Per la comunità accademica Riccaboni non è più il rettore dell’Università di Siena

Si può sorvolare su tutto, ma non si può accettare che il rappresentante legale dell’università esponga al ridicolo l’istituzione che rappresenta. Com’è noto, la Procura della Repubblica di Siena ha contestato il reato di falsità ideologica ad alcuni indagati che, in concorso tra loro e attestando falsamente la regolarità del procedimento elettorale adottato, avrebbero indotto in errore il Ministro che, proprio sul presupposto della regolarità delle elezioni, emetteva il decreto di nomina di Riccaboni a rettore dell’Università degli Studi di Siena. Il rettore, però, ha dichiarato di «non essere coinvolto né direttamente né indirettamente nella vicenda e che sarebbe strumentale e dannoso per l’Ateneo ipotizzare un collegamento diretto con la validità e la legittimità delle elezioni». Una dichiarazione comica che, nelle condizioni tragiche in cui versa l’università, solleva alcuni doverosi interrogativi. Il rettore ha, forse, da esibire meriti amministrativi o un’efficace azione di risanamento per giustificare la sua permanenza alla guida dell’ateneo? Ha, forse, predisposto un piano di rientro che riporti il bilancio in equilibrio entro i prossimi cinque anni? Ha, forse, azzerato i costi dei poli universitari esterni e valorizzato l’offerta formativa della sede centrale? Niente di tutto ciò! Al contrario, lui e il direttore amministrativo, con una gestione autocratica, demagogica e in totale assenza di trasparenza, si sono rivelati incapaci di gestire l’ordinaria amministrazione e di risolvere almeno qualche emergenza. Due sedicenti “tecnici” (un economista e un direttore amministrativo con 18 anni d’esperienza) che, proprio nei rispettivi campi di competenza, hanno rivelato dilettantismo e insipienza, senza poter addurre la ridicola attenuante dell’ex rettore Piero Tosi: “io, però, sono un patologo”. E così, un’istituzione dal glorioso passato è nelle mani di una consorteria che s’illude di gestire i complessi problemi della macchina universitaria – che non conosce – finendo con l’ingannare e danneggiare sé stessa, prima che gli altri, e l’ateneo che dovrebbe servire. Riuscirà il nostro magnifico a recuperare il senso delle istituzioni necessario in tali circostanze? O, più modestamente, un po’ di buon gusto? Ce lo auguriamo tutti, nell’esclusivo interesse dell’Ateneo! Del resto, sembra che anche l’autorità di governo sul territorio, in virtù della riserva espressa dal Ministro nel decreto di nomina, abbia sollecitato Riccaboni a rassegnare le inevitabili dimissioni e a rinviare l’inaugurazione dell’Anno Accademico.

Articolo pubblicato anche da:
Il Cittadino Online (20 novembre 2011). “Università: Riccaboni recuperi il senso delle istituzioni”.

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33 Risposte

  1. E chi attribuisce il diritto a chi scrive di ritenere che per la comunità Riccaboni non sia più il rettore?

    Trovo l’articolo molto scorretto per 2 ragioni:

    1) Riccaboni ha detto che inchiesta sul “buho” e inchiesta sulle elezioni sono diverse e non vi è collegamento. L’articolo che leggo è almeno impreciso. E nessuno ha ancora dimostrato quale sia il collegamento. Se Riccaboni è estraneo ai fatti come pare visto che non è indagato mi spiegate che supercazzole state dicendo?

    2) Un conto è la questione formale e un conto quella sostanziale sul risanamento. Mischiarle è molto scorretto. Non sta facendo nulla voi dite. Ma a voi lo stipendio arriva tutti i mesi? Il mio arriva… non ha mai saltato. Speriamo continui a non fare niente…

  2. @ Cal
    Scusa tanto eh! Ma leggiti questo articolo. Letto?
    Ora, se puoi, spiegami perché persone rispettabilissime (incluso uno studente, pare!) dovrebbero, di punto in bianco e di propria, autonoma iniziativa, mettersi a fare trucchi con le schede elettorali… ma non lo spiegare a me soltanto, spiegalo a tutti, così capiamo cosa è successo quel giorno!

    Fossi stato io il rettore, non avrei accettato la nomina fino a quando il sospetto sull’elezione non fosse stato completamente e definitivamente fugato… ma, per fortuna, io non sono il rettore!

    Quanto allo stipendio che tu ricevi, come me e tanti altri, forse sarebbe meglio che tu aggiungessi qualche informazione… io, per esempio, sono a 1290 Euro al mese e un inquadramento al livello D3 dal 2003, con venti anni di anzianità, 32 anni di laurea in Medicina, quattro specializzazioni e titoli vari (come ho più volte fatto notare) e, se ti devo proprio dire, non sono affatto contento! Tu come sei messo? Facci sapere! Se poi vuoi dire “meglio questo che niente”, allora posso anche capire, ma non mi pare proprio che sia questo lo spirito nel quale un Ateneo di tutto rispetto e di grandi tradizioni (ma anche uno normalissimo) dovrebbe operare! Non si tratta di un ente assistenziale, ma di un luogo di cultura e scienza, nel quale si premiano (o si dovrebbero premiare) e si incentivano (o si dovrebbero incentivare) merito e professionalità!

  3. Domenico ho letto.

    «Ora, se puoi, spiegami perché persone rispettabilissime (incluso uno studente, pare!) dovrebbero, di punto in bianco e di propria, autonoma iniziativa, mettersi a fare trucchi con le schede elettorali… ma non lo spiegare a me soltanto, spiegalo a tutti, così capiamo cosa è successo quel giorno!» Mastrangelo

    E quindi le tesi quale sarebbe? Dillo esplicitamente… che Riccaboni ha truccato le elezioni? Sì? Come? Con focardi rettore e concorrente alla stessa elezione? Se per la magistratura è non coinvolto il rettore attuale credo che sia compito tuo dimostrare il contrario. Io potrei dire invece che siccome Focardi ha capito che avrebbe perso ha truccato lui le cose per rovinare l’elezione a Riccaboni… che ne pensi? Sta in piedi tanto quanto la tua… Secondo me non c’è stato – salvo essere smentito dalla magistratura però non da chi scrive qui… – alcun trucco ma solo tanta tanta tanta approssimazione. Gli uffici come spesso accade hanno lavorato male e i docenti universitari pure. Da qui alla truffa ce ne passa però… tanto… e c’è la diffamazione nel mezzo…

    Sul tuo inquadramento, amico mio è colpa forse di Riccaboni? Chi può farti salire di livello sono i concorsi. Chi può metterti dentro come docente universitario sono sempre i concorsi. Dove certo Riccaboni non sarà in commissione… Chi potrebbe alzare lo stipendio di un D3 non è certo il rettore. Cerchiamo per favore di non mischiare cose che non c’entrano nulla… il personale con l’organizzativo…

  4. Caro sig. Cal (o economista Cal), innanzitutto le sue frasi irriguardevoli rivolte al mio amico Cesare Mori è pregato di scriverle sull’ufficio del suo collega Riccaboni. Di Gianni e Pinotto bastano l’ex rettore Riccaboni e l’ex direttore amministrativo Fabbro. E comunque non faccia allusioni fuori luogo. Io e S.E. Cesare Mori non siamo membri di quel mondo dissestato dell’università mentre Lei ne fa parte economicamente a pieno titolo. I Suoi ragionamenti sull’ex rettore Riccaboni ricordano strane assonanze con gli autonomisti di Stigliano e con gli economisti di Via Roma 56.
    Si rilassi e quindi prenda atto del fallimento del dominus della Facoltà a cui appartiene.

    Con profondo disgusto nei confronti della cricca universitaria, i più Distinti Saluti

    Maestro James

  5. Dispiace far crollare le tue certezze ma io come ho detto molte volte non sono economista. E come te non faccio parte economicamente di unisi. Quindi lascia perdere…

    Ma te chi sei il suo avvocato? Hai pure sbagliato topic. Nessuno ti ha tirato in causa per cui torna da dove sei venuto. Ché di altri che abbaiano non c’è bisogno…

  6. Fly down Cal fly down…
    Su questo blog non ho udito abbaiare. Ho solo percepito la tua poca educazione al confronto e il tuo servilismo baronale.
    Rivolgiti con toni adeguati e poco minacciosi caro giovanotto.

    Maestro James

  7. Senno’? Che succede? Che fanno i maestri? Prendono la bacchetta? Quando sarete educati con me io lo sarò con voi. Pensarla diversamente da voi non significa essere asserviti. Mettetevelo nella zucca. La mia educazione al confronto è più che sufficiente visto che sui contenuti mi confronto con tutti gli educati del blog, che non sono pochi. Poi ci siete voi, che per me abbaiate… Bau bau

  8. Ma questa presa di posizione della CGIL c’è qualcuno che me la sa spiegare?

    Al Magnifico Rettore
    Ai sensi dell’Art. 1 del protocollo per la regolamentazione del tavolo tecnico relativo alla crisi d’ateneo, la Flc Cgil chiede che venga convocata una seduta straordinaria urgente.
    Le ultime notizie apprese a mezzo stampa hanno diffuso preoccupazioni e ombre sul futuro del nostro Ateneo. Chiediamo chiarezza sulle conseguenze che le indagini sull’elezione appena concluse potrebbero avere sul percorso di risanamento.
    Crediamo che gli organi di governo di un’istituzione impegnata in una sfida così difficile debbano godere di una piena e trasparente legittimità per portare avanti quei progetti di riorganizzazione e rilancio che si sono impegnati a mettere in atto.
    Restiamo in attesa della convocazione e porgiamo cordiali saluti.
    Flc Cgil

    Ravvedimento operoso o voltafaccia con pernacchio?

  9. «Pensarla diversamente da voi non significa essere asserviti…» Cal

    Evviva… noiartri contro voartri… quanto si diverte Cal a buttarla in caciara, quando parla senza avere la più pallida idea di quello di cui parla: le tue libere opinioni… ma di che stai parlando? Tu non leggi le “opinioni” di nessuno, ma ti limiti a sputacchiare su tutti: ieri mi hai insultato per tutto il giorno, ma non hai discusso, obiettato, replicato ad una (diconsi una) delle considerazioni che molto umilmente mi sono permesso di sottoporre a questo blog. E si badi, mi pare di non essere nemmeno entrato nella contesa tra Riccaboniani e poverocattivisti, ma di aver semplicemente sottolineato in modo allarmante una situazione di stallo nella quale ogni giorno perdiamo un pezzo, con l’imbecille di turno che proclama di star eliminando “le cose inutili”, mentre in realtà le varie scienze del bue muschiato di prima e seconda specie (secondo la classificazione di Outis), sono ancora al loro posto e zitti zitti, quatti quatti, manzi manzi, i soliti noti fanno fuori tutto il resto onde salvaguardare (in modo miope, forse per un anno a due) la propria cadrega: un vuoto di potere e di autorità, questo lo può dire, chi ha titolo per dirlo e non deve niente né a Cal, né a chi gli dà merenda? Volete vedere il sangue?
    (Cal, a casa study 😦 )

  10. Cal… Cal… io ti stimo come persona intelligente, competente e informata… questo mi è parso sempre di vedere nei tuoi interventi, al di là di alcune fisiologiche (qualche volta oltre la fisiologia!) intemperanze… per cui, non entro in polemica con te, ma un po’ di cose devo fartele notare:
    1. Con tutti gli interrogativi iniziali del tuo intervento, mi metti in bocca o nella testa cose che non ho mai né detto né pensato… ergo, io non devo dimostrare proprio un bel niente.
    2. Una persona può essere totalmente rispettabile e in piena buona fede… senza, per questo, essere in grado di impedire che “terzi” agiscano contando di poter influire sul o interferire con il suo operato. Un esempio? L’attuale Presidente del Consiglio, persona rispettabilissima e, credo, in piena e assoluta buona fede, ma espressione delle mire di potentissime “lobbies” finanziarie.
    3. Mai messa in dubbio la buona fede o l’estraneità ai fatti dell’attuale rettore… ma tu sei proprio assolutamente certo che non esista e non operi ancora, nel nostro Ateneo, una “lobby” di “nostalgici” dell'”ancienne régime”, che si illudeva e ancora, magari, si illude di poter condizionare, in qualche modo, l’operato della massima carica istituzionale di Ateneo?
    4. Tutte le ipotesi stanno in piedi (la mia, la tua e magari altre cento!), ma la conseguenza da trarne è una sola: il “malessere” e il “malaffare” non sono più sotto controllo e, di fronte al dubbio (di qualsiasi natura esso sia), l’elezione si ripete sotto il patrocinio e la supervisione di commissari ministeriali! …e nessuno viene nominato, fino a quando non sia stata fatta chiarezza assoluta sulle procedure di elezione!
    5. Se non c’è stato trucco, né “malaffare”, ma “solo approssimazione”, allora “peggio mi sento”! Tra i nomi che ho letto (e che tu hai letto) ci sono persone che di Università ne dovrebbero masticare e di procedure amministrative ne dovrebbero conoscere da scriverci su trattati… perché, all’improvviso, tanta approssimazione? Perché, dopo anni e anni (anzi decenni e decenni) di onorato e rispettabile servizio, esporsi al rischio di indagini della Magistratura e al giudizio della Pubblica Opinione? Mi pare che manchino dei dati, alla tua spiegazione …
    6. È chiaro che tutti sono innocenti, fino a prova provata del contrario (che, spesso, purtroppo, in questo Paese non arriva mai!)… ma l'”immagine” dell’Ateneo?… l’opportunità di tirare avanti come se nulla fosse accaduto?… Dove le mettiamo tutte queste “pinzillacchere”?… la diffamazione, che tanto sventoli e agiti, non esiste; se la dottoressa Franca Selvatici può fare indisturbata nomi e cognomi su “Repubblica”, vuol dire che c’é molto più di semplici ipotesi o illazioni… ci sono dei fatti e se è pur vero che spesso, in questo Paese, neanche quelli contano più di tanto, io mi preoccuperei di capire come stanno veramente le cose, più che prendere le parti di qualcuno solo perché, alla fine, mi viene garantito lo stipendio!
    7. A onor del vero e per dimostrarti (o cercare di farlo) che io non ho partiti da prendere, ti dico che il nostro attuale rettore è l’unico che mi abbia dimostrato una seria e concreta volontà di porre riparo alla mia indecente situazione. Dunque, per quanto mi riguarda, se mai potrò sperare che questa venga sanata sarà solo e soltanto grazie agli sforzi dell’attuale rettore… nella tua logica, questo dovrebbe cambiare le mie prospettive e i miei giudizi sulla situazione attuale… nella mia, invece, no! Quando ho avuto modo di parlare con il nostro rettore, oltre alla comprensione e alla solidarietà, ho trovato una consapevolezza che a te, stranamente, sembra mancare… ossia quella che oggi viviamo una situazione di sfascio istituzionale che viene da lontano e che l’Istituzione non si è ancora liberata (perché non lo può fare) di tutti coloro che ci hanno portato al dissesto e che, dunque, sono la ragione e la causa stessa del dissesto!
    8. Vorrei sorvolare sulle considerazioni relative ai concorsi, perché sarebbe necessario un trattato, per risponderti. Ma se tu appartieni, come affermi, a questa Comunità Accademica (e a questo Paese), come pensi di essere credibile quando dici che qui si fa carriera solo con i “concorsi”? Ne sei veramente convinto o é solo una delle tue provocazioni? Guarda che il nostro attuale rettore sa bene che le cose non stanno affatto come dici tu… in questo Ateneo tutti hanno fatto il proprio comodo e noi, oggi, ne paghiamo le conseguenze… di questo, almeno mi è parso di capire, la nostra massima autorità istituzionale è pienamente consapevole! Tu no? …
    9. Attenzione! Le questioni personali le hai tirate in ballo tu quando hai detto che ricevi regolarmente il tuo stipendio e pertanto non hai critiche da fare… per questo ti ho detto di precisare: se io fossi un EP7 e beccassi quattromila Euro al mese puliti, concorderei totalmente con te! Troppo spesso dimentichiamo che il nostro giudizio si basa su unità di misura personali e, su questa scia, ci dimentichiamo completamente degli altri, pochi o tanti che siano… e comunque, la storia collettiva è fatta di tante piccole e insignificanti storie personali!
    10. Nel tuo idialliaco quadretto di un Paese e un’Accademia che premiano il merito e la professionalità (!) con il “poderoso” strumento rappresentato dai concorsi, vedi di non dimenticarti di quei burocrati di partito che governano la nostra sanità e ai quali tutto è permesso, per la pecunia, l’elettorato e la salvaguardia degli interessi di partito… perfino licenziare in tronco e senza motivazioni, professionisti capaci e competenti, senza doverne dare conto a nessuno!
    Cari saluti
    Domenico

  11. A mio avviso, se c’è stato un errore lo ha commesso il ministro Gelmini. Lei aveva il potere di fermare la nomina, far effettuare un’indagine sulla regolarità dell’elezione e procedere alla proclamazione ufficiale. Risultato: non bastava l’indagine del dissesto, ma occorreva pure quella sull’elezione del Rettore.
    Beninteso: non avallo la tesi di chi sostiene che il Rettore non doveva insediarsi fino a termine indagine perché l’indagine era in partenza troppo lunga e l’Ateneo non può esporsi così tanto senza una guida; inoltre l’Anno Accademico deve iniziare regolarmente ogni anno, altrimenti è necessario recarsi al Ministero, da parte di chi deve recarsi, e portar con sé la documentazione per la chiusura con motivazioni dovute e doviziose nei minimi particolari, chiedendo scusa agli studenti iscritti. E non è detto che il Ministero possa accettare le motivazioni… Ricordatevi inoltre che l’Università è a tutti gli effetti una scuola di alti studi (secondo la nomenclatura classica).
    Ammesso poi che Riccaboni sia reo, ma che reato è? Ha commesso reato per non aver atteso il responso della magistratura nell’insediarsi a Rettore dopo esser stato eletto? Raffaele Cota, non è lo stesso caso ma serve da esempio, dopo la vittoria delle Regionali in Piemonte è stato contestato da Mercedes Bresso per la vittoria di pochi voti, o meglio i conti non tornavano. Primo, la magistratura si è espressa dopo molto tempo; secondo, il consiglio regionale del Piemonte si è riunito regolarmente finché non è giunto il responso giudiziario.
    Diversa è la posizione dei rei di peculato, falso in bilancio etc. Riccaboni, infine, dovrebbe dimettersi soltanto qualora si scoprisse una compravendita certificata di voti: quello è un vero reato. Ma in alternativa: di che cosa stiamo parlando??
    Diverso ancora è chiedere un efficace piano di risanamento. Quello è a mio avviso un tema serio, su cui vale la pena di discutere.
    Se poi mi giungesse voce di una compravendita di voti, fatto a cui oggi non credo, orbene calerò il capo a chi sostiene come voi che Riccaboni non sia più il Rettore di Unisi.

  12. Solo per ricordare a Lori che tra il Diritto Penale ed il Piano di Risanamento sta una branca del diritto pubblico che chiamasi Amministrativo a cui è preposto in primo luogo la stessa Pubblica Amministrazione (che può sempre annullare in autotutela i propri provvedimenti amministrativi illegittimi) ed in secondo luogo i Tribunali Amministrativi Regionali.
    Non ho mai fatto parte dei cori “si deve dimettere”, neppure contro Berlusconi, e non lo farò neppure ora… ma il sostenere che uno non può essere rimosso dalla carica (per provvedimento del Ministro o sentenza del TAR) perché non ha commesso reati è una solenne capperata (perdindirindino)…

  13. @ Lori
    Meno male che la Facoltà di Giurisprudenza di Siena, a stare alla classifica del Censis, è prima in tutta Italia, sennò come faremmo ad avere tutti questi brillanti giuristi? La legge violata nelle elezioni è il testo unico del 1957 sulle procedure elettorali, tutte. E nessuno, ripeto nessuno, ha mai accusato Riccaboni di niente a quel riguardo, né doveva ricevere alcunché. Il punto è che le elezioni sono palesemente irregolari, a stare alla Magistratura in cui tutti ripongono sempre e comunque la massima fiducia. Quindi il falso ideologico commesso ha inficiato il decreto di nomina; e perciò il Ministro (non la Gelmini o Profumo, il Ministro in quanto funzione) deve revocare la nomina che ha firmato, per sua stessa ammissione in attesa che la Magistratura facesse chiarezza. Nessun reato di Riccaboni. Non è difficile da capire, via.

    @ Cal
    Ti facciamo notare che qui se c’è qualcuno che insulta o minaccia sei tu. Dei frequentatori del blog tutti ti hanno spiegato, chi bruscamente, chi con calma e pacatezza, dove – secondo loro – le tue tesi sono fallaci. Questi uffici aggiungono che non è vero che c’erano solo due candidati, ce n’era un terzo: Antonio Vicino, quindi anche quanto a quell’affermazione sei fuori strada. Mastrangelo ti ha spiegato con calma, rispetto e dovizia di particolari ed argomentazioni tutto. E anche Rabbi, Outis, Giovanni Grasso e Maestro James. Ma tu non vuoi capire e continui a scomporti. Va bene. Non importa. Eviterei, fossi in te, di tenere questo atteggiamento aggressivo perché è poco simpatico e disturba, parecchio. Tuttavia se pensi che possiamo aiutarti e ti dà noia il nascondersi dietro a un nick e a una tastiera, possiamo tranquillamente venire a spiegarti tutto di persona a Piazza San Francesco o a, per dire, Cagliari.
    Facci sapere. Con calma e rispetto.
    Ossequi

    Cesare Mori

  14. @ Cesare Mori
    Dai su non scherzare… Vicino?? Tra un po’ non lo sostengono neanche i suoi… I Grasso dove erano? I Rabbi? Questo io dico… criticare ok, ma anche costruire. Possibile che un ateneo che ha visto di tutto come Siena esprima solo Riccaboni e Focardi? E non è una domanda che mi faccio solo io. La reazione alla cricca va coagulata. Altrimenti sono parole al vento… mi sbaglio?
    Se volete venire a spiegarmi volentieri ma temo che la localizzazione sia errata. Controllate meglio gli ip. Sui toni – Cesare – sono forse io che ho iniziato? Perché non mi pare se mi guardo indietro. Io la posso anche smettere ma la devono smettere tutti. Senza case study, e senza battutine. Sennò come al solito – chi semina vento raccoglie tempesta…

  15. @ Domenico
    Scusa ma allora la Procura s’è sbagliata? Può essere… Ma ammettiamo che abbia ragione. O è un errore casuale o una manovra volontaria. Se la prima, l’amminsitrazione ha lavorato male – se la seconda penso che sia da chiedersi cui prodest? E soprattuto chi aveva il potere di “manovrare”…? In questo caso credo più facilmente Focardi che Riccaboni… Io non vedo altre ipotesi… Ma sono limitato come noto…

  16. @ Cal
    Come ho detto, non polemizzo con te. Non dobbiamo convincerci a vicenda della bontà delle nostre opinioni, anche perché, quando sono ben radicate (come le tue e le mie), è molto difficile cambiarle… ed è automaticamente più facile finire con l’insultarsi… per giunta inutilmente!
    Tra l’altro, se quando chiami in causa Giovanni Grasso lo fai per dire che sarebbe un ottimo candidato, se non altro per le prossime elezioni, sono perfettamente d’accordo con te. Mi spenderei molto volentieri per un candidato come lui.
    “Costruire” é forse la cosa migliore che ciascuno di noi possa cercare di fare… e anche su questo ti do ragione… ma per provare a “costruire” suggerirei, come prima cosa, di smetterla di provocarsi ed insultarsi a vicenda… non è “buonismo”, il mio, ma semplice consapevolezza della futilità delle nostre sfuriate, di fronte alla gravità di una situazione che ci vede tutti ugualmente coinvolti e, nostro malgrado, protagonisti.
    Saluti a tutti

  17. @ Cesare Mori: «La legge violata nelle elezioni è il testo unico del 1957 sulle procedure elettorali, tutte…»

    A quale legge ti riferisci? Io trovo il D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 «Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati», che però si riferisce espressamente alle elezioni politiche.
    Anche a volerlo estrapolare, quasi nessuno degli articoli si presterebbe ad essere applicato all’elezione di un rettore. L’unico articolo che potrebbe prestarsi ad una interpretazione più estensiva mi pare il 119, che cita (per una questione minore) “tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle regioni”, fra cui è comunque difficile far rientrare l’elezione del rettore di una università (che è disciplinata dal regolamento elettorale dell’ateneo)

    Sesto Empirico,
    scettico

  18. @ Sesto Empirico
    …dal regolamento elettorale di Ateneo, dalle disposizioni ritenute applicabili per analogia e dai principi generali dell’ordinamento (art. 12 comma 2 preleggi), cui, in materia elettorale, il D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (così come la legislazione vigente in tema di elezioni provinciali e comunali) contribuisce in modo decisivo…

  19. @domenico

    Concordo.
    Grasso lo si può incitare ma non costringere.
    Come gli altri. Però personalmente mi dispiace che non ci sia mai qualcuno “nuovo” sebbene qui ci siamo detti miliardi di volte che di novità ci sarebbe bisogno.

    Sui toni son con te e cercherò di non esagerare. Ma sono molto suscettibile di carattere.

    Sul resto – se l’elezione è illegittima, lo sono forse anche gli atti che il rettore illegittimo ha firmato? Quali le conseguenze?

  20. Spiacenti ma gli artt. citati in materia elettorale non mi sembrano applicabili all’elezione del rettore.
    E al punto in cui siamo giunti se dimissioni ci dovessero essere per irregolari elezioni, difficilmente ce se ne esce dall’impantanamento, commissariamento compreso.
    Il momento migliore per il commissariamento si è raggiunto con Focardi. La verità è che quella elezione non andava neanche fatta: occorreva l’intervento serio da parte del Ministero, gestione controllata, dopodiché tornare nuovamente a navigare. Questa è la mia opinione su quanto è accaduto anni fa.
    Ormai siamo giunti alla conclusione delle indagini in cui l’attuale Rettore dovrà prender atto delle decisioni della magistratura sui reati e gettare le basi del Risanamento. Sono due pagine di storia accademica intensissime, all’interno delle quali io faccio una preoccupata smorfia coi denti solo a pensare a come sarà dopo l’ateneo tra 10 anni, tanto per rendere l’idea. Per molti di coloro che scrivono su questo blog sono gli ultimi anni lavorativi (per quanto ritengo che il lavoro sia una parentesi della propria vita), per altri meno, e quando si sta in pace ed in silenzio la mente torna indietro… a quello che poteva esser fatto.
    La mia posizione quindi, relativamente alle vostre discussioni, si limita ad una richiesta di migliorare il piano di risanamento; poi, che vi sia il Diritto Amministrativo a regolare i vuoti di bilancio oppure no, che vi sia un regolamento di ateneo che disciplina le elezioni del rettore, sono questioni di cui possiamo occuparci tutti ed anche i meno esperti di diritto.
    Concludo, ricordandovi che se oggi prevale l’aspetto giuridico nel giudicare i fatti, tra dieci anni prevarranno i giudizi più disparati e soprattutto la responsabilità morale e politica di quanto si sta scrivendo in queste pagine di storia contemporanea dell’Ateneo, a partire da cosa è stato fatto o viceversa.

  21. Mi sembra che più che un commissario costì ci voglia un Gauleiter.

  22. @ gente silenziosa

    “Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato.” (art.12 comma II – Preleggi)

    Da quanto capisco dal testo, l’applicazione del principio di analogia è limitata alla soluzione delle controversie e non ha quindi una valenza prescrittiva. In altri termini, il reato per “violazione di analogia” non mi pare contemplabile.

    Sospetto quindi che il magistato abbia riscontrato nelle elezioni per il rettore delle irregolarità più sostanziose, e resto curioso di conoscere quali siano esattamente gli addebiti.

    Più in particolare, resto curioso di sapere se davvero si sono verificati dei casi di falsi votanti (che con le procedure in atto sarebbero più facili da rilevare che non con quelle delle elezioni per la Camera dei Deputati richieste dal testo unico del ’57), nel qual caso pretenderei, oltre alla ovvia valutazione delle conseguenze sulla validità delle elezioni, tempestive azioni disciplinari nei confronti dei responsabili.

    Se invece tutti gli addebiti fossero quelli che dici, beh, possiamo anche aspettare i tempi della “giustizia”, sempre che ci trovino ancora in attività.

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  23. Non per entrare in polemica, ma per amor di verità preciso quanto segue:
    – il ricorso all’analogia ed ai principi dell’ordinamento è escluso nell’applicazione della legge penale per una selva di principi che ometto per amor di concretezza;
    – il ricorso all’analogia ed ai principi dell’ordinamento è ammissibile nel DIRITTO AMMINISTRATIVO. Faccio un esempio: se un addetto al seggio deve identificare un elettore, non può che farlo attuando le precauzioni minime dettate dai principi (che sottostanno alla legislazione in materia, anche se non direttamente applicabile alla fattispecie concreta). La violazione del principio importa di per sé responsabilità amministrativa e, in costanza di rapporto di impiego, responsabilità disciplinare;
    – Se poi la stessa persona che non ha attuato tali precauzioni minime, giura e spergiura di averle attuate, entra in campo il DIRITTO PENALE, con il reato di falso in atto pubblico;
    – L’azione per responsabilità discipliplinare (ma questo lo dovrei verificare con maggiore precisione) non è azionabile dal datore di lavoro in pendenza di giudizio penale sugli stessi fatti;
    – Bando agli allarmismi: ancche nell’ipotesi che le elezioni fossero “annullate” tutti gli atti compiuti dal M.R. e sui delegati e dal D.A. resterebbero salvi (anche questo sulla base dei principi che, però, pare che qualcuno si ostini a voler ignorare;
    – La risoluzione delle controversie è data solo in virtù di norme prescrittive, desumibili anche dai principi, e, come tali, dotate dei caratteri di generalità ed astrattezza. Altrimenti non sono norme ma disposizioni per il caso concreto e, quindi, atti di natura amministrativa ancorché adottati sotto forme anomale.

    N.B. ho molto apprezzato l’apertura del M.R. verso una possibile constituzione in giudizio dell’Ateneo come parte lesa.

  24. Certo che se ci sono falsi votanti la cosa si complica. Se il loro numero non fosse sufficiente a ribaltare l’esito della votazione, il rettore si dovrebbe comunque dimettere oppure no secondo voi?

  25. 1. A mio avviso un “obbligo di dimissioni” è una contraddizione in termini e, in ogni caso, un istituto non previsto dal nostro ordinamento. O si è revocati dall’incarico (nei modi e nelle forme previste dal diritto) o ci si dimette (per volontà propria). Al di fuori di questo siamo nel campo della “politica” e, quindi, delle pressioni (se debite o indebite non sta a me giudicare) per provocare le dimissioni di una determinata carica;
    2. Le vie per annullare le elezioni (e in questo mi ripeto) sono due: o l’esercizio dell’autotutela da parte del Ministro o una sentenza del T.A.R.

    Al di fuori di questo, per quanto riguarda l’ “affaire elezioni del Rettore”, c’è poco. Molto rumore, ma poca sostanza.

  26. Non credo che si possano fare i conti su quanti votanti possano aver falsificato i voti e quindi l’esito etc etc.
    Mi sembra corretto quanto afferma Gente Silenziosa.
    Da punto di vista del diritto non si può costringere Riccaboni a dimettersi. Senza contare che si è alla fase di indagini e l’eventuale processo, e quindi accertamento delle responsabilità, deve ancora svolgersi. Quindi, come già espresso in precedenza, i fondamenti dell’articolo di questo post mi sembrano molto pretestuosi.

    D’altro canto, data le anomalie ravvisate nelle elezioni, avrebbe aiutato a raggiungere un clima più sereno, se il Rettore avesse rimesso il suo mandato al CdA e Senato. Quest’ultimi avrebbero potuto eventualmente chiedere allo stesso Riccaboni di mantenere l’incarico, fino a definitiva conclusione del procedimento giudiziario, o rimesso tutto in mano al Prorettore e quindi nuove elezioni.
    Ma questo è una decisione di opportunità che spetta al Rettore, che noi possiamo auspicare, spiegare, anche al diretto interessato, ma certo non costringere né invocare come soluzione di tutti i mali solo perché l’azione del Rettore non ci piace.

  27. @ Cal

    No. Gli atti compiuti fino ad un’eventuale revoca della nomina sono tutti validi e pienamente efficienti perché quando sono stati emanati il soggetto emanante era nel pieno delle sue funzioni. E per una volta questi uffici sono d’accordo con te: il nuovo non si vede e con tutta probabilità senza un commissario sarebbe difficile trovare una candidatura di garanzia visto che i docenti, che sono gli unici che possono fare il rettore, a parte Giovanni Grasso, hanno mantenuto un silenzio assordante dimostrando di essere una banda di quacquaracquà e di seguaci del NIMBY (Not In My Back Yard).

    Tuttavia questi uffici sono spinti ad una riflessione da vari interventi, l’ultimo qui sopra, dove si paventa – nel caso di una rimozione della premiata ditta dell’incapacità e dell’insipienza Riccaboni e Fabbro – del “vuoto di potere”, della “mancanza della guida” e di tutta un’altra serie di sciagurate circostanze che andrebbero a verificarsi. E si domandano questi uffici, non prima di aver osservato che un’intero Stato europeo è stato senza esecutivo per un anno e mezzo e non ne ha tratto alcun detrimento: ma si può sapere che tipo di azioni verrebbero a mancare? Da quello che si sa fuori questi due personaggi non hanno combinato – come direbbe Cetto Laqualunque – “‘na beata minchia” in più di una anno, se per combinare qualcosa si intende fare qualche passo avanti nel risanamento. Cosa hanno fatto i due fenomeni dell’inettitudine Riccaboni e Fabbro, a parte circondarsi – sulla scia dei loro predecessori (a parte il solo Barretta) – di nani, ballerine, criccaboys e criccagirls di cui alcuni fischiati sotto inchiesta e a breve rinviati a giudizio per reati non da poco? Se qualcuno, non comuni cittadini per carità, ma il competente ministro li levasse tre passi da coglioni, cosa cambierebbe? Probabilmente nulla visto che in un anno non hanno fatto altro che perdere tempo e danaro (vedi l’inaugurazione o le aperture del cortile i giorni del palio che non sono a costo zero)? E a parte tentare vie non proprio pulitissime per vendere palazzi pubblici, a che pro poi non si capisce visto che i soldi eventualmente ricavati, costituendo entrata straordinaria potrebbero essere spesi solo per uscite di natura straordinaria (salvo una dichiarazione di dissesto che ad oggi non risulta pervenuta)? “Perché l’azione del rettore non ci piace” dice Golene. Quale azione? Azioni qui da parte di Riccaboni e Fabbro non se ne vedono. Di che vi preoccupate? Se si levano da tre passi risparmiate più di trecentomila euro e il risultato è lo stesso e forse migliore.
    Ossequi

    Cesare Mori

  28. @ Giovanni Golene: «Non credo che si possano fare i conti su quanti votanti possano aver falsificato i voti e quindi l’esito etc. etc.»

    Scusa, perché no? Tutti i votanti hanno firmato in un registro. È sufficiente chiamarli e controllare le firme. Non si tratta di chissà cosa: è quello che ha fatto la magistratura in Lombardia per le liste di Firmigoni. Perché da noi non si dovrebbe poter fare?

    Sesto Empirico,
    scettico

  29. […] 20 novembre 2011: Per la comunità accademica Riccaboni non è più il rettore dell’Università di Siena […]

  30. […] nel novembre 2011 scrivevo che «si può sorvolare su tutto, ma non si può accettare che il rappresentante legale […]

  31. […] Già nel novembre 2011 scrivevo che «si può sorvolare su tutto, ma non si può accettare che il rappresentante legale […]

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