Siena: risultati della seconda votazione per l’elezione del rettore per il quadriennio 2010-2014

Quorum necessario: 542 voti. Silvano Focardi: 281 voti; Angelo Riccaboni: 305 voti; Antonio Vicino: 151 voti; Giovanni Minnucci: 3 voti. Schede bianche: 28; schede nulle: 14. Il ballottaggio tra Angelo Riccaboni e Silvano Focardi  si svolgerà il 21 luglio 2010.

Hanno votato: 586 (su 761 aventi diritto al voto) Proff. ordinari e associati e studenti presenti nei Consigli di Facoltà. 275 (su 396 aventi diritto al voto) ricercatori e assistenti del ruolo ad esaurimento. 601 (su 1224 aventi diritto al voto) unità di personale tecnico ed amministrativo.

P.S. Quant’è lunga l’ombra del Richelieu universitario senese?

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63 Risposte

  1. Insomma, vantaggio di Riccaboni dimezzato. Vicino stabile e quindi decisivo. Chi si allea con lui vince. O meglio, per chi voteranno i viciniani? Torna in auge il patto segreto o il mago silvano riuscirà a rendere focardiani i viciniani?

    Lo scopriremo nella prossima puntata

  2. Riccaboni annuncia prossimo incontro con Vicino: promesse per la sua Facoltà? O incarichi? Non è troppo scontato? Focardi farà lo stesso naturalmente. Stamane in ufficio non si parla di altro come altrove immagino.
    Tra tutti noi impiegati di base si ritiene che la procedura più corretta sarebbe che invece degli incontri a quattr’occhi, che sanno tanto di mercato, Vicino, che ha ora il pallino e una responsabilità enorme, imponesse ai due candidati una serie di domande pubbliche qualfiicanti, sul tipo di quelle che sono apparse fin qui inutilmente in questo blog.
    Dato che i candidati hanno dimostrato di leggerlo, perché non stimolano la partecipazione al voto del 21 dando finalmente delle risposte?
    Prof. Vicino li sfidi, Lei che era il paladino del cambiamento? Dia una voce alle nostre richieste di trasparenza. Grazie

  3. … la strada ed il metodo son quelli indicati da Laura!

  4. … il voto è valido se l’elettorato è informato e consapevole e non illuso o ingannato: per questo è d’obbligo anche non far fallire l’indagine avviata da “cal” sui reali retroscena di questa votazione!

    Se si crede che i responsabili del disastro siano fuori dai giochi elettorali siamo tutti del gatto!

    Perciò o si vuotano i sacchi ora o mai più! L’or è

  5. @ Cal
    Vicino stabile si, ma a 4 anni fa. Francamente con tutto quello che è successo ripresentarsi e ottenere la solita nicchia di voti “integerrimi” è deludente, anche per la capacità di interpretare gli umori dell’elettorato. Ho votato per lui 4 anni fa, poi è scomparso ed è riapparso all’improvviso per ri-candidarsi: non una grande strategia. Spero che adesso abbia la forza di riconoscere come è andata a finire e dire esplicitamente da che parte sta. Spero che pressi Riccaboni su un paio di temi e poi lo sostenga. Cordialmente

  6. … volete un “aiutino”? Andate in facebook!

  7. ma a che sito, professore?

  8. … dobbiamo fare subito la radiografia dei due rimasti in lizza per consentire la più chiara e trasparente informazione su quel che si è mosso all’insaputa dei più: chi scrive non fa uso del social network facebook ma è stato informato di quel che vi compare e invita coloro che hanno i dati in mano di renderli pubblici con il resto!

  9. Grazie, perché io e tanti altri non ne sappiamo niente: dobbiamo costringerli alla chiarezza che hanno fin qui evitato! Ma intanto ancora grazie al prof. Grasso, l’unico punto di riferimento democratico in questa brutta storia dell’Università!
    Persino l’Ascherino non ne ha scritto niente in mondoraro.org, eppure è di solito informatissimo, perché?

  10. … appena si insediò come rettore scrissi a Silvano Focardi questa lettera aperta pubblicata da Giovanni Grasso nel blog: questa è l’ultima occasione per rispondere!

    Caro amico rettore ti scrivo (lettera aperta al rettore Silvano Focardi).

    Caro Amico e Magnifico Rettore, ti scrivo in ragione della materia, e so che per te il pensiero della medicina legale non può essere certo il primo, ma ti ricordo che il settore scientifico-disciplinare comprende anche la criminologia e per questo ti scrivo. Ti scrivo perché è mio dovere segnalarti che il crimine accademico organizzato sta portando alla dissoluzione dell’intera struttura e al collasso del nostro ecosistema e questo è un fatto che ti compete come ecologo. In queste ore sono usciti i libri di amici a me assai cari, uno firmato con uno pseudonimo e l’altro da Eugenio Picano (Impact Factor>750): Candido o del porcile dell’Università italiana e La dura vita del beato porco. In entrambi i casi, fossi il maiale adirei le vie legali come vittima della palese diffamazione, posto che il suino non provoca alcun danno anzi… ma quando si tratta della corruzione della massima istituzione scolastica… Vedi, Silvano, come te sono ormai un veterano con 35 anni di ruolo, 27 di cattedra, 8 di senato, centinaia tra articoli e volumi, didattica da laringite cronica da causa di servizio, depressione, ansia. E come te non avrei mai voluto bussare alle procure toscane, pugliesi per condotte criminali che non cessano neppure dinanzi a provvedimenti giudiziari esemplari, quali la rimozione coatta del tuo predecessore. Ora, però, partono i processi penali e pertanto nessuno si può, né si deve, nascondere scaricando su noi due e pochissimi altri ogni rischio e responsabilità, perché non è da uomini civili ma da personaggi infimi e infami. Dobbiamo insieme, proprio sedendoci uno accanto all’altro, guardandoli in faccia e verificandone con atti scritti ufficiali la buona fede, stanare chiunque si nasconda o tenti di fare il furbo sulla pelle del nostro ateneo. Qui non ci si conta, tecnica utile ad eleggere un rappresentante, qui essere in tanti, come nella storia criminale della razza umana è sempre accaduto, non qualifica né esonera dalle proprie responsabilità. Non c’è più tempo ed atti forti, da parte di uomini veri, si impongono, senza ambiguità né dilazioni; per quel che mi riguarda, da sempre scrivo come ben pochi fanno e con costoro ho l’onore ed il gusto di identificarmi… Mi riferisco a studiosi del calibro di Eugenio Picano che tuttora malgrado le coraggiose denunce e le clamorose intercettazioni e gli arresti dei “capi” della cardiologia italiana non intravede alcuna riparazione dei danni. Cito questo amico e collaboratore del mio gruppo di ricerca e del CNR di Pisa per i meriti scientifici superiori provati internazionalmente e perché è provato che è stato una vittima di delinquenti in associazione tra loro (almeno secondo le ammissioni degli stessi nelle intercettazioni). Sai bene che perfino se si tratta delle cattedre di cardiologia (la ricerca e la cura del cuore, per Dio!) lo schifo tracìma e la fogna è stata aperta dalla Guardia di Finanza che ha portato in galera i numeri uno in Italia. Leggi con la massima attenzione quel che è pubblico e pubblicato ovunque e non solo negli atti giudiziari.

    «Non possiamo restarcene accucciati sotto una foglia, in uno stato vegetativo, in attesa del vento.»
    Anna Politkovskaja

  11. Raffaele Ascheri, amico mio, tu, che hai avuto il coraggio di scrivere i primi libri verità sulla città e sull’ateneo, puoi ora battere un colpo? Grazie, tuo Cosimo Loré

  12. … tra l’altro – sempre a onor del vero – proprio oggi mi son giunte notizie romane positive per una università che credevo spacciata: è possibile che, come accade da troppo tempo, non sia il rettore ad informare? Neppure quando le novità giocano in suo favore? Se non lo farà lui, sarà comunque Giovanni Grasso e Cosimo Loré il ‘tandem’ gazzettino senese

  13. Io ormai mi considero fuori, ma Voi che avete ancora interesse strigliate quei Due come cavallacci in questi giorni: dipendono da noi, chiedete, fate chiarire… pubblicamente, tanto chi va a chiedere a porte chiuse ci sarà in ogni caso!
    Non si va a votare a meno che… forza! Condizioni aperte, pubbliche, da buogoverno!
    Il nuovo Rettore ad es. non dovrebbe impegnarsi ad andare a sciogliere i nodi che impediscono i rinvii a giudizio?
    La procura non sta ferma per caso: allora il voto sia richiesto per avere chiarezza, per pretenderla. A parte il fatto che da qui al 21 luglio tutti e Due potrebbero tentare di avere informazioni e riferire, non Vi pare?
    Cosa osta, come dicono i legulei?

  14. Non male, vecchio mio!
    Grasso e Minnucci non potrebbero giocare un loro ruolo in questa situazione?
    Facciano loro una sintesi punto per punto dei problemi sui quali avere risposte dai due Magnifici aspiranti.
    Noi giudicheremo, tanto la campagna pubblica si fa solo qui, la stampa dice solo bla bla e gli accordi sono partiti segreti.
    Non abdicate, signori! Forza, tirate fuori le unghie, che c’è da perdere ormai? Peraltro, il nuovo Rettore potrebbe anche essere tale solo per poco tempo, no? Quindi, chi ha parlato in un certo modo ora diviene un eleggibile serio per tutti!

  15. Ha ragione Arlecchino….va a finire che ci impegnamo tanto a fare ste elezioni e poi arriva la Procura e ci mette il rettore in gattabuia! E chissà che non siano a rischio entrambi…

  16. Gentili Colleghe e Colleghi, Collaboratrici e Collaboratori, Rappresentanti degli studenti,

    con piacere vi segnalo che la nostra Università si è classificata al 2° posto nella classifica del Censis degli Atenei italiani di medie dimensioni (tra i 10 e 20 mila studenti). Inoltre, le nostre due Facoltà di Lettere e Filosofia – come potrete leggere nel comunicato stampa riportato di seguito – sono risultate le migliori d’Italia, e un buon piazzamento hanno avuto anche altre nostre Facoltà.
    È un ulteriore segnale della nostra capacità di lavorare bene, nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare in questi ultimi due anni. Di questo desidero ringraziare tutti, i Colleghi, i Collaboratori tecnici e amministrativi e i Rappresentanti degli Studenti, per l’impegno messo nel garantire percorsi di ricerca e di formazione e servizi di qualità.
    Questo nostro posizionamento ai vertici della classifica Censis è anche la riprova della mancanza di valore delle voci di quanti avevano predetto la fine della nostra Istituzione. Contro queste voci dobbiamo rivendicare la nostra capacità di fare ricerca, di insegnare e di erogare servizi. La nostra è una Comunità sana, che ha voglia di fare, e che saprà continuare nella strada intrapresa per uscire dalla crisi e per far crescere col tempo la qualità che caratterizza ogni nostra azione.
    Grazie a tutti per questo risultato, che tutti insieme abbiamo meritato.

    Il Rettore
    Silvano Focard
    i

    Comunicato stampa

    L’Università di Siena al secondo posto assoluto nella classifica Censis degli Atenei
    Le facoltà di Lettere e filosofia sono le migliori d’Italia

    L’Università di Siena è quest’anno di nuovo sul podio della classifica Censis Repubblica delle Università italiane, al secondo posto tra tutti gli Atenei, mentre le due facoltà di Lettere e filosofia si riconfermano le migliori in Italia, conquistando ancora una volta il primo posto. Si segnala anche la facoltà di Giurisprudenza con il terzo posto.
    Soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa dal rettore Silvano Focardi: “Nonostante le numerose difficoltà che sta attraversando la nostra Università, sia per ragioni interne sia per le criticità a livello nazionale, la posizione ottenuta testimonia l’enorme sforzo compiuto dall’Ateneo per difendere la propria capacità di offrire didattica e ricerca ad alto livello, insieme a servizi allo studio di grande qualità, grazie alla collaborazione delle istituzioni del territorio, soprattutto dell’Azienda regionale del diritto allo studio. Con grandi sacrifici siamo inoltre riusciti – tutti insieme, docenti e personale tecnico e amministrativo – a mantenere anche l’impegno di offrire ai nostri studenti strutture adeguate, come gli spazi per lo studio, i laboratori, le biblioteche. Molto importanti sono i giudizi positivi ottenuti in generale dalle nostre facoltà, sulle quali si distinguono davanti a tutte le due facoltà di Lettere e Filosofia, insieme all’ottimo posizionamento di
    Giurisprudenza”. “Come ho detto – ha concluso il rettore Focardi – si tratta di un traguardo collettivo. Per questo ringrazio tutti coloro che si sono impegnati giorno dopo giorno lavorando per l’Ateneo”.
    A portare in testa alla classifica le facoltà di Lettere e filosofia, quella di Siena e quella di Arezzo, valutate in maniera aggregata, è l’alto punteggio ottenuto nella produttività, nella didattica, nella ricerca e nei rapporti internazionali. “Continuiamo a confrontarci con problemi seri e di difficile soluzione – ha detto Roberto Venuti, preside della facoltà di Lettere e Filosofia di Siena – ma siamo riusciti finora a garantire qualità alla didattica e alla ricerca. Spero che questo risultato sia utile a far conoscere sempre di più la nostra tradizione negli studi umanistici presso i giovani, e contribuisca ad arricchire il patrimonio culturale già immenso della nostra città”. “Sono particolarmente soddisfatto che la facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo sia stata valutata anche quest’anno, per la seconda volta consecutiva, al primo posto”, ha detto il preside Walter Bernardi. “Da undici anni il Censis elabora queste classifiche e per otto anni le facoltà di Lettere di Arezzo e di Siena sono state giudicate le migliori in Italia. Un risultato che conferma la qualità dell’offerta formativa e della ricerca e l’efficacia di tutte le attività che si svolgono all’interno del campus aretino del Pionta”.

  17. La nostra università tra le migliori d’Italia? Lo volevo quasi dire stamani alla stazione al Luperini… poi ho detto che non valeva la pena, essendo della Casta. Guardate che tutti gli imbroglioni e i dèspoti son qui tutti ancora al loro posto, e han pure giornali dove se sfogano, in primis METIS, ‘na strunzata.
    Ma vorrei sapere perché Barzanti lancia strali da METIS sul ROSSO “postfascista” e poi va da lui al convegno di lui assieme a Marzucchi e quel gran cervellone dell’ex direttore del Nuovo Corriere Senese (che fallì) a cui hanno affidato ben 2 corsi-sarà stato Omarre, grande amico suo e compagno di cene e pranzi.
    bardo

  18. «Da undici anni il Censis elabora queste classifiche e per otto anni le facoltà di Lettere di Arezzo e di Siena sono state giudicate le migliori in Italia.»

    Son contento anch’io, del fatto che Arezzo strappa alla Pisa di De Giorgi e Contini la palma res, ma a fare i ganzi spendendo cinque volte di più di quel che si guadagna son bòni tutti…

  19. Leggo con sgomento la lettera che è stata pubblicata su quel bel giornale che è il Corriere di Siena (fine ironia, eh) a firma di due professori di scienza della politica e che veramente dimostrano che razza di gente alligni fra le fila dei docenti della prestigiosa Università di Siena. Soprattutto Cotta, che su questo blog ha già ricevuto ottime recensioni sulle sue uscite a gazzosa da parte di una ventina di commentatori fra cui citerò il titolare (Giovanni Grasso), Alessandro Rossi, il Favi di Montarrenti, me stesso (Ismaele), Archimede, Arlecchino e chi più ne ha più ne metta, direi che ha la faccia di bronzo peggiore. A parte tutto quello sciacquarsi la bocca con parole che – ne sono convinto – per capirne il significato debba andare a consultare diversi vocabolari (rinnovamento, riformista, cambiamento, futuro, sole dell’avvenire e così via), proprio lui, figlio e discepolo di uno dei giuristi più oscurantisti che non avrebbe sfigurato al Concilio di Trento! Roba da matti. E tralasciando la questione del “patto segreto”, vengo al nòcciolo: Cotta è stato in CdA nel pieno dell’epoca Tosi, approvando e firmando qualsiasi porcherìa. Cotta è stato in CdA grazie alla sponsorizzazione del padre padrone di Scienze Politiche che poi si è candidato contro Focardi una volta giubilato Tosi e le ha prese di santa ragione. Cotta si è candidato alla presidenza di Scienze Politiche rimediando una figura di cacca che io non l’avrei voluta fare nemmeno dilazionata a rate di trent’anni e facendosi impallinare da uno che non era nemmeno candidato. Cotta scrive folli lettere intitolate “L’Università che vogliamo”, lui che è cattolico fino al midollo, intitola le lettere come nemmeno i peggiori volantini della sinistra extraparlamentare. E Cotta, questo Cotta qui, è il maggiore sponsor di Riccaboni! E questo sarebbe il rinnovamento promesso, promosso, sbandierato, utilizzato come un’ascia nei confronti di Focardi. Tutto questo, me lo si lasci dire, puzza lontano un miglio dell’ennesimo tentativo di giocare qualsiasi carta, anche la più sleale e mendàce pur di ricoprire i pozzi di bottìno lasciati aperti dall’ultimo mandato Berlinguer in poi, lungo i dieci anni di Tosi (già dieci anni e non otto come sarebbe stato giusto e legale, cari bloggers che ve la menate tanto col diritto amministrativo) e colpevolmente, questo sì, non scoperchiati nei primi due anni del mandato Focardi, cui ora Cotta e compagnia pessima pretenderebbero di imputare l’intera responsabilità di tutto questo casino. Ha torto l’altrimenti giusto e battagliero Loré quando insiste per la via giudiziaria. Non caveremo un ragno dal buco sperando che vengano messi in ceppi coloro i quali è due anni che se la spassano allegramente saltellando sulle macerie che hanno contribuito a produrre, ricevendone in cambio addirittura presidenze del Rotary e prebende varie. Cosa spera Cotta? Che chi si è inventato una porcherìa come il Cresco, possa ora essere l’angelo del rinnovamento? Oppure è tutto un progetto mirato a restituire alla vecchia cricca tosiana la mazza in mano? E per ridare a certi sindacati di nuovo tutti i posti di vertice, espandersi non solo in quei ridicoli e farseschi poli di Follonica, Grosseto, Colle e San Giovanni, ma anche Montorsaio, Badesse, Ciciano, Ponte a Tressa, Ponticini di Geggiano e Chiusdino?
    Io mi vergognerei a scrivere proposizioni come quelle della lettera di Cotta e Isernia (a proposito: ma chi cacchio è costui?), come mi vergognerei di fare proposte del genere, come mi vergognerei – fossi candidato a Rettore – ad accettare queste sponsorizzazioni. Certo che se uno invece non si vergogna ad accettare simili sponsor, forse qualcosa che non va, c’è … Perché, mentre Vicino si è giustamente incacchiato, Riccaboni non ha smentito? Una bella domanda vero? E con questo interrogativo vado a vedere “the watery part of the world”. Meglio Moby Dick e Achab di certi loschi personaggi.

  20. ‘sto Ismaele mi sembra un po’ “accaldato”, mah… gli ricordo solo che i figli non dovrebbero risentire dei peccati (o pregi) dei padri! Eppoi Isernia perché trattarlo così? A volte il prof. meno noto è molto meglio scientificamente del noto…
    Non è così che si fanno muovere gli astenuti: i Due rispondano alle domande del blog! Questo è il punto come diceva la Laura e Lorè…

    Mi interessano di più le graduatorie: chi ha visto il Censis?
    Pisa e Siena sono nella stessa categoria?

  21. Spero di non essere anch’io vittima della calura estiva (nel qual caso me ne scuso) ma in tutto questo bailamme elettorale mi sembra che i Magnifici candidati non abbiano fatto menzione alcuna di come intendano far fronte agli imminenti pensionamenti che presto garantiranno ad unisi un altro primato (mondiale): quello del rapporto Personale tecnico e amministrativo/personale docente.

    Un’ottima soluzione, condivisa a livello nazionale, sembra essere quella di garantire corsie preferenziali per l’avanzamento di carriera dei bistrattati RTI. Ma se la matematica non mi inganna, il suddetto rapporto dovrebbe rimanere invariato… il problema è presto risolto, basta garantire analoghe corsie preferenziali per il passaggio del Personale tecnico e amministrativo Laureato a personale Docente. Una manovrina a basso costo per il grato elettorato….

    Non preoccupatevi di quei “giovani” che nel frattempo avete formato, conoscono la strada e nell’uscire faranno attenzione a non sbattere troppo forte la porta.

  22. Mi pare che siamo in diversi ad essere accaldati.

    1) In 58 righe di testo, la questione “filiale” è menzionata di sfuggita in uno. Forse leggere anche gli altri 57 dove mi pare si affrontino ben altre questioni non sarebbe stato male.
    2) Singolare che chi è sempre pronto a sparare (e giustamente) su tutto quanto viene organizzato dal Comune, ora prenda le difese di chi, ai tempi dei convegni sul Buongoverno con tanto di quercia al posto della forca, si presentò a blandire con le sue inchieste sull’opinione pubblica l’onnipotente PD senese e i suoi ottimi rappresentanti a Palazzo Pubblico.
    3) Vorrei ricordare che moltissime unità di personale tecnico-amministrativo sono tali perché i “formatori di giovani” (che un tempo si chiamavano “baroni”), giovani che oggi dovrebbero sbattere la porta, li hanno parcheggiati lì non potendo fare concorsi per ricercatori a cinque alla volta (a parte qualcuno). In altre parole, se molti del personale tecnico-amministrativo (i cosiddetti QPS per esempio), potessero fare un upgrade (dietro concorso, certo, un po’ sul modello della legge 4/2000) in molti casi non ruberebbero niente a nessuno e forse, dico forse, potrebbe essere un bel modo per mantenere in vita molti corsi a costi relativamente bassi, nell’impossibilità (non solo senese) di assumere o reclutare chicchessìa.
    4) Pisa credo proprio abbia più di 20.000 studenti e quindi Pisa e Siena non fanno parte della medesima categoria, visto che a Siena credo si sfiorino a malapena le 16.000 unità e la categoria è quella (come è scritto nella mail del Rettore) dei 10.000-20.000 studenti.
    5) In quello spassoso romanzo che è “Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” un supercomputer dopo dieci milioni di anni dà la risposta alla “domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”. La risposta è “42”. Allo sconcerto degli scienziati sull’inintelligibilità della risposta, il supercomputer risponde che con tutta probabilità non si capisce la risposta perché non si sa bene quale sia la domanda. Quali sarebbero le domande da fare (e che non siano già state fatte) ai due? A cosa, davvero, dovrebbero rispondere? Se dicessero, a me che non sono nessuno: quali sono le strategìe per uscire dalla crisi dell’Ateneo e bada che a seconda di come rispondi noi ti votiamo come Rettore, sapete cosa risponderei? 42.
    6) La faccio io una domanda: invece di crocifiggere tanto “los tres caballeros” (tres e un quarto, via, perché quello che non si è candidato ufficialmente a mio modo di vedere la sua la poteva dire e, sommessamente e correttamente, in qualche occasione l’ha anche detta) con tante domande e tante critiche equamente distribuite, perché fra gli altri 300 e passa ordinari (Cotta e Isernia inclusi) non si è candidato nessuno? Perché non ce l’ha messa anche qualcun altro la faccia a prendere tutti ‘sti schiaffi, invece di pontificare sulla pelle altrui? Ci andassero Cotta e Isernia a cercare voti per sé stessi invece che per conto terzi. Aveva ragione Stavrogin qualche tempo fa a parlare di “silenzio assordante da parte dei docenti” che, però, poi sono quelli che decidono sui destini di tutti.
    Buona notte

  23. «…lungo i dieci anni di Tosi (già dieci anni e non otto come sarebbe stato giusto e legale, cari bloggers che ve la menate tanto col diritto amministrativo)…» Chiamatemi Ismaele

    Solo per precisare a “Chiamatemi Ismaele” che il Regno di Tosi è durato 12 anni e non dieci. Un’altra precisazione, anche questa doverosa, è che non sarebbe stato giusto e legale che fosse durato 8 anni come dice “Chiamatemi Ismaele” ma 7. Vorrei, infatti, ricordare ai più giovani che il mandato durava 3 anni e che lo Statuto attuale lo portò a 4 con il limite dei due mandati. Quindi il faraone Tosi avrebbe dovuto fare 3 anni (1° mandato) più 4 (2° mandato). Costui, invece, ha fatto altri 4 anni col 3° mandato e non contento si è allungato il 3° mandato di altri 8 mesi. Sfortunatamente, per lui, e fortunatamente, per l’istituzione, ci fu la sospensione della Procura nel febbraio 2006.
    Ultima precisazione: mi auguro che Ismaele non abbia voluto inserire il curatore di questo blog tra coloro che se la menano tanto con il diritto amministrativo. Vorrei ricordare, infatti, che il curatore di questo blog fu l’unico a ribellarsi alla proroga del mandato di Tosi, che di fatto sospendeva la democrazia per decreto rettorale: contro tale proroga, infatti, presentò ricorso al Tar della Toscana ed appello al Consiglio di Stato.

    Per concludere, se il riferimento al diritto amministrativo è per contestare le critiche di questo blog al “dirigente incontinente”, aggiungo che ci ritorneremo sull’argomento con altri dati ancor più gravi.

  24. Son contento anch’io, del fatto che Arezzo strappa alla Pisa di De Giorgi e Contini la palma res, ma a fare i ganzi spendendo cinque volte di più di quel che si guadagna son bòni tutti…
    (Stavrogin)

    Mi potresti chiarire i dati di Arezzo (soprattutto sul versante dei “guadagni”)? E poi c’è Lettere di Siena… e poi c’è il resto dell’Ateneo…

  25. Mi devo scusare soprattutto con il curatore del blog per le notevoli inesattezze che ho inserito nel mio commento. Quando si scrive di getto e in preda alla rabbia è facile commetterne. Tuttavia mi pare, ma posso sbagliarmi, che nonostante le inesattezze, la sostanza non cambi: il Faraone Tosi, che il giornale di qualche tempo fa dava per assolto a tutta pagina, salvo poi in piccolo nell’articolo sostenere che si era beccato nove mesi di reclusione, ha dato la stura ad una serie di comportamenti e procedure che hanno alterato in modo esiziale l’equilibrio giuridico e finanziario dell’Ateneo. Tutto ciò, nel modo ancora più di grave di come l’avevo descritto io, Tosi l’ha compiuto grazie alla collaborazione di una serie di individui che hanno seduto nei SUOI Consigli di Amministrazione e nei SUOI Senati (che maneggiava a suo piacimento fatte salve, sempre, le debite eccezioni). Lungi da me dal mettere in discussione le capacità del curatore del blog. Mi riferivo a diversi intervenienti che pensano di sapere tutto e invece sanno poco o niente. E a proposito di individui legati al Faraone e dirigenti incontinenti: ma cosa c’è di vero nella giubilazione del tanto deprecato, ma mai toccato ex Direttore Amministrativo Bigi? Se fosse vera questa notizia, sarebbe una dimostrazione di un certo attivismo positivo da parte dell’attuale amministrazione, no? Oltre a pagare gli stipendi e a mandare avanti pur faticosamente e con qualche intoppo o errore la macchina amministrativa, si sarebbe cominciato a fare anche un po’ di pulito a palazzo, non credete?

  26. Bisogna anche capire una cosetta… se tu sanzioni un DA che poi la magistratura scagiona, quello ti fa causa e ti spilla un mare di soldi… prudenza vuole di aspettare il tribunale e poi agire. Solo che il tribunale ci sta mettendo secoli e per ora non sta facendo nulla…
    Un sintetico commento sulle dichiarazioni rettorali ultime post Censis. Sono risultati che fanno piacere, anche e soprattutto a coloro che hanno contribuito. Sono curioso di vedere l’anno prossimo come andrà senza le centinaia di precari e con i ricercatori in agitazione…

    P.S. Mi spiegherebbero coloro che propugnavano la vendita del Pionta adesso come si potrebbe fare visto che quella è la migliore facoltà di lettere d’italia???

  27. Ismaele come Paulus parlano troppo per enigmi a volte. Perché così aggressivi? Ma leggete i giornali di oggi. Vicino ha un “gruppo” con il quale deciderà il voto e che sopravviverà al voto. Mi sembra una buona notizia. L’università manca di aggregazione (palese) dei docenti, molto necessaria, a parte il gruppo (PD?) schieratosi da subito come filo-Riccaboni. Ora il prof. Vicino ci faccia capire meglio in che cosa consiste il suo rinnovamento, così potremo votare con maggiore cognizione tra i due. Grazie, Professore.
    Per chi sa: Bisi oggi tesse l’elogio di Tosi che ha costruito tanto e m’è sembrato di capire che accenni a pesci in faccia presi da Berlinguer. A che storie si riferisce?

  28. «Mi potresti chiarire i dati di Arezzo (soprattutto sul versante dei “guadagni”)? E poi c’è Lettere di Siena… e poi c’è il resto dell’Ateneo…» Giona

    Mi riferisco a quelli forniti dal prof. Grasso nell’intervista riportata lassù in alto in questo forum: «Abbiamo venduto il San Niccolò, stiamo vendendo il Policlinico, venderemo il Palazzo Bandini-Piccolomini, poi la Certosa di Pontignano. Ma ancor più grave è che noi vendiamo il nostro patrimonio immobiliare a Siena per tenere in piedi il Polo di Grosseto, quello di Arezzo, di Colle Val d’Elsa, di Buonconvento e così via, con costi rilevanti! L’ateneo senese spende circa 15 milioni di euro l’anno per tenere in piedi il polo di Arezzo, a fronte di 3,5 milioni di euro di contributi degli studenti (le tasse studentesche).»
    Io non voglio fare del sarcasmo, il mio è solo un richiamo al “pessimismo dell’intelligenza” (anche perché quelle graduatorie temo che risultino un po’ datate, visto il precipitare degli eventi) e a me pare che queste frequenti giornalate autoconsolatorie inducano alcuni a pensare “se siamo stati bravi, allora continuiamo così”: questo proprio quando il tema del destino delle sedi distaccate diventa ineludibile e mentre l’ateneo si accinge, l’anno prossimo, in forza dei numeri e dei pensionamenti, a smantellare metà dei corsi di laurea, dissipando competenze (vedi miei precedenti post) e senza capire bene cosa resterà delle varie specializzazioni. Secondo me il trastullarsi con queste “statistiche” ammonta (lo ripeto) a dirsi: “sin qui, tutto bene”, cadendo da una torre.

  29. Scusate! Ho lasciato nella penna un altro appunto alla stampa: delle nostre “Lettere” non si dice né nel comunicato del Rettore né nei giornali di conseguenza che sono prime Nel gruppo delle mediane che qualcuno in questo blog ha precisato non comprendere ad esempio Pisa! Quel terzo di Giurisprudenza anche è strano, io avevo sempre sentito parlare di Bologna, Trento, Pavia ecc.
    A proposito di dismissioni, ma i revisori che fine hanno fatto? Sono sempre lì a revisionare? Cosa da pochino?
    Chi ha la guida Censis, o il Rettorato che giustamente ci segue, può dirci a che anno si riferiscono i dati rilevati?

  30. @ Laura che dice: «…delle nostre Lettere non si dice né nel comunicato del Rettore né nei giornali di conseguenza che sono prime nel gruppo delle mediane che qualcuno in questo blog ha precisato non comprendere ad esempio Pisa

    segnalo che non ha letto bene quanto segue: «…con piacere vi segnalo che la nostra Università si è classificata al 2° posto nella classifica del Censis degli Atenei italiani di medie dimensioni (tra i 10 e 20 mila studenti) … Il Rettore Silvano Focardi»

  31. Il Dott. Bigi non è più dipendente dell’Università di Siena

    L’ex Direttore Amministrativo dell’Università di Siena, Dott. Loriano Bigi, ha preso servizio ieri, 15 luglio 2010, presso il Ministero del Lavoro, Roma.

  32. Al ballottaggio dovremo decidere a chi concedere, fra i due candidati, la nostra fiducia

    Siamo ad un momento decisivo nel quale possiamo far sentire l’importanza, anche se ridotta, del nostro voto. Votare è importante, perché chi non vota, proprio per non aver partecipato, non avrà eventualmente alcun diritto di lamentarsi.

    Tra le cause del disavanzo, quella su cui si insiste maggiormente, è l’esubero del personale tecnico-amministrativo, con riferimento all’ultima infornata di colleghi, quella del 2008, come se questi ultimi non prestassero già servizio in Ateneo e quindi non fossero a busta paga da anni.

    Una politica certamente poco avveduta sotto il profilo economico-finanziario e trascurata tra le cause del dissesto, da far risalire agli anni 1999-2007, è quella che ha portato anche ad un esubero di docenti in alcuni settori (vedi Corriere Fiorentino di ieri) e ad avanzamenti di carriera, a volte non giustificati, con sostanziale incidenza sul bilancio.

    Non è pertanto al numero delle persone che ricevono uno stipendio che si deve guardare, ma ai costi di ciascun dipendente che, com’è noto, è certamente differenziato tra personale tecnico-amministrativo e docente. Ecco spiegato, quindi, almeno per la gran parte, l’aumento fortissimo degli ultimi anni delle spese per il personale.

    Questo messaggio non vuole però aprire una contrapposizione tra personale docente e non docente: gli errori sono stati commessi nel lontano e recente passato e ne stiamo pagando le conseguenze da due anni, con gravi perdite di posti di lavoro e con la mancata immissione nei ruoli di giovani e bravi ricercatori.

    Dobbiamo pretendere dal Rettore che guiderà l’Ateneo nei prossimi 4 anni, che saranno fondamentali per il nostro futuro, una seria e rigorosa politica di reale risanamento. È indispensabile restituire al personale tecnico-amministrativo l’entusiasmo e la gratificazione per il proprio lavoro che si sono drammaticamente persi, come dimostra la scarsa partecipazione al voto.

    Non vogliamo un futuro in cui si tiri a vivacchiare alla giornata ma vogliamo partecipare attivamente alla rinascita dell’Ateneo con le nostre professionalità e le nostre competenze, che troppo spesso sono state misconosciute per consentire carriere privilegiate a pochi. È difficilissimo, in questa situazione, infondere speranza ai colleghi ma non possiamo rassegnarci ad apparire solo come la zavorra del bilancio.

  33. Chissà quanto è utile al Ministero del Lavoro la sua bella laurea in filosofia…

  34. Ismaele, vada al 16° commento e vedrà la differenza tra il comunicato stampa e quello del rettore, ma ora il caldo può giocare i peggiori scherzi!

  35. Il Bisi che tifa per Riccaboni non esimendosi a pesanti attacchi a Focardi e Vicino.
    Il Riccaboni che dicono essere espressione del PD, di Ceccuzzi e Mussari, con appoggi occulti all’interno delle Scotte e per questo poco affidabili per il corretto funzionamento dell’ospedale.
    Il Focardi che sembra avere avuto l’appoggio della Margherita con in testa Alberto Monaci
    Ovvero, i personaggi peggiori, dopo aver distrutto l’Università (e tutta Siena), rischiano di riprendere di rientrare dalla finestra e riprendere i loro giochini di potere.
    Mi sa che ci sia poco da festeggiare chiunque vinca. A questo punto mi sento vicino a Vicino quando dice che ci sarà bisogno di un “partito” che controlli l’operato del nuovo Rettore. L’importante è che questo gruppo non sia condizionato dal sistemone e sia aperto a tutte le persone serie e rispettose della nostra Comunità, a partire dal Dott. Grasso.
    Lancio questa proposta per il bene della nostra Università e per il futuro di un pezzo di storia di Siena.

  36. Rodolfo mi sembra proprio ben impostato!
    Il gruppoo Vicino sia aperto e vigile, tanto bisognerà rifare lo Statuto e quindi nuove elezioni con riforma Gelmini se ho capito bene.
    Ma chiederei al prof. Vicino di lanciare un appello alla magistratura. Non si può continuare con questa incertezza sulle responsabilità penali. Tutti noi negli uffici siamo imbarazzati, soprattutto quando si lavora in certi posti.
    Grazie, e scusate.
    Prof. Vicino, Lei in questo momento con i Suoi amici è l’uomo più potente dell’Università. Lo sa vero? Non sprechi allora questa occasione di democrazia… e di pulizia! Che Rettore e Riccaboni non si siano degnati di rispondere alla domande di questo blog mi basta per rendere poco appetibile il voto. Che importa?
    Continuità o discontinuità? Con che, con chi? Con Tosi benedetto dal Bisi, con Berlinguer? Con che e con chi? Ditecelo aspiranti! Il caldo non è motivo valido per questo grave Vostro silenzio. Domande del blog, domande del Prof. Grasso: rispondete se siete dei democratici (lo so che siete tutti e due del PD, chi non lo è a Siena? Ma non basta per avere etichette fededegne)!

  37. Leggo solo ora Ismaele, che deve essere un giovane preparato e… addentro a giudicare dal CRESCO, questo sì che non si ha l’obbligo di conoscerlo, anche se non dirò “che cacchio è”!
    Oh Nini, se non Ti riprendo sul resto vuol dire che grosso modo sono d’accordo come lo sono di solito con l’altro bellicoso tuo vicino di carattere, il Favi, lo ricordi? Ma se in questo corpo accademico così funebre qualcuno si muove come ora anche Vicino, perché subito tagliargli le unghie?
    La tua difesa del Focardi-Barretta poggia, caro Ismaele, sull’allontamento del Bigi? Basta? E le sedi distaccate? E l’architetto inventore del campus all’Arbia che progetta conforme ai desideri del Comune? Visto che ne sai, ancora: che è successo dei revisori? Ma poi, ripeto con Laura ecc., perché almeno Focardi che è il più bisognoso di voti, non risponde alle domande blog-Grasso? Vada per Riccaboni, che ha il PD-MPS dietro a quanto pare, ma almeno lui non avrà bisogno di noi astenuti? Non avrà bisogno del volgo disperso?

  38. «Dalla crisi non si esce con la via giudiziaria: ora governo di transizione»: la frase è di un esponente politico nazionale (DS-PD), ma vale anche per molti afferenti alla comunità accademica convinti della necessità di voltar pagina nel rispetto del popolare adagio “…chi ha avuto ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato ha dato… scurdammoce ‘o passato…”.

    Eppure senza che il sottoscritto adisse un dì la via della procura senese il corso degli eventi non sarebbe cambiato così repentinamente né saremmo qui a disquisire di rinascita dell’ateneo e recupero di credibilità.

    In Italia come a Siena troppi personaggi anche di spicco insistono con il negare apoditticamente l’opportunità e l’utilità della via giudiziaria, il che contraddice l’evidenza dei fatti e l’insegnamento della storia delegittimando l’intera istituzione.

    Si vuole mettere il capo nella sabbia lasciando le terga esposte ad ogni malintenzionato malgrado lo sfracelo che ci ha reso penosi e ridicoli infliggendo un colpo terribile alle legittime aspettative di tanti validi ricercatori e rendendo asfittica la ricerca, unica ragion d’essere dell’istituzione universitaria?!

  39. bravo, grande Cosimo! il caso Siena può esplodere solo per via giudiziaria ormai, tenuto conto del controllo sociale totale che solo il crollo del MPS (ma chi può augurarsela?) può spezzare…il caso Pizzichi ora è venuto fuori grazie a Roma, Verdini che controlla la pseudo-opposizione CdL funzionale al sistema è periclitante sempre per via giudiziaria…uhm non disperiamo! Ricordatevi che il successo dell’Ascherino solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile. Preoccupa piuttosto che neppure Beppegrillo riesca a scalfire il muraglione senese, Travaglio non parla…

  40. … mi scuso se mi permetto ma vorrei ricordare che

    l’11 luglio 1979 un sicario di Michele Sindona assassinava l’avvocato milanese Giorgio Ambrosoli. Ai funerali nessun rappresentante dello Stato!

    Il 19 luglio 1992 a Palermo saltava in aria insieme alla sua scorta Paolo Borsellino.

    Nell’ultima intervista fece riferimento a delicate indagini su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri!

    Due uomini che hanno sacrificato consapevolmente la vita per un paese ingrato, sbadato e corrotto nelle fondamenta.

    … chiedo perdono per essere andato così fuori dal tema delle due candidature a magnifico!!!

  41. Ma ancora la chiusura delle indagini penali… dopo 2 anni nulla?
    Per il processo Parmalat, si è fatto prima… oramai siamo in area prescrizione!
    Il dirigente, che va a diffondere le modalità di eccellente managerialità al Ministro del lavoro, aveva ricevuto qualche avviso di garanzia?
    Trasferimento definitivo… o ha opzionato il rientro a Siena?
    Quanto ai risparmi per Unisi, temo la sostituzione con altro dipendente dirigente (please CdA)!!
    Confido che la stampa nazionale (quotidian

  42. Cari amici,
    voglio esprimere di cuore un ringraziamento a quanti hanno voluto sostenere la mia candidatura e il mio programma nei due precedenti turni elettorali. Sono consapevole di quanto sia rilevante il numero di persone che si sono riconosciute nelle idee che insieme con il mio gruppo di lavoro abbiamo delineato per avviare un processo di rinascita del nostro Ateneo. Perciò, interpretando i segnali che provengono dal mio elettorato, è mia intenzione preservare il patrimonio di principi e di partecipazione che si è creato attorno alla mia candidatura, e tradurlo in un soggetto politico, che farà sentire la sua voce pubblicamente durante l’esercizio della prossima Amministrazione, mediante un costante contributo di critiche e proposte costruttive.
    Posso assicurare sin da ora che metteremo a disposizione di tutto l’Ateneo le nostre idee migliori e le nostre energie per contribuire concretamente alla rinascita che tutti auspichiamo.
    Con stima ed amicizia
    Antonio Vicino

  43. Cara Vicky,
    colgo nel tuo commento un passaggio che mi sconcerta: ma davvero pensi che all’interno di un ente pubblico i dirigenti siano un optional?
    Dato che oggi ci troviamo con un solo dirigente a tempo indeterminato (non facente funzioni) ed uno solo a tempo determinato (che è anche direttore amministrativo vicario) a cosa miri: forse un’Università senza dirigenti o, magari, senza Direttore amministrativo?
    Stai tranquilla su questo, non è stato, non è e non sarà mai possibile…

  44. Caro Prof. Vicino,
    molti di noi dobbiamo decidere se andare a votare il 21. Il Suo gruppo come aspirante “soggetto politico” non si pronuncia sul meno peggio dei Due? Possibile? Capirà bene che è un inizio un po’ debole; diverso sarebbe se il Suo soggetto p.v. desse indicazioni motivate, non Le pare?
    Le assicuro che molti sono incerti ancora oggi, e non solo per il caldo!
    Siamo stati tenuti fuori dalle consultazioni e telefonate varie e la cosa non ci è piaciuta per niente.
    Peraltro aspettiamo che il super-valutatore Riccaboni ci dica quanto costano Economia e Ingegneria di Arezzo secondo la birbissima richiesta emersa da questo blog.
    Forza, Signori! Le circolari burocratiche non sono all’altezza della gravità della situazione, siate comprensivi…

  45. Care Colleghe e cari Colleghi, Collaboratrici e Collaboratori, Studentesse e Studenti,

    desidero ancora una volta ringraziarvi per il forte senso di appartenenza all’Università che avete dimostrato con la grande affluenza al voto. Vi ringrazio per questo atteggiamento di grande responsabilità e in particolare ringrazio quanti hanno espresso il proprio voto in mio favore.

    Come ho detto subito dopo lo spoglio dei voti, sono molto soddisfatto del risultato che dimostra che la Comunità universitaria ha compreso quanto ho fatto e quanto posso ancora fare per questa nostra Istituzione.

    Certamente il desiderio di cambiare può aver indotto a fare valutazioni e scelte diverse. Ma, come ho più volte ribadito, è durante il mio rettorato che c’è stato un vero cambiamento. Ed è in nome di questo cambiamento, che dobbiamo portare avanti e rafforzare, che vi chiedo di votare per me al prossimo decisivo turno elettorale. In questo modo sceglierete realmente il cambiamento e soprattutto arginerete segnali preoccupanti che sembrano prefigurare il ritorno a situazioni già viste e per i cui effetti stiamo oggi affrontando una situazione di crisi finanziaria particolarmente difficile, che sta impegnando risorse umane ed economiche che avremmo potuto dedicare a ben altri e più proficui progetti.

    Mi appello a quanti non si sono recati a votare. Comprendo la vostra disaffezione e per l’onestà che da sempre mi contraddistingue non posso promettervi favole – se qualcuno lo fa non è credibile -, ma vi invito a tornare sulla vostra decisione e ad andare a votare. Fate della vostra protesta una proposta per il futuro di questa nostra Università. E a chi afferma che la crisi non è stata gestita al meglio dico che abbiamo sempre garantito a tutti la possibilità di lavorare, studiare e usufruire dei tanti servizi che rendono da sempre questa nostra Università una tra le prime in Italia, come ci viene quotidianamente riconosciuto e come mostrano anche le recentissime classifiche di Campus e del Censis.

    L’impegno mio personale è quello di far sì che questa Università possa migliorare le proprie performance e possa continuare a posizionarsi tra gli Atenei migliori e più affidabili. E, al contempo, il mio impegno è teso a far sì che chi vive e lavora in questa Università possa presto tornare a essere nella situazione di poter operare al meglio, in una condizione di serenità, vedendo riconosciute e valorizzate le proprie competenze.

    I prossimi anni saranno decisivi non solo per proseguire, con continuità, nella necessaria opera di risanamento, ma anche per gettare le basi per costruire, insieme, la futura Università di Siena. Per far ciò ci sarà bisogno di compiere uno sforzo congiunto al quale – se, come mi auguro, riceverò il vostro consenso – chiamerò soprattutto i colleghi delle generazioni più giovani che si affiancheranno a chi, con serietà e competenza, ha già dato ampia prova delle sue capacità. Il futuro si costruisce, infatti, unendo esperienza, capacità di lavoro ed entusiasmo. Sono qualità sicuramente presenti nel nostro Ateneo: ad esse voglio ricorrere per traghettare l’Università di Siena verso un futuro che deve essere migliore del recente e del più lontano passato. Per raggiungere questo fine sarà sicuramente importante perseguire molte delle proposte e delle idee innovative contenute nel programma del collega Antonio Vicino e del suo gruppo di lavoro.

    Io ho scommesso tutto su questo progetto di futuro. A voi chiedo di crederci e di esserne protagonisti votando per me il prossimo mercoledì.

    Grazie ancora a tutti.

    Silvano Focardi

  46. Per Loré e altri.

    Anch’io mi scuso se vado fuori tema, ma penso che sia giusto farlo.
    11 luglio 1995 : Srebrenica (Bosnia) circa 7.000 persone vennero trucidate sotto gli occhi indifferenti dei Caschi Blu delle Nazioni Unite.
    Fu l’ultimo massacro del secolo, che ben pochi ricordano.
    Il resto è indicibile.

  47. Ai Colleghi della Facoltà di Medicina

    Desidero dare senso alla mia decisione di sostenere la candidatura dell’attuale Rettore Silvano Focardi.

    Vi sono poche e semplici ragioni:

    1. è innegabile l’impegno e la coraggiosa determinazione dimostrate dal Rettore nell’affrontare la pesante situazione economica del nostro Ateneo. Gli attuali risultati, quali ad esempio la riduzione del disavanzo, la garanzia dell’occupazione e degli stipendi sono noti a tutti;

    2. un cambio di gestione comporterebbe un inevitabile e lungo periodo di stallo necessario ad acquisire piena conoscenza ed esperienza per affrontare questa complessa situazione; un periodo di stallo che proprio non possiamo permetterci, vista anche la pochezza delle proposte alternative in ballottaggio;

    3. infine vi è un triplice interesse della Facoltà di Medicina nel sostenere il Rettore Focardi: è di area scientifica, ha stabilito un solido rapporto con il Servizio Sanitario Regionale, ha un mandato temporale adeguato nel consentire alla nostra Facoltà di costruire, durante i prossimi quattro anni, le condizioni per assumere un ruolo di governo dell’Ateneo.

  48. Uhm, tutto sommato… certo, poteva essere un po’ più generoso con le posizioni espresse in questo blog! Ha sempre un po’ di quella furbizia da capitano di contrada – dice e non dice, si lascia mano libera per i “partiti” – che non si attaglia alla gravità della situazione e alle richieste di trasparenza democratica, ma i ballottaggi sono così… vada per il meno peggio, o “strutturato” dai poteri forti, per così dire, qual sembra il prof. Riccaboni e… absit iniuria verbis.
    Ma contiamo sul soggetto politico del prof. Vicino per tallonare il nuovo eletto, quale che sia!
    Gianna: mi sono lamentato con l’Ascheri senior dell’assenza di Raffaele da questo blog; a parte la mancanza di confidenza con queste tecniche, mi diceva, Raffaele è in vacanza a… Srebenica! Dopo la Madonna di Mejougorie chissà che ci prepara. Il prof. Ascheri (senior) si raccomandava per domani pomeriggio ore 18 alla Becarelli: si presenta il libro La colata, che non riceverà grande pubblicità dai media senesi, volete scommetterci?

  49. La sfida si fa al calor bianco…
    Riccaboni ha appena risposto abbastanza duramente a Focardi. Certo che se Medicina prende posizione così… la vedo dura per lo spezzino.
    Un riflessione breve per tutti ed in particolare per chi non è di Medicina… ma dopo la gestione Tosi – le cui propaggini processuali devono ancora venire – volete davvero di nuovo un medico come rettore tra 4 anni?
    Eppoi viva l’alternanza, Tosi per 10 anni quasi, 8 ipotetici anni dello scienziato dei pinguini e poi di nuovo Medicina? Ma le Scienze sociali non contano? Lettere… Giurisprudenza, Scienze politiche, Economia… sempre alla finestra devono stare?

    Io capisco le ambizioni del Prof. Giorgi ma quando dice «è innegabile l’impegno e la coraggiosa determinazione dimostrate dal Rettore nell’affrontare la pesante situazione economica del nostro Ateneo. Gli attuali risultati, quali ad esempio la riduzione del disavanzo, la garanzia dell’occupazione e degli stipendi sono noti a tutti» ha presente la stabilizzazione dei famosi 300 (tra cui la famosa figlia e il genero mi si dice)…??? e davvero pensa che sia merito di Focardi tutto il resto? Non dei tecnici – Barretta in primis guarda strano che provengono dalla vituperata economia???

  50. Care amiche e cari amici,

    voglio ringraziarvi per la fiducia che avete riconfermato al progetto condiviso di un Ateneo diverso e migliore. Il risultato del 14 luglio ha ribadito che le forze del cambiamento sono la maggioranza all’interno della nostra Comunità.

    Abbiamo da tempo condiviso un programma organico e articolato che mira ad un’Università più responsabile e partecipata. Il rispetto e la fiducia che nutro nei vostri confronti mi inducono a confidare nella vostra capacità di cogliere in questo programma quel desiderio di rinascita e di rinnovamento espresso dalla maggioranza dei votanti.

    È evidente che per me il futuro del nostro Ateneo non può fare a meno del patrimonio di principi, partecipazione e progetti del programma di Antonio Vicino, che egli ha generosamente messo a disposizione dell’intera Comunità. Con il suo gruppo di lavoro intendo continuare a confrontarmi per approfondire i punti di contatto già esistenti e tenere doverosamente conto del loro apporto di critica e proposta.

    Dopo una campagna caratterizzata da toni pacati e costruttivi, negli ultimi giorni appare chiaro il tentativo di incattivire il confronto e di sviare così l’attenzione dalla profonda crisi in cui il nostro Ateneo si trova da anni. Una crisi che non è solo nei numeri, ma che intacca la motivazione delle persone, avvilisce le idee e permette il riaffiorare di vecchie pratiche clientelari, che si sostanziano, fra l’altro, nel millantare inverosimili sostegni da soggetti esterni o nell’imputarmi inesistenti legami con un passato cui non appartengo.

    Non è mia intenzione assecondare il tentativo, strumentale ed inaccettabile, di far scendere il confronto a toni e contenuti che la nostra Comunità non merita. Dunque, non insisterò sulle ragioni di una crisi che è da addebitare sicuramente ad errori del passato ma che è stata aggravata da chi prima non ne ha voluto vedere in tempo i sintomi (come già denunciai, inascoltato, nel 2006 quando cominciai a partecipare agli Organi di governo dell’Ateneo), poi l’ha gestita in modo inadeguato e infine sta cercando di accreditarsi paradossalmente come paladino del cambiamento, nonostante 4 anni di rettorato ed esser stato componente del Senato Accademico dal 1995 al 2005, proprio negli anni in cui si creavano le condizioni dell’attuale dissesto.

    Con il voto la nostra Comunità ha scelto coerenza, passione e trasparenza quali valori fondamentali per costruire l’Università del futuro. Solo il lavoro e la passione di tutta la Comunità universitaria hanno consentito, anche in questi anni difficili, di confermare la tradizionale alta qualità del nostro Ateneo.

    Sono particolarmente lieto di aver ricevuto consensi in tutte le Facoltà e da tutte le componenti della nostra Comunità. Un Ateneo può essere forte solo se vengono valorizzate tutte le competenze e i diversi ambiti scientifici. Ad esempio, occorre sostenere la Facoltà di Medicina nel recuperare autorevolezza nei rapporti con la Regione Toscana e il Sistema Sanitario Nazionale.

    Ora è finalmente il tempo di pensare al futuro e cogliere l’occasione per uscire da questo stallo protratto e avvilente.

    Per riprendere entusiasmo vi chiedo l’impegno per un programma che ha per centro la qualità della ricerca e dell’innovazione culturale, scientifica e tecnologica; una radicale semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative; un senso di comunità solidale che sappia proteggere i suoi membri, specialmente quelli più isolati; una disponibilità all’incontro di idee, strumenti e discipline in progetti di più ampio respiro; una fruttuosa apertura verso l’esterno che permetta di reperire risorse fondamentali per salvaguardare il lavoro degli studiosi più giovani, la ricerca di base e le aspettative di chi ha già iniziato la carriera e di chi ne è ancora fuori. Con i ricercatori proseguirà l’azione volta al pieno riconoscimento del loro stato giuridico e del prezioso contributo alle attività istituzionali. Il lavoro del personale tecnico e amministrativo sarà finalmente
    valorizzato: la loro motivazione è fondamentale per il successo del nostro Ateneo. Con gli studenti verrà aperto un confronto permanente che proseguirà il dialogo che ho avuto il piacere di intrattenere con loro in questi mesi.

    Non ho fatto promesse nascoste o personali. Pertanto, l’unico riferimento per la mia azione sarà il programma che abbiamo pubblicamente discusso e condiviso. Il programma verrà attuato in piena autonomia e grazie al contributo determinante di delegati che saranno scelti per rappresentare il cambiamento, sulla base delle competenze, della motivazione, del profilo etico e del rispetto delle regole istituzionali, e non della facoltà di appartenenza, del ruolo, di calcoli elettoralistici o di vecchie logiche nepotistiche. Saranno donne e uomini, professori ordinari, associati e ricercatori che vorranno, come me e con me, mettersi al servizio degli altri ed essere loro per primi i segni di quel rinnovamento di cui tutti sentiamo l’urgenza.

    Il nuovo Rettore dovrà parlare a tutti e ascoltare tutti, chi l’ha votato e chi ha scelto diversamente. La mia azione sarà guidata dal dialogo con tutte le componenti della nostra Comunità e il confronto continuo con le esigenze e le competenze che voi in questi giorni mi avete manifestato.

    Care amiche e cari amici, lungo questi anni ci siamo chiesti spesso quando avremmo infine potuto dire basta a questa situazione incerta e demotivante. Quel giorno è arrivato. Il 21 luglio possiamo davvero liberarci di un passato insoddisfacente e delle sue trame logore; mercoledì possiamo davvero cambiare futuro, il nostro futuro.

    Un caro saluto,
    Angelo Riccaboni

  51. Dalla rete un utile intervento nel dibattito sulle elezioni del rettore a Siena, e non solo.

    Il nuovo continua ad “avanzare”

    Azazel. Non ho ben capito se stiamo assistendo alle elezioni del Rettore del 2010 o ad una riedizione di quelle del 2006, visto che gli avversari scelti per contrastare Focardi appartengono sempre allo stesso schieramento.
    Un professore universitario mi faceva notare venerdì scorso che nel 2006 i consultati per scendere in campo furono Bettini, Detti, Riccaboni e Cardini; come tutti sappiamo, i primi tre rinunciarono per lasciare la strada libera a Cardini. Se stavolta invece il Prof. Riccaboni ha accettato di gareggiare ci deve essere un motivo “nuovo” e forse, ma è una mia supposizione, alcune nomine nel mondo bancario potrebbero averlo convinto. Gli stessi supporters del Cardini sono rimasti invariati, come il Boldrini e il prof. Calabrese, prezioso sostenitore in quanto, da esperto della comunicazione e con buone conoscenze nel mondo dei direttori dei giornali, non ha certo problemi a telefonare a qualcuno di essi, soprattutto se si tratta di un senese che dirige un corriere fiorentino.
    Una cosa che mi ha colpito negli ultimi giorni è un articolo sul “rettore dei miracoli”, dove si sviluppa una distinzione tra i rettori che hanno costruito e comprato, come Tosi e Luigi Berlinguer, e i rettori che hanno venduto come Focardi. “Caro” direttore, la lunga fila di rettori da Lei citati prima del Focardi non so a quale logica risponda, forse a richiamare all’ordine qualche transfuga nel campo focardiano. Ma ciò che salta agli occhi è la banalità della risposta all’argomentazione che viene esposta: è lapalissiano che se qualcuno non si fosse indebitato con acquisti fuori misura, probabilmente qualcun altro non sarebbe stato costretto a vendere. E questo solo per parlare degli immobili.
    Anche su questi argomenti ci sono poi due metri e due misure, a seconda dello schieramento cui si appartiene. Anche il neo presidente dell’Abi, ad esempio, è stato un “grande compratore” con l’enorme acquisto Antonveneta, ma anche un “grande venditore”, con tante partecipate, tante filiali e, presto, con tutto il patrimonio immobiliare. Come lo considera il giornale senese rispetto a quanto si è indebitato e quanto dovrà ancora indebitarsi? Non gli viene in mente nessuna analogia con una operazione simile fatta in Italia negli ultimi anni? Ma forse è solo un eccesso di prudenza, e si sta aspettando il 23 luglio per vedere i risultati dello stress-test per capire meglio cosa accadrà nei prossimi mesi alla banca senese. In realtà, sappiamo bene che il cerchio tra la banca, gli impegni del direttore del giornale senese ed il PD è troppo stretto per poterlo rompere.
    Meglio allora attendere mercoledì per sapere almeno se gli operatori dell’università hanno capito il prezzo della partita oppure no.

  52. Per Laura. Mi scuso se a volte appaio aggressivo: non lo sono. Sono però schifato da tante cose. E amareggiato. Dirigenti incompetenti e falsi che non considerano la mia ricerca. Focardi e altri che la volevano e poi mi sono andati in quel posto… Han dato pure voti falsi su di me e mi han trombato in concorsi accademici per far posto a non laureati servi e spioni di partito. Altro che l’Armata a Cavallo ci vorrebbe! E qui ci sono dei boss autentici e non dei coglioni pazzi che, magari, per sentirsi vivi, fanno gli offensori verso chi non la pensa come loro in vari blog…
    Il Bardo

  53. Caro Giorgi,
    leggo sul sito “Il senso della misura” il tuo intervento. Consentimi di rispondere in maniera altrettanto sintetica.

    1. Il pagamento degli stipendi mese per mese è sicuramente importante. I docenti, i tecnici e gli amministrativi della nostra comunità meritano, però, un progetto di Università caratterizzato anche da obiettivi di più lungo respiro e coerenti con le loro competenze e le loro aspettative. Solo una progettualità di lungo termine, peraltro, eviterà che in futuro si possa riproporre il rischio del mancato pagamento degli stipendi. Non si può rispondere ai problemi finanziari solo vendendo gli immobili.

    2. Il cambio di gestione non richiede particolari periodi di transizione. Per quanto riguarda la pochezza delle alternative, vorrei ricordarti che la mia candidatura si basa su un programma assai articolato ed organico, condiviso con la nostra Comunità, scaricabile dal sito http://www.angeloriccaboni.it. Se ci sono lacune o punti insoddisfacenti, avrei piacere discuterne con te o gli altri colleghi interessati.

    3. Credo che il criterio per individuare un Rettore non debba essere rappresentato dall’area scientifica di appartenenza ma dalle sue idee, dalle sue competenze e dai risultati raggiunti nel corso della sua attività scientifica, didattica e amministrativa. Nel mio programma la Facoltà di Medicina è centrale. Una Facoltà di Medicina forte potrà essere garanzia di un Ateneo più autorevole. Dagli incontri con i colleghi ho rilevato che uno dei maggiori problemi, per loro, è costituito proprio dalla debolezza nel rapporto con il Sistema Sanitario Regionale. Bisogna sostenere la Facoltà di Medicina nel recuperare autorevolezza nei rapporti con tale Sistema, facendo emergere le preziose competenze e professionalità che esistono nel suo ambito. A tal fine, se sarò eletto Rettore, provvederò ad assegnare al Preside la delega per la Sanità. Per quanto riguarda la durata del mandato del rettore, va ricordato che dopo quattro anni la conferma non è automatica ma è soggetta ad una procedura di elezione. Tale eventuale rielezione peraltro sarà probabilmente limitata dalle nuove norme in materia di governance ad un massimo di due anni.

    Ti ringrazio del prezioso contributo critico e resto a tua disposizione per proseguire l’utile confronto.

    Un cordiale saluto,
    Angelo Riccaboni

  54. Caro Riccaboni,
    mi soffermo solo sul seguente aspetto della tua replica:
    «dagli incontri con i colleghi ho rilevato che uno dei maggiori problemi, per loro, è costituito proprio dalla debolezza nel rapporto con il Sistema Sanitario Regionale. Bisogna sostenere la Facoltà di Medicina nel recuperare autorevolezza nei rapporti con tale Sistema…”».
    È largamente noto come il nostro Preside abbia instaurato un rapporto di intensa collaborazione ed integrazione con l’attuale Direttore Generale dell’’AOUS. Non vi sono stati atti, a mia conoscenza, assunti dalla Direzione Generale senza la condivisione con il nostro Preside. Dalla tua affermazione si deduce che la presunta debolezza della nostra Facoltà nei confronti del SSR, rappresentato dalla Direzione Aziendale, derivi dalla debolezza dell’interlocutore istituzionale, cioè del Preside. Questo non è assolutamente vero e denuncia una tua mancanza di conoscenza dei processi Regionali in atto. Resta comunque il fatto che se ciò che dichiari fosse la verità, allora non capisco il senso di conferire la delega della Sanità ad una figura che giudichi debole.
    Relativamente agli altri argomenti confermo quanto dichiarato nel mio precedente intervento.

    Prof. Giorgio Giorgi

  55. Giorgio, vecchio birbone ha replicato a tono! Bravo…

  56. Ah i medici… croce e delizia dell’ateneo… da Tosi a Grasso… c’è veramente di tutto nel male e nel bene…

    Veniamo alla risposta di Giorgi… anzi alla non risposta… per lui mi par di capire il SSR finisce all’ausl 7 di Siena… se con quella va d’accordo siamo a posto. Speriamo che il candidato rettore che Medicina esprimerà tra qualche anno sia un po’ più lungimirante ed aperto…
    sul resto non risponde… allora ho io una domanda… ma il programma di Focardi quale è? …dove sta scritto? O a medicina basta la versione orale… perché il nostro Silvan di promesse ne ha fatte tante ma a quanto pare mantenute poche… o no?

  57. Oh Archimede, hai preso troppo sole invece di proiettarlo sugli altri?
    Quando mai ad esempio capitan Focardi ha risposto sul ‘suo’ illustre rappresentante prof. Bertelli? Che ha fatto oltre a intascare 3mila euro a riunione?
    Ci facciamo prendere in giro da questa gente?

  58. Mi avvertono ora della lettera Bertelli! Incredibile davvero, o meglio come ci si poteva aspettare qualcosa di diverso viste le premesse?

  59. Dal pulpito “baronale”

    C’è anche chi preferisce trasformare un civilissimo dibattito sulle dichiarazioni di voto in agone per offese personali. Si leggano le lettere dei Proff. Mariano Giacchi e Giorgio Giorgi

    Ai Colleghi della Facoltà di Medicina. A proposito di appelli per conto della Facoltà di Medicina

    Vi sono poche e semplici ragioni per rispedire al mittente l’appello del Collega Giorgi:

    1. è innegabile che proprio durante il mandato di Focardi, che ha improntato la 1° campagna elettorale sull’innovazione e la sottolineatura delle difficoltà economiche allora esistenti, per più di due anni tali difficoltà si sono appesantite. Non è un caso che in quattro anni abbiamo avuto due Prorettori dimessi e tre Direttori amministrativi;

    2. per quanto riguarda gli interessi della Facoltà di Medicina, vorrei ricordare che a seguito della rinuncia alla delega per la sanità da parte dell’allora Preside all’inizio del rettorato, il Prof. Focardi si è ben guardato dal dare fiducia alla Facoltà di Medicina mantenendo per sé tale delega, molto importante per il “controllo della Facoltà”;

    3. la chance per la nostra Facoltà di assumere un ruolo di governo dell’Ateneo non dipende soltanto dalla scadenza di un Rettore non rieleggibile ma dalla nostra capacità di rinunciare agli interessi particolari a favore di un interesse collettivo con un orizzonte strategico;

    4. mi riesce difficile etichettare Giorgi e ciò che ha sempre espresso in Facoltà come paladino del rinnovamento, rispetto al suo passato remoto e prossimo, sempre in prima fila a difesa del detentore del potere di turno.
    Mariano Giacchi

    Risposta al Prof. Giacchi

    Ho espresso le ragioni della mia scelta a favore del Prof. Focardi aprendo così un civilissimo dibattito con il Prof. Riccaboni.

    Il Prof. Giacchi potrebbe esprimere le proprie costruttive ragioni alla base della sua scelta evitando di perdere tempo nel criticare le ragioni di altri che non sono candidati.

    Eviterei anche di usare malevoli e rozze insinuazioni, che non si addicono né ad un perito agrario né ad un professore ordinario di igiene.

    La mia storia (accademica, politica, sindacale, amministrativa) evidenzia che ho sempre servito le Istituzioni e mai mi sono servito di esse!!! Il Prof. Giacchi Mariano Vincenzo dimentica che lo conosco fin dal tempo della sua militanza extraparlamentare.
    Prof. Giorgio Giorgi

  60. Avevo un impegno con me stesso: tacere assolutamente in campagna elettorale, eccettuato il caso in cui fossi stato tirato inopinatamente in ballo. A questo imperativo mi sono rigorosamente e scrupolosamente attenuto.
    Leggo ora la dichiarazione del prof. Mariano Giacchi che mi indica come “prorettore dimesso” per ragioni, par di capire, legate alle difficoltà economico-finanziarie dell’Ateneo.
    Il prof. Giacchi o non ha letto, o ha dimenticato, le ragioni delle mie dimissioni. Le riassumo. Vi è stata, all’inizio del marzo scorso, l’apertura anticipata della campagna elettorale (ma era cominciata ben prima e più in sordina): un fatto che, come avevo dichiarato tempo addietro, non sarebbe stato compatibile con lo spirito con il quale avevo accettato l’incarico di Prorettore: dedicarsi esclusivamente al servizio dell’Istituzione (un’Istituzione in gravissima difficoltà) bruciando più di un anno di tempo e di energie e rischiando in prima persona, con la speranza e la determinazione di contribuire a risolvere i problemi dell’Ateneo. Non entro nel merito delle cose fatte o non fatte: tutto ciò, come accade in democrazia, è sottoposto al giudizio della Comunità universitaria. Mi si lasci però manifestare il mio stupore: stravolgere la realtà a fini elettorali non mi pare francamente un bel gesto e, certo, non costituisce una ventata d’aria nuova.
    Giovanni Minnucci

  61. Accidenti all’aria nuova, caro Professore!

  62. Arlecchino, servitor di due padroni/
    Oh che ci prendi tutti per… coglioni!

    Noi s’è capito da che parte stai/
    Ma ci scommetto che se il vento muta
    Proprio per evitare un mar di guai/
    Ti levi il costumino e cambi tuta.

    Ma non quell’arlecchin, maschera bella/
    Di bergamasca schiatta e di teatro/
    Ma proprio tu, che come un animello/
    nascosto nel soppalco buio e tetro/
    Pareggi il conto stando nel didietro/
    sì bene da sembrar “re travicello”./

    Il didietro teatral, la cosa è chiara,/
    Nascosto con la maschera sul viso,/
    pronto a mutar casacca e la fanfara/
    suonar a chi, vittoria, alfin ha arriso.

    Meravigliar ti puoi, pubblico scelto,/
    di cotanta virtù, di tal blasone,/
    di piroette e giravolte a incanto,/
    così che passi pure per coglione!/

    È storia vecchia, non ti dare pena/
    L’italica schiatta con cotal persone/
    Da secoli ridusse la ragione/
    A farsi schiava del solito padrone,/
    A farsi schiava facendo proprio… pena./

    Lo Studio un dì di gente assai per bene/
    Di professori veri e teste piene/
    È diventato un luogo buio e tetro/
    Buono soltanto per chi fa teatro./

    Stammi a sentir, torna nel tuo ridotto,/
    a recitar sonetti e lo strambotto/
    qui si ragiona di qualche problemino/
    pel quale non ci vuole l’Arlecchino!

    Balanzone

  63. Già pronto a fare il prorettore, caro Balanzone!
    Versi molto simpatici perdavvero.
    Io non ho problemi. Nella città in cui tradendo l’elettorato si finisce prima o poi per diventare presidenti di banca (ci faccia di nuovo dei versi brillanti, caro) quanti s’iscriveranno come me al club di Riccaboni?
    No, questo è il momento di Vicino. Quella differenza minima e il forte astensionismo confermano la crisi: cosa farà ora con il suo gruppo prezioso?
    Non c’era il candidato veramente nuovo, che non fosse in un modo o nell’altro vecchio.
    Il corpo elettorale paga per la mancanza di coraggio.
    Quando in questo blog si disse di candidare Grasso, quanti aderirono?
    E Minnucci sempre candidato sempre riservato? È tempo di uscire, o no?

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