Subito un direttore amministrativo per l’università di Siena

Chi l’ha detto che a Siena l’onomastico non si festeggia? Che non sia vero lo dimostra un senese purosangue, dipendente dell’Università di Siena: tal Giovanni Forconi. Giovedì 24 giugno, giorno della ricorrenza della natività di San Giovanni Battista, Forconi rimane folgorato dalla e-mail del Direttore amministrativo Barretta, che informava la comunità accademica della sua decisione di disattivare le linee telefoniche Adsl, installate presso il domicilio privato di alcuni docenti e tecnici-amministrativi. Il motivo della disattivazione? Risparmiare 300.000 euro, il costo del servizio nel 2009. Forconi, dimostrandosi dipendente “solerte”, fa un po’ di conti e pensa d’aver individuato un altro capitolo di sperpero di denaro. Eccitato, decide di regalarsi uno scoop per il suo onomastico ed invia agli organi d’informazione la seguente e-mail. «A casa l’Adsl costa circa 240 € l’anno: 300mila diviso 240 =1250. Quei soldi bastavano a pagare l’Adsl a 1250 persone! Praticamente tutti i docenti e 1/8 del personale amministrativo. Vi prego ditemi che sono uno stupido che ha frainteso tutto perché questa “crisi” sta diventando vecchia e forse diventa per troppi un alibi per giustificare una malagestione. Mi auguro allora che si attivi la procedura perché i dipendenti restituiscano i soldi. Non riesco ad immaginare secondo quale criterio tali spese siano state autorizzate dai responsabili dei centri di costo. Per piacere, ditemi che ho letto male!».

La notizia, partita dal Direttore amministrativo, non ha bisogno di verifiche ed è subito sfruttata dai mezzi d’informazione locali. IlCittadino online (24 giugno) titola per primo: «Università: 300mila euro per l’adsl a domicilio». Seguono a ruota il Corriere di Siena (25 giugno), in prima pagina con foto del Direttore amministrativo, e Siena news con i seguenti titoli: «Ateneo sprecone sui telefoni dei docenti». La “Nazione Siena” del giorno successivo titola: «Barretta taglia l’Adsl nelle case dei docenti ma c’è chi vuole che i docenti paghino». Ma “una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale (…) vola veloce di bocca in bocca”. Scontato, pertanto, il sarcasmo della gente: «Il buco di bilancio? Ma se vi fate pagare dall’università anche il telefono di casa!». «Con tutti questi benefit si capisce perché i docenti non vanno in pensione!».

E così, a pochi giorni dall’elezione del rettore, l’università di Siena riceve un altro duro colpo alla sua immagine, proprio per mano del suo direttore amministrativo che, incautamente e senza alcuna seria verifica, diffonde dati ingannevoli. È pur vero che in questi 7 mesi Barretta, come si conviene alla classe dirigente, ha preferito farla fuori dal vaso, ma mai avremmo pensato che se la facesse addosso. «I dipendenti sono molto arrabbiati» – scrive Gaia Tancredi (Corriere di Siena, 26 giugno) – «per la lettera del direttore che, secondo le loro valutazioni, contiene molti errori e rischia di infangare la credibilità dell’ateneo in un momento in cui è compromessa. Di fatto non sono le utenze a domicilio a pesare sulle finanze dell’università, ma l’intera rete a banda larga che serve tutta la comunità. I collegamenti attivi ad oggi sono solo 58; di questi, 9 sono tecnici amministrativi (5 sono impiegati con il telelavoro e 4 sono ex dirigenti) e il resto sono docenti che però pagano il servizio con i fondi di ricerca. A conti fatti quindi la spesa per questi contatti è di 21mila euro e non 300mila come detto da Barretta».

Vediamo, quindi, di ristabilire un minimo di verità. La decisione di attivare il servizio (già in funzione in molte altre università tramite una convenzione Consip-Telecom), approvata dal CdA del 27 giugno 2005 (rettore Tosi, direttore amministrativo Bigi), prevedeva che ad usufruirne fossero al massimo 150 dipendenti non soggetti ad orario e che il costo fosse a totale carico dei fondi di ricerca dei richiedenti. In realtà, furono solo in 58 ad attivare il servizio, che non si sa per quanti sia ancora attivo. Comunque, non è vero che “i costi gravano in larga parte sui fondi di bilancio”. Non è vero che “tale servizio costa circa 300.000 euro”. Non è vero che abolendolo si otterrà “un importante risparmio per l’Ateneo”. Quel risparmio si otterrebbe solo con la disattivazione dell’intera rete a banda larga in tutto l’Ateneo. È questo che vuole Barretta?

Ma c’è qualcosa di più inquietante sui due personaggi della vicenda e sul momento scelto per infangare i docenti e l’ateneo. «Vi prego ditemi che sono uno stupido che ha frainteso tutto» ha scritto Giovanni Forconi. Ovviamente non può bastare. Ma quel che preoccupa è il silenzio del principale responsabile di questa vicenda: il Direttore amministrativo. Incurante del dibattito sullo spreco inventato e delle numerose lettere di protesta, dopo 18 giorni non ha ancora inviato una precisazione sull’episodio e neppure le doverose scuse a tutta la comunità accademica. Che i tre candidati a rettore abbiano preso le distanze da Barretta non è più sufficiente: per il risanamento e il rilancio dell’università di Siena è necessario che non accada più che vi sia un Direttore amministrativo la cui professionalità prescinda dalla conoscenza del “diritto” ed, in primis, del diritto amministrativo.

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21 Risposte

  1. La gravità della vicenda è l’errore macroscopico non solo giuridico, ma, in primis, di lettura ed interpretazione del bilancio!! Prima d’inviare la mail: non era stato interpellato il Quit? I dipartimenti, la ragioneria…?
    Solo l’ipse dixit del dipendente Forconi? (*)
    Visto che la cinquantina di Adsl attive vengono pagate con i fondi di ricerca dei docenti o del personale T.A., dov’è il risparmio per l’Ateneo, una volta che le Adsl, verranno disattivate, come ha già scritto il D.A. (e la delibera CdA)? Il silenzio del Rettore in carica su questa vicenda lascia ancora più interdetti.

    Complimenti al post chiarificatore inserito sul blog.

    Rinnovo i quesiti già posti ai tre candidati:
    – alternative all’attuale D.A., per i tre candidati Rettori ;
    – quando finiranno le liquidità dell’Ateneo (compresa la seconda rata Scotte ed il FFO)
    In più… ma a Pontignano cosa succede?
    Quanti eventi ci sono stati negli ultimi mesi o ci saranno da qui a novembre?
    Quante risorse introitate e quali i costi?
    Dal sito sia della Certosa sia del Centro Congressi… pare che Pontignano sia poco gettonato… preferendo altre sedi, per seminari, master, convegni corsi etc..
    Non sarebbe più redditizio (meno costi e spese), chiudere, staccare utenze elettriche, gas ecc… e redistribuire il personale in altre sedi di Ateneo??
    Ci sono state offerte di acquisto?? Zero, vero?? Quando il prezzo sarà ribassato… chi (quesito retorico) si farà avanti???

    Un’ultima riflessione, che prende spunto dal fasullo risparmio delle Adsl domiciliari. Visto che l’Ateneo gode di autonomia amministrativa e contabile e visto che gli incrementi per scatti stipendiali, sono solo a carico del FFO… qual’è il risparmio per le casse dello Stato dal triennale blocco degli incrementi stipendiali dei docenti? Il FFO rimane immutato, rispetto alle rivalutazioni o incrementi stipendiali… Del blocco degli stipendi se ne giovano solo le finanze dei vari Atenei! Per questo tanto silenzio dalla CRUI ecc…

    (*) Ma il dipendente solerte: dottor Forconi è quello con parenti illustri (forse in pensione)?

  2. «Il silenzio del Rettore in carica su questa vicenda lascia ancora più interdetti.» Vicky

    Questa critica è veramente ingenerosa. Infatti, le notizie, riprese da un articolo di Gaia Tancredi, sono state fornite alla giornalista proprio da Focardi. Ho già provveduto a mettere il link all’articolo sia nel post che in questo commento.

  3. (*) «Ma il dipendente solerte: dottor Forconi è quello con parenti illustri (forse in pensione)?» Vicky

    Non so rispondere alla tua domanda. Nella rubrica dell’Università ci sono questi 3 nomi: ragguagliaci.
    – Forconi Prof. aggr. Francesco
    – Forconi Giovanni
    – Forconi Prof. Sandro

  4. Saranno state sballate le cifre passate ai giornali, ma il fatto che l’Università abbia pagato per anni l’Adsl domestica a un bel po’ di professori è verissimo. E che queste connessioni Adsl siano state pagate 4 o 5 volte il prezzo di mercato è altrettanto vero.
    Cerchiamo di non guardare il dito e domandiamoci se questa vicenda non sia l’ennesimo indice del parassitismo all’insegna del quale alcuni hanno costruito il proprio rapporto con l’Ateneo.
    Già che ci siamo sarebbe il caso di risalire anche a chi, con quali modalità e per quale interesse, a suo tempo, è riuscito a far passare questo accordo capestro con la Telecom.

    Questo commento era nella lista spam; l’ho visto alle ore 23,00. Mi scuso con il lettore.
    Giovanni Grasso

  5. OK, si è trattato di un errore, e di un errore che, oltretutto non ha portato alcuna conseguenza per l’Ateneo, facilmente riconoscibile da chi opera all’interno (il dott. Forconi penso sia arrivato tra il 20° ed il 30° posto ma, evidentemente, aveva qualche motivo in più) e dovuto ad un misundarstanding tra Uffici.
    L’errore è stato poi compiuto nel lodevole tentativo di eliminare privilegi ingiustificati e, soprattutto, incompatibili con la situazione attuale (i fondi di ricerca “dei docenti” non sono altro che fondi di Ateneo affidati alla gestione di soggetti interni, e non certo proprietà privata).
    Io non me la sento di “lapidare” il Direttore per un errore, senza prima valutare il complesso della sua attività fino ad oggi.
    E chi lo fa penso non sia in buona fede.

    Mauro

  6. Mentre il DA si arrabatta per pagare gli stipendi a tutti, c’è gente che reclama lettere di rettifica… ridicoli… meriterebbero – l’ho già detto – due mesi da precario a stipendio 0… tornerebbero sulla terra credete a me…

    Mi dite poi che c’entra il diritto amministrativo con questa storia? Non diciamo cavolate… chi vi dice che Barretta non sappia di diritto amministrativo? Solo perché è un Prof. di Economia? Io penso che oggi ci servano competenze manageriali oltre a quelle giuridiche… Miccolis era un giurista… visto che bella fine? Che classe???

  7. «C’è gente che reclama lettere di rettifica… ridicoli… meriterebbero – l’ho già detto – due mesi da precario a stipendio 0…» Cal

    Sbaglio o il Rettore il 26 giugno 2010 nell’articolo del Corriere di Siena si è impegnato a rendere conto delle cifre. I dati di dettaglio riportati nell’articolo o sono stati forniti dall’Amministrazione oppure la giornalista è una preziosa “veggente”.
    Allora, dopo la precisazione del Rettore si chiede la precisazione del Direttore Amministrativo… e poi? Forse anche quella del Responsabile del Centro di Calcolo o di chi sa quale ufficio coinvolto nella vicenda?
    I fatti dicono che le precisazioni dell’Ateneo sono intervenute dopo pochi giorni dalla “famigerata” e mail.
    Se poi qualcuno ci vuole sguazzare…

  8. Basterebbero persone serie che sapessero (e volessero) fare il loro mestiere, dal più umile segretario al più importante docente e soprattutto che avessero un po’ di affetto per questo ateneo…

    Le persone passano le istituzioni restano… e da senese (prima ancora che da dipendente unisi) spero che si vada ben oltre l’800mo compleanno.

    Scusate l’ovvietà ma è dalle piccole cose che si deve iniziare.

    E anche un po’ di autodisciplina non guasterebbe… io la connessione internet da casa me la sono sempre pagata di tasca mia, preferendo investire i pochi spiccioli di fondi in pubblicazioni (tante), convegni (pochissimi) e per andare a studiare e confrontarmi con l’esterno (che è poi conditio sine qua non per le prime due attività).

  9. Emergo dalle greppe assolate dove i tafani imperano e rendono la vita impossibile a chi cerca di fare qualcosa di utile e mi chiedo, oziosamente, cui prodest questa polemica così veemente nei confronti del Direttore Amministrativo il quale, mi pare, ma posso sbagliarmi, stia cercando con grande impegno e con i pochi mezzi e uomini a disposizione, di salvare il salvabile. Che poi lo faccia con metodi più o meno ortodossi è altra cosa. Rinviando all’antica saggezza popolare in base alla quale “chi non fa non falla”, mi piacerebbe sapere cos’ha fatto Barretta di così disgustoso e in barba a quali inarrivabili vette del diritto amministrativo (per cui fra l’altro il nostro Ateneo certo non costituisce un modello scientifico e didattico) abbia agito. Confermo fra l’altro quanto asserito da q2g3h, aggiungendo che so di alcuni casi in cui per il solo attacco in zone difficilmente raggiungibili è costato oltre settecento euri. Fra l’altro che fossero solo 58 docenti ad usufruirne non mi sembra costituisca un’attenuante, semmai un’aggravante, visto che gli altri mille evidentemente se la pagano per conto proprio e di tasca propria. Mi piacerebbe capire a favore di chi il solerte Forconi (che, by the way, è figlio del Prof. Sandro e sul cui concorso di entrata girano voci poco simpatiche, tanto per essere chiari, e che ad oggi non ha trovato terra che lo regga) si è data tanta pena di far circolare una mail di comunicazione interna che se l’Amministrazione voleva far arrivare ai giornali, suppongo io, sarebbe stata in grado di farlo da sola.
    Insomma, ripeto, cui prodest questa polemica? Il fatto che la cosa sia venuta fuori in campagna elettorale forse spiegherebbe qualcosa? Ma si faccia attenzione, però, perché Barretta può piacere o non piacere, sicuramente ha un caratteraccio, non c’è dubbio che per tante situazioni gli manchino le “ore di volo”, ma c’è qualcuno che potrebbe asserire che quello che fa lo fa in mala fede? Oppure gli sono venuti i capelli grigi perché lavora esclusivamente per il bene dell’Ateneo? E, soprattutto, siamo sicuri che cambiare per la quarta volta in due anni il vertice dell’Amministrazione non porterebbe ad un blocco dell’attività amministrativa, come correttamente suggerisce il Prof. Loré? E perché non si chiede prima a chi ci lavora con il Direttore Amministrativo se gradirebbe l’ennesimo cambio oppure, come io credo, se molti – a questo ennesimo cambio – getterebbero la spugna e allora buonanotte ai suonatori, perché se non funzionano certi uffici l’Ateneo va a carte quarantotto? Si tenga presente, tra l’altro, da parte di chi si sciacqua tanto la bocca con il diritto (ed il rovescio) che c’è un contratto per quattro anni e che se il Direttore dovesse essere giubilato, gli si dovrebbe comunque pagare lo stipendio, a meno che non sia lui a farsi da parte. Insomma, io prima di cambiare il fattore dei miei campi per la quarta volta, dover insegnare ad un altro il mestiere e la situazione e continuare a pagare il precedente, piuttosto chiuderei ogni cosa.
    Assordato dal frinire delle cicale di giorno e dal verso dei grilli e delle rane nella Merse di notte, vi saluta il vostro da lungo tempo assente Favi di Montarrenti

  10. Ho ricevuto anche io, come tutti, la e-mail di Barretta e, come il Forconi, mi sono arrabbiato, ma facendo un calcolo diverso: 300.000 € x 5 = 1.500.000 €. Ho pensato che l’Ateneo avesse speso questa cifra in 5 anni per pagare l’Adsl domestica di alcuni dipendenti. E mi sono incazzato. Ora scopro, leggendo questo blog, che è tutta una bufala. Il commento di q2g3h rincara la dose affermando che «queste connessioni Adsl sono state pagate 4 o 5 volte il prezzo di mercato». Ora io mi chiedo: chi ha letto solo la e-mail di Barretta (e magari si è pure incazzato come me e il Forconi) ha diritto o no di conoscere come stanno effettivamente i fatti? Il Direttore amministrativo (non il rettore; la mail l’ha scritta Barretta non Focardi) è in grado o no di diffondere dati certi alla comunità accademica? Altrimenti devo dar ragione al titolo di questo post che chiede “un direttore amministrativo per l’università di Siena”.

  11. Mi scusi. Ma secondo lei i dati diffusi dal Rettore in occasione della sua intervista al Corriere di Siena da che fonte possono provenire?
    Solo, ritengo, dalla Direzione amministrativa che è l’organo sovraordinato agli uffici di Ateneo.

  12. @ Remo

    A me quando arrivano delle mail da chicchessia il cui contenuto mi suscita delle perplessità, di solito, faccio un bel reply e chiedo spiegazioni al mittente. Oppure lo chiamo, al mittente, oppure, ancora gli chiedo un appuntamento e ci vado a parlare a quattr’occhi. Se del caso, mettiamo che la comunicazione che ha mandato me ne susciti troppa di perplessità, gli posso anche – vis à vis – dare del coglione o del prepotente o dell’incompetente. Insomma, tutto mi viene in mente salvo che inoltrare la mail in questione, magari commentata, ai giornali e che giornali poi! Qui non si parla mica del Times o di Le Monde, si parla del Corriere di Siena su cui, anche in questa sede, mi sono espresso più volte.
    Davvero buonanotte dal vostro Favi di Montarrenti

  13. Se così fosse (come dice Giona), la cosa sarebbe ancor più grave e ci sarebbero le condizioni per cacciare Barretta con il classico calcio in c…, in quanto avrebbe inviato una mail con “dati ingannevoli” (nonostante avesse quelli corretti), provocando tutto il casino sulla stampa e in rete durante le elezioni rettorali.
    Io credo, invece, che i dati non li avesse e che è stato semplicemente avventato. Comunque, riformulo le domande.
    Chi avesse letto solo la e-mail di Barretta (e magari si è pure incazzato come me e il Forconi) ha diritto o no di conoscere come stanno effettivamente i fatti? Il Direttore amministrativo (non il rettore; la mail l’ha scritta Barretta non Focardi) è in grado o no di diffondere dati certi alla comunità accademica? A questo punto il Barretta deve (ripeto deve) fornire a tutti i dati certi. Rientra tra i suoi doveri. Ritengo, infatti, che abbia ragione q2g3h quando dice: «Domandiamoci se questa vicenda non sia l’ennesimo indice del parassitismo all’insegna del quale alcuni hanno costruito il proprio rapporto con l’Ateneo.» Chiunque potrebbe pensare che Barretta, tenendo coperti i dati, voglia nascondere qualcuno o qualcosa.

  14. Caro Remo,
    ci sei o ci fai? Vuoi i dati: https://ilsensodellamisura.com/files/2010/07/CorrsienaFocardi.pdf; mi sembrano abbastanza chiari (e tutto il personale ha accesso alla rassegna stampa). Sai, l’Università è una e Rettore e Direttore amministrativo si parlano anche…

    Hai poi presente il lasso temporale? L’articolo del Corriere di Siena segue l’e mail di qualche giorno: semplicemente i dati si sono chiariti e si è corretto l’errore.
    E poi ricordo che della questione debbono essere investiti gli organi di governo. Quindi mi si spieghi quali sono i dati che si vogliono coprire…
    Sono sempre più convinto della strumentalità della vicenda.

  15. @ Giona

    Prima di tutto non devi offendere.
    Restiamo ai fatti, senza salti logici. Barretta ha inviato la mail a TUTTI i dipendenti dell’Ateneo; è seguito un casino sulla stampa e in rete perché un collega ha rigirato la mail agli organi d’informazione; Focardi ha chiarito sul Corriere di Siena che Barretta si sbagliava.
    Riformulo le domande. Tutti quei dipendenti che hanno ricevuto la mail di Barretta e non leggono il Corriere di Siena, non leggono la rassegna stampa d’ateneo, non leggono questo blog come verranno informati? E tutti i lettori che hanno appreso del nuovo scandalo dal loro giornale (La Nazione) come faranno a conoscere i dati forniti da Focardi. Li vuoi forse costringere a leggere il Corriere di Siena o la rassegna stampa dell’università o questo blog? Ergo chi ha creato tutto questo casino deve mandare a tutti una nuova mail chiarendo le cose. Altro che strumentalità. Ad esempio, non è concesso a nessuno di offendere qualcuno inviando una mail a tutti i dipendenti dell’università (amplificata da tutta la stampa locale e dalla rete) e poi limitarsi a chiedere scusa su uno solo dei giornali che hanno riportato l’offesa. La rettifica deve apparire sugli stessi canali.
    A questo punto è legittimo chiedersi perché si segua questa strana procedura. Infatti, Favi di Montarrenti e il commentatore q2g3h rincarano la dose. Scrive Favi di Montarrenti: «so di alcuni casi in cui per il solo attacco in zone difficilmente raggiungibili è costato oltre settecento euri.» Aggiunge q2g3h: «queste connessioni Adsl sono state pagate 4 o 5 volte il prezzo di mercato.» Quindi non sono più sufficienti i dati forniti da Focardi; infatti, sembrano già superati dalle certezze degli anonimi commentatori di questo blog. Ecco perché il Barretta ha il DOVERE di chiarire tutto immediatamente e noi il DIRITTO di conoscere i dati reali.

  16. La mail di chiarimento la volete prima o dopo lo stipendio?

  17. Caro Remo,

    senza salti logici e senza offese (a proposito, equiparare un messaggio diffamatorio ad un messaggio contenente errori mi pare operazione ardua), quale è stato l’errore contenuto nell’e mail? La quantificazione dell’onere complessivo di gestione annuo dei collegamenti ADSL. E su questo è ormai assodata l’entità dei dati reali, nonché il numero dei collegamenti attivi (divisi tra personale docente e personale tecnico amministrativo).
    Le questioni che, secondo quanto riferisci, gli “anonimi blogger” pongono sono relative alla:
    – determinazione dei costi di attivazione (che si presume si riferiscano all’esercizio 2005, anno di prima attivazione della convenzione);
    – antieconomicità della convenzione

    Le questioni sono sacrosante, ma, ne converrai, vanno oltre e non toccano punti trattati dal nostro Direttore. Hanno poi una sedes materiae, il Consiglio di Amministrazione (basta aspettare fino a lunedì 19 luglio 2010 ore 15.00) in cui, oltre alle funzioni conoscitive, potranno essere esercitate le connesse funzioni deliberative.
    Ove poi si legga l’e mail del Prof. Barretta con mente scevra da pregiudizio, non sarà difficile cogliere la sua essenza nel preannunciare, in accordo con il Rettore, una proposta di delibera al Consiglio di Amministrazione per disattivare tali linee di connessione ADSL, fatte salve quelle dedicate al telelavoro. Ed è ciò che verrà fatto lunedì prossimo. E di cui sono certo che verrà data la più ampia diffusione all’interno dell’Ateneo.

  18. … mentre discutiamo de minimis la nave università affonda! E mi riferisco agli atenei pubblici italiani e non al meno virtuoso o più peccaminoso cioè a quello senese! Si legga oggi:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/14/universita-in-rivolta/39712/
    … ed il commento del sottoscritto:
    … di cosa ci si meraviglia?! Sono gli ultimi fuochi!
    L’Italia è governata da delinquenti a furor di milioni di deficienti che si sono sollazzati per anni con liti condominiali e trasmissioni per guardoni, demenziali e diseducativi quiz, telegiornali truccati. I tagli alla cultura non potevano evitar il colpo di grazia proprio alla madre di ogni conoscenza, la università pubblica.
    Prof. Cosimo Loré, Tit. Cattedra Criminologica a Siena

  19. intervengo solo per precisare che il prossimo CDA si terrà il 26…

  20. […] Giovanni Grasso. Subito un direttore amministrativo per l’università di Siena […]

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