Il silenzio interessato sull’Università di Siena delle opposizioni in Consiglio comunale

Enrico Tucci e Daniele Magrini

Enrico Tucci e Daniele Magrini

Indicando il Palazzo comunale al suo ospite, nel corso della trasmissione “di Sabato” del 16 aprile 2016, Daniele Magrini chiedeva : «Non s’è sempre detto che l’Università è il polo trainante della città? Interesserà capire se l’Università è risanata o non è risanata?». No! Ai consiglieri di maggioranza non interessa conoscere le reali condizioni dei bilanci dell’Ateneo senese. E purtroppo, non interessa neppure ai consiglieri di minoranza: sia agli oppositori balneari che a quelli montani, eletti e non eletti in Consiglio comunale. Tutti! Nessuno escluso, a giudicare dal silenzio di tomba sull’argomento! Come non interessa ai giornalisti e ai mezzi d’informazione online e della carta stampata, con l’eccezione, ovviamente, del “Cittadino online” e dei blogger non allineati. Prendiamo, per esempio, l’intervista al consigliere comunale Enrico Tucci, di seguito trascritta integralmente, solo per la parte riguardante l’Università e la sanità, dalla trasmissione “di Sabato“ (30 aprile 2016) di Radio Siena TV. Leggendo le dichiarazioni del consigliere Tucci, si pensa che lui disponga di notizie di prima mano sull’università, tanto è deciso e categorico: «nell’Università in questo momento c’è un po’ di rivolgimento; il Rettore ci fa sapere che farà nuove assunzioni; sono arrivati un po’ di soldi e il bilancio, almeno sulla carta, è stabilizzato». Sarebbe interessante che il consigliere Tucci dicesse la sua sulla semplice domanda, che Riccaboni e Frati eludono da un anno: «il bilancio consuntivo 2013 è falso o no?».

Tucci. (…) Nella sanità senese ci sono dei lati meno brillanti: a fronte di un forte investimento della Regione soprattutto su Careggi, ma con Pisa che non si fa mancare niente, con una campagna-acquisti forte di Careggi, Siena, invece, sembra quelle squadre che devono vendere tutti gli anni i giocatori migliori per cercare di stare a galla. Non è la nostra missione.

Magrini. Cioè, questa campagna-acquisti significa che bravi primari, bravi medici, bravi chirurghi non restano a Siena e vanno via?

Tucci. Allora, io sono abituato a fare i cognomi, è la mia indole che non mi procura tanti amici ma, insomma, sono amico della verità. L’ultimo esempio è il Prof. Trabalzini, che non ho l’onore di conoscere personalmente, di cui, però, conosco il curriculum e le pubblicazioni. Trabalzini è un chirurgo della base cranica, un posto difficile da operare al confine fra l’otorino e la neurochirurgia. Sono pochissimi gli specialisti di questa disciplina. Allora, Trabalzini è venuto a Siena e ha fatto bene; quando è stato il momento di riconoscergli un ruolo – sappiamo tutti che nell’Università in questo momento c’è un po’ di rivolgimento, il Rettore ci fa sapere che farà nuove assunzioni e questo ci fa molto piacere, quindi sono arrivati un po’ di soldi, il bilancio, almeno sulla carta, è stabilizzato e, quindi l’Università deve investire su grandi professionisti e sui giovani, parimenti, perché abbiamo bisogno di nuove leve e di professionalità consolidate –. Il morale della favola è che il Dott. Trabalzini non è potuto diventare professore, non sta a me dire perché e per come, però è in forza ora all’ospedale Meyer di Firenze, altro punto di aggregazione di grandissimi professionisti perché la regione punta a scalzare il Gaslini dalla classifica del top ospedali pediatrici, per far diventare il Meyer il miglior ospedale pediatrico d’Italia. Benissimo! Ma noi? Questi sono i problemi. Ma noi? Avevamo un chirurgo toracico di grande livello, il mio amico Luca Voltolini, senese, dirige la chirurgia toracica di Careggi nell’ambito di questa campagna-acquisti promossa dalla direttrice Calamai di Careggi. Abbiamo occasioni perse, di grandi chirurghi che a Siena non sono potuti afferire. Non sta a me dire se è un bene o un male, dico solo una cosa: l’esperienza di Grosseto insegna che un ospedale modesto diventa un ospedale importante – e Grosseto lo è e lo vedremo nei prossimi anni – quando arriva uno dei grandi chirurghi. La venuta del Prof. Mariani, lupaiolo e nostro carissimo amico, a Grosseto nel 1998 ha cambiato il volto dell’ospedale e l’ha preparato all’avvento di un grandissimo chirurgo Cristoforo Giulianotti, attualmente a Chicago, Università dell’Illinois, il pioniere della robotica in chirurgia generale, conosciuto in tutto il mondo, che dal ‘98 al 2007 è stato a Grosseto. Poi è andato a Chicago, ma lui sarebbe andato volentieri in un’altra cittadina senese molto vicina a Grosseto.

Magrini. Grazie a Enrico Tucci di essere stato con noi. Complimenti al figlio Francesco brillantemente laureato in …?

Tucci. In Economics che è una laurea magistrale in Inglese che la nostra Università offre in concorso (ha fatto un double degree) con l’Università di Uppsala, dove è stato un anno.

Magrini. È un cervello in fuga?

Tucci. No! Io non credo alla nozione dei cervelli in fuga, credo che i cervelli debbano girare, perché è la circolazione dei cervelli che alza la qualità totale. Sarebbe bello se qualche cervello si fermasse anche più da noi. Ma, non necessariamente di Siena, non so se rendo l’idea. Cervelli!

Pubblicato anche da:
il Cittadino online (26 maggio 2016) con lo stesso titolo.
– Bastardo Senza Gloria (26 maggio 2016) con il titolo: «Concordiamo con Giovanni Grasso riguardo la poca attenzione che certe “opposizioni” hanno dedicato alla questione dell’Università».

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Il buco dell’Università di Siena è stato coperto con i soldi dei cittadini facendo pagare due volte lo stesso immobile

Le-Scotte

Da un articolo sulla riorganizzazione delle Asl in Toscana, pubblicato da “Il giunco.net(il quotidiano della Maremma), si riporta il passo riferito alla vendita dell’Ospedale Le Scotte, messa in atto per coprire parte del buco dell’Università di Siena.

Sanità: «Facciamo un’area vasta con Siena a Val di Cornia»

Gianfranco Chelini (segretario provinciale del Centro democratico di Grosseto). (…) È un guardare all’indietro la spinta neocentralizzatrice regionale, anche sulla sanità, che vede Firenze raccogliere tutte le eccellenze sul proprio territorio finanziata dai cittadini delle altre Province toscane. Basti ricordare che il buco dell’università di Siena è stato coperto con la vendita dell’Ospedale delle Scotte alla Asl di Siena con un costo di centocinquantamilioni di euro. In disparte la circostanza poco elegante di far pagare con le tasse dei cittadini due volte lo stesso immobile, ricordiamo che questi fondi sono stati tolti dal fondo sanitario regionale impoverendo così le altre Asl, cosa già successa per coprire il “grande buco” di Massa Carrara. (…)