Università: dopo l’approvazione della Legge Gelmini comincia la guerra degli Statuti

Abrogare l’Università o la Legge?

ANDU (Associazione Nazionale Docenti Universitari). I primi preannunciati effetti della Legge sull’Università sono sotto gli occhi di tutti: blocco di qualsiasi bando e commissariamento degli atenei con l’Anvur e i Rettori. L’obiettivo finale dell’operazione è la consegna alle oligarchie accademico-economico-politiche locali degli Atenei, la maggior parte dei quali saranno emarginati o chiusi: non a caso Fiorella Kostoris, che “viene data (da chi?) come probabile presidente dell’Anvur” sostiene, come la Confindustria e l’accademia che conta, che «nel nostro Paese la vera riforma sarebbe l’abolizione del valore legale del titolo di studio e la fine di ogni appiattimento burocratico (…) in Italia le differenziazioni di status qualitativo o di salario tra università sono inesistenti».

Con la Legge si vuole completare l’opera di smantellamento dell’Università statale, cancellandone completamente l’autonomia e la democrazia. Un disegno politico-affaristico portato avanti nel nostro Paese dalla Confindustria e da un gruppo di “baroni di stato” che da oltre un ventennio operano, servendosi di tutti i Partiti, per devastare gli Atenei: finta autonomia finanziaria e statutaria, svuotamento del Cun e rafforzamento della CRUI, finti concorsi locali, dequalificazione degli studi con il “3+2”, progressivo taglio dei finanziamenti, blocco del reclutamento e delle promozioni, espansione e allungamento del precariato, messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, progressiva eliminazione del diritto allo studio. L’alternativa a tutto questo è il rilancio di una protesta per contenere i danni della Legge, arrivare alla sua abrogazione e attuare un vera riforma democratica e condivisa dell’Università.

a. Tutto bloccato. Dottorati, assegni, reclutamento in ruolo, avanzamenti di carriera: tutto bloccato. La conseguenza immediata sarà/è l’espulsione di tanti giovani ed ex-giovani precari che svolgono un ruolo indispensabile nella ricerca e nella didattica. Nel frattempo si stanno sempre più svuotando i ruoli della docenza e contemporaneamente ci si lamenta che l’accademia italiana è la più vecchia del mondo! Insomma, una vera e propria desertificazione che sta riducendo la qualità e la quantità della didattica e della ricerca, con danni irreparabili per il Paese.

b. Rettori-commissari. In un “vecchio” documento del 30 ottobre 2009 l’Andu scriveva: «Il DdL sulla “governance” ha l’obiettivo di costringere gli Atenei a modificare, secondo una logica aziendalistica, il proprio assetto istituzionale per accentrare nelle mani del Rettore e del ristretto numero di componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione (con almeno il 40% di esterni, ora almeno il 30%) tutta la gestione dell’Ateneo, oggi formalmente esercitata dal SA, dal CdA, dai Consigli di Facoltà e di Dipartimento. (…) Il modello che si vuole imporre è quello “dettato” da anni dalla Confindustria e dalla “sua” lobby trasversale costituita dalla Fondazione TreeLLLe. Un modello che è condiviso dal PD, in un clima bipartisan che da decenni caratterizza l’attività governativa e parlamentare sull’Università.» E più oltre: «L’obiettivo principale del DdL è quello di azzerare la partecipazione democratica nella gestione degli Atenei, trasformandoli in aziende simili alle ASL.» E ancora: «Per essere certi della “corretta” applicazione della controriforma è previsto che a predisporre il nuovo statuto sia un “apposito organo” composto dal rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio di amministrazione». In ogni caso il nuovo statuto sarà adottato con delibere del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Tutto questo va nella direzione opposta alla formazione di un Organo costituente d’Ateneo (p.e., composto da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti), un Organo indispensabile se si volessero affidare le decisioni sul nuovo assetto dell’Ateneo all’Ateneo stesso e non alla sua oligarchia. Nonostante le intenzioni della legge, c’era e c’è ancora la possibilità di praticare, formalmente e sostanzialmente, una elaborazione delle modifiche statutarie in maniera democratica. Invece la stragrande maggioranza dei Rettori e dei “loro” organi di Ateneo hanno ubbidito allo spirito della legge determinando una composizione delle Commissioni non su basi elettive, creando così le premesse per modifiche statutarie in linea con gli obiettivi antidemocratici della stessa Legge.

c. A Palermo. Pochissime le scelte di segno opposto, che dimostrano però, come nel caso di Palermo, che sarebbe stato/è possibile, pur nel rispetto della lettera della Legge, percorrere strade diverse. A Palermo la Commissione sarà composta da tre ordinari, tre associati, tre ricercatori e tre tecnico-amministrativi. I nove docenti saranno scelti da una rosa di 29 eletti da 5 aree, con elettorato attivo e passivo comune per le tre fasce.

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17 Risposte

  1. Gelmini: «Le donne che scendono oggi in piazza sono solo poche radical chic che manifestano per fini politici e per strumentalizzare le donne.»

    Le Italie sono due e devono essere ben separate, una di Berlusconi, Bossi, Violante, Veltroni, l’altra di Borsellino e Falcone!

    Se siamo ridotti così è grazie a chi ha consegnato l’Italia al signor B.: http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/14/le-due-italie-da-tenere-ben-divise/91919/#comments

    … scegliete il loglio dal grano e fatene fasci a parte. Li brucerete poi e faranno concime al suolo. Mentre il buon grano lo porterete nei granai e servirà ad ottimo pane con scorno del nemico, che avrà guadagnato solo di esser abbietto a Dio col suo livore. Ora riflettete fra voi quanto sovente avvenga e numerosa sia la semina del Nemico nei vostri cuori. E comprendete come occorra vigilare con pazienza e costanza per fare si che poco loglio si mescoli al grano eletto. La sorte del loglio è di ardere.

  2. Ecco cosa rimarrà dell’università: http://www.instantdegrees.com

  3. costa meno di sicuro!

  4. …io credo che il “morbo” che affligge università e istituzioni di questo paese sia atavico (non certo recente) e culturale (non certo “politico”)!
    …il signor B è stato eletto da una buona metà (voto più, voto meno) del Paese e quelli che hanno consegnato il Paese al signor B sono stati votati dall’altra metà (voto più, voto meno)…non so chi, in questo Paese, stia dalla parte di Falcone e Borsellino, dato che mi pare (e lo dico per esperienza personale, anche se non mi posso neanche lontanamente paragonare a chi sacrifica la vita per un ideale) che questo Paese consideri (purtroppo a larga maggioranza!) poveri idioti perdenti quelli che vivono e lottano per degli ideali! Fa fede di questa mia convinzione il fatto che un uomo della statura di Giorgio Ambrosoli venga raramente annoverato tra gli eroi nazionali, nonostante le sue esplicite dichiarazioni nel messaggio lasciato alla moglie prima di essere ammazzato dal “sistema” mafioso (“Anna carissima… È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell’Umi, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito…”)!
    Concludo questo mio giro di riflessioni guardando con sconcerto al dispiegamento di forze che è stato posto in atto (a spese del contribuente) per sputtanare il premier (le “fellatio” della Lewinsky a Bill Clinton non sono certo costate tanto al contribuente americano!) e paragonandolo al silenzio tombale che tuttora regna sul furto di 270 milioni di euro presso il nostro ateneo!
    Viva l’Italia!

  5. «Anna carissima… È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell’Umi, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito…» Giorgio Ambrosoli

    Proprio per onorare uomini come Giorgio Ambrosoli molto tardi la magistratura si è decisa ad agire come avrebbe dovuto fare fin dagli anni ottanta nei confronti di colui che fin da quell’epoca indicavo come la criminologia mi imponeva: una tra le più dannose e pericolose figure criminali emerse da una società italiana che guarda alle spese risibili quanto indispensabili delle intercettazioni calpestando l’insegnamento di Falcone e Borsellino.

    Se uno studente mi confonde Clinton con Berlusconi lo “caccio” come Cristo fece nel Tempio, se lo fa un adulto lo guardo con sconcerto per un momento, per poi dedicare il tempo della vita a migliore causa!

  6. …beh, in un paese di puttanieri, i puttanieri sono senz’altro più importanti dei ladri! Quindi, tutto si spiega!
    …personalmente, pagando solo tasse con il mio misero stipendio, preferirei che i miei soldi venissero spesi per “intecettare” (in questo confortato dal parere di un magistrato esperto) i ladri che hanno “spolpato” il nostro ateneo e non i puttanieri… ma vedo che ognuno dà una sua personalissima interpretazione della realtà… Clinton, interrogato, ha detto che farsi fare le fellatio dalla Monica “non era sesso”… quindi Clinton è senz’altro uno dei filosofi più eruditi del nostro tempo!… in questo non posso che dare ragione all’amico Cosimo.

  7. Caro Domenico, credo che del bunga bunga fine a sé stesso interessi poco a tutti e che il tam tam mediatico è seguito per quello che il bunga bunga implica.
    Fai lo stesso errore che fa Giuliano Ferrara! Qua non ci sono né affari di mutande e né questioni di puritanesimo. C’è semplicemente il fatto che se sei bona e servizievole ti sistemano in politica e campi a sbafo a spese del contribuente, se invece lavori sodo e la dai via gratis a chi ti piace (invece di darla via a pagamento a chi ha potere e culo flaccido) rimani al palo. Le donne sono scese in piazza per smontare il mercato delle vacche e per difendere il merito, non per altre questioni! Ed hanno dimostrato che valgono dieci volte più degli uomini.
    Uno dei risultati più grotteschi della manifestazione l’ha prodotto la Gelmini scambiando centinaia di migliaia di donne oneste per quattro insignificanti radical chic. C’era persino un gruppo di suore che sono scese in piazza anche loro fottendosene di quanti soldi spende il nano per comprarsi la Chiesa e di quanto i vertici ecclesiastici siano disposti a calarsi le braghe e a vendersi la mamma a fettine sottili in cambio di prebende.
    È stata una manifestazione di grandissima dignità, Domenico!
    La Gelmini si ritrova a fare il ministro pur dimostrando ancora una volta di non capire niente.
    Guardiamo dal buco della serratura o la verità è sotto gli occhi di tutti senza bisogno di sbirciare nelle stanze del bunga bunga?
    La Boccassini è una comunista o è una che ha il coraggio di fare qualcosa per questo paese esattamente come fecero Falcone e Borsellino?
    Peccato che i soliti politicanti si siano intrufolati nella folla inquinando un moto spontaneo spettacolare di indignazione, offrendo così a un poveretto in cerca di mammà la possibilità di tacciare l’evento come una manifestazione orchestrata da partiti antigovernativi.

  8. … la Boccassini ha rischiato la vita per agire con successo sui mafiosi della strage di Capaci, poi per sgominare le nuove brigate rosse a Milano, quindi si è dedicata alla cattura di centinaia di ndranghetosi che si erano insediati in Lombardia, infine ha dovuto e voluto procedere come era d’obbligo sul vertice di una cricca criminale che dagli anni ’80 carabinieri, polizia, finanza aveva segnalato alla magistratura!!

  9. …perché, Roberto, questo succede solo in politica? Nell’ateneo senese non succede?? E nell’AOUS non succede??? E negli uffici comunali, provinciali e regionali non succede… che “chi la dà la vince”?
    Io non mi specchio né in questa politica né in questo paese, ma la politica è lo specchio del paese… mi pare che ce lo dimentichiamo troppo spesso!
    Se vuoi esempi, nomi, carriere e stipendi, te li dò, ma non qui nel blog, ovviamente.

  10. Tra le manifestanti c’era anche chi deve molto al “sistema”, credetemi; purtroppo è così visto che era un modo per farsi classificare “bene”. Quale occasione migliore? Come al solito non è tutto oro, a parte il fatto che il PD ha subito strumentalizzato mandando in caccam: leggete l’eretico di Siena.
    Ha scritto un bell’articolo su queste nostre manifestazoni l’Aurigi in ilcittadinonline, andate a leggerlo.

  11. …e nel privato, Roberto, nel privato, non ci sono quelle che la danno per fare carriera? non abbiamo lavorato insieme alla ‘Sclavo? E non ricordi nulla del genere? …misero chi si illude che questo paese possa cambiare a partire dalla politica!!!

  12. È perciò anche che erano in tante, Nik!
    Giusto, che non basta partire dalla politica; è una pia illusione laicistica!

  13. …misero chi si illude che questo paese possa cambiare a partire dalla politica!!! Esatto.

  14. Ma siccome a Garibaldi preferisco di gran lunga Cavour,
    Evviva Virginia Oldoini, contessa di Castiglione.
    (sempre politica è).

    Il resto è solo invidia.

    (Prego cancellare subito. Questo è un blog serio!).

  15. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/16/caso-ruby-le-carte-dellinchiesta-ruby-dissi-a-b-che-ero-minorenne/92345/ … questa è solo una piccola parte del profilo del signor B., che sceglie i ministri e compra i parlamentari e decide delle sorti di tutti noi e che ha “fatto fortuna” sempre agendo in modo illegale e volgare, truffando grazie al suo amico avvocato Cesare Previti una ragazza diciottenne cui sottrasse fraudolentemente la tenuta di Arcore, incontrando i capi della mafia per farci affari e coabitando per anni con uno di loro (studiare la biografia di Vittorio Mangano), affidando a Marcello Dell’Utri questi rapporti con le associazioni a delinquere e incaricandolo di fondare il suo partito personale! Altro che soldi spesi dai magistrati milanesi “per sputtanare il premier” come ha scritto qualcuno… Se in Italia vi è la prevalenza dei mediocri e la soccombenza dei meritevoli è anche per la corruzione dei cervelli provocata da decenni di berlusconismo prima televisivo e poi istituzionale, consentito dal costante sostegno dei falsi nemici che hanno avuto la guida della finta opposizione, i signori e padroni del PCI-PDS-DS-PD, servi e collusi non meno responsabili del disastro nostrano. Prima di parlare e di pensare è d’uopo informarsi e documentarsi:

    http://www.sindromedistendhal.com/Cinematelevisione/baratto-de-lucia-televisioni-veltroni-berlusconi.htm
    http://video.unita.it/media/Culture/Biondo_La_mafia_vera_quella_che_fa_pol__1296.html

  16. Colpo grosso! Drive-in!
    Ma i culi e le tette piacevano agli italioti la cui crassa ignoranza è proverbiale. Oggi un uomo onesto religioso piangeva contro il regime senese e dicevami “Professore, lei sa benissimo che senza l’iscrizione al partito qui non si può fare niente!”. Non era senese, “belota” beota. I proffe senza laurea son sempre al loro posto, i dirigenti “rossi” sono richiamati in servizio dalla pensione, le cricche locali gongolano…
    Niente di nuovo sul fronte occidentale.
    Il Bardo

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