«Nel nuovo Statuto dell’Università di Siena non viene mai menzionato il “pareggio di bilancio”»

Ieri, dopo un incontro con i sindacati universitari (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisapuni, RdB, Cisal, Rsu), il Sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

Franco Ceccuzzi. Ho preso atto delle questioni sollevate dai sindacati e mi sono reso disponibile per un confronto con l’amministrazione universitaria. Un confronto strategico su una serie di temi, dal monitoraggio del piano di risanamento e dei suoi effetti, alla riorganizzazione della didattica e dell’offerta formativa, dall’elaborazione e approvazione del nuovo Statuto fino ai decreti legislativi in attuazione della Legge Gelmini. Ho presentato ai sindacati i contenuti del confronto fra Provincia, Comune e Rettore sul nuovo Statuto e dei quattro punti sui quali abbiamo chiesto una riflessione alla commissione. Abbiamo inoltre convenuto che, nello Statuto, non viene mai menzionato il “pareggio di bilancio”, che dovrebbe essere un principio ispiratore di tutte le scelte amministrative e gestionali. Un’affermazione che, alla luce della storia degli ultimi anni, non appare ridondante né fuori luogo. Domani in consiglio comunale riporterò le preoccupazioni sollevate dai sindacati, con la convinzione che il consiglio comunale esprimerà tutta la sua vicinanza ai lavoratori e il sostegno al nostro Ateneo.

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4 Risposte

  1. …rincuorati dal fatto che l’università di Arezzo è la meglio università d’Italia; storditi dalle baggianate secondo cui “Siena guadagna il secondo posto assoluto nella classifica del CENSIS” (falso), invito chi sia interessato a leggere le suddette classifiche: http://www.ustation.it/articoli/798-la-classifica-degli-atenei-secondo-censis-repubblica
    Premesso il carattere bizzarro di queste classifiche, si noterà che Siena primeggia tra gli atenei sostanzialmente di taglia piccola ed è fonte di notevole soddisfazione l’aver battuto Cassino (sebbene, in ottica neopatriottica, non si riesca a capire bene il distacco da Trento e Trieste). Il confronto con atenei di altro stozzo neppure è accennato; ma questo basta perché le solite gazzette scrivano: “tuto va ben, madama la marchesa”. Non è per fare il disfattista, ma così “dura minga”…

  2. Questi uffici invitano lorsignorie a dare un’occhiata anche qua a questo proposito: http://shamael.noblogs.org/?p=2906.
    Ci permettiamo di attirare anche l’attenzione di codesti pregiati lettori sull’articolo pubblicato dalla Nazione stamane in cui viene fuori che il rettore pro tempore Riccaboni si è permesso, sponte propria, di non pagare le rate dei mutui contratti col MPS anni fa. Indi, non contento di aver commesso una palese irregolarità e infischiandosene, anzi nascondendo la lettera indignata che gli avevano recapitato i revisori dei conti (che non sono Gianni e Pinotto, ma sono i controllori per legge della buona amministrazione e contabilità dell’Ateneo) anche ai consiglieri di amministrazione, ha portato in CdA a ratifica il detto decreto. Il tutto senza che apparisse uno straccio di foglio firmato dalla banca che lo autorizzasse a condursi in questo modo. Questi uffici si chiedono cosa deve succedere ancora (oltre a tutte le indagini e a tutte le irregolarità e reati già commessi) perché i Carabinieri vengano mandati a dirimere una volta per tutte la questione. Quanto sangue innocente deve ancora scorrere? Quanto devono aumentare le tasse (coll’appoggio di parte delle associazioni studentesche prone a Riccaboni e Fabbro)? Quanti precari e quanti lavoratori devono ancora pagare? Questi uffici sono indignati da questa vergognosa situazione e ancor più si indignano quando si cerca di mascherare tutto quanto precede con la lettura falsa come una banconota da ventotto euro della classifica che, peraltro, già di per sé non vale un cazzo.
    Ad majora

    Di questi uffici
    Cesare Mori

  3. Ma sarebbe un reato inondare la procura, con una cadenza di una ogni tre minuti, di mail, di lettere del tenore:- Ora basta! Siamo stufi di aspettare! Fate il vostro lavoro! Et similia?

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