La sentenza di condanna dell’Eretico di Siena mette in gioco la libertà di espressione di tutti

Raffaele Ascheri (eretico di Siena). L’eretico è proprio contento dell’esito dell’incontro alla saletta dei mutilati: come è stato rimarcato, molta gente comune, nessun politico. Ha fatto il suo saluto, prima di andare verso Firenze, Loretana Battistini, senza entrare all’interno. Un po’ di grillini (i giovani, più l’immarcescibile e travolgente Mauro Aurigi), ed altri cani sciolti dell’informazione e dell’impegno politico senese. Tra questi, Giovanni Grasso, che ha lanciato, nei giorni scorsi, la stimolante idea di un bel falò di libri davanti al Duomo: i Vigili del fuoco, li chiamiamo dopo una quindicina di minuti…
Quanto ai giornalisti, ce n’era uno di razza, Alberto Statera di Repubblica: penna graffiante e pungente, esperto degli intrecci tra politica ed economia in Italia. Un esterno, che ha ben capito come funzionano le cose nella Siena mussarocratizzata (ed è stato il primo a parlare della classe dirigente senese come “massoni e comunisti”, all’indomani della triste vicenda di Antonveneta). I “giornalisti” senesi, invece, erano tutti impegnati in altro: alcuni saranno stati, come segugi, a braccare Ceccuzzi da un aperitivo all’altro, mettendogli microspie nella giacca per carpirne segreti incoffessabili; altri ancora – pare – erano a cercare di scoprire se davvero Già del Menhir abbia tutti questi problemi al tendine, o ci sia anche dell’altro. Che segugi, abbiamo in casa: i cani da guardia dell’informazione. Come facevano a trovare il tempo per un incontro di questo genere? Tanto ai mutilati si sapeva quello che si sarebbe detto, no?
L’avvocato Luigi De Mossi ha sostenuto che questa sentenza è una sentenza che mette in gioco la libertà di espressione di tutti, non solo dell’eretico in quanto tale. Credo, temo abbia ragione.
L’eretico – a chi gli chiede cosa si possa fare – risponde e risponderà sempre così: cercate di fare uscire da Siena questa vicenda, cercate di fare conoscere il caso Siena. Mandate mail ai giornali nazionali (meglio Il Fatto e pochi altri), lettere, telefonate, usate i piccioni viaggiatori o i falconi: qualunque cosa, pur di fare deflagrare lo scandalo senese.
Chi ha rubato, saccheggiato, spoliato sistematicamente l’Università, chi ha fatto crollare la plurisecolare Banca con l’acquisto scellerato di Antonveneta per compiacere chi di dovere, chi – attraverso il Vangelo – si gonfia il portafoglio e si fa regalare le auto di grossa cilindrata, resta al suo posto, senza pagare niente. Bene così, giusto così.
Siena trionfa, immortale…

PS – Verso la fine della settimana, sarà possibile vedere su youtube la registrazione integrale dell’intervento dell’eretico e dell’avvocato De Mossi. L’eretico, a questo punto, se ne va 4 giorni a Torino: a spiegare un pochino di Risorgimento ai futuri cittadini italiani che si ritrova in classe. Vista l’Italia di oggi, vista la Siena attuale, c’è il rischio che all’eretico – a furia di parlare di Risorgimento – venga voglia di monarchia…

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