“Mamma li turchi” nell’elezione del rettore dell’università di Siena

I quotidiani senesi d’oggi riportano la notizia di un’inchiesta – dei sostituti procuratori Nicola Marini e Mario Formisano che ipotizzano il reato di «minacce e diffamazione» – sul voto per il rinnovo del Rettore a seguito di un esposto-querela presentato dal Prof. Egidio Bertelli, rappresentante dell’Università nella Fondazione Monte dei Paschi.  Il 20 luglio 2010, il Corriere di Siena pubblica, con il titolo “Per Medicina si scomoda la Fondazione”, un articolo nel quale si legge: «Ci sono alcuni illustri professori della nostra università pronti a testimoniare di aver ricevuto forti pressioni, da parte di chi rappresenta l’università in Fondazione Mps, affinché la scelta dei singoli converga sull’attuale rettore Silvano Focardi, a discapito del suo concorrente Riccaboni». L’articolo cita testualmente anche un testimone che dichiara che «l’interlocutore (Bertelli, n.d.r.)  ha tirato in ballo la Fondazione e sostiene che senza la conferma di Focardi, l’attenzione sulla sanità e sui singoli progetti da parte dell’istituzione non sarà quella di sempre». Un altro medico dichiara al quotidiano: «Non possiamo credere che il presidente (della Fondazione Mps, n.d.r.) Gabriello Mancini sia al corrente di questa campagna che si consuma alle spalle della Fondazione, vorremmo una posizione chiara da parte sua e che ne prendesse le distanze». Il 21 luglio, giorno del voto nel ballottaggio, il Corriere di Siena, scrive in prima pagina: «Oggi la comunità accademica va al voto fra mille veleni.  In particolare la bagarre si è accesa intorno alle Scotte e alle pressioni che alcuni docenti ritengono di aver ricevuto dal rappresentante dell’università in Fondazione Mps, Egidio Bertelli, affinché orientino il loro voto sul rettore uscente. A questo proposito un gruppo di docenti di Medicina infuriati ha inviato una lettera al governatore della Toscana Enrico Rossi, al presidente della Fondazione Gabriello Mancini e al direttore generale delle Scotte Paolo Morello, affinché intervengano, ognuno nel suo ambito, per mettere fine a questa pressione».

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