La nuova governance dell’università di Siena all’insegna dell’illegalità

Nes Siena. Da qualche tempo l’Università di Siena ricorda molto la parabola della rana bollita. Se una rana viene messa nell’acqua bollente, questa con un balzo si salverà, ma se viene messa in acqua tiepida che viene riscaldata costantemente, la rana si intorpidirà e perderà le forze lentamente, fino alla morte. Ormai, noi studenti, siamo talmente abituati ad assistere a illeciti amministrativi (ma non solo!) nel nostro Ateneo che rischiamo di fare la fine della rana bollita e persino le Associazioni Studentesche, anziché operare in maniera limpida e nel rispetto delle regole, preferiscono andare a braccetto con il Rettore per tutelare nell’illegalità i loro piccoli interessi. Cosa sta succedendo?
Il mandato dei Rappresentanti degli Studenti è scaduto da quasi un anno, sembrerebbe quindi naturale iniziare ad organizzare le nuove elezioni atte a legittimare quelli che saranno i nuovi Rappresentanti. Invece no, troppo difficile e, soprattutto, troppo “secondo le regole”. Le Associazioni di sinistra, che vantano anche il Presidente del Consiglio Studentesco, invece di adoperarsi con tutti gli altri Gruppi per trovare una soluzione più rappresentativa e democratica possibile, hanno pensato bene di rivolgersi all’amico Rettore e decidere insieme a lui come bypassare il naturale confronto elettorale. Il risultato è stato questo: le suddette Associazioni, in totale sintonia con il Magnifico, hanno proposto in Consiglio Studentesco di non effettuare le elezioni dei Rappresentanti degli studenti nei Dipartimenti, ma di nominare i Rappresentanti tramite un Decreto Rettorale, andando contro tutti i principi di democraticità, ma, soprattutto, ignorando completamente la legge, la quale prevede che i Rappresentanti debbano essere eletti.
Come gruppo Nes Siena, ci siamo opposti alla proposta del Rettore in Consiglio Studentesco (siamo stati gli unici!), ma non solo, abbiamo già presentato un’interrogazione al Ministero dell’Istruzione tramite il Rappresentante, al CNSU, Francesco Sgura, e ci riserviamo di rivolgerci al TAR per annullare questo Procedimento Amministrativo che è, evidentemente, illegittimo oltre che amorale.

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I sindacati insistono sulla mozione di sfiducia nei confronti del Direttore amministrativo dell’Ateneo senese

Rsu d’Ateneo, Cisal, Cisapuni, Cisl, Flc-Cgil, Ugl-Intesa, Uil-Rua, Usb PI. Nell’ordine del giorno del CdA di lunedì 25 giugno non è stata inserita la mozione di sfiducia nei confronti della Direttrice Amministrativa richiesta dai rappresentanti del personale tecnico e amministrativo in CdA su mandato dell’assemblea, della Rsu d’Ateneo e delle OO.SS. Pretendiamo che sia immediatamente inserita all’ordine del giorno.

In merito al trattamento economico accessorio (TEA) tutto ciò che abbiamo sempre rivendicato nei passati 18 mesi a seguito della nota del MEF è stato confermato: obbligatorietà del pagamento del salario accessorio; obbligatorietà della certificazione dei fondi da parte del Collegio dei Revisori dei Conti; obbligatorietà della riapertura della contrattazione integrativa a prescindere dallo squilibrio finanziario, detto buco. Ad oggi, però, tutto questo non ha prodotto alcun risultato. Assistiamo ancora al balletto del cifre sulla determinazione dei fondi dal 2000 al 2009. I conteggi sono stati rifatti almeno 9 volte ottenendo sempre un risultato differente. Questa incapacità ci obbliga a rifiutare qualsiasi risultato che ci verrà infine presentato e di rifare i conteggi con consulenti di parte.
Per tutto quanto sopra scritto non possiamo fare altro che insistere nel dichiarare la nostra totale sfiducia nei confronti dell’operato della Direttrice Amministrativa. Ci aspettiamo dal Rettore e dalla Direttrice Amministrativa come unico segnale di apertura e conciliazione il pagamento per intero del TEA per l’anno 2011. Come potete pretendere che prestazioni lavorative già rese nell’anno passato non siano retribuite per intero? Chiedete a tutto il personale di affrontare un disagio e un sacrificio grandissimo con la nuova, confusa e complessa, riorganizzazione retribuendoci come? Il recupero che per ora è stato richiesto dal MEF entra in pieno conflitto con l’autonomia universitaria. È curioso come l’autonomia venga rivendicata per tutelare la proroga illegittima dei rettori di molti Atenei italiani contro il MIUR e non venga minimamente ricordata per le richieste legittime del personale tecnico e amministrativo di questo Ateneo che non chiede nulla di più di quello che gli spetta. Sacrificare, oggi, l’autonomia universitaria per il personale tecnico e amministrativo può sembrare poca cosa, ma segna un brutto precedente che ricadrà anche su chi si sente tanto tutelato nella sua funzione.