In piazza del Duomo per la lettura della sentenza di condanna de “La Casta di Siena” e per bruciare il libro

Lo straordinario successo editoriale de La Casta di Siena, il libro scritto e prodotto da Raffaele Ascheri, ha avuto giovedì scorso un epilogo incredibile: la condanna in primo grado dell’autore ad un risarcimento milionario nei confronti dell’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani e dell’economo della curia don Giuseppe Acampa. Di seguito l’intervento ironico di Raffaele Ascheri ripreso integralmente dal sito “Eretico di Siena”. Un suggerimento. L’autore dovrebbe fare una nuova edizione de “La Casta di Siena” e, in una manifestazione pubblica, dar lettura della sentenza di condanna e bruciare tutte le copie della vecchia edizione consegnate dai lettori.

Finalmente un po’ di Giustizia: l’eretico condannato!

Raffaele Ascheri. Anche nella piccola e sonnacchiosa Siena, finalmente, c’è un po’ di Giustizia: di quella con la G maiuscola, appunto! “In nome del popolo italiano”, il Giudice Giuseppe Cavoto ha deciso sulla causa intentata contro l’eretico da don Acampa e dal Vescovo Buoncristiani (anche dalla Curia, ad essere precisi: cosa loro in toto, evidentemente…). L’eretico, dunque, è stato duramente condannato, per diffamazione aggravata, verso i due noti beneffatori del gregge cattolico senese, per quello che aveva scritto nel libro “La Casta di Siena”. Una manciata di euro, il risarcimento: 90mila euro per Acampa, 70mila per Buoncristiani, 50mila per la Curia, il tutto condito da più di 30mila euro di spese processuali. Più altre cosette accessorie, che tralascio. Ci sarà tempo e modo, per entrare nel merito della sentenza emessa dal dottor Cavoto: e, ovviamente, la stessa sarà appellata. Ci mancherebbe altro. Disponendo di ben pochi beni di proprietà, e guadagnando 1400 euro circa al mese, ringrazio il Giudice che, evidentemente, mi reputa capace di un’attività lavorativa di ancora un’ottantina d’anni: d’altra parte, non arriveremo tutti a 120 anni di vita, come sostiene qualcuno? Grazie, dottor Cavoto, grazie dell’augurio…

Dico solo una cosina ai due “vittoriosi” (Acampa e Buoncristiani), i quali molto evangelicamente ora staranno pregando per l’eretico e per la salvezza della sua peccaminosa anima (ma anche per la salvezza del portafoglio: altrimenti, non gli si può pelare proprio niente…): non pensino che questa sentenza – sulla quale, ripeto, mi piacerà ritornare nel dettaglio – esaurisca il mio impegno nel fare conoscere alla città i loro comportamenti. Da quattro anni – vox clamans in deserto – l’eretico lo fa: e non ha intenzione alcuna di smettere, anzi! Comunque, consoliamoci: a Giordano Bruno e a tantissimi altri, è andata parecchio peggio. E poi, tempo fa, il nostro pastore, il nostro successore apostolico (sic!), aveva detto che gli eventuali danari, li avrebbe dati tutti in beneficienza. Non avrà mica cambiato idea?

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8 Risposte

  1. Ma il perdono, di catechistica memoria? Cosa ci faranno con i soldini, i due prelati? L’evangelica povertà… la lasciamo solo ai laici?

  2. Il libro di uno storico su San Tolomei – libro boicottato ma ancora in libreria e forse al Santa Maria della Scala (forse!!!),- ci dice che nel Dugento un eretico fu bruciato in p.za del Campo. E… non acampo altro…….

  3. Vediamo l’appello… certo che se viene confermata la sentenza qualcuno dovrà documentarsi meglio prima di scrivere e diffamare… o no?

  4. La cosa strana (anomalia) è che l’Ascheri viene condannato per diffamazione, però, perché c’è sempre un però, la diffamazione che avrebbe fatto l’Ascheri è tutta da provare in quanto il Don è ancora sotto processo e non è stata emessa nessuna sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto nei suoi riguardi.
    Strana la Giustizia Italiana che condanna ancora prima di accertare i fatti.

  5. Un altro eretico era su rtv38, il mitico Fontani, magister perseguitato dalla cricca scolastica. Ha fatto capire a che livello di aberrazione sia la schola… Altro che “schola nova nova ratio”! Siam sempre al Dugento!

  6. Vorrei conferma o smentita di un fatto che mi è stato raccontato.
    Don Acampa è stato difeso al processo da Mussari in persona, il presidente dell’ABI.
    Mi sembra una cosa impossibile. È vera? E se è vera, come la si spiega?

  7. In sede civile Don Acampa è stato difeso dall’avvocato Enrico De Martino ed in sede penale dall’avvocato Giuseppe Mussari (Presidente della Banca MpS e dell’Abi). Come si spiega? Andrebbero letti i libri di Raffaele Ascheri oppure partecipare lunedì 28 marzo alle 17,30 presso la saletta dei Mutilati alla Lizza, dove ci sarà una lettura pubblica della sentenza del giudice Giuseppe Cavoto alla presenza di Raffaele Ascheri e dell’avvocato Luigi De Mossi.

  8. […] la condanna in primo grado dell’autore de “La Casta di Siena” si comincia con un incontro […]

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