«In attesa che la giustizia faccia il suo corso, l’unica scelta possibile è quella di commissariare l’Università di Siena»

Il Ministro Maria Stella Gelmini non ha firmato il decreto di nomina a rettore dell’università di Siena di Angelo Riccaboni. Da martedì il decano Paul Richard Corner, facente funzioni di rettore, guiderà l’ateneo per l’ordinaria amministrazione. Inoltre, con il comunicato di seguito riportato, il Senatore Gaetano Quagliariello chiede il commissariamento dell’ateneo senese, mentre l’ex rettore Luigi Berlinguer dichiara «spero che il commissario non arrivi mai a Siena» e sulla voragine nei conti aggiunge: «quando ho saputo sono rimasto stupefatto».

Gaetano Quagliariello (Vice capogruppo vicario del PdL al Senato). Sulle vicende che hanno determinato il dissesto finanziario dell’Università di Siena si stanno definendo il quadro accusatorio e i profili delle eventuali responsabilità penali. Si tratta di una questione nota da molto tempo e da altrettanto tempo al centro dell’interesse delle istituzioni, rispetto alla quale attendiamo le conclusioni alle quali l’autorità giudiziaria riterrà di pervenire.

Non vorremmo però che la tempistica e le modalità irrituali con le quali è stata data comunicazione alla stampa degli sviluppi giudiziari su questo fronte, si rivelino funzionali a coprire la rilevanza di vicende altrettanto gravi e ben più attuali come quelle che riguardano l’elezione per il rinnovo del rettore. Il combinato disposto delle due questioni delinea infatti un quadro inquietante. E se gli sviluppi delle indagini sulle recenti elezioni accademiche dovessero confermare i sospetti che hanno dato avvio all’inchiesta e che avrebbero portato a diverse iscrizioni sul registro degli indagati, significherebbe che mentre il governo compiva ogni sforzo per cercare di salvare l’ateneo, vi era chi ballava sull’orlo del baratro alla ricerca di posizioni di potere. In una situazione del genere, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, l’unica scelta possibile da parte del Ministero dovrebbe essere quella di commissariare l’Università di Siena. Qualsiasi diversa determinazione apparirebbe inevitabilmente agli occhi della città come un implicito avallo rispetto a situazioni di dubbia legittimità.

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40 Risposte

  1. Voce della Gelmini o stimolo alla Gelmini?

  2. ..ma i danni erariali, per tutto quanto sta accadendo… ancora nessuno li chiede? Quanti iscritti si stanno perdendo… per il fallimento e per l’assenza del Rettore? Il sequestro del c/c di un docente… (salva sempre l’innocenza presunta)… è troppo poco… Per recuperare i 200 milioni di euro… quanti sequestri dovevano essere fatti o speriamo siano ancora fatti!

  3. Giusto! Credo che il Rettore, assistito da delibera del CdA, potrebbe avviare da subito un’azione civile indipendente dalla procedura penale in corso: ma non la dovrebbe fare anche contro se stesso?

  4. Finalmente sembra si arrivi alla soluzione che tanti si aspettavano: il commissario.
    Aldilà di tutte le fregnacce che continua a sparare un personaggio come Ceccuzzi, amplificato da tutta la banda dei sindacalisti e degli “unti dal signore” che vorrebbero non perdere i loro privilegi e i loro poteri, la soluzione in arrivo è la più opportuna ad ottenere quelle risposte necessarie che chiediamo da un anno. Accertamento delle responsabilità, richiesta di risarcimento dei danni, risanamento e rilancio dell’Università con persone del tutto nuove ed in possesso di requisiti, professionalità e cultura del territorio. Oddio è quasi un anno che propugnavo questa semplice quanto indispensabile strada, pertanto devo ammettere la mia soddisfazione pur non potendo scordare che è stato buttato via un monte di tempo acuendo i problemi e le preoccupazioni di tanti dipendenti. Ora sarebbe importante ottenere un commissario appartenente proprio al nostro territorio e ben informato sulle vicende che hanno portato al dissesto l’Ateneo.
    Chiedo quindi ai rappresentanti dei partiti, ai sindacalisti seri e a chiunque abbia certe prerogative, di muoversi in questo senso.
    A Ceccuzzi, Meloni, Mugnaioli e al loro gruppo sopra menzionato, dopo le magre figure fatte, di ritirarsi finalmente con la coda fra le gambe.

  5. Di seguito il comunicato sull’argomento da parte del deputato del Pd Franco Ceccuzzi.

    Franco Ceccuzzi. La situazione dell’Università di Siena è andata oltre il livello di guardia e non è più possibile per il Ministero rinviare le decisioni da assumere, dal momento che dal 1° novembre, oltre al Rettore, sarà in scadenza anche il direttore amministrativo. Il lavoro che sta conducendo da oltre due anni la Procura della Repubblica di Siena è, per complessità e ampiezza, da seguire con grande attenzione e rispetto, non solo per individuare le gravissime responsabilità del dissesto, del danno economico e di immagine alla nostra città, ma anche per evitare che possa ripetersi in futuro. La continuità dell’attività didattica e di ricerca è inderogabile trattandosi di pubblico servizio, così come la corresponsione degli stipendi e il pagamento dei fornitori. Per questo spetta al Ministero assumere le decisioni che, in questa fase e sulla base delle informazioni in suo possesso, poggino sugli elementi giudicati di maggiore legittimità. È quanto ho affermato anche mercoledì scorso intervenendo in Aula alla Camera dei Deputati, per portare in Parlamento le ragioni della manifestazione sindacale di lunedì scorso e richiamare l’attenzione del governo. Ho chiesto una decisione immediata sulla nomina del Rettore o su una diversa determinazione, la convocazione urgente del tavolo di crisi e di chiarire, dopo due anni, la sua posizione sul piano di risanamento.
    Questo non è il momento di alzare la polemica politica ma di cooperare tutti insieme per salvare la nostra Università. Per questo duole ricordare al senatore Quagliariello che, se il governo ha anticipato l’erogazione del Fondo di Finanziamento, la Regione Toscana ha fatto molto di più perché ha messo oltre 150 milioni di risorse aggiuntive, che sono state decisive per salvare l’Ateneo. Quello che ha ulteriormente sconcertato la città è lo scoprire, dopo due lunghissimi anni, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze boccia quel piano di risanamento sul quale proprio il senatore Quagliariello, il 20 dicembre 2008, aveva detto: “se verrà attuato farà diventare l’ateneo senese un esempio per tutti”. Caro senatore Quagliariello, è ancora credibile quel piano? Oppure ci siamo sbagliati tutti?

  6. Corner? Non è andata male, temevo Penalty.
    L’ideale sarebbe una rimessa al fondo, ma chissà se lo abbiamo ancora toccato.

    Un sempre scettico
    Sesto Empirico

  7. Intanto sono cominciati i cartellini rossi ed è già qualcosa, dopo soli due anni. Sicché i corner vanno già bene. Vediamo tra l’altro se sono finite le espulsioni, perché voi potete dire quello che vi pare, ma intanto gli indagati sono 27, di cui solo due noti. Possiamo naturalmente fare un toto indagato e probabilmente un’altra diecina di nomi li mettiamo insieme certi, ma gli altri 13 o 14? Attenzione. Se c’è, secondo me c’è, qualche furbetto del quartierino? E poi altra domanda: la Procura si limiterà a questi 27 oppure ce ne sono altri in frigorifero? Secondo me ce ne sono altri. Io fossi in qualcuno lascerei perdere certe prese di posizione.
    Ah! Un’altra cosa: Ceccuzzi, il Senatore Quaglieriello disse nel 2008: “se verrà attuato”. C’è un piccolo problema nella coerenza del suo discorso: non è stato attuato.
    Buona serata

  8. Bravo Ismaele!
    Io ho appena sentito il presidente regionale del Ceccuzzi al TG 3 sul caso Asl Massa Marittima: giustamente, Rossi ha detto che i bilanci sono di chi li ha firmati, ma la Regione si sente parte lesa!
    Chi è parte lesa dei bilanci allegri dell’Università?
    Non solo il Ministero, la Corte dei conti ecc. ma la città tutta. Senesi, stanateli questi mascalzoni! Contrade, svegliatevi, ne va del futuro della città.
    Magistrato delle contrade, altre volte avete preso posizione: non è il caso ora? Che aspettate? Di che avete paura, di perdere i contributi della Fondazione?
    Un po’ di palle, maschietti (oddio, forse ci so’ anche delle donne)

  9. …I soldi bisogna farseli ridare tutti e con gli interessi; su questo non ci piove e lo abbiamo detto in molti. Ma è anche vero (e pure questo lo abbiamo detto in diversi) che il risanamento non si fa con i denari; o meglio si fa con quelli, ma partendo dalle persone… premiare il merito, far emergere quelli che valgono, incentivare coloro che nonostante vessazioni e malversazioni, sono riusciti a fare e ad emergere… è da lì e solo da lì che può partire l’unico, vero risanamento.
    Riversare denari all’interno di un’istituzione che non si sia liberata definitivamente dei malfattori equivale solo a sperperare altro denaro pubblico… senza mai trovare una via d’uscita da questa crisi.

  10. Caro Giovanni,
    come sai ho ritrosia a intervenire sull’Università di Siena, ma visto che sarei stato il decano fossi rimasto a Siena, mi sento come consigliere comunale in dovere di replicare all’articolo di Ceccuzzi, com’ho fatto sul cittadinonline così:
    I 150 milioni sono una favola, s’è già detto, basterebbe leggere, caro onorevole! E non è stata la Regione a comprare, altra questione non irrilevante: i Senesi non hanno pagato due volte l’ospedale nella splendida operazione Focardi?
    Quagliariello aveva messo una un piccola riserva: ottimo se applicato il piano, com’ha ricordato Ismaele sopra, ma il MEF lo bloccò subito, come dovrebbe ricordare: contrario a regole che presiedono a enti pubblici.
    Piuttosto avrebbe dovuto ricordare che le LCS, poco dopo l’insediamento del Consiglio comunale nel 2006, chiesero e pretesero (contro la Sua maggioranza che resisté) un consiglio aperto sulle università senesi con i rettori perché già c’erano segnali precisi di dissesto per l’università storica. Campopiano spiegò dettagli importanti, ma i media non dettero nessuna risonanza… strano?
    Se vuole l’unità civica sul problema cominci con non modificare i dati di fatto. O almeno di prenderne conoscenza!

  11. …meno male che esiste l’archivio del blog e la memoria storica di un testimone eccellente quale è il Prof. Mario Ascheri altrimenti nessuno potrebbe accorgersi del raggiro continuo e dell’aperta malafede dei molti protagonisti responsabili di questa sciagurata fase della vita senese.
    La solita bramosia di potere e denaro ci ha fatto subire l’invadenza e la prepotenza di personaggi che hanno trattato il loro elettorato sia nella università che nella città alla stregua di materia inerte di cui poter disporre a proprio piacimento.
    La disonestà e la inaffidabilità della cricca o casta di Siena (come la definisce nel suo primo libro Raffaele Ascheri) si è dimostrata senza il senso della misura che ognuno anche in ambito di attività illecite cerca di coltivare e rispettare.
    Malafede e disonestà rendono i loschi e lugubri padroni (forse ancora per poco…) dell’ambaradan senese soggetti da evitare ed emarginare proprio perché nella ricerca dell’affermazione e sistemazione personale e familiare nonché di loggia e partito hanno agito per rozza e incontenibile ingordigia con maldestra e volgare ostilità verso chiunque commetteva l’imperdonabile errore di credere nelle istituzioni e di essere credibile. Ottusi e offensivi, in una parola turpi!

  12. Riporto quanto pubblicato dal Corriere di Siena. Ambasciator non porta pena, ho solo trascritto il testo e gli errori non sono miei. Buona lettura anche ad Outis che non mancherà di fare le sue forbite osservazioni.

    «Intanto i presidi fanno quadrato convocando una seduta straordinaria del senato accademico per martedì mattina: “Vista la gravità e l’incertezza della situazione nella quale versa l’Università di Siena, a norma dell’articolo 44, comma 4 della statuto i sottoscritti chiedono che il Senato accademico si convochi in seduta straordinaria il giorno martedi 2 novembre alle 9,30 nella sala consiliare del Rettorato, con il seguente ordine del giorno: situazione e prospettive dell’Università di Siena. Non essendo ancora pervenuta agli scriventi alcuna comunicazione ufficiale in merito alla nomina del rettore eletto, invitiamo a partecipare alla seduta il Decano dell’Università di Siena, Paul Corner.»
    Tommaso Detti, Donato Donati, Maria Luisa Padelletti, Santina Rocchi, Roberto Venuti.

    Il decano del Senato Tommaso Detti ha espresso da parte sua forte preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare: «A me personalmente la mancata nomina del rettore eletto, se come pare non arriverà, costituisca un atto grave e assai discutibile da parte del ministro. Non sono un giurista, ma penso che sino a prova contraria le elezioni debbano considerarsi valide e ritengo che in attesa di tale eventuale prova sarebbe corretto procedere alla nomina. Nella sostanza, lasciare che l’anno accademico abbia inizio senza un rettore aggrava non poco la situazione dell’ateneo, già molto difficile, tanto più che non c’e neppure un direttore amministrativo nella pienezza delle sue funzioni.»

  13. Lega Nord Toscana, segreteria provinciale di Siena.
    Apprendiamo dalle nuove dichiarazioni dell’onorevole Franco Ceccuzzi sull’Ateneo di Siena che fanno da controaltare a quelle di qualche anno fa, quando Ceccuzzi difendeva a spada tratta l’allora Rettore Tosi, oggi (nuovamente) indagato dalla Procura della Repubblica di Siena, questa volta per il buco di Bilancio dell’Ateneo. Tosi aveva all’epoca la stima e l’aprioristica difesa del Ceccuzzi. Con quale faccia oggi l’esponente del Pd fa queste dichiarazioni? Vuole essere lui il nuovo che avanza in città? Ceccuzzi non si sente oggi in estremo imbarazzo ripensando alle dichiarazioni fatte sull’allora Rettore, ennesimo esempio della sua dipendenza dalle logiche di partito e di scarsa attenzione al territorio, al pari di altre “disgrazie” senesi come, ad esempio, l’apprezzamento della scellerata acquisizione dell’Antonveneta che ha messo in crisi la Fondazione MPS e tutta la città?

    Anche sui nuovi avvisi di garanzia all’Ateneo, la Lega invoca la questione morale per la maggioranza che esprime la nostra città e che, fino ad oggi, ha espresso in modo bulgaro la guida di tutti gli Enti pubblici, Università compresa. Ribadiamo la necessità che finalmente si faccia da parte e sia allontanata dalla gestione della città quella cricca di potere che fino ad oggi ne ha gestito le sorti, portandola a finire, in negativo, sulle prime pagine dei giornali.

    Qual è il progetto che la coalizione di centrosinistra, che si appresta ad appoggiare Ceccuzzi alle Comunali 2011, vuole portare avanti? Forse quello di continuare a portare avanti il moribondo sistema di potere, al limite del clientelismo, che è ben rappresentato dalla vicenda dell’Ateneo cittadino? Perché il Pd ed i suoi alleati continuano a parlare dell’Università di Siena senza tenere conto, in un documento redatto alla vigilia dell’emissione di 27 avvisi di garanzia sul deficit di bilancio (che si vanno ad aggiungere ai 16 di Ampugnano ed ai 4 delle Elezioni del Rettore), di quelle che sono le reali responsabilità, gestionali e soprattutto politiche, del buco? Perché il PD non chiarisce la propria posizione sulla questione morale a Siena, rispondendo anche a sollecitazioni interne al suo partito come quelle dell’onorevole Rosy Bindi?

    L’unico interesse del Pd è solo ed esclusivamente quello di mantenere nelle proprie mani la gestione del potere in città: “per loro”, più che “Per Siena”, con un chiaro riferimento alla neonata associazione di poltronari, la maggior parte con redditi al di sopra della media spesso riferibili all’appartenenza al gruppo di potere che governa Siena, che si sta presentando alla città in questi giorni. Associazione che vede come protagoniste tutte persone che fanno riferimento al gruppo legato al Presidente di Banca MPS Mussari, già sorprendentemente piazzate in numerosi Enti, privilegiando amicizie e “fedeltà” anziché requisiti e professionalità, dalle Banche alle municipalizzate, con lauti quanto inopportuni stipendi, la maggior parte dei quali attinti in qualche modo dal patrimonio del territorio (alla faccia della crisi economica e delle tante famiglie attualmente in difficoltà).

    Tutto ciò con la faccia tosta di proporsi come “salvatori della patria”, proprio della stessa “patria” che tanti di questi personaggi hanno pesantemente contribuito a mettere in questa crisi, sia direttamente che indirettamente. Salvo, poi, quando il giocattolo, per colpa loro, si rompe e la città se ne accorge, tentare pateticamente di addossare la colpa al “nemico esterno”, rappresentato ora dal Governo, ora dalla Lega, ora dalle Liste Civiche e così via.

    Siamo certi che i cittadini senesi non siano tanto sciocchi come questo gruppo sembra pensare. Ormai la maggior parte di loro è ben conscia della degenerazione e dell’involuzione portata nel territorio da questo gruppo di potere, e questo malcontento diffuso sembra aver finalmente risvegliato un orgoglio civico e un interesse per il futuro della comunità. Finte liste elettorali simili a queste, nate proprio in funzione delle elezioni e formate da persone con caratteristiche ben note, sono esperienze negative del passato che i cittadini onesti sapranno rifuggire nell’interesse del risanamento e del rilancio della propria città.

  14. In attesa che Outis dispieghi tutta la sua cultura, provvedo io a commentare più terra terra quanto pubblicato dal Corriere di Siena.
    1) Partiamo dalla constatazione ormai ovvia che il Corriere di Siena è un foglio immondo, parziale, fazioso e scorretto, totalmente incapace di fare un’informazione che ricordi anche lontanamente la verità. Lo constatiamo ormai da anni, nessuno se ne stupisce (prevengo Archimede e Arlecchino), ma è bene ribadirlo.
    2) I presidi dell’Ateneo sono nove più quattro rappresentanti di area. I firmatari del documento di cui al commento di Ghinacco sono cinque di cui solo due presidi. Gli altri sono rappresentanti d’area. È giustificato l’utilizzo dell’espressione “i presidi fanno quadrato”? Dove sono gli altri sette e il quarto rappresentante d’area?
    3) I cinque firmatari e il Bisi non hanno la minima idea di cosa sia una norma giuridica e di come la si interpreti. L’art. 44 comma 4 dello Statuto richiamato nel documento dà per scontato quello che in questa occasione scontato non è: è il Rettore che convoca il Senato accademico, ordinario o straordinario che sia. A chi minchia l’hanno fatta la richiesta considerato che l’attuale Rettore ha chiuso il mandato e l’entrante non entrerà chissà per quanto, ammesso che entri.
    4) Invitare Corner in mancanza di comunicazioni ufficiali è un’altra stupidata fuori da qualsiasi principio di buon senso e giuridico.
    5) E veniamo a Tommaso Detti: ma come si permette costui di prendere posizione su una decisione del Ministero? Forse si è dimenticato che lui, come tutti gli altri, è un dipendente del Ministero? Diretto? Se io fossi il Ministro farei seguire a certe dichiarazioni un bel provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente Detti che si rivolta contro il proprio datore di lavoro accusandolo di prendere provvedimenti gravi. Visto che non è un giurista glielo diciamo noi: Detti non è affar tuo giudicare gli atti del Ministro. Chétati.
    6) E per rimanere sulla spaventosa ignoranza giuridica di Detti: delle elezioni i cui atti siano finiti alla Procura della Repubblica e, parallelamente, davanti ad un TAR e il fatto che la Procura abbia spiccato quattro avvisi di garanzia (che vanno ad aggiungersi ai 27 per il dissesto e non è ancora finita) prefigura delle gravi irregolarità nelle elezioni medesime e quindi bene fa il Ministro, esercitando un atto di autotutela tipico della Pubblica Amministrazione, a rinviare sine die la nomina. O se per caso il Rettore tanto voluto da Detti e dai suoi compagni di merende fosse nel novero dei 27? Non dico che ci sia, ma se c’è? Come la mettiamo?
    Chiudo asserendo con forza che il combinato disposto di un’informazione malata come quella del Bisi e l’inettitudine e, forse, la mala fede di certi rappresentanti dell’Università, più la mala fede e la connivenza di certe forze politiche dominanti sul territorio configurano una grave emergenza democratica e di legalità cui non si sta, a parte rare e meritevoli eccezioni, facendo niente per porre un freno. All’Università meno che meno. Speriamo a questo punto davvero in Der Kommissar e che i cittadini senesi si sveglino dal torpore, abbandonino i propri meschini interessi (che comunque il sistema non è più in grado di proteggere) e prendano una posizione decisa contro tutti questi gaglioffi.

  15. Ho una copia di ZOOM in cui gli si è ricordato che ha sempre fatto parte, da una carica o da un’altra, del governo dell’Ateneo in questi anni di finanza allegra e ora, ufficialmente, fallimentare.
    Forse per questo è preoccupato e tanto ribelle?
    Credevo fosse lui il decano; l’età dell’Ascheri è in facebook; possibile non ci sia qualcuno in servizio nato prima del ’44? Incredibile!
    Comunque, che alcuni senatori decidano di riunirsi non deve suscitare scandalo. Si fossero riuniti prima per cose serie, gli direi.
    Soprattutto, anche se non sono giuristi, capiranno bene che ogni loro delibera se irrituale non vale un fico secco. Che si riuniscano come senatori o PD informalmente che vale?
    Vadano piuttosto a dare un po’ d’informazioni al Ceccuzzi, mi sembra che ne abbia bisogno. Non si è ricoperto? Bel candidato sindaco in pectore si dice vero?

  16. Voglio segnalare l’articolo di Bologni su La repubblica. Probabilmente chi indica questo giornalista come vicino al Mussari pare abbia proprio ragione. Questo signore va a riprendere un argomento che non serviva a niente allora e serve ancora meno adesso, un’altra strumentalizzazione per attaccare il governo quando i problemi si hanno soprattutto in casa. Ricordo che Tremonti, o chi per lui, bocciò il finanziamento all’Università da parte del Monte Paschi perchè testualmente “il tasso applicato appariva al limite dell’usura”. Bella figura, da parte di un Ente che dovrebbe tutelare la Città, al pari della Fondazione MPS, alla quale mi pare le Liste Civiche avevno chiesto di intervenire comprando gli immobili dell’ateneo, evitando così un depauperamento di un patrimonio senese. Questo argomento mi sembra sia stato riproposto anche ora: la Fondazione acquisisca la certosa di Pontignano, la metta in mano a dei professionisti invece che ai soliti raccomandati incapaci e trovi il modo di renderla attiva e al servizio della Comunità.
    Quindi caro Bologni faccia un’informazione seria ed obiettiva all’altezza del suo giornale e impari dalla sua collega Selvatici.
    Sono rimasto meravigliato dall’intervento della Lega, del tutto condivisibile, che indica un ulteriore pericolo per la Città, con questo nuovo gruppo di vecchi maneggioni equilibristi che vorrebbero continuare a fare interessi particolari, su ordine e al servizio del potente di turno (in questo caso il solito), e non certo per il bene della collettività.
    Senesi come più volte richiamato in questo blog: sveglia!!!!!!!!!!!

  17. Oh Rodolfo, ho l’età giusta per ricordare il Bologni giornalista al Corriere di Siena con il Bisi! Basta? Sarà anche lui massone e al servizio del MPS? Non mi meraviglierei più di tanto dopo che è venuta fuori la lista della Birreria con tutti quelli che sono stati intronati in qualche banca o banchetta del MPS come quello di Qualivita di cui non voglio neppure imparare il nome: uno degli sperperi più gravi che sta compiendo la città! Precari di tutto il mondo unitevi contro questi cialtroni!

  18. In breve. Non mi soffermo su quanto accaduto, il secondo buco ecc., la protesta a S. Miniato, ecc. Sottolineo che esiste da sempre un c.d. sistema di potere e le contrade non ne sono escluse. L’ex Pci ha messo le mani sulla città in tutti i sensi per garantire la pappagorgia dei protetti e dei ruffiani. Gli ex comunisti si son trasformati in accesi reazionari! Per fortuna che anche gli organi di stampa ridicoli come La Nazione han detto la verità storica: tutto nell’università, dai baroni agli uscieri – tranne eccezioni – era tesserato Pci-Pds-Pd… Gente come Detti ha dettato legge emarginando gli onesti e i meritevoli. Taccio di altre carogne… che son sotto gli occhi di tutti. Ma la Bindi le sa queste cose…??

  19. «Senesi come più volte richiamato in questo blog: sveglia!!!!!!!!!!!» Rodolfo

    Rodolfo, troppo tardi.

  20. Dissento da Emanuel:

    Senesi sveglia (e un po’ di coraggio aggiungo io)… che il dominio PCI-DS-PD esige piena riparazione…

  21. @laura «Io ho appena sentito il presidente regionale del Ceccuzzi al TG 3 sul caso Asl Massa Marittima»

    Probabilmente intendi Massa Carrara. Caso interessante, molto simile a quelli di Tanzi/Parmalat e dell’Università di Siena: in tutti questi casi si è creato un buco (per cause diverse) e si è cercato di nasconderlo con documenti falsificati più o meno bene.
    Sono già due casi in enti pubblici toscani, chissà se ce ne sono altri.

    Sesto Empirico

  22. Chiedo scusa, Sesto! Chiaro… Massa Carrara: Rossi sembra molto determinato. Con la scarsità di risorse ne vedremo delle belle; tutti virtuosi… quando non tocca le proprie spese. Sapete che il Quirinale costa più del presidente degli USA?
    Buona domenica a tutti, anche al Ceccuzzi che mi strapazzate impietosamente.
    In effetti non mi sembra all’altezza, ma quanti lo sono in questo parlamento di portaborse di capi e capetti penosi che scelgono i più modesti e servili che hanno attorno per non sfigurare?

  23. … i “casi in enti pubblici toscani” cui fa riferimento Sesto Empirico devono essere ora identificati e pubblicizzati per le adeguate sanzioni penali e reazioni politiche e per i molteplici danneggiati immediata deve essere quella “piena riparazione” che a Siena tarda giustamente reclamata da Der Kommissar! Loré

  24. Prof. Lorè leggo di un medico prof. Ferrara che nel 2004 sapeva già tutto sul Corsera: uhm, perché non ha citato il sensodellamisura? E chi è ‘sto Ferrara, scusate l’ignoranza eno-chiantigiana!
    Iacoboni (Kuello della Konoscenza, vero?) poi è veramete impagabile: si vuole privatizzare l’Ateneo, dice, e lui con i suoi è baluardo della pubblicità!
    Ne hanno fatto strame o no i tuoi compagnucci, come attestano i risultati?
    È stato privatizzato da loro, ah Iacobo’, non prendere per i fondelli.
    La Festa di Halloween non autorizza questi ‘scherzetti’.

  25. Giovanni, tu che sei il più informato sui vari dati citati da Arlecchino puoi fornire esatte, documentate e illuminanti risposte? Tuo Cosimo

  26. Un altro commissario, dice Quagliariello? Non è bastato quello che aveva già mandato, il dott. Miccolis, con la sua uscita, diciamo così, un po’ poco a testa alta, tra spese ingiustificate con carta di credito unisi e tutto il resto?

  27. @ Arlecchino

    Aldo Ferrara è un collega della Facoltà di Medicina di Siena. Utilizzando il motore di ricerca del blog (in alto a destra) si ottengono tutte le informazioni richieste. Non sono riuscito a trovare sul Corsera di oggi l’articolo citato, sarebbe utile che Arlecchino riportasse sul blog il passo relativo al disastro dell’ateneo senese.

  28. Bufera sull’università di Siena
    27 indagati per 200 milioni di buco
    Indagati il rettore uscente e il precedente. Quattro avvisi per l’elezione del nuovo Magnifico

    Il dissesto finanziario dell’ateneo

    SIENA – Falsità ideologica in atti pubblici: è questa l’ipotesi di reato contestata a Silvano Focardi rettore dell’Università di Siena, e al suo predecessore Piero Tosi, indagati insieme ad altre 25 persone nell’ambito dell’inchiesta sul dissesto finanziario dell’Ateneo. Tutti gli indagati sono già stati sentiti dai magistrati in relazione agli addebiti, contestati a ciascuno di loro, che vanno dal peculato alla truffa, alla falsità ideologica. Le indagini sul dissesto finanziario riguardano uno dei filoni delle diverse inchieste che interessano l’Università di Siena dove all’inizio del 2009 emerse un buco amministrativo superiore a 200 milioni di euro. Per coprirlo è già stato avviato un piano di rientro anche se nei giorni scorsi sono emersi altri 1,5 mln di euro da pagare per mancati versamenti dell’Irpef.

    ELEZIONI RETTORE – Ma non basta. È di mercoledì la notizia di quattro avvisi di garanzia che sarebbero stati emessi dalla procura di Siena nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità avvenute nel voto per l’elezione del rettore. Gli indagati sarebbero accusati di falso in atto pubblico. L’ inchiesta era partita da un esposto anonimo dopo che nella terza e decisiva votazione del 21 luglio, Angelo Riccaboni aveva superato il rettore uscente Silvano Focardi con 373 voti contro 357. Il 6 agosto le schede elettorali e i registri delle votazioni vennero sequestrati dai carabinieri. Nell’ esposto venivano indacate varie presunte irregolarità: l’assenza dei verbali delle votazioni nel campus aretino, la mancata identificazione degli elettori, l’ individuazione dei criteri di nullità del voto avvenuta solo dopo l’apertura delle schede, l’ inserimento dei ricercatori a tempo determinato fra l’ elettorato. Nelle settimane scorse alcuni studenti sono stati ascoltati come persone informate sui fatti. Non è detto che per qualcuno la posizione possa cambiare: pare, ma la versione è tutta da verificare, che un gruppo ristretto di loro possa aver votato due volte.

    RIMBORSI GONFIATI – Nel frattempo il gip del tribunale di Siena, Francesco Bagnai, ha poi deciso per l’applicazione della misura interdittiva della sospensione del professor Walter Gioffrè dall’esercizio del proprio ufficio, sia di docente sia di consigliere di amministrazione dell’Ateneo. Gioffrè è indagato per quanto riguarda alcuni rimborsi gonfiati per l’organizzazione di corsi di aggiornamento e master indetti dall’unità di Senologia. Proprio per questo la gdf ha anche sequestrato al professore 50.000 euro sui suoi conti correnti bancari.

    Redazione online
    28 ottobre 2010 (ultima modifica: 29 ottobre 2010)
    Corriere della Sera

  29. Dio ci liberi da Sergio e da chi ragiona come lui… il Rettore Tosi ha dilapidato il bilancio dell’Università da mane a sera… quai ad eleggere un nuovo Rettore!!! Ma ci faccia il piacere…

  30. Il “sillogismo” sarebbe il seguente:
    – il Rettore Tosi è stato eletto più volte;
    – il Rettore Tosi ha dilapidato il bilancio di Ateneo;
    – non eleggiamo mai più (da quì all’eternità) un Rettore perché dilapiderebbe il bilancio di Ateneo.

    Tra gli addetti ai lavori corre voce che Aristotele si stia rivoltando nella tomba…

  31. E nessuno strumentalizzi quanto sopra… sostenere che Riccaboni è stato eletto mi sembra affermazione alquanto ardita…

    …però, ora che ci penso… tutto ciò è molto “bisiano”…

  32. Scusate il ritardo ma io ho lavorato finora, eccome, e non so niente perciò della stampa senese: devo dire che nelle cantine oggi sono venuti in molti, specialmente italiani. La Toscana riesce sempre ad affascinare, fortunatamente!
    Bene, l’articolo Corsera è sull’edizione fiorentina, che spero possiate trovare anche nel feudo senese, a p. 10; è tragicamente esilarante nella parte iacobonesca.
    La sua autonomia: di far debiti a iosa, tanto c’è la metà degli italiani fregnoni che pagano le tasse pronti a rifondere! È l’unico che riesce a parlar bene di Berlinguer, ora che l’hanno impalato nel suo stesso partito per il 3+2 e i concorsi lo’ali.
    Chiedo scusa al prof. Aldo Ferrara, ma avevo fretta stamani e non avevo mai usato il “cerca”. Complimenti!
    Bene, non è solo prof. Grasso, almeno questo! Gasperetti mi ha lasciato un’impressione negativa da qualche altro réportage senese, per cui ero prevenuto; ora riuso il “cerca” per rinfrescarmi la memoria.
    Buona serata, amici cari!

  33. Tre domande allo «stupefatto» (per via della voragine nei conti) ex rettore Luigi Berlinguer.
    1) È vero che quando si insediò alla guida dell’ateneo senese trovò bilanci solidamente in attivo?
    2) Quanto sono costati i famosi festeggiamenti del 750° anniversario dell’Università di Siena? Si dice che, a fronte dei circa 1,5 miliardi delle vecchie lire preventivati, siano costati 9 miliardi. Forse non è vero. Ci chiarisca, per favore, questo punto.
    3) Quando lasciò l’ateneo nelle mani del suo delfino Piero Tosi, i bilanci erano in attivo o in passivo?

    Solo le risposte potranno chiarirci la fondatezza del suo «stupore».

  34. Prof. Loré: «… i “casi in enti pubblici toscani” cui fa riferimento Sesto Empirico devono essere ora identificati e pubblicizzati per le adeguate sanzioni penali e reazioni politiche».

    Ripensandoci, i casi sono tre, perché anche il tentativo di nascondere gli incidenti causati dai tubi scambiati alle Scotte rientra nella stessa mentalità.

    Che a quanto pare è pericolosamente diffusa fra gli amministratori nostrani, né pare così contrastata dal Presidente Rossi….

    A proposito, che fine ha fatto il processo? La prima udienza doveva essere il 20 ottobre.

    Sesto Empirico
    scettico

  35. Attendiamo le risposte dello stupìto prof. Berlinguer, poste da @Remo Tessitore.
    Un approfondimento: quando sono maturate le decisioni sulle spese in edilizia per le varie nuove sedi di Facoltà??….
    Corte dei Conti… intervieni, please.
    Per qualcuno ora c’è da attingere allo stipendio di dirigente del Ministero del Lavoro!!!

  36. Giusto, Vicky! Quanto deve l’università al MPS? È un debitore insolvente che ne accelera la crisi?
    Ho saltato il weekend usuale a Siena per lavoro: che c’è di interessante sui giornali locali ieri e oggi, prof. Grasso o Lorè?
    Qui nel Chianti si lavora anche con l’acqua; addirittura la gente viene di più… a bere nelle cantine!

  37. […] Tessitore. Tre domande allo «stupefatto» (per via della voragine nei conti) ex rettore Luigi […]

  38. […] Gaetano Quagliariello. «In attesa che la giustizia faccia il suo corso, l’unica scelta possibile è quella di commissari… […]

  39. […] Gaetano Quagliariello. «In attesa che la giustizia faccia il suo corso, l’unica scelta possibile è quella di commissari… […]

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