Anche il Kurdistan è vicino per l’azienda ospedaliera universitaria senese

Dopo “La Cina è vicina” e “Un pallottoliere cinese per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese” (AOUS) un altro interessante articolo inviatoci da un anonimo lettore.

Trasparente sì, ma è legittimo?

Cassandra Giuvarra. Interessante l’articolo sul progetto di cooperazione sanitaria internazionale tra Toscana e Cina; ma non è l’unico caso. Anche il “Progetto Kurdistan” dell’AOUS non è menzionato tra i progetti della regione toscana. Eppure è di grande interesse del direttore generale, il dott. Paolo Morello Marchese. I Kurdi sono sicuramente bisognosi, visto che sono stati devastati da guerre e dal regime di Saddam Hussein. Ma non sono certamente poveri: il loro territorio è ricchissimo di petrolio e se non fosse stato per questo motivo, la coalizione internazionale sarebbe stata poco interessata alle persecuzioni che hanno subito. Come c’entra la Toscana?

In un’intervista del 23 maggio 2008, il Dott. Morello, allora direttore generale dell’Ospedale Pediatrico “Meyer” di Firenze, racconta che su invito della signora Hero Talabani, moglie dell’attuale presidente dell’Iraq, ha visitato le strutture ospedaliere di Sulaimaniyah ed è stato firmato un accordo con il Dipartimento della Sanità del Kurdistan, per lo sviluppo di 3 branche mediche prioritarie: la pneumologia, per trattare le migliaia di persone vittime dei danni respiratori causati dalle bombe chimiche di Halabja; il trattamento dei tumori del sangue; e la cardiochirurgia pediatrica. L’amministrazione kurda finanzia la costruzione di tre ospedali specializzati e l’acquisto di tutti gli arredi e le attrezzature necessari, ma si aspetta in cambio dalla Toscana la formazione del personale medico, infermieristico e tecnico per sviluppare i 3 programmi. Un pacchetto di molti milioni di petroldollari, che fa gola alle imprese toscane. Altro che volontariato, aiuti, beneficenza, interventi umanitari.

Il progetto si  complica perché entra nel gioco la fondazione “Kurdistan Save the Children” (la cui madrina è la Signora Talabani), che supporta un nutrito numero di bambini con necessità di intervento cardiochirurgico a breve termine. Ma il dott. Morello non si scoraggia e, con il sorriso che lo contraddistingue, offre una soluzione brillante. Il 26 novembre 2008 viene firmato un accordo tra la fondazione Meyer (il Dott. Morello è presidente) e il Kurdistan Save the Children per trattate i bambini cardiopatici ed oncoematologici. A fine anno il Dott. Morello si trasferisce dal Meyer alle Scotte. L’assessore alle politiche della salute Enrico Rossi e il governatore della provincia di Sulaimaniyah firmano il 25 aprile 2009 un memorandum di collaborazione in cui la Toscana è disponibile a supportare le scelte kurde, sia in termini strutturali che tecnico-scientifici. Nuovo accordo tra regione Toscana (firmato da Aldo Ancona) e la fondazione Kurdistan Save the Children firmato il 6 agosto 2009: la Toscana s’impegna ad accogliere bambini cardiopatici kurdi e a trattarli nelle sue strutture ospedaliere comprendenti la fondazione Monasterio di Massa (36 bambini l’anno), ospedale Meyer (24 l’anno, ma il programma di cardiochirurgia a tutt’oggi non è iniziato), ospedale le Scotte di Siena (40 l’anno, ma l’ultimo bambino operato risale a 10 anni prima). La fondazione kurda s’impegna a rimborsare alle Aziende toscane 3.000 euro per paziente, anche se i costi sono almeno 10 volte maggiori. Un mese dopo il dott. Morello porta in Kurdistan un contingente di medici dei 3 ospedali coinvolti, per selezionare sul posto i candidati da accogliere in Toscana; previa delibera che giustifica la spesa da parte dell’Azienda Senese sulla base dei suddetti accordi regionali, all’impronta della massima trasparenza.

Ma la situazione esplode: la fondazione Monasterio non è disposta a trattare i bambini kurdi a un così esiguo rimborso, ma soprattutto è preoccupata dell’apertura di fatto di 2 programmi di cardiochirurgia pediatrica a Firenze e a Siena; il Meyer d’altro canto non è ancora in grado di partire e certamente non vuole che Siena operi bambini cardiopatici. L’assessore Rossi è fumante e blocca tutte le attività di ricezione dei bambini kurdi. Il progetto Kurdistan sembra fallire, ma il dott. Morello non si perde d’animo e partorisce un’altra soluzione. Se i cardiopatici kurdi non possono venire in Toscana, saranno i cardiochirurghi toscani ad andare in Kurdistan, anzi saranno i senesi. L’assessore deve assentire: il progetto edilizio è troppo interessante. Perciò sarà il direttore generale di Siena a gestire tutta l’impresa di costruzione ospedaliera, forniture medicali, chirurgia e formazione, e… peggio per chi non ha voluto partecipare.

Nella primavera 2010 il Dott. Morello si reca per ben due volte, con la squadra al completo, per dimostrare le proprie buone intenzioni e riesce a far firmare all’amministrazione kurda il contratto che segna l’inizio lavori. A questo punto il Dott. Morello non sarebbe più interessato a proseguire con l’attività di cardiochirurgia pediatrica in trasferta, ma la fondazione Kurdistan Save the Children ingaggia una squadra di cardiochirurghi americani, che inizia ad operare bambini nella struttura cardiochirurgica degli adulti. Il dott. Morello si spaventa e intensifica i viaggi con la squadra senese (ogni volta preceduti da una delibera che approva le spese a carico delle Scotte), e riesce a far operare i primi bambini nel settembre 2011. Quanto è costato ai contribuenti toscani questo progetto per trattare 9 bambini Kurdi? Si possono considerare almeno 50 biglietti aerei dall’Italia al Kurdistan (costo presunto 120.000 euro) e tutto il resto. Come si giustificano queste spese in un sistema sanitario che naviga in gravi difficoltà e deve applicare un ticket alle prestazioni effettuate?

Certo si favorisce l’attività all’estero delle imprese edili toscane. A questo proposito è interessante che nell’ottobre 2010 sia stato sostituito l’ingegner Bellini, direttore dell’Unità Operativa Complessa Nuove Opere, con l’ingegner Fabio Crocchini. Guarda caso l’ingegner Crocchini risulta essere il direttore di una delle 3 aziende che stanno costruendo gli ospedali in Kurdistan. Non è stato assunto mediante regolare concorso, ma nominato dal direttore generale con incarico ex art. 15 epties, che comunque prevede un rapporto in esclusiva (DL 502, 1992), mentre ovviamente l’ingegnere deve continuare la sua attività principale. Anzi recentemente l’ingegner Crocchini è stato nominato anche direttore facente funzioni della U.O. Manutenzioni. Ma quanto è bravo!?

Annunci

3 Risposte

  1. Mettendo da parte la giustificata ironia sulla bravura dell’Ing. Fabio Crocchini, mi sembra logico chiedersi, come fa il titolo dell’articolo, se sia legittima la sua nomina a direttore dell’Unità Operativa Complessa Nuove Opere dell’Azienda Ospedaliera, carica chiaramente incompatibile con quella di Managing Director di un’Impresa di costruzioni.

  2. Ho dimenticato d’inserire il link trovato su internet:
    http://www.onesource.com/free/Fabio-Crocchini/People/Profile/96616400-2

  3. Toscana – Interrogazione urgente del Vicepres. Comm. Sanità Mugnai con Magnolfi e Ammirati
    La giunta informi con urgenza tramite apposita comunicazione circa gli esiti della riunione odierna con i direttori generali delle Asl della Toscana sul deficit di circa 165 milioni di euro nei bilanci di previsione 2011 delle Asl medesime e, di conseguenza, sull’effettivo e reale stato dei conti delle Asl della Toscana per gli anni 2010 e 2011». E’ in sostanza questo ciò che chiede alla giunta regionale il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl), primo firmatario di un’interrogazione siglata insieme al suo capogruppo Alberto Magnolfi e al vicecapogruppo Paolo Enrico Ammirati.
    http://www.primopianonotizie.com/Notizie/tabid/68/Notizia/110627033930-bilancio-asl-toscana/Default.aspx
    http://www.gruppopdltoscana.it/PDL/attivita/interrogazioniorali/764-io197

    Anche il mito della Sanità Toscana si è frantumato all’ombra degli scandali e dei deficit che hanno sommerso molte delle aziende sanitarie. Massa è il caso più eclatante, ma bilanci pesantemente in rosso si registrano anche in quella di Pistoia e di Livorno … Ma la cosa più grave è che il ripianamento delle stesse aziende sanitarie non è passato attraverso un serio riconoscimento delle responsabilità degli amministratori, ma dal taglio o dalla riduzione di molti servizi erogati ai cittadini.
    http://www.ognisette.it/cronaca/cronaca-2012/gennaio-2012/toscana-mancano-le-politiche-di-sviluppo

    12/05/2011 – 17:44 – Sanità toscana/6: Bilanci Asl, a rischio l’intero sistema
    Questi i bilanci del 2009 approvati dalla Giunta, azienda per azienda:
    Asl 1 Massa Carrara: –224.820.884
    Asl 2 Lucca: +12.637
    Asl 3 Pistoia: –7.922.732
    Asl 4 Prato: –451.295
    Asl 5 Pisa: –2.611.617
    Asl 6 Livorno: –8.975.870
    Asl 7 Siena: –10.843.183
    Asl 8 Arezzo: –9.870.991
    Asl 9 Grosseto: –148
    Asl 10 Firenze: –19.785.256
    Asl 11 Empoli: –42.514
    Asl 12 Viareggio: –8.374
    Azienda ospedaliera Pisa: –14.682.623
    Azienda ospedaliera Siena: –125.547
    Azienda ospedaliera Careggi: –2.825.289
    Azienda ospedaliera Meyer: –1.387.531
    http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDCategoria=204&IDNotizia=14275

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: