Università di Siena: «preconsigli» di Amministrazione, un ritorno al passato

La mancanza di senso delle istituzioni e della legalità, la rinuncia degli organi di governo ad esercitare le proprie prerogative sono fattori che rendono precaria la condizione democratica dell’Università di Siena e ne favoriscono gli squilibri, a danno degli studenti, del personale tecnico-amministrativo e dei docenti, specialmente di quelli meno protetti. Queste condizioni generano situazioni d’illegalità, con pressioni e supplenza decisionale da parte di singoli o gruppi. Il continuo manifestarsi di conflitti d’interesse e di competenze e di regole ad personam sono elementi idonei a creare un regime d’ingovernabilità non più tollerabile. Ne discende la necessità di un’autentica interpretazione dell’autonomia universitaria che è condivisione responsabile, collegialità e trasparenza. Ciò impone regole certe, il loro rispetto, controllo rigoroso dell’uso delle risorse ed organi di governo nel pieno esercizio delle loro funzioni. Ecco, tutto ciò lo scrivevo 5 anni fa (l’8 febbraio 2006) sotto il rettorato del “grande timoniere” Piero Tosi. E purtroppo, oggi ritroviamo la stessa situazione, ovviamente più incancrenita, dove sistematicamente sono disattese e violate le regole più elementari e dove gli organi di governo passivi e rinunciatari contribuiscono a produrre una gestione autocratica ed inefficace. Come non pensare a tutto questo leggendo il comunicato di tutte le organizzazioni sindacali, esclusa la Flc-Cgil, che denunciano una pratica a loro dire illegittima: il preconsiglio di Amministrazione? Tale pratica non è nuova. Rispolverata oggi da Riccaboni, fu praticata per molti anni dal suo sponsor Piero Tosi e i risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti. Bilanci truccati e una voragine unica nel panorama universitario italiano. Qual è il significato di tale procedura? Forse che, poverini, i consiglieri d’Amministrazione, non sanno leggere e soprattutto non sono in grado di comprendere il senso dei documenti che dovranno approvare e, quindi, hanno bisogno di spiegazioni in sedi inappropriate che celano i limiti dei soggetti interessati? O piuttosto, tale pratica,  serve a precostituire l’unanimità su argomenti particolarmente spinosi?

Articolo pubblicato anche da:
Il cittadino online (18 febbraio 2011): Il preconsiglio di Amministrazione all’università? Un triste retaggio tosiano. (Secondo i sindacati si tratterebbe di una pratica “illegittima”).

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“Comunicato delle Organizzazioni sindacali”

Cisal, Cisapuni, Cisl, Rdb/Usb, Ugl, Uil-Rua. Le OO.SS. vengono a conoscenza di un fatto che reputano gravissimo per più aspetti: l’istituzione di una commissione per vagliare le opportunità di mobilità del personale tecnico amministrativo. Le ragioni per cui si reputa la cosa di una gravità inaudita possono essere così riassunte:

1. Sui tavoli di contrattazione si continua da parte dell’Amministrazione a sostenere la volontarietà della mobilità e contestualmente a non fare niente per favorirla.

2. Nessuna menzione di tale commissione è stata fatta nelle sedute di contrattazione, l’ultima del 14 febbraio, né si conoscono i criteri utilizzati per la scelta dei suoi componenti, né il mandato.

3. La notizia della formazione di tale commissione proviene da un cosiddetto “preconsiglio”, svoltosi in data 10 febbraio, cioè da riunioni che niente hanno di istituzionale, convocate dal Rettore e dal Direttore Amministrativo qualche giorno prima delle sedute ufficiali del Consiglio di Amministrazione.

Soprattutto su quest’ultimo punto gravano forti sospetti d’illegittimità in quanto appare assai discutibile che i Consiglieri d’Amministrazione intervengano ad un consesso informale, in cui non v’è chiarezza sulle materie oggetto di discussione e di cui non rimane traccia né verbale né scritta e durante il quale vengono evidentemente prese decisioni operative in assenza anche di Consiglieri che, pur invitati, potrebbero non intervenire.

Le OO.SS. denunciano in maniera dura la totale illegittimità di questa pratica e chiedono che venga immediatamente interrotta, riconducendo nella legalità, ufficialità e nei pieni poteri il Consiglio di Amministrazione il cui funzionamento, fra l’altro, è oggetto di un apposito regolamento, che non fa cenno diretto né indiretto alla possibilità di instaurare una prassi del genere.

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20 Risposte

  1. Caro Professore,
    c’è qualcosa che mi sfugge dell’impostazione che guida il blog da qualche tempo a questa parte. Da quando la campagna elettorale per il rettore si è messa sul binario Focardi versus Riccaboni-vecchio-vestito-da-nuovo, i 4 anni della gestione Focardi sono stati dimenticati. Il fatto che come “nuovo” rettore non avesse scoperto il buco se non quando il Monte ha bloccato i pagamenti dopo l’ennesimo sforamento dell’anticipazione sul conto corrente, e che sotto la sua gestione avesse aumentato a dismisura il numero dei dipendenti (senza disponibilità in pianta organica), e che sotto la sua gestione l’ateneo abbia bruciato almeno 120 milioni di Euro (30×4, sottostimato), tutto questo è passato in un sol momento nel dimenticatoio. Niente interregno, Riccaboni è accolto come se avesse fatto lui il rettore per 4 anni e non come se fosse stato nominato a Nov 2010. Invece di giudicare gli atti e i comportamenti attuali ogni commento salda il presente al passato e impone che ogni possibilità di giudizio sia vincolata alla continuità con Tosi.
    Eppure certi atti singoli dovrebbero essere commentati per quello che sono:
    – il personale amministrativo risulta penalizzato fortemente dal mancato pagamento del salario accessorio, ma se questo era stato negli anni precedenti calcolato in modo errato, perchè non doveva essere bloccato da un amministratore che non ha i soldi per arrivare a fine anno? Eppure è una grossa responsabilità mettersi contro tutto il personale: quale commento da parte del blog?
    – il consiglio di amministrazione viene messo di fronte ad una nuova organizzazione dei lavori e questo diventa un golpe alla Tosi. Ma come ha funzionato il consiglio in questi ultimi 4 anni? Riunioni fiume nelle quali nessuno aveva la minima idea di dove si andasse a parare e a un consigliere che chiedeva un documento si rispondeva che sarebbe stato fornito e non lo si faceva, riunione dopo riunione.
    Il blog commenta la nuova pratica come inappropriata, ma cerchiamo anche di capire come si può fare a far funzionare le cose diversamente.
    Lei teme, io temo a ragione, che difficilmente se ne verrà fuori. Ma questo non vuol dire che non si debba stimolare Riccaboni e l’amministrazione su aspetti specifici e non buttare il tutto nel calderone delle critiche al sistema, altrimenti non solo non ne verremo fuori ma non avremo nemmeno avuto la sensazione di aver fatto qualcosa di costruttivo.
    Insomma, non molli, ma riprenda lo spirito di un tempo.
    Cordialmente

  2. Vorrei indicare il documento che ieri, come gruppo assegnisti e ricercatori non-strutturati dell’ateneo senese, abbiamo presentato ad un incontro con il Rettore.
    Si puo’ leggere qui:
    http://arsiena.files.wordpress.com/2011/02/documento-per-rettore.pdf
    È troppo lungo da riportare integralmente, ma allego solo l’introduzione.


    I lavoratori non-strutturati della ricerca e didattica vivono oggi una situazione drammatica negli atenei italiani e a Siena in particolare, conseguenza della nuova legge di riforma, del protrarsi di tagli sui finanziamenti ordinari e del piano di risanamento senese, resosi necessario dopo una gestione spavalda e poco trasparente che privilegiava l’utile immediato alla programmazione su obiettivi sostenibili e di rilancio. Questa mancata lungimiranza ha finito per pesare sulla serenità nei rapporti di lavoro tra le varie componenti e in particolare sui rapporti contrattuali della componente non-strutturata, che peseranno sulla qualità di ricerca e didattica dell’Ateneo.
    Si vuole altresì evidenziare la notevole produzione scientifica e la capacità di attrazione di fondi esterni, il supporto, a volte decisivo, nell’attività didattica, che la componente non strutturata ha saputo realizzare fino ad oggi, nel corso di rapporti di lavoro che in molti casi hanno raggiunto durata decennale.
    In un’ottica di lunga durata e di rilancio dell’ateneo, diventa così prioritario e indispensabile definire una ‘exit strategy’ da questa situazione che, se non venisse sanata, non permetterebbe all’Università di Siena di sopravvivere nella competizione con altri atenei, in regione e nel territorio nazionale, e nel confronto internazionale.

  3. @ Carlo

    L’impostazione che guida il blog è sempre la solita, quella riportata nel sottotitolo della testata: “per una nuova università a Siena e non solo”. Quello che Carlo indica come il “binario Focardi versus Riccaboni” serve per ricordare un rischio incombente, e cioè: il tentativo di coprire le responsabilità del dissesto dell’ateneo. Rischio tanto realistico da portare un osservatore esterno come il senatore Paolo Amato a dichiarare che «a Siena non può ricrearsi quel sistema di potere che ha portato l’università allo sfascio generale e al discredito totale». Può darsi che qualcuno abbia dimenticato i 4 anni della gestione Focardi; in tal caso raccomando la lettura degli articoli pubblicati su questo blog dal gennaio 2006 al 31 ottobre 2010. La raccomandazione, ovviamente, vale anche per Carlo, al quale segnalo l’articolo «Dissesto dell’ateneo senese: è il primo anniversario o il quarto?» che contiene link e dati per suffragare quanto lui, oggi, dichiara. Inviterei anche alla lettura del post dal titolo particolarmente suggestivo: «Università di Siena: quinto ateneo siciliano». Vorrei, però, ricordare che tali letture potrebbero risultare particolarmente imbarazzanti per Riccaboni che da economista, preside per 5 anni e, ancor prima, per 7 anni presidente del Nucleo di Valutazione d’Ateneo risulta non essersi accorto del disastro incombente. Non è accettabile scaricare tutto sul rettore di turno: prima Tosi e poi Focardi. Senato Accademico, CdA e Nucleo di valutazione, rinunciando ad esercitare le peculiari prerogative connesse agli organi di governo e di controllo dell’ateneo, sono responsabili forse più dei rettori.
    Ogni commento deve necessariamente “saldare il presente al passato”; ovviamente tutto il passato – quello prossimo e quello remoto – senza salti o tentativi di circoscrivere le responsabilità a periodi più farevoli per qualcuno. Che Focardi non abbia fatto ricorso ai «preconsigli di Amministrazione» è un dato di fatto inconfutabile: lo faceva Tosi, e oggi lo fa Riccaboni. Stiamo, perciò, commentando proprio un atto singolo, la prassi dei «preconsigli» che, hanno ragione i sindacati tutti (esclusa la Flc-Cgil), è illegittima e non può certamente essere considerata una “nuova organizzazione dei lavori” del CdA. Inoltre, tutto ciò è coerente con altre iniziative adottate dall’Amministrazione e definite da qualcuno come «mancanza di trasparenza assurta ad ordine di governo».
    Durante i primi 100 giorni dell’attuale rettorato, “Il senso della misura” non ha mai espresso giudizi d’alcun genere su Riccaboni e Fabbro né sui provvedimenti da loro adottati; ha ospitato, per completezza d’informazione, solo le interrogazioni parlamentari, gli interventi di politici ed amministratori locali, dei revisori dei conti, studenti, ecc. oltre, ovviamente, ai commenti dei lettori. Ritenendo che cento giorni siano un tempo sufficiente per un giudizio e considerando le numerose iniziative adottate dall’amministrazione universitaria, ho scritto il primo articolo di critica su uno specifico aspetto. Ve ne saranno altri, nell’interesse esclusivo dell’ateneo senese. Rispondo brevemente al quesito (non trattato dal post) segnalato da Carlo e cioè l’errore nel calcolo del fondo per il salario accessorio. Anche in questo caso – come nel contratto dei Cel – l’Università ha l’obbligo di tutelarsi, individuando i responsabili di questo ingente danno erariale (complessivamente circa 8 milioni di euro) ed attivando immediatamente le relative procedure di messa in mora.

  4. @ Carlo «…Invece di giudicare gli atti e i comportamenti attuali ogni commento salda il presente al passato…»
    «…ma cerchiamo anche di capire come si può fare a far funzionare le cose diversamente.»

    Giudichiamo gli atti
    Al momento del suo insediamento, ho scritto un messaggio all’attuale rettore, nel quale segnalavo fatti gravissimi e discriminatori nei miei confronti, posti in opera dall’amministrazione dell’università, ad iniziare dal 2000 e ad oggi ancora irrisolti). Mi rispose che era sinceramente dispiaciuto e che avrebbe passato l’informativa relativa alla mia situazione retributiva e professionale all’ufficio legale (come se lì non sapessero già tutto) per i chiarimenti del caso. Da allora più nulla ho saputo e non solo: ho già telefonato una ventina di volte per un appuntamento e un colloquio col rettore, ma in segreteria continuano a dirmi che l’agenda del rettore è piena e non c’è possibilità di avere un appuntamento.
    Noto e faccio notare che, pur non avendo vissuto rapporti idilliaci con i predecessori dell’attuale rettore, quando telefonavo per un appuntamento lo ottenevo rapidamente e se ciò non era possibile ottenevo pur sempre un colloquio telefonico quasi immediato (anche se poi non serviva a un granchè). Questi, per me, sono fatti caro Carlo e i fatti parlano chiaro.
    Per completezza e a rischio di venire a noia ai frequentatori del blog (ma a lei lo devo perché mi sembra nuovo e forse non informato!) le dico che gli atti discriminatori ai miei danni e in deroga a Statuto di ateneo e leggi dello stato, riguardano la mia collocazione professionale, essendo io un “tecnico” di livello D3 dal 2003 (senza incentivi e progressioni da quell’anno), nonostante la laurea in medicina nel 1979 (110 e lode), quattro specializzazioni, più di cento pubblicazioni su riviste internazionali e quasi venti anni di servizio nell’università.
    Le bastano questi “fatti” o ne vuole degli altri?

    Quanto a capire come si possano far funzionare le cose diversamente, la mia ricetta la conoscono tutti, ma la ripeto sinteticamente:
    – individuare ed arrestare i malfattori che si sono spolpati l’ateneo;
    – condannarli a pene detentive adeguate e al risarcimento del maltolto;
    – rivalutare tutti i curricula professionali dei dipendenti e attribuire a ciascuno mansioni, incarichi e retribuzioni adeguate a meriti, titoli competenze e professionalità!
    Non vedo altra strada per il risanamento! Lei?

  5. La disonestà mentale e morale e penalmente rilevante dei responsabili del disastro dell’ateneo senese non ha dato ad oggi nessun segno di cedimento a conferma di una oscena continuità criminale, spudorata e ripugnante.

    Dopo il protratto e sfrenato saccheggio delle casse e dei posti della nostra università i vertici amministrativi si sono mossi come si fosse trattato di un disastro naturale, senza inchieste interne, indifferenti alle iniziative giudiziarie.

    Soldi e ruoli rubati restano dove delinquenziali gestioni della cosa pubblica li avevano collocati in un perpetuarsi e moltiplicarsi di abusi non sopportabili in un consorzio civile ed ancor più assurdi in una comunità cattedratica accademica.

    Non consola sapere che anche altre istituzioni non meno prestigiose come quella giudiziaria sono state colpite al cuore non solo da governi ostili alla giustizia come alla scuola ma anche da propri alti rappresentanti indegni di ruoli e toghe.

    Il caso del concorso e della condizione di “Nik” non è unico, anche se di eccezionale rilevanza sul piano sia universitario che giudiziario.

    Per tutti valga il concorso invano tentato da Giovanni Falcone: http://www.youtube.com/watch?v=iKxGXuvjqVo&feature=related

  6. Carlo a me pare uno dell’entourage rettorale (stessa facoltà?) che non per caso “segue” il nostro blog… Induciamolo ad essere il primo docente che si firma!

  7. @ Carlo (Z.)

    Questi uffici hanno da fare alcune osservazioni sul suo insulso, non documentato e fazioso commento.

    1) Il Prof. Loré ci ha naturalmente azzeccato in pieno: stessa facoltà, stesso dipartimento.

    2) A Economia sarebbe bene cominciaste a studiare un po’ di diritto perché ne sapete veramente poco (o punto);

    2.1) Quanto sopra è dimostrato dalle affermazioni in ordine al salario accessorio dei dipendenti e alle responsabilità ad esso connesse. Tenga presente che esiste una legge, la 165/2000 che disciplina con dovizia di particolari le responsabilità dei dirigenti e dei docenti che svolgono, oltre a quelle di didattica e di ricerca, funzioni dirigenziali (Presidi, Direttori di Dipartimento, Membri del Consiglio di Amministrazione). Questa è integrata dalla legge 15/2009 che attiene anche ai provvedimenti disciplinari e di autotutela delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti dei dipendenti infedeli anche in costanza di procedimento penale (27 indagati per il dissesto e 7 per le elezioni del suo Rettore). Se le legga prima di intervenire.

    2.2) La legge del ’57 che disciplina le elezioni (tutte, anche quelle del Rettore) è stata violata e questo è affermabile toto coelo. Il fatto che la Magistratura ci dorma sopra non significa nulla.

    2.3) Oltre alle responsabilità penali e civili esistono quelle accademiche e politiche e di quelle Riccaboni, membro del Senato in quei quattro anni in cui lei dice che le cose andavano così male, prima presidente del CRESCO (e anche su quello ci sono grosse riserve da parte degli inquirenti) e prima ancora del Nucleo di Valutazione, è chiamato a rispondere senza ombra di dubbio.

    3) Oltre alle leggi sarebbe il caso che desse un’occhiata al blog un po’ per bene prima di aprire bocca e dare aria ai denti. La gestione Focardi-Bigi, poi Focardi-Miccolis e quindi Focardi-Barretta (anche questo ultimo suo collega) è stata sottosposta a critiche feroci dal curatore del blog, da quelli che si firmano col proprio nome e da quelli che si firmano con dei nickname (in modo del tutto legittimo, caro lei e cari tutti quelli che hanno da dire qualcosa su questa pratica).

    4) Il consiglio di amministrazione non è stato messo davanti proprio ad un bel niente, se non a un bando (da cui la parola bandito) per l’attribuzione di responsabilità inerenti a cinque divisioni le cui responsabilità scadevano più una totalmente nuova e incongrua con quanto approvato proprio dal Consiglio. Questo bando era totalmente illegittimo e quindi alla signora maestra elementare è stato fatto rimangiare, carta e tutto. Ben date ben applicate direbbe il Manzoni.

    5) I preconsigli sono illegali e durante il rettorato Focardi non sono mai stati indetti, e giustamente. Le ragioni di tale illegalità sono ben illustrate dal comunicato che il curatore del blog ha allegato al proprio commento. Comunicato firmato, come molti altri, da tutti i sindacati salvo che dalla Flc-Cgil troppo occupata ad appecoronarsi di fronte a Riccaboni e Fabbro. D’altro canto i suoi maggiori esponenti lei avrà avuto modo di vederli in San Francesco per mesi prima delle elezioni, quindi anche la sua affermazione “mettersi contro tutto il personale” è del tutto inesatta e va mendata in “tutto il personale salvo quello che mi sono comprato non si sa bene a che prezzo”.

    In conclusione dica al suo padrone di informarla un po’ meglio prima di farla intervenire sul blog.
    Di questi uffici

    Cesare Mori

  8. … ma Carlo – or che mi sovviene – è lo stesso – mi si aiuti a ricordare – che mi invitava a scrivere di meno sul senso della misura avendo io a disposizione un altro blog sul Fatto Quotidiano? Me lo si dica se mi si autorizza un’invettiva in puro vernacolo senese!!!

  9. Caro Prof. Lorè,
    in uno dei primi (e pochi) messaggi che ho scritto su questo blog avevo chiarito di essere un docente di economia, ma non faccio parte di alcun entourage (né del dipartimento del rettore-vecchio-vestito-da-nuovo, ma non ci vedrei nulla di male), e cerco di pensare con la mia testa.
    Mi piace leggere questo blog per il modo diretto in cui il prof. Grasso pone le cose e per questo ho ritenuto di porre in modo diretto le mie perplessità (come una volta ho ritenuto che i suoi interventi su argomenti non collegati alla discussione fossero senza … senso della misura, ma ogni invettiva sarà da me accettata senza problema).
    Insisto sul fatto che se il blog non ha più commenti come queli di cal, stavrogin e altri è un peccato. E sento anche la mancanza del Favi, specialmente se sostituito da Cesare Mori: da entrambi spesso ho dissentito/dissento, ma con Favi il tono della discussione era più interessante.
    Cordialmente

  10. @ Carlo su Favi e Cesare Mori

    Se i toni si sono fatti più accesi dipende dal fatto che se ai tempi del Favi era finito il tonno e si era passati allo sgombro, ora è finito anche quello e, saltando la perchia, siamo passati direttamente alla giudola, volgarmente cazzo di re.

  11. @ Carlo
    Sono davvero impressionato dal contrasto, decisamente stridente, tra il tono dei suoi due interventi, tutto teso, se non capisco male, all’esortazione ad una discussione “costruttiva” e la disinvoltura con la quale lei sembra glissare sulle mie risposte, che pure si incentrano su alcuni passi delle considerazioni da lei esposte; vedo, infatti, che si rivolge a Loré e Grasso, menziona Cesare Mori, ma non sembra prendere neanche in alcuna considerazione la mia replica.
    Pare che il preside di “Medicina” (lo dico per esperienza personale e dunque mi posso anche sbagliare) non interloquisca volentieri con esponenti della comunità accademica che siano al di sotto del “rango” di docente (anche se la qualifica di “docente” non è necessariamente una “garanzia” di qualità morali, intellettuali e culturali!); spero ed auspico che questo non valga per la facoltà di “Economia”, alla quale lei appartiene, e che il suo silenzio sulla mia replica non si ispiri a questa idea razzista e discriminatoria. Stanti così le cose, mi permetto di nuovo di farle notare, spero con toni che le siano “graditi”, che
    A. il dissesto del nostro ateneo è morale, prima che economico;
    B. non si rimedia al dissesto economico se prima non si interviene sul ripristino della legalità, tuttora violata (come nell’esempio personale che le citavo e che l’amico Loré afferma, credo con ampia cognizione di causa, non essere affatto unico);
    C. il ritorno alla normalità e legalità nell’ateneo senese passa attraverso l’opera capillare, puntuale ed accurata della Magistratura, volta ad individuare attori e mandanti del dissesto economico, a stabilire sanzioni adeguate e a garantire che i colpevoli siano assicurati alla Giustizia e restituiscano con gli interessi quanto hanno indebitamente sottratto;
    D. non ci sarà ritorno alla normalità e legalità fino a quando chi merita sarà costretto all’isolamento o alla fuga e i malfattori continueranno ad imperversare.
    Questo detto (anzi, riaffermato), esprimo tutta la mia meraviglia per il fatto che un docente che sembra avere davvero a cuore il destino dell’ateneo, eviti, come mi pare lei abbia fatto nel mio caso (ma sarò lieto di cambiare idea, se me ne darà motivo), di cimentarsi su questi temi, spostando, per così dire, l’attenzione sui “toni” della discussione o su altre questioni che, a fronte di quelle menzionate, paiono francamente marginali.
    L’amico Loré, al quale lei ha sentito di dovere una risposta, ha più e più volte denunciato, da questo blog ed in toni inequivocabili, il silenzio del corpo docente su queste questioni; quando in un’istituzione come quella accademica si pone e si impone il dubbio sulla moralità ed è in gioco il sospetto (che è molto più di un semplice sospetto) che i “dissestatori” e malfattori incalliti che ci hanno portato a tutto questo siano ancora “presenti e operativi”, mi sembra che lo spazio per discussioni sui “massimi sistemi” o su altre questioni, sia veramente ridotto all’osso; qui si deve solo agire ed agire molto rapidamente!

  12. Nik, non è una battuta né una censura, ma, se per “osso” intendi la struttura portante ed agile con cui si regge e muove un corpo (Grasso docet), sei proprio sicuro che sia integra quella cui alludi?

  13. …sì, insomma, di spazio per altre discussioni non ne vedo… ero forse condizionato dall’idea che l’università se la sono “spolpata” e le ossa se le stanno dividendo ora… mi sarò espresso male, ma oso sperare che il “messaggio semantico” sia passato…

  14. Exultate et jubilate…
    No, non intendo parlare di Buxtheude…I mss. sono ben percepiti! Poi, dopo aver udito le corbellate di Eco nella retorica sul 150° mi sento sollevato. Forse ci resta il De Mauro, come storico della lingua, forse Ferrarotti come economista (Max Weber…). I fossili cianciano di democrazia ma la storia va più veloce e tiranni come Alì, Moubarak e Ghedafi se ne smammano. E pensare che Berlusconi li definiva dei “saggi”.
    Io, monotono, insisto: parli Omar Calabrese dei buchi, dato che è l’ideologo dei sinistri, e si aprano gli archivi sui concorsi truccati!
    Mi perdoni qualche assessore in fieri del centrosinistra. Magari colla tinta comunista-stile Vendola.
    PS-Il mio blog è valutato circa 800mo. Già prima vengono i Vuolo, le Littizzetto, ecc. E poi i saltimbanchi di libero.it…

  15. Caro Nik, mi spiace che lei abbia tratto dal mio intervento la conclusione che non intendo confrontarmi con lei per il suo ruolo nell’università. Semplicemente mi pare che in un blog ognuno abbia il diritto di scegliere gli argomenti su cui intervenire e io non intendo intervenire su tutto. Se vuole la mia solidarietà, la offro con piacere. Conosco anche casi di docenti che sono stati discriminati: lei sarà un caso eclatante, ma non è l’unico.
    Quanto alla questione morale, anche questo mi pareva di aver chiarito, io sono ancora troppo scottato dal recente passato per riuscire a concentrarmi sul futuro, e nonostante ciò che sostiene in larga parte il blog in questo momento, aspetto di valutare atti concreti di Riccaboni per concludere che nulla è cambiato.
    Cordialmente

  16. …preciso!
    1 – La reiterazione dei fatti che mi riguardano personalmente non è né vuole eseere un terreno di confronto di opinioni… nel tempo è per me diventato un paradigma che mi piace riproporre perchè sintomatico della situazione. Se ci sono altri casi come il mio (e non faccio nessuna fatica a crederlo) questo è un sintomo… e da medico, sono abituato a diagnosticare le malattie a partire dai segni e dai sintomi. Dalla mia e dalle altre condizioni deduco che se ci sono non una, ma più situazioni simili, che, ancorchè tollerate, sono lungi dall’essere risolte, la malattia che affligge questo ateneo è di natura morale! Morale! Morale! E non mi stancherò di ripeterlo: morale! Morale! Morale!!! (Inutile, poi, darsi “codici etici” o riscrivere gli statuti, se tutto diventa, nella pratica, solo carta straccia!!!)
    2 – Dove non esiste morale, non può esserci rispetto né delle leggi né delle persone (qui dentro ci sta, a pieno titolo, l’idea della tanto sbandierata “autonomia”). Ma dove non c’è il rispetto delle leggi ci sono il banditismo e la criminalità; e dove non c’è rispetto per l’individuo c’è il despotismo e la tirannia!
    3 – Non ho mai chiesto la solidarietà di alcuno; chiedo soltanto che a fronte della mia e delle tante o poche altre situazioni simili alla mia, qualcuno di coloro che stanno a discutere del trattamento accessorio o della cancellazione di sedi periferiche, argomenti (magari proprio qui nel blog) su cosa sia veramente importante per cambiare questo andazzo; se discutere di fatti pure rilevanti, ma contingenti o non, invece affrontare il problema alla radice. Insistendo nella metafora “medica”, chiedo se sia più importante curare la febbre o non, caso mai, agire sull’infezione che sta minando alla radice la salute e la sopravvivenza stessa del paziente (in questo caso, l’assenza di senso civico e morale!) o che
    4 – Quanto a concentrarsi sul futuro, faccia pure… magari evitando di rifugiarsi nel futuro perché, pur con tutta la buona volontà, il presente non riesce proprio a vederlo… facciamo, cioè, in modo che quello di Siena non diventi l’ateneo del futuro solo perché siamo ormai tutti consapevoli del fatto che non avrà mai un presente!!!

    P.S. …poi, a suo comodo, veda se mi può far sapere che “atti concreti” si aspetta da un’istituzione in cui vengono tollerate non una (come lei stesso ammette) ma più situazioni nelle quali, in barba allo Statuto e alle vigenti leggi, si lascia che professionalità e competenze di rilievo vengano disconosciute, umiliate e costrette o all’isolamento o alla fuga!…
    …e per finire, un quesito all’esperto! Se può, mi faccia anche sapere con quale alchimia economico – finanziaria si restituisce all’integrità un bilancio compromesso se gli attori dello sfascio non vengono rimossi, arrestati, incarcerati e costretti e rifondere quanto indebitamente sottratto!

  17. Caro Nik, il senso civico e morale è come il coraggio di don Abbondio, se uno non ce l’ha non se lo può dare.

  18. […] superiore a quella prevista per il nostro ateneo, con un evidente danno erariale. 7) Pratica dei preconsigli d’amministrazione finalizzati a precostituire l’unanimità su argomenti particolarmente spinosi. 8 ) Immotivata […]

  19. […] 17 febbraio 2011: Università di Siena: «preconsigli» di Amministrazione, un ritorno al passato […]

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