompa prematuramente il suo nuovo mandato.

  8. Focardi si assume il merito del risanamento quando è stato una delle cause del danno… ribadisco che i 300 stabilizzati tra cui la di lui figlia contribuiscono non poco al problema… inoltre la sua conoscenza dei fatti acclarata dalla famosa perizia mazars è avvenuta all’inizio del suo mandato mentre gli atti in procura li ha portato molto dopo… qualcuno gli chiedesse il perché…
    Focardi ha promesso ai precari – me presente – di bandire entro il 2010… ovviamente non era vero… se questo è il rettore che ri-volete… auguri… ma francamente di bugie ne ha raccontate abbastanza o no??

  9. E così, nel listino dei rettori, arriva sulla stampa un argomento di cui si discute molto tra i dipendenti universitari e che è di importanza fondamentale per il risanamento e successivo rilancio dell’università di Siena: la Direzione amministrativa. Scrive Gaia Tancredi sul Corriere di Siena di oggi: «Si pensa anche che a far gioco sia la scelta del Direttore Amministrativo: Focardi confermerebbe Antonio Barretta, gli altri due no.»
    Che sia il segno dei tempi? Un buon capitano sa che per salvare la barca che sta affondando si deve buttare a mare la zavorra e tutto quello che non serve. Possibile che Focardi non lo abbia capito? Oppure c’è qualcosa che ci sfugge?

  10. Gino, Barretta sarebbe zavorra? Senza Barretta tutto il risamento fino ad adesso chi lo avrebbe fatto? Mr Miccolis – detto voglio 64mila euro in più per i viaggi? Forza su… è ovvio che Riccaboni non può avere un collega come DA e che legittimamente Vicino vorrebbe una cesura-…

  11. Ritengo di non aver perso alcuna battuta sulla telenovela del dissesto economico-finanziario dell’ateneo senese. Ma l’affermazione di Cal («senza Barretta tutto il risanamento fino ad adesso chi lo avrebbe fatto?»), così decisa e sicura, mi ha suscitato qualche indecisione. Allora Cal mi dici, per favore, di quale risanamento parli? Quali sono le linee strategiche d’intervento messe in atto da Barretta per riequilibrare la gestione finanziaria? Come pensa Barretta di sostenere la spesa corrente e l’indebitamento? Continuando con le dismissioni patrimoniali?
    Cal dice che Riccaboni non può avere un collega come direttore amministrativo; invece Focardi lo può avere?

  12. Riccaboni non può avere un collega di dipartimento come DA…
    Le dismissioni di patrimonio sono l’unica strada… o hai soluzioni migliori…???
    Poi come si negoziano gli accordi è altro paio di maniche…

  13. Scusate l’intromissione d’un anziano nei Vostri dotti conversari.
    Barretta non è un ordinario, non è ‘collega’ di Focardi. Non è cosa dappoco per chi conosce il mondo universitario, lo’ale e nazionale!

  14. Segnalo un articolo utile alla discussione di questo post pubblicato dal Corriere di Siena (25 giugno 2010) a firma Giovanni Minnucci con il titolo:

    Per l’ateneo non servono ponti ma fondamenta
    Giovanni Minnucci

    Leggo stamani un articolo sul Corriere di Siena nel quale si afferma, fra l’altro, che il prof. Vicino “nel frattempo è anche riuscito a stabilire un ponte con l’ex Prorettore Giovanni Minnucci che porta con sé alcune decine di voti di simpatizzanti e con il quale potrebbe istituire, al momento opportuno, una alleanza significativa. Nel caso in cui fosse eletto, Vicino lo vorrebbe al suo fianco…”.
    La scelta fatta a suo tempo, come ho più volte ripetuto, di accettare la nomina a Pro rettore, in un momento drammatico della vita del nostro Ateneo, era una scelta di tipo istituzionale, e fatta esclusivamente in ragione dello stato di necessità in cui versava l’Università di Siena. Per questo motivo, all’inizio di fatto della “campagna elettorale”, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni.
    Mi si consenta di riandare brevemente indietro con la memoria.
    Sono stati mesi molto difficili, durante i quali l’Ateneo sembrava aver perso completamente la bussola, con l’apertura di una serie di “lotte intestine”, alcune delle quali assai poco nobili.
    A tutto questo non voglio dedicare troppo spazio: esse, però, senza dubbio, hanno fortemente contribuito a minare la coesione, la forza istituzionale e di immagine dell’Università di Siena, mentre sarebbe stata necessaria l’unità d’intenti e di azione esclusivamente finalizzate alla salvaguardia del nostro Ateneo.
    Malgrado ciò, nello svolgimento del ruolo che mi è stato affidato, ho cercato di tenere la barra dritta, guardando esclusivamente alla stella polare che era ed è costituita dal bene dell’Istituzione; nella sostanza: il bene comune. Mi sono attenuto ad alcuni semplici criteri: amore per la mia Università, rispetto rigoroso delle regole, dignità del ruolo ricoperto, presenza costante ed attiva al mio posto di lavoro al rettorato, e un minimo di buon senso.
    Tutto ciò, insieme ad alcune recenti posizioni pubbliche ha generato, almeno credo, i numerosi attestati di stima e di fiducia che ancora oggi mi vengono privatamente e pubblicamente rivolti, tant’è che alcuni si sono fatti sostenitori di una cosiddetta “quarta via”.
    Poiché lo Statuto non prevede la formulazione di candidature ufficiali, ma esclusivamente l’eleggibilità dei professori ordinari a tempo pieno, mi si dice che gli elettori voteranno anche per me, ancorché io non abbia fatto campagna elettorale e non abbia chiesto voti ad alcuno.
    Non so se tutto questo si verificherà: occorrerà attendere il 7 luglio.
    Dopo di che, come ho sempre fatto, deciderò del tutto liberamente, quale strada percorrere.
    Pertanto ogni previsione circa il mio futuro risulta, ad oggi, dal mio punto di vista, assolutamente infondata.
    Per restare nella simpatica metafora. I ponti si reggono almeno su due campate: io la mia non l’ho costruita perché non ho alcuna intenzione di costruire ponti.
    Al contrario, andrebbe riprogettato, in maniera seria e rigorosa, l’intero edificio Ateneo: per far ciò non vanno costruiti ponti, ma vanno risanate innanzitutto le fondamenta, dopo di che si potranno ricostruire e risanare anche i muri della nostra Casa comune.

  15. Che poetico il sor Minnucci… anche qui concretezza come al solito poca poca… Barretta è prof associato… non è ordinario… ma non ambisce a fare il rettore… Collega in questo senso… Miccolis non è un accademico…

  16. Uhm, Minnucci ha fatto un discorso accettabile: il 7 bisogna far saltare l’elezione così si potrà aprire (forse) un dibattito serio e nuove candidature: Dio sa se ce ne è bisogno! Ma le domande di ZOOM non le dimentichi nessuno, da Focardi a Minnucci. Ok? Non è difficile leggerle… anche in questo blog se qualcuno ha sospetti per le liste civiche.

  17. Oggi i fogliacci locali alias giornali hanno intervistato il Focardi. Lui dice che qualcuno ha fatto il buco perché spendeva e spandeva alla faccia dell’utenza. Lo ha detto anche quando corse in Procura. Ma avrà fatto quel nome benedettiddio!!?? Guarda che poi il partito non è più potente come un tempo, si è smandrappato, insomma!
    Bardo

  18. Ci vuole una faccia di bronzo discreta per dire che lui non sapeva niente… cazzarola un solo nome Mazars….
    Vergogna… è incomprensibile come qualcuno possa ancora pensare di votare uno che ha fatto delle panzane il suo principale strumento di governance

  19. Il Palio di Alì
    Corre voce che Focardi abbia dato “forfait”, forse inseguito dalla Vergogna. Ciò accade sotto il segno del Palio di Alì. Focardi avrebbe fatto bene: troppo compromesso, troppi sensi di colpa… Ma a proposito del palio dipinto dal musulmano, cosa che non ha rilevato il rampante professorino Giovanni Mazzini né altri: c’è chi ha notato come il Drago abbia una faccia semitica. Quindi l’Uomo-Guerriero con la kefià sarebbe l’uccisore della gente con la cheppià, quella che ha messo in testa Fini, il grande amico di Isreale. È un po’ la stessa metafora che molti anni fa vedeva Trotsky uccisore del dragone del Capitale, nelle vesti del noto santo. Mentre Israele preapara la guerra all’Iran, con l’appoggio degli Usa di Barak Obama, non c’è male per il pallium “messaggero di pace”.
    Bardo, savolta come semiologo

  20. Mah, gli arcieri saraceni non son certo stati decisivi come la cavalleria tedesca a Montaperti! Che pena! Anche la storia strumentalizzata a fini ideologico-propagandistici; con un po’ di filo-islamismo d’accatto questa sinistra fallimentare pensa di rimettersi in piedi? Penoso, penoso…

  21. Palio. Al contrario, a me il Drappellone è piaciuto molto: Siena, gelosa custode delle sue tradizioni, nel contempo si apre al mondo.
    La simpatia è nelle doti dell’autore del dipinto. Solo, io vorrei che una volta nella vita si rappresentasse la figura della Madonna quale probabilmente questa persona era: araba, giovanissima quando ebbe il suo primo (unico?) figlio, sfatta dai dolori quando morì.
    Quella bellissima donna che viene raffigurata anche questa volta, potrebbe essere Manuela Arcuri o quant’altre. Nessuna speranza per noi brutte?
    Elezioni Rettore. Tutti sapevano, anche i non “addetti ai lavori”, quello che succedeva all’interno dell’università: decine di persone assunte non tanto per necessità, quanto per altri motivi. Chi non è stato protagonista del malcostume, è stato complice.
    Pertanto, se certi docenti coraggiosamente si propongono per cercare in qualche modo di salvare la situazione, ben vengano, santo cielo! Tutti quelli che si sono candidati come rettore, o nel comitato di amministrazione dovrebbero entrare a far parte di un probabile comitato. Attenzione, invece, a chi momentaneamente si è fatto trasparente! Attenzione: che tutto non resti come prima. Attenzione davvero; state in campana!

    Solo nel medioevo, e forse anche dopo, ma più raramente, si buttavano fuori le mura le bocche inutili. Che crudeltà!
    È da ammirare chi, intanto, cerca soluzioni valide, con compassione. Sono sicura che le cose nel tempo si sistemeranno.

    Il Dr. Starnini è persona che si muove con sentimenti nobili: perché escludere queste persone?
    Se sono in parte “colpevoli” della situazione (mi scuso se sbaglio, mi è sembrato di leggere così), motivo di più per non emarginarle: che ora si diano da fare per cercare soluzione ai problemi: troppo comodo il contrario!.

    Non siate così amari.

  22. Gianna, ti prego, “arabi” non ce ne erano nel Regno di Erode! La loro lingua stessa è recente, legata alla religione! La Madonna era un’ebrea, ricordalo, o non è politicamente corretto dirlo a sinistra?
    Bello è bello, il Palio, ma che i contenuti, se se ne può parlare senza diventare “razzisti” o filoisraeliani che è anche peggio, siano un minimo coerenti è più difficile dirlo.
    Che c’entra con gli arcieri saraceni San Giorgio? Tolleranza non vuol dire fare un pou pourri assurdo.
    Queste religioni sono un disastro, ma lo sono ancor di più quelli che vorrebbero confonderle, di solito senza essere religiosi peraltro. Da noi si può mettere una Madonna con i simboli delle tre religioni: provateci in un Paese arabo. Un sindaco con un minimo di palle avrebbe dovuto con tatto farlo notare e un arcivescovo cattolico cosciente di quel che succede in Medio Oriente avrebbe fatto bene a pensare prima di parlare. Ma tant’è, ormai questo generico buonismo che tutto confonde va di moda! Auguri, ce ne è veramente bisogno per i nostri figli della futura Europa.
    Gianna, scusa ancora, ma le bocche inutili sono del 1555: in piena età cosidetta moderna perché seppe criticare la Chiesa romana!
    Che poi Starnini possa aiutarVi in questa situazione mi sembra strano: perché non criticava a suo tempo Berlinguer e Tosi come andava fatto?

  23. Sulle bocche disutili del 1555 ci ho fatto una lezione al Dipartimento di Storia, regno della Piccinni (lei ignorava la mia presenza tuttavia). Non vi è tempo per dilungarci. O Gianna, brava! Non ho detto che il Palio sia brutto. Ho solo evidenziato cose che Barzanti, Calabrese e il rampante goliarda-professorino Mazzini non hanno evidenziato. Aspettiamo Catoni e magari lo storico locale Balestracci.
    Bardo

  24. Sulla mail del Direttore Amministrativo – disattivazione Adsl – chiedo: ma sono pagate con i fondi di ricerca o fondi di sponsorizzazione?
    Come fanno ad incidere sui Fondi di Ateneo?? Il Direttore vuole sindacare su come vengono utilizzati i fondi di ricerca? L’adsl grava sui fondi di Ateneo, come i contratti per ricercatori a tempo determinato, finanziati dai fondi di ricerca o da fondi esterni!!
    Per i telefoni di tutto il personale, ancora i “competenti (in cosa??) uffici non si sono mossi??”
    Lo sanno i competenti uffici che l’uso privato del telefono (come quello delle auto blue) è reato.
    La convenzione adsl, non a carico dell’Ateneo, credo sia nata ripetendo una convenzione esistente per il personale CNR!! Non è un privilegio!! Si potranno controllare anche i siti su cui si lavora con la convenzione ADSL!!
    Dato che ci sono, chiederei come va la messa a “rendita” di Pontignano…
    Non continuano con polveroni… dal vago sapere ritorsione “canadese”!!

  25. A che so io gravano sui fondi di ricerca così come le missioni…

  26. Arlecchino, poche righe in fretta:

    Raffigurazione Madonne: “..da noi si può mettere una Madonna con i simboli di tre religioni” e in altri paesi, no:
    dipende da che filosofia di vita si adotta; la mia convinzione è che la legge del taglione “occhio per occhio e dente per dente”, ha prodotto, produce e produrrà solo un mondo di ciechi e sdentati.
    Ribadisco pertanto che a me questo Palio è piaciuto proprio e anche perché l’artista ha affrontato con coraggio e fantasia temi particolarmente delicati.

    Bocche inutili: parlando a Siena è quasi obbligatorio andare al 1555, quando si mandarono al macello anche gli orfanelli del Santa Maria; ma la pratica è stata largamente diffusa anche in altri tempi e in altri luoghi.

    Ritornando all’università, recepisco la sofferenza di chi ha il giustificato timore di restare disoccupato e vorrei tanto poter essere in qualche modo utile. Pertanto, ritengo che chi, pur animato da buoni sentimenti (ma non sempre), ha provocato tale situazione anzichè essere emarginato dovrebbe partecipare, eccome!, a risolverla. Troppo comodo defilarsi.
    Poi, a bocce ferme, le misure dovrebbero essere coraggiose e severe.

  27. 1555. C’è di mezzo l’ “eroe” Blaise de Montluc o Monluc. Forse per questo il sindaco ha messo in cantina la ricerca del mio amico storico. Non si chiama Duccio.
    bardo

  28. Sul “Corriere Fiorentino” di oggi articolo arzigolato e sguisciante di Barzanti sul drappellone ma giuste precisazioni accanto di Ermini, tutt’altro che di destra. Leggilo, Gianna!

  29. Ho scordato, della “cordata”, di menzionare l’antropologo Falassi, forse collegato con quelli di Lettere. Bàh, dirà pur la sua, è tempo di comparsate paliesche, è tempo della “nostra Festa”, come dice il primo cittadino. E’ intanto comparso l’immarcescibile Toti. Pare che alla mostra del Santa Maria della Scala-lo ha confermato Toti, “conservatore” e neo vicario dell’Infamona-sian passati in pochi mesi 260.000 visitatori. Ecco che a fine anno avrà piu’ visite di Lourdes, forse. Ed ecco allora come fanno a mantenersi. Un ente in attivo e virtuoso, un modello per l’Università “bucata”! Il mio amico storico, collaboratore del museo, vorrebbe prenotarsi come direttore del Santa Maria: pare assurdo anche ai Beati Paoli che una ingegnere-la Tati Campioni-diriga un ente culturale: che c’azzecca? Va bèh che ha sposato un rampollo di Bianchi Bandinelli…La carli che fa? Si defila? Si lascia incaprettare dalla Tati?? I misteri di Parigi…pàrdon di Siena!
    Quindi, contrariamente a Joe Valachi e C. che parlano del Santa Maria come di un “casino”, il Toti conferma ch’esso funziona: “abbiamo i nostri restauratori”, dice. Avranno anche i loro storici? La Piccinni essendo amica del Cenni è improponibile come “capessa” del SMS: ci sarebbe anche cumulo delle cariche…troppa voracità pòle fà schiattà! Iddio non voglia, ce li conservi tutti questi augusti personaggi senesi.
    Intanto Alì fa ulteriori chiarimenti…ma qui dovrei parlare di Lévi-Strauss metafisico strutturalista o di Heidegger, ecc. Inatnto Heidegger mi dà ragione: i poeti racchiudono la storia, disse a un certo punto, dopo essersi avvitato sull’Ontologia dell’Essere…
    Ve saluto
    Bardo

  30. Avviso ai naviganti:
    “Le navette messe a disposizione sono 3; ciascuna dispone di 8 posti. La prima corsa sarà effettuata alle 9 e le successive a intervalli di 15/20 minuti fino alle 18,30”.
    Quanto ci costano le 216 traversate a/r San Miniato/Scotte/San Francesco??
    P.S. Si accettano scomesse sulla percentuale dei non votanti!

  31. 30%?

  32. Caro Arlecchino, devi specificare:
    30% dei voti materialmente espressi o 30% dei voti giuridicamente attribuiti? Sai, ci sono i Ricercatori che valgono 1/2 ed il personale tecnico amministrativo che vale 1/10.

    A proposito: i posti delle navette tengono conto delle riduzioni? Un seggiolino per due ricercatori (uno in collo all’altro) ed uno ogni dieci tecnici-amministrativi (e qui la cosa si fa più problematica). Però si risparmierebbe….

    Mauro

  33. Per risparmiare si potrebbe prendere esempio dal Comune – a pertire dalla discriminazione in termini pecuniari fatta dall’onnipotente Joe, aspirante a un assessorato: basta colpire due malati di cancro, nel segno dell’eugenetica nazista: e non fa niente che Joe sia del partito di maggioranza. E il suo amico della “Giovine Italia” che insegnava in qualche università sa forse niente?
    bardo

    P.S. I “Beati Paoli” mi dicono che se Joe guarda il cielo a Sud invece che a Nord, vedrà tramontare anche la sua “Ursa Major”. Non lo inganni il Boreale. E siam destinati a rivederci Joe, Grande Boss: ma mi vedrai come il Vikingo protetto da Thor e Odino. A te, io vindice, lascio i carabattoli e i pupari e pupazzi del tuo partito che, al pari dei senza laurea e dei titoli abusati, ha permesso la tua folgorante carriera.

  34. Ah, Paolo, ma non puoi chiarire? Hai un pubblico che va un po’ino più in là delle mura del Comune di Siena… che è ‘sto zoo? E che rapporto con l’Università?

  35. È il solito zoo provinciale dove però avvengono reali porcate. Due malati di cancro son stati “tagliati economicamente” dal Comune (ho nomi e prove, N.B.!!!). A capo di questa cricca sta Joe, e basta decifrare un poco, a partire dalla costellazione nomata. Certo, preferivo Esiodo o Virgilio, e preferivo che l’amico di Joe, appartenente, anzi fondatore della summentovata associazione nominale, dopo aver insegnato in qualche università non avesse avuto altre fonti di introito. Ma il mattone tira, si sa.
    Epperò dicoti, o Arlecchino, che i tuoi referenti conoscono la storia, una ben triste storia fatta di emarginazione e di provocazione.
    Che Joe e C. sian repellenti è un fatto.
    A proposito, ho udito una lectio magistralis di Dionigi, rettore di Bologna. Qui manco se la sognano (era sul denaro, il suo transeunte, la sua spiritualizzazione ecc.). Bisognava aver coraggio molti anni fa e fare le valige da questo orribile borgo ove regna solo l’horror vacui.
    Il Bardo in associaz. coi Beati Paoli

    P.S. Joe, ‘sto purceddu, sarebbe da cagare alla grande, se non fosse il terminale di un complotto (chi ha scheletri nell’armadio cede…). La cosa più stomachevole e infame è che questo dirigente pressoché analfabeta, ex comunista, debba giudicare il lavoro degli altri. Persino il lavoro di una pubblicazione esimia che l’Esule della Città Eterna, ha detto “Va bene, Okay, è valido”.
    Ma in che schifo di regnum siamo??? Ma se questi deficienti possono a malapena “parlare di palio”. E parliamo di Palio disse Joe al contradaiolo amico – tanto gli incassi del mattone son garantiti!!! L’Università invece fu mollata dall’amico di Joe perché un c’era trippa pei gatti… Bisogna avvisare il Senza-Laurea Docente lo stesso…
    Bardus

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