Domani il CdA dell’ateneo senese approverà un altro danno erariale di sedici milioni d’euro

                Arnold Böcklin, "The Isle of the Dead", 1883

Arnold Böcklin, “The Isle of the Dead”, 1883

La domanda è semplice! Possono, un rettore irregolarmente eletto, un direttore amministrativo condannato dalla Corte dei Conti e un Consiglio d’Amministrazione ormai scaduto, approvare un provvedimento che penalizza l’ateneo senese di oltre sedici milioni d’euro, con evidente danno erariale? Questi i fatti! Il rettore – un tecnico in economia che, dopo il dissesto economico-finanziario del settembre 2008, non ha ancora approntato il necessario piano di risanamento strutturale – ha deciso di non pagare per i prossimi cinque anni le rate dei mutui contratti dall’Ateneo con la Banca Monte dei Paschi di Siena. In tal modo, il congelamento delle rate (sette milioni d’euro l’anno) porta ai seguenti risultati: allungamento di cinque anni delle scadenze dei mutui e ripresa del pagamento, il 31 dicembre 2017, gravato del maggior onere finanziario di sedici milioni d’euro, corrispondenti a interessi maturati nel periodo di moratoria. Del resto, le roi soleil de’ noantri ha dichiarato d’essere stanco delle crisi di liquidità dei primi due anni del suo mandato e di volersi dedicare, per i prossimi quattro anni, a investire nello sviluppo dell’ateneo. Perciò, servono nuove risorse. Di seguito alcuni interrogativi e rilievi di legittimità che, mi auguro, possano convincere i consiglieri di amministrazione (per giunta a fine mandato) a non approvare, domani, tale delibera. È legittimo, questo provvedimento, in assenza di un serio piano di risanamento strutturale e con un indice d’indebitamento, il più alto del paese (pari al 38%), che esclude nuove forme d’indebitamento? E che dire del danno erariale che si determina con il congelamento delle rate dei mutui pari a un maggior onere nominale per interessi superiore a sedici milioni di euro? È possibile l’approvazione di tale delibera senza la necessaria autorizzazione dei competenti Ministeri (Miur e Mef) e l’obbligatorio parere del collegio dei revisori dei conti?

Articolo pubblicato anche da:

il Cittadino Online (20 dicembre 2012) con il titolo: «L’Università non pagherà le rate dei mutui contratti con MPS: il cda dell’ateneo approverà un danno erariale di 16 milioni di euro».

Primapagina online (22 dicembre 2012) David Busato: «L’Università di Siena approva il bilancio: chiusura dell’anno tra luci e ombre».

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4 Risposte

  1. Il Magnifico dice che non pagherà il mutuo perché ha bisogno subito di liquidità per il “rilancio” (sic!) dell’ateneo, ho letto bene? A parte la metodica tipicamente italica di scaricare sui posteri e sui successori il costo delle proprie scelte, bisognerebbe almeno che questo termine vuoto, “rilancio”, questo nudo simulacro, venisse infine rivestito di un contenuto. Atteso che (come più volte sottolineato) l’università non fabbrica pampepati o prosciutti, bensì ricerca e didattica, e che queste hanno nome e cognome, suppongo che il “rilancio” riguardi tali componenti, ad oggi totalmente assenti dal dibattito pubblico e persino dalla polemica sindacale, giustamente presa da altre drammatiche questioni, ma che non può prescinderne, così come la FIOM non può mancare di interrogarsi intorno al futuro degli stabilimenti e delle produzioni della FIAT. Allora non vedo come si possa glissare intorno alle questioni di cui ai miei precedenti messaggi. Quando però uno tenta di mettere sul piatto contenuti riformatori veri, non risciacquature spacciate per riforme epocali, la reazione immancabilmente fatalistica è… “eh cittini, v’è più ragioni, non possumus!”. Assolutamente, quanto erroneamente convinti che comunque lo stipendio arriverà anche in futuro, visto che è arrivato sempre in passato, ci si trincera dietro un generico liquidatorio “non possumus” (e più non dimandare), che equivale ad una freudiana rimozione della realtà. E sul piano generale questo è quello che passa il convento:

    “Università più povera. Il fondo per il finanziamento ordinario delle università è stato incrementato soltanto di 100 milioni di euro, contro i 400 chiesti ieri dal ministro dell’Istruzione Profumo. “

  2. Leggo un editoriale (del Maestro James?) piuttosto allarmante: «vi informiamo, sempre grazie alle notizie della nostra gola profonda dentro l’ateneo, che dal 1 gennaio 2013, Criccaboni e la condannata Ines Fabbro, avrebbero manifestato l’intenzione di impedire l’accesso dall’università a Fratello Illuminato e al blog del professore Giovanni Grasso». Speriamo non sia vero che il prof. Riccaboni vuol censurare il prof. Grasso, trovando ciò alquanto disdicevole (ma pienamente conforme al quanto già detto, ossia che l’università non è più palestra del libero pensiero), ma prima di esprimermi vorrei vedere il curriculum scientifico di entrambi. Leggo che in Arizona i professori sono stati autorizzati a portare la pistola. Addirittura si organizzano lezioni di tiro per difendersi dagli attacchi. Atteso che da noi al massimo sarebbero in grado di fornire una frombola, di quelle realizzate con le camere d’aria delle biciclette, spero che non si giunga a questi estremi. Buon anno a tutti

  3. Questi uffici, che sono estensori di quell’editoriale (come di tutti gli altri) insieme a Maestro James, confermano la notizia. Resta da vedere se il Criccaboni e la maestrina condannata avranno, a questo punto, il coraggio di fare una cosa del genere. Resta anche da vedere se per il presente blog la cosa sia fattibile perché, contrariamente a Fratello Illuminato, il Senso della Misura può essere tranquillamente considerato un blog istituzionale con tanto di firma degli articoli e con commenti moderati. E parla dell’Università, di Siena e non solo. Resta comunque il fatto che per il duo dell’incompetenza, della dabbenaggine e della incapacità Fratello Illuminato è (citazione di Criccaboni) “creato da dei delinquenti che vogliono la distruzione dell’Ateneo”. Colgono questi uffici il destro per assicurare che è l’esatto contrario: Fratello Illuminato vuole la salvezza dell’Ateneo, della ricerca, della didattica e dell’amministrazione ed è convinto che tale salvezza discenda direttamente dall’epurazione di tutti coloro che hanno creato questo disastro, a partire naturalmente da Criccaboni e Fabbro. Ed è del tutto inutile, caro Criccaboni, che tu cerchi di convincere chi ti capita a tiro che tu hai “ereditato questa situazione” perché non l’hai ereditata, anzi, hai contribuito a crearla. Come fa uno che, prima di divenire rettore, è dal 1997 che occupa posti di rilievo (Nucleo di Valutazione, Prorettore Arezzo, Cresco e, infine, preside di Economia) a sostenere che “ha ereditato” è un mistero che crediamo nessuno al mondo sia in grado di spiegare. Ci vuole una sfrontatezza ed una sfacciataggine che merita tutta l’attenzione, che purtroppo tarda ad arrivare, della Magistratura. Quando i signori della Lizza avranno finito di mangiare il panettone e il panforte se ci facessero la cortesia di procedere con il proprio dovere noi saremmo parecchio contenti.
    Di questi uffici, con i migliori auguri di buon anno

    Cesare Mori

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