Primo consiglio di amministrazione dell’ateneo senese con il nuovo direttore amministrativo

Gestione finanziaria ed economica. Provvedimenti per studenti e personale

Il Consiglio di amministrazione dell’Università di Siena si è riunito oggi per la prima volta con la partecipazione del nuovo direttore amministrativo Emilio Miccolis.
All’ordine del giorno alcuni provvedimenti riguardanti la gestione finanziaria ed economica dell’Ateneo e provvedimenti per gli studenti e per il personale. È stato prorogato per sei mesi, con scadenza a fine giugno 2009, l’affidamento del servizio di cassa alla Banca Monte dei Paschi di Siena. Successivamente, tale servizio verrà affidato tramite bando. Come ha ricordato il Direttore amministrativo, dal prossimo 1 gennaio verrà modificato l’attuale sistema di tesoreria unica, che si trasformerà in sistema misto: alla banca che si sarà aggiudicata la gara sarà affidata la gestione di un conto corrente di corrispondenza ordinario, sul quale confluiranno le entrate proprie fruttifere. Sul conto della Banca d’Italia, presso la Tesoreria provinciale dello Stato – Siena, affluiranno invece le entrate statali. Questo nuovo sistema, oltre a permettere un migliore controllo dei flussi, consentirà già all’inizio del 2009 un’accelerazione del percorso dei pagamenti di tutte le posizioni debitorie verso fornitori di beni e servizi.
Il Consiglio di amministrazione ha incaricato il Rettore di redigere il Piano triennale 2007/2009, come previsto dalle normative vigenti, perché possa essere parte del bilancio di previsione che sarà approvato entro fine dicembre: le risorse che saranno erogate dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, sulla base di tale piano, saranno interamente destinate a interventi a favore degli studenti, per il miglioramento dei servizi, borse di studio, internazionalizzazione e per l’innalzamento globale della qualità.
Il Consiglio ha inoltre deliberato la conclusione di tutte le procedure concorsuali in atto, affinché possano essere stilate le relative graduatorie, mentre è stata approvata la graduatoria degli stabilizzandi: le assunzioni, tuttavia, non saranno automatiche, ma dovranno essere compatibili con i vincoli di bilancio e con i vincoli stabiliti dal Piano di risanamento. Inoltre il direttore amministrativo ha comunicato di aver disposto la redazione, come previsto dalla vigente normativa, del prescritto piano triennale edilizio 2009/2011, che sarà allegato al bilancio previsionale 2009 – in discussione il prossimo 29 dicembre – perché ne costituisca parte integrante. In tale documento di programmazione dovranno essere annoverati gli interventi di edilizia universitaria di massima priorità, come previsto dalla normativa.
A conclusione della seduta, il rettore Silvano Focardi e il dottor Miccolis hanno espresso piena soddisfazione per i lavori della riunione odierna: «La competenza del direttore amministrativo – ha detto Focardi – è stata apprezzata da tutti i consiglieri e ha permesso uno svolgimento rapido e fattivo della seduta. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati esauriti, registrando condivisione su tutte le questioni». «Sono sereno – ha affermato Miccolis – dopo questo mio primo Consiglio di amministrazione come direttore amministrativo dell’Università di Siena. Il mio mandato è appena incominciato, molta strada c’è ancora da fare, ma sono fiducioso che sia stata imboccata la strada giusta. In particolare, voglio sottolineare la decisione, presa all’unanimità, di destinare agli studenti le risorse del piano triennale. È un segnale forte che l’Ateneo, nonostante il momento di crisi, vuole continuare a garantire qualità della didattica e dei servizi agli studenti».

Il male oscuro (ma non tanto) dell’Università di Siena

Pubblichiamo un articolo sull’università di Siena apparso sul sito di “Impegno per Siena”.

Magister. Dalla “Nazione” del 4 dicembre 2008 leggo una esilarante dichiarazione del segretario della Cgil senese: «Il Governo mi sembra che finora sia stato più attento a piazzare i suoi uomini all’Università (si riferisce al membro del cda e al neo direttore amministrativo, ndr) piuttosto che fornire un sostegno economico al risanamento». Questa ripetitiva esternazione, che si aggiunge alle tante altre che costituiscono oramai un immenso guazzabuglio dove si trova tutto e il contrario di tutto, mi stimola a sviluppare qualche riflessione su quello che, a mio avviso, rappresenta il vero male oscuro che ha infettato da tempo la nostra Università.
Taluni sostengono che il Governo non dovrebbe impicciarsi della nostra Università, alla quale penseranno le istituzioni locali, altri ne denunciano l’irresponsabile latitanza, attestata anche dal fatto che il Ministero competente da anni non si era preoccupato di nominare il suo rappresentante nel consiglio di amministrazione. Adesso che il Ministero ha riempito il vuoto nominando una persona altamente qualificata, che fa onore alla città, anche se non proviene dalla nomenklatura imperante, ecco la piccata risposta: «ha messo uno dei suoi». Già, perché quando il Comune nomina il suo rappresentante nello stesso consiglio, attinge al paniere degli altri? Non è forse vero che, allorquando si tratta di designazioni di spettanza locale, a parte la scaramuccia tra le due anime del PD, ci si preoccupa solo di valutare il grado di fedeltà politica dei candidati, ignorandone spesso lo spessore culturale e professionale?
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Senza i docenti l’università svanisce in un attimo, con i docenti esiste e può resistere

Cosimo Loré. Si legge in un commento in questo blog: «…la classe docente deve rappresentare il più importante interlocutore nella gestione della crisi dell’università di Siena». Sante parole! Finalmente qualcuno che parla chiaro e “scientificamente corretto”: non ci interessa il “politicamente corretto”. Amo dir a chiunque che senza i docenti l’università svanisce in un attimo, con i docenti esiste e può resistere.
(…) per dirla tutta credo che chi tenta di far saltare l’attuale rettore non sia animato né da spirito di giustizia penale (nonché civile e amministrativa) né da voglia di gestione straordinaria (commissariamento totale o parziale), bensì da bramosia di potere, desiderio di subentrare, bisogno di inquinare le prove, speranza di ritardare le indagini, illusione di riprendere il saccheggio, sogno di eseguire vendette, e spesso agisca in conto terzi disarcionati ma non domati, almeno nelle più lubriche fantasie!

Ateneo di Siena: fusse ca fusse la vorta bona per un “Sistema di Contabilità Economica e del Controllo di Gestione”

miccolis_emilio.jpgL’università di Siena ha un nuovo direttore amministrativo, il Dott. Emilio Miccolis, già dirigente del Dipartimento Gestione Risorse Finanziarie presso L’Università degli Studi di Bari. A lui i nostri più sinceri auguri di buon lavoro.
La lettura del suo curriculum fa sperare che, forse, è arrivato il momento dell’adozione, per l’ateneo senese, di un “Sistema di Contabilità Economica e del Controllo di Gestione” (introdotto con il D.L. 279/1997) che consente di verificare efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati. La mancata adozione del sistema di contabilità economica è un’altra disattenzione, tra le altre, della gestione Tosi.
È utile leggere quanto prevede l’art. 10 del D.L. 279/1997 (comma 1): «Al fine di consentire la valutazione economica dei servizi e delle attività prodotti, le pubbliche amministrazioni adottano, anche in applicazione dell’articolo 64 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, e dell’articolo 25 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni e integrazioni, un sistema di contabilità economica fondato su rilevazioni analitiche per centri di costo. Esso collega le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate con i risultati conseguiti e le connesse responsabilità dirigenziali, allo scopo di realizzare il monitoraggio dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’azione svolta dalle singole amministrazioni. (…)»

Ateneo senese: abbinare al piano di risanamento un progetto per migliorare didattica e ricerca

rettorato.jpgRoberto Petracca. La pubblicità negativa che inevitabilmente scaturisce dal dissesto finanziario non attrae certamente nuovi studenti e va contrastata energicamente. Per farlo occorre chiarire subito come si pensa di fabbricare gente preparata piuttosto che somari. Questo aspetto va affrontato di petto subito perchè gli studenti dell’ultimo anno delle superiori stanno già decidendo cosa fare in futuro.
C’è un piano di risanamento in cui ogni iniziativa è mirata a ridurre costi, abbattere debiti ed eliminare sprechi. Ottimo. Ora occorre dire con chiarezza cosa c’è sull’altro piatto della bilancia, ossia su quello dell’offerta. Serve qualcosa in grado di convincere che verrà salvaguardata e migliorata la qualità della formazione e della ricerca. Occorre dire cos’è che rilancia il prestigio dell’Università. In mancanza di questo non si contrasta la pubblicità negativa dovuta al dissesto finanziario e i ragazzi sceglieranno lidi più promettenti. Se dovesse accadere una simile sciagura, peggiorerà ulteriormente il rapporto tra numero di studenti e numero di dipendenti dell’università, vanificando ogni sforzo di risanamento economico.

L’Università di Siena secondo la Cgil: docenti in pensione e amministrativi in cattedra

tex.jpgEugenio Baronti (assessore all’Università e ricerca della regione toscana). (…) «Nessuno può pensare di far pagare questa crisi scaricando i costi sulle fasce più deboli e soprattutto sui giovani ricercatori. È necessario intervenire rimuovendo privilegi consolidati, sprechi e collocando a riposo i docenti ordinari con 65 anni di età, lasciando spazio ai giovani che rappresentano l’elemento dinamico, creativo e innovativo. L’importanza dell’Università di Siena nel suo complesso, la sua storia, l’impatto sociale che un piano di risanamento discutibile come quello appena deliberato comporta, dovrebbe imporre a tutti un grande senso di responsabilità e la ricerca della massima unità e condivisione: la tutela di questo straordinario bene comune, del suo carattere pubblico, del futuro delle centinaia di persone coinvolte nella crisi, deve essere il faro dell’azione che tutti noi portiamo avanti. La Regione, pur con tutte le difficoltà presenti, a queste condizioni è disposta a fare fino in fondo la sua parte».

Al Prof. Mario Ascheri, che chiedeva spiegazioni sull’età pensionabile dei professori, risponde Marco Iacoboni.

«Caro professore, la legge prevede la facoltà di rimanere, per età, oltre i 70 anni (con richiesta fino a 72), e per anzianità di servizi oltre i 40 sempre per altri 2 anni e sempre su richiesta del dipendente e previa autorizzazione dell’amministrazione (che può rifiutarsi di concederla). Per il personale docente poi c’è la facoltà di chiedere di andare in pensione a 65 anni. In questo caso la richiesta è un atto volontario del dipendente e non può l’amministrazione obbligare al prepensionamento. In merito alle nostre richieste (CGIL) e a quelle della Regione Toscana l’atto di decidere volontariamente di andare in pensione compiuti i 65 anni sarebbe un atto di una forte rilevanza etica ma anche economica. I docenti che compiranno 65 anni nel 2009 all’Università degli Studi di Siena sono 129. Se decidessero tutti di andare in pensione a 65 anni per l’Ateneo ci sarebbe un risparmio di 16.224.000 euro (arrotondati per difetto). Il personale tecnico amministrativo, in base alla delibera approvata due settimane fa, andrà in prepensionamento a 40 anni e questa misura agisce su circa 120 dipendenti. Per un risparmio di circa 500.000 euro.
A lei le dovute conclusioni.» Marco Iacoboni

Ateneo senese: la rinascita è possibile se si attua il piano di risanamento approvato

Si riporta un articolo di Gaetano Quagliariello pubblicato oggi dal Corriere di Siena e da l’Occidentale.

DAL RISCHIO CRAC ALLA RINASCITA
Il caso dell’università di Siena può diventare emblematico

Gaetano Quagliariello. Perché il caso dell’università di Siena può diventare emblematico dello stato dell’università italiana? E perché potrebbe indicare la strada di come trasformarla, evitando sprechi, rendendola competitiva, mettendo finalmente al centro l’interesse della comunità e degli studenti?
La risposta è semplice. Lo stato comatoso dell’università di Siena rimanda a responsabilità diffuse che si sono stratificate nel tempo. Non consente, dunque, discorsi ideologici né tanto meno la possibilità di scaricare le colpe su Mussi o sulla Gelmini. E neppure, per intero, su questo o su quel rettore. I fatti possono essere ricostruiti come una favola della quale non sappiamo ancora se vi sarà un lieto fine.
C’era una volta una università, antica, nobile e prosperosa: una delle più ricche del reame, invidiata da tutte anche per il contesto di storia e bellezze artistiche che le faceva da cornice.
Un brutto giorno, all’improvviso, la bella università scopre di essere gravemente malata di un male che le era lentamente e silenziosamente penetrato nelle ossa senza che nessuno se ne accorgesse. Cos’era accaduto? Nel corso degli anni vi era stata una sottostima dei residui passivi, che unita alla sovrastima delle entrate realmente esigibili ha determinato un disavanzo insopportabile.
In sintesi: a fronte di entrate sovrastimate e spese sottostimate, per fronteggiare le uscite correnti e i bisogni di cassa, si è scoperto che erano stati ritardati i versamenti all’Inpdap per un importo di 99 milioni di euro nonché un pagamento dovuto all’Irap per un importo di 27 milioni di euro (comprensivi delle relative sanzioni). È previsto, inoltre, uno scoperto di conto corrente di 44 milioni di euro al 31 dicembre 2008 e disavanzi di varia natura dovuti alle eccessive spese. Sicché il totale dei debiti ammonta a oltre 170 milioni di euro.

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Nulla si deve “lasciare da parte” se si vuole individuare ogni responsabilità (…anche lontana) del dissesto dell’ateneo senese

Cosimo Loré. Le ricorrenti critiche ai lavori in corso sul fronte della stampa (in particolare del settimanale Panorama) e della giustizia, finalmente impegnate a far luce sulla tragica situazione dell’università di Siena, attengono ad una ben nota tattica fumogena posta in essere ogniqualvolta si tenta di identificare i rei di un sistema criminale che sta affondando la nostra comunità nazionale, grazie allo scempio provocato dai cosiddetti insospettabili. Così se si studiano e si indagano determinate patologie non ci si può rivoltare perché si omette la descrizione dei soggetti sani…
Non v’è dubbio che il pregio e la gloria dell’ateneo senese sono conseguenza dell’assidua attività di tanti ricercatori che sono oggi le vittime di una crisi annunciata (stupisce la sorpresa dei docenti che sembrano solo ora risvegliarsi da un lungo torpore, malgrado le ripetute anche se rare voci di chi, a cominciare da questo blog, da anni informa e critica, denuncia e reclama). Una crisi dagli effetti disastrosi per l’immagine dell’intera istituzione. Una crisi di macroscopica pertinenza penale. Un’inchiesta giornalistica o giudiziaria come anche ogni indagine scientifica devono evidentemente attenersi al proprio ambito predeterminato e circoscritto.
Pertanto, preoccupa non poco che siano anche autorevoli esponenti dell’accademia a tentare varie manovre diversive pericolosamente di ostacolo all’unica urgente, doverosa e drammatica necessità: la definizione di fatti, misfatti e responsabilità! Il resto è fuori tema e fortemente sospetto.

Ateneo senese: Tosi torna in campo nel Palio del buco

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Il Mondo pubblica oggi un articolo sulla difficile situazione dell’ateneo senese che confermerebbe lo scenario già prospettato.

Fabio Sottocornola. All’università di Siena, nel pieno della bufera per il rosso di bilancio record, stimato attorno ai 160 milioni di euro, torna in scena Piero Tosi. L’ex rettore (fino al 2006) e docente di medicina, rinviato a giudizio per capi d’imputazione legati alla sua attività in ateneo, negli ultimi giorni si è mosso in maniera diretta e indiretta. La sua azione non sembra tendere la mano all’attuale numero uno, Silvano Focardi. Anzi. Venerdì 31 ottobre il consiglio di amministrazione, riunito per decidere il piano di risanamento, ha rischiato di saltare. Per poco non è mancato il numero legale: erano assenti diversi consiglieri. Sette di questi, tra docenti e tecnici considerati fedelissimi di Tosi, il lunedì successivo hanno inviato a rettore, membri del cda e del Senato accademico una lettera molto dura. Contestano la gestione della crisi e l’operato della commissione che deve certificare l’entità del buco. Secondo loro la spesa del personale non ammonta al 104 % dei contributi statali ma al 91,6% (per legge, il tetto è il 90%). Sostengono che Siena vanti un credito di 25 milioni (dal 1999) dal ministero dell’Università per pagare gli incrementi di stipendi. Il conteggio per accertare il disavanzo è, scrivono nella lettera, «inquinato» perché sono considerate «come parte del debito le rate già ricontrattate con l’Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici, ndr) e già iscritte a bilancio». Infine, chiedono una nuova commissione parallela (per ora) a quella esistente. La quale sta lavorando e, per esempio, ha accertato su due vecchi esercizi analizzati a campione (1998 e 2003, chiusi in pareggio), che solo 300 mila euro di crediti attivi erano esigibili sui 25 milioni iscritti a bilancio. Curiosamente, in un intervento di fine ottobre nel consiglio di facoltà di medicina, l’ex rettore ha usato argomenti e motivazioni identiche alla lettera. A molti queste appaiono mosse dilatorie. Invece Focardi non può perdere tempo se la crisi precipita rischia di doversi dimettere. E alle nuove elezioni Tosi avrebbe già pronti suoi candidati, come Angelo Riccaboni (preside di economia), Tommaso Detti (ex preside di lettere) o Antonio Vicino (ingegneria). Ma il ministro Mariastella Gelmini, che ha annunciato l’invio di ispettori, stavolta potrebbe spedire un commissario.

Ancora una volta a decidere sul futuro dell’ateneo senese pretenderebbero di farlo i politici locali

StemmaUnisiRiporto un commento di questa notte del “cittadino online” e invito i docenti, completamente assenti dal dibattito, a riflettere sullo scenario prospettato.

Università: manovre di “rientro”. Politico

SIENA. Le voci si sono rincorse a lungo nei corridoi dell’Università. S’è dimesso. Non s’è dimesso. Alle fine, un comunicato ufficiale ha sciolto i dubbi e messo a tacere le voci: il direttore amministrativo Loriano Bigi ha rassegnato le dimissioni su richiesta del rettore Silvano Focardi. Rettore che da Roma, dove ha incontrato il ministro Gelmini, pare sia tornato a mani vuote. Voci, ancora voci, che non hanno trovato conferma. Come quelle che danno Focardi stesso in odore di sostituzione: un commissario “romano” pare che terrà caldo il posto al nuovo rettore prescelto dal PD. Sostituto designato sarebbe – e l’ipotetico è d’obbligo – il fedele (alla Federazione) Riccaboni, che sarà affiancato da un direttore amministrativo della stessa area. Per tradurre in parole povere l’operazione: il Partito vuole rientrare in quella che reputa una sua proprietàsfuggitagli di mano per pure convergenze astrali – ed è probabile che finché non ci riuscirà, le cose per l’Ateneo non andranno affatto bene.
Però, a livello d’immagine si presenta un problema: l’anno prossimo ci sono le elezioni per la Provincia ed è quindi necessario che la faccenda “dissesto dell’Università” sia sistemata in tempi brevi. Meglio se entro Natale… E già che si parla di regali, c’è da considerare anche come e a quanto saranno ceduti i beni immobili alienabili. Ma questo è un altro tema. (…)