Un pallottoliere cinese per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese


Un altro anonimo lettore, stimolato dal precedente articolo, ci ha inviato questa breve ma stimolante nota sulle spese dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS).

Addendum (del 19 gennaio). Ho modificato la nota originaria, «risultata altamente offensiva per la reputazione» del fornitore dell’apparecchio, cancellando il nome della Ditta e del suo presidente dal blog e dai tag usati per i motori di ricerca. La differenza di prezzo, si dice in un commento, è dovuta al contestuale acquisto di pezzi di ricambio. Ne prendo atto! Vorrei ricordare al presidente della ditta e al suo legale che, in democrazia, i cittadini hanno il diritto di vigilare e gli amministratori pubblici il dovere di dare le spiegazioni richieste.

VIVA LA TRASPARENZA (2a puntata)

Agata Minnarsa. “Ottimi risultati per l’impianto di cuori artificiali al policlinico Santa Maria alle Scotte. In poco più di un anno, dall’inizio dell’attività, ne sono stati impiantati undici”. Ma quanto costano i cuori artificiali? Inoltre, il Sistema Sanitario Toscano riesce a soddisfare anche le richieste di finanziamenti per le malattie di base ad alta diffusione? Ce la farà a non penalizzare i fondi per le medicine anticolesterolo, che favoriscono una regressione dell’arteriosclerosi e quindi del rischio d’infarto, ictus e malattie vascolari periferiche? Alcune informazioni interessanti si trovano sui siti web delle aziende ospedaliere italiane che riportano i risultati delle gare di appalto per gli acquisti di materiale sanitario. Nel caso del cuore artificiale, però, solo due centri in Italia presentano in rete le delibere di aggiudicazione: Siena e Sassari. In Sardegna, il 15 dicembre 2010, il sistema è costato € 81.640 mentre in Toscana, sei mesi dopo, lo stesso apparecchio è stato pagato € 125.704. In altri termini, un plusvalore di € 44.064, per cui lo stesso apparecchio costa in Toscana il 54% in più. In ambedue i casi s’è trattato di una procedura negoziata in esclusiva con la stessa ditta. A questo punto una spiegazione da parte del Direttore Amministrativo e del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese è quanto mai necessaria. Comunque, l’unico dato certo è che i loro stipendi, comprensivi di tutti gli incentivi possibili, non vengono mai toccati.

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9 Risposte

  1. Evidentemente l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese si può permettere di pagare mezzo milione di euro in più l’anno per i cuori artificiali! O no? Boh! Sentiamo cosa ci diranno il Direttore Generale e il Direttore Amministrativo! Se mai parleranno!

  2. Un altro motivo di divertimento e di riflessione è constatare l’assenza quasi completa di interventi in quei post dove si dimostra il malaffare o le intenzioni del malaffare: si vedano i viaggi in Cina, il tentativo di costituire il fondo immobiliare per speculare sulla vendita degli immobili dell’Università di Siena, la Gelmini che viene smentita dal rappresentante del Governo in CdA, gli studenti che chiedono le dimissioni del rettore, la truffa dell’aumento delle iscrizioni a Farmacia e Scienze Biologiche, il contratto del Direttore Amministrativo ecc., ecc..
    Riflettendoci, però, mi sono detto: “non c’è niente da commentare”, “non c’è niente da discutere”. Occorre solo recarsi in Procura della Repubblica con la stampa dell’articolo in questione! Ehh già!

  3. Caro Giovanni,
    ho letto la nota a firma Agata Minnarsa apparsa sul tuo blog che, giustamente, definisci concisa e stimolante. Io spero di essere altrettanto stimolante, ma forse non altrettanto conciso.

    – Quanto costa il sistema Jarvik all’Azienda ospedaliera senese? 78.500+iva 4%=81640. La stessa cifra cioè che pagano le aziende di Padova, Udine, Chieti, San Raffaele e Sassari che però ha deliberato ma mai utilizzato il sistema. Se Agata Minnarsa fosse stata più attenta si sarebbe accorta che nella delibera di 125.704 a cui lei si riferisce, sono compresi anche dei pezzi di ricambio (cavi per un consumo previsto di due anni). Infatti queste parti vanno incontro ad usura e per restare efficienti vanno sostituite. Fortunatamente questi pezzi di ricambio sono stati necessari, infatti il primo paziente impiantato compirà tre anni di completo benessere il prossimo 9 Marzo e lo festeggeremo in maniera adeguata.

    – Chi è che necessita di un cuore artificiale? Sono tutti i pazienti che si trovano in una situazione di insufficienza cardiaca terminale e che per una ragione od un’altra (controindicazione al trapianto, carenza di organi, età limite ecc.) non sono nella possibilità di riceverlo.

    – Quanti sono i pazienti che si trovano in queste condizione? Tanti, tanto e vero che ormai si definisce l’insufficienza cardiaca come una vera e proria “epidemia”. Per essere più precisi, studi epidemiologici statunitensi, stimano che sia necessario l’impianto di 30 Vad ogni 100.000 abitanti. In base a questi dati ed agli ottimi risultati raggiunti, l’utilizzo dei Vad ha avuto una crescita esponenziale ed ormai in quasi tutti i centri cardiochirurgici statunitensi il numero di interventi con Vad è uguale o superiore a quello dei trapianti cardiaci. (Sono disponibile a fornire bibliografia).

    – Quanto costa l’impianto di un Vad? Tanto, ma anche in questo caso esistono studi che dimostrano come nella terapia con ventricoli artificiali il costo maggiore è l’acquisto della macchina. I costi successivi si abbassano notevolmente sopratutto per la scarsa necessità di terapie e di ricoveri ospedalieri. Diventano, così, inferiori a quelli dei pazienti trapiantati o di quelli seguiti con terapia medica. L’unica categoria di pazienti che costa meno è quella dei pazienti non trattati e che quindi muoiono in tempi molto brevi.

    – È meglio dedicare queste risorse ad altre terapie? Credo che il sistema sanitario toscano sia abbastanza efficiente da poter far fronte, utilizzando in maniere appropriata le risorse, a tutte le necessità. Vorrei però chiedere ad Agata Minnarsa, si è mai chiesta se per esempio in Africa è meglio costruire un ospedale come quello di Emercency in Sudan o dedicare quei soldi alla vaccinazione contro malattie infettive anche banali altamente mortali nei bambini? (Con il costo di quell’ospedale e delle procedure che si eseguono probabilmente si vaccinerebbero tutti i bambini africani).
    Penso sia ovvio che dobbiamo aiutare gli africani a sviluppare un sistema sanitario in grado di far fronte alle richieste.

    Grazie per l’attenzione

    Guido Sani
    Professore ordinario di Cardiochirurgia Università di Firenze
    responsabile del progetto interaziendale (Careggi-Santa Maria delle Scotte) per le terapie avanzate per lo scompenso cardiaco

    • Sono un malato d’ipertrofia ventricolare primitiva quasi terminale, al quale per alte pressioni polmonari non sarebbe stato possibile ricevere un trapianto cardiaco. Il 21-01-2012 mi è stato impiantato il VAD proprio a Siena, vi assicuro che non è stata una passeggiata di salute, ma mi ritrovo oggi a poter ricominciare a vivere e a lavorare e ad essere utile per questa società che ormai trasforma tutto in “statistiche”, ma dietro alle quali ci siamo noi persone in difficoltà. Facendo dei calcoli con un semplice “pallottoliere” (od abaco che dir si voglia), ho calcolato che per i circa due anni che mi rimanevano da vivere, memore dei già cinque passati e dei circa venti mesi trascorsi in vari ospedali, sarei stato ricoverato, tra una crisi di scompenso e l’altra, per almeno 12 mesi in ospedale. Sono 360 gg circa che moltiplicati per un costo giornaliero di ricovero e di medicinali di circa 500 euro, fanno 180.000 euro. Soldi spesi per accompagnare un invalido totale al camposanto!!! A questo punto avrei preferito una cura di vitamina ”T“ (tanax) come per un vecchio cavallo e via…. ;-), risparmiando sofferenze a me, alla mia famiglia e costi inutili alla società. Concordo con il Prof. Sani quando dice: “L’unica categoria di pazienti che costa meno è quella dei pazienti non trattati e che quindi muoiono in tempi molto brevi.” Fortunatamente ho trovato qualcosa che mi ha fatto rinascere, ho diminuito dell’80% l’uso dei farmaci, contento di poter contribuire personalmente allo sviluppo di questo protocollo, augurando che possa salvare tante altre persone!! A tal proposito, avevo scritto una prosa quando ero ricoverato al Cisanello di Pisa, dedicata a chi, se fosse stato possibile, mi avesse donato il cuore. Ora la voglio far leggere qui, in questa nota, e dedicarla a chi mi ha ridato la speranza, a Lei Prof. Sani e a tutto lo staff delle Scotte per la dedizione etica dimostrata al mio caso:

      Foglie di acero
      In un momento di fuga, seduto sotto un vecchio acero, nei giardini del Cisanello di Pisa. Oggi mi si è posata sul petto un’enorme farfalla. Ho guardato con timore da sottecchi, ma era immobile, gialla. Aspettavo di vederla volar lontano, ma ferma.
      Ho deciso di spingerla via, ma… ah ah sbalordisco, altro che falena! Era una foglia secca autunnale. La guardavo lì ferma, quasi adesa alla maglietta. Sul cuore!! Un segno. Una foglia morta sul mio cuore che sta morendo.
      Come sarebbe facile se anche i cuori malandati, come le foglie, rinascessero in primavera.
      Questa foglia bellissima di acero voglio conservarla. La porterò con me tutti i giorni nei posti più belli dove andrò. Dovrò intriderla della mia vita, del meglio della mia vita. Dell’amore per i miei figli. Del bene della mia Lucia. Delle preghiere di mia madre. Dell’affetto dei miei amici. Della simpatia dei miei animaletti.
      Del rispetto profondo dei miei colleghi. Delle mie idee di pace e solidarietà.
      Delle mie lacrime di dolore. Quando sarà piena di tutto il meglio di me,
      la conserverò in uno Scrigno di acqua di rocca. La donerò misero pegno,
      a chi, se potrà essere, nel suo atto finale di generosità sublime, darà modo a me di continuare in questo mondo.
      Conoscerà dalla mia foglia, i miei sentimenti migliori. In tal modo saprà se merito il suo sacrificio. Se cosi sarà non avremo rimpianti!
      Nicola Rapino

  4. @ Guido Sani: «…l’utilizzo dei Vad ha avuto una crescita esponenziale ed ormai in quasi tutti i centri cardiochirurgici statunitensi il numero di interventi con Vad è uguale o superiore a quello dei trapianti cardiaci…»

    Spero sia noto a tutti (incluso, auspico, il Professor Sani), che la Medicina moderna è ormai diventata il business dei farmaci, dei prodotti diagnostici e dei cosiddetti “medical devices”; per maggiori dettagli, consultare: “Il tradimento di Ippocrate. La medicina degli affari http://www.librisalus.it/libri/tradimento_ippocrate.php e le oltre 250 voci bibliografiche a corredo del testo.)

    Colpisce, poi, l’argomentazione in base alla quale la vendita di un apparecchio che costa 125.000 euro, “ha avuto una crescita esponenziale” … qualcuno ne dubitava? Certo se ne fosse costato 12,5, di euro, nessuno si sarebbe preoccupato di farne decollare le vendite; o no?
    Sarebbe un po’ come dire che la prova dell’efficacia del Viagra è data dalle vendite che se ne fanno… sicuramente il fatturato annuo del Viagra è superiore a quello dello jarvik, con la sottile (ma neanche tanto, mi pare) differenza, che il Viagra viene venduto per curare una “malattia” inesistente, chiamata “disfunzione erettile”!!! Allora, di cosa stiamo parlando?
    Se le vendite di un apparecchio così costoso sono decollate in maniera esponenziale è perché lo stesso sarà una miniera d’oro per chi lo vende… se poi sia utile o no ai pazienti, questo è, secondo me, tutto da discutere. Comunque, vediamo pure la bibliografia! …senza dimenticare che lo studio Hallat sugli antiipertensivi, ha dimostrato in maniera inequivocabile che i diuretici tiazidici o simil tiazidici (i farmaci più economici attualmente in commercio per la cura dell’ipertensione) sono i più efficaci nel controllo della malattia, ma questo non ha portato ad aumenti esponenziali nelle vendite di quei farmaci… segno che, della salute della gente, l’industria dei farmaci e le aziende che reggono il loro gioco (incluse, ovviamente, quelle ospedaliere), se ne fottono!

  5. …Leggo testualmente da: Wilson SR, Mudge GH, Stewart GC, Givertz MM: Evaluation for a Ventricular Assist Device: selecting the appropriate candidate. Circulation 2009, 119: 2225-2232 (mi sembra roba abbastanza recente e scritta su una rivista che mi pare molto quotata!!!):

    Non esistono linee guida concordate per l’impianto di Vad (quindi i criteri di eleggibilità dei pazienti, secondo questi Autori, non esistono o, comunque, non sono stati ancora definiti).

    – l’Interagency Registry for Mechanical Assisted Circulatory Support (INTERMACS), è stato costituito nel 2005 per tracciare, rifinire ed ottimizzare i risultati, per i pazienti che ricevono il Vad (si conferma, in buona sostanza, che le idee non sono affatto chiare!)

    – dagli studi più recenti, sono emerse tre categorie di pazienti che possono giovarsi del Vad; in particolare: 1. Soggetti che richiedono supporto circolatorio temporaneo, ma per i quali ci si aspetta un recupero, dopo un insulto cardiaco e non avranno bisogno di trapianto; 2. Pazienti in attesa di trapianto, ma che non hanno buone chances di sopravvivenza fino al momento della disponibilità di un cuore (definiti “bridge to transplantation”); 3. Pazienti che hanno bisogno di un supporto a lungo termine, ma che hanno una controindicazione relativa o assoluta al trapianto (definiti “destination therapy”). Affermano gli Autori che la distinzione tra “bridge to transplant” e “destination therapy” possono semplificare eccessivamente i rischi e i benefici del Vad… il che indica due cose:
    a. che le idee non sono affatto chiare (e questa è un’altra conferma), in materia (ma ovviamente, tutto è chiaro per chi deve vendere apparecchi da 125.000 euro);
    b. il Vad non è tutto oro, presentando benefici, ma anche rischi.

    – Nel sommario: “I Vad sono ora visti come una credibile alternativa a supporto dell’insufficienza cardiaca nelle terapie di breve e lungo termine …”. “Credibile alternativa” non è certezza e il senso generale dell’articolo è quello di un’esortazione a lavorare perché i criteri di selezione dei candidati al Vad siano migliorati.

    … ma, ovviamente, non possiamo pretendere che queste “facezie” interessino i rivenditori dei Vad e tutti coloro che ne traggono profitto… aziende ospedaliere incluse!!!

  6. Ho ricevuto dal Sig. YYYYYY, Presidente di XXXXX s.r.l., la seguente mail con la quale la Società mi comunica di ritenere «altamente offensivi per la reputazione della XXXXXX s.r.l.» il post e alcuni commenti» e mi invita «formalmente ad attivarmi affinché la sopra menzionata nota a firma Agata Minnarsa venga immediatamente cancellata/rimossa dal blog e resa non più accessibile e reperibile, anche in archivi, tramite l’uso dei comuni motori di ricerca via Internet.»
    In attesa di prendere le decisioni sul caso, invito l’anonimo estensore della nota e i commentatori interessati ad attivarsi per le loro connesse responsabilità.
    Giovanni Grasso

    Prof. Giovanni Grasso
    c/o Università degli Studi di Siena
    Facoltà di Medicina e Chirurgia
    Dip.to Scienze Biomediche
    Via Banchi di Sotto 55
    53100 Siena SI

    Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
    c.a. Dr. Paolo Morello Marchese
    Direttore Generale

    c.a. Dr. Giacomo Centini
    Direttore Amministrativo
    Strada delle Scotte, 14
    53100 Siena SI

    c.a. Prof. Gian Maria Rossolini
    c/o Università degli Studi di Siena
    Facoltà di Medicina e Chirurgia
    Strada delle Scotte, 14
    53100 Siena SI

    Egregio Prof. Giovanni Grasso,
    Ci riferiamo alla nota apparsa in data 3 gennaio u.s. a firma Agata Minnarsa sul Blog “II senso della misura” da Lei creato, diretto e gestito.
    In tale nota si afferma (del tutto erroneamente) che ad XXXXXX s.r.l. sarebbe stata aggiudicata la fornitura, all’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, di un sistema Jarvik 2000 per prezzo pari ad Euro 125.704, superiore del 54% (e cioè di Euro 44.064) a quello (Euro 81 .640) pagato sei mesi prima alla medesima XXXXXX s.r.l. da altra azienda ospedaliera (quella di Sassari). Lasciando intendere la sussistenza di irregolarità e motivi di sospetto, nella medesima nota a firma Minnarsa, si indica come necessaria una spiegazione in merito da parte dei dirigenti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.
    Un puntuale intervento, sul Suo blog, del 6 gennaio u.s. del Prof. Guido Sani ha già evidenziato che il prezzo di un sistema ??????? fornito da XXXXX è sempre lo stesso (Euro 78.500 + iva = Euro 81 .640) e che la delibera senese menzionata nella predetta nota (delibera letta in modo non attento dall’estensore della nota stessa), si riferisce non solo ad un sistema ?????? ma anche ad ulteriori prodotti. Non si possono quindi confrontare importi che si riferiscono all’acquisto di beni di tipi e quantitativi non omogenei.
    Ciomalgrado, nel medesimo Suo Blog, in data 8 gennaio e sempre sulla scia della sopra richiamata (erronea quanto ai fatti e polemica nei toni) nota a firma Agata Minnorsa, è anche apparso commento a firma Domenico Mastrangelo in cui si ripete che se un apparecchio (cuore artificiale) costa euro 125.000 “lo stesso è una miniera d’oro per chi lo vende..” a prescindere dall’utilità per i pazienti.
    Le note ed i commenti predetti apparsi sul Suo Blog (fondati su fatti del tutto erroneamente ricostruiti e menzionati e che lasciano intendere irregolarità inesistenti), sono risultati e risultano altamente offensivi per la reputazione di XXXXX s.r.l..
    Detti nota e commenti risultano non solo leggibili sul Suo blog, ma altresì immediatamente reperibili in Internet, tramite comuni motori di ricerca, in associazione al nome di XXXXX; il che aggrava il danno per la scrivente società.
    Premesso quanto sopra, al fine di mitigare gli effetti dannosi derivatici e derivantici – per i quali facciamo comunque salvo ogni nostro diritto sia nei Suoi confronti (quale creatore, gestore e direttore del blog), così come nei confronti dell’estensore della nota sopra richiamata – con la presente La invitiamo formalmente ad attivarsi affinché la sopra menzionata nota a firma Agata Minnarsa venga immediatamente cancellata/rimossa dal Suo blog e resa non più accessibile e reperibile, anche in archivi, tramite l’uso dei comuni motori di ricerca via Internet. Vorrà a stretto giro darci contezza e documentazione di aver provveduto a ciò; in difetto ci riserviamo ogni opportuna iniziativa a tutela della nostra immagine e reputazione.
    La presente per opportuna conoscenza viene indirizzata in copia all’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

    Distinti saluti.
    XXXXX s.r.l.
    YYYYYYY
    Presidente

  7. Sig. YYYYY
    XXXXX s.r.l.

    e p.c.

    Prof. Giovanni Grasso
    c/o Università degli Studi di Siena
    Facoltà di Medicina e Chirurgia
    Dip.to Scienze Biomediche
    Via Banchi di Sotto 55
    53100 Siena SI

    Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
    c.a. Dr. Paolo Morello Marchese
    Direttore Generale

    c.a. Dr. Giacomo Centini
    Direttore Amministrativo
    Strada delle Scotte, 14
    53100 Siena SI

    c.a. Prof. Gian Maria Rossolini
    c/o Università degli Studi di Siena
    Facoltà di Medicina e Chirurgia
    Strada delle Scotte, 14
    53100 Siena SI

    Premesso che non la conosco né sono interessato a conoscerla e che non so cosa sia né cosa faccia (né, tanto meno mi interessa) la XXXXX s.r.l., le scrivo perché sono invece molto interessato a capire a che titolo e per quale motivo lei si sia permesso di tirare in ballo il mio nome, associandolo, per altro a minacce di azioni legali e ingiunzioni perentorie, dal momento che, nei miei interventi, espressione di opinioni generiche che ho cercato di documentare con letteratura scientifica e “senso comune”, mai ho fatto menzione della ditta che lei rappresenta né mai mi sono permesso di menzionare il suo nome.
    Leggo che il motivo del suo risentimento nei miei confronti sarebbe la frase: “Se le vendite di un apparecchio così costoso sono decollate in maniera esponenziale è perché lo stesso sarà una miniera d’oro per chi lo vende” frase evidentemente ipotetica (leggi il “sarà” nel senso di “potrebbe essere”) che lei ha falsificato, snaturandola in: “lo stesso è una miniera d’oro per chi lo vende..” proseguendo, apparentemente imperturbato, nel falso, attribuendomi un “a prescindere” che nel mio testo non esiste! …glielo riporto in forma integrale, in maniera che lei ne possa capire il senso: “se poi sia utile o no ai pazienti, questo è, secondo me, tutto da discutere. Comunque, vediamo pure la bibliografia!” …Dunque, io non solo non ho mai detto “a prescindere” che lei mi attribuisce, ma ho chiaramente affermato che il tutto non è altro che la mia opinione personale (questo esprime il “secondo me” nell’uso corrente della lingua italiana!)
    Che poi l’apparecchio costi 80.000 o 125.000 o un miliardo di Euro, è, per me, del tutto irrilevante, dal momento che si tratta, sempre secondo me, di cifre esorbitanti, a fronte del fatto che le malattie cardiovascolari sono tutte determinate essenzialmente da un errato stile di vita (in associazione allo stress) e come tali, assolutamente prevenibili con adeguate campagne di educazione sanitaria (riduzione del fumo della sigaretta, esercizio fisico, dieta adeguata, mantenimento del giusto peso corporeo, riduzione dello stress, controlli regolari, ecc., ecc.) http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/heartdiseasesprevention.html
    Allego il link del WHO http://www.who.int/cardiovascular_diseases/guidelines/Full%20text.pdf in cui si parla per esteso della materia anche se mi rendo conto del fatto che la prevenzione interessa pochi e non certo coloro che fanno business con le malattie!
    Questo detto, mi aspetto non solo che lei torni ad un più sano rispetto delle altrui opinioni, soprattutto quando queste sono documentate con abbondanza di letteratura scientifica (di qualità), ma, riflettendo sulle sue interpretazioni sommarie e approssimative delle altrui parole, comprenda di aver preso un brutto granchio e mi faccia le sue scuse… fatte salve, ovviamente, tutte le eventuali tutele legali del caso.

    Distinti saluti
    Dr. Domenico Mastrangelo

    Specialista in Ematologia
    Specialista in Oncologia
    Specialista in Farmacologia Clinica
    Specialista in Oftalmologia
    Medico Omeopata

  8. […] “La Cina è vicina” e “Un pallottoliere cinese per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese” (AOUS) un altro interessante articolo inviatoci da un anonimo […]

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