Concorsi truccati, Marinelli perde un altro round

Paris-Marinelli

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Condannato a pagare le spese legali, Marinelli presenta appello per «mantenere una chiara immagine di credibilità»

Augusto Marinelli e Quirino Paris

Augusto Marinelli e Quirino Paris

L’ex rettore Marinelli può attendere l’appello nella causa fissato nel 2018 (la Repubblica Firenze, 11 dicembre 2013)

Franca Selvatici. Con i tempi della giustizia italiana, la querelle sulla economia agraria non avrà mai fine. Il professor Augusto Marinelli, ordinario di economia agraria ed ex rettore dell’Università di Firenze, non intende chiudere la sua battaglia legale contro il professor Quirino Paris, docente di economia agraria all’Università di California e severo censore del sistema di potere che — come ha scritto e ripetuto più volte — ha colonizzato in Italia la loro comune disciplina, condizionando il reclutamento dei docenti e la ricerca scientifica. L’ex rettore ha presentato appello contro la sentenza del giudice del tribunale di Firenze Luca Minniti, che l’11 aprile scorso — ritenendo che il professor Paris non lo avesse né diffamato né calunniato — ha respinto la sua richiesta di risarcimento per un importo di 700 mila euro e lo ha condannato al pagamento delle spese legali sostenute da Quirino Paris. Il professor Marinelli chiede la riforma totale della sentenza e rinnova la richiesta di 700 mila euro a titolo di risarcimento per i danni inferti alla sua figura di «importante studioso a livello internazionale di economia ed estimo forestale ed ambientale nel settore di agraria, dove è assolutamente necessario mantenere una chiara immagine di credibilità».

Il presidente della II sezione civile della corte di appello Alessandro Turco ha fissato la prima udienza al 16 giugno 2018 alle ore 10. Non è uno scherzo. Sono i tempi della giustizia a Firenze. Nel frattempo è stata sospesa l’esecutività della sentenza impugnata, il che significa che il professor

Paris non potrà ricevere il pagamento per le spese legali sostenute, salvo che la questione non venga risolta diversamente in una udienza fissata il 7 gennaio. La tesi del professor Marinelli circa la lesione della sua immagine di studioso chiamato a ricoprire «incarichi prestigiosi» riguarda la sua estraneità alla «cupola » della economia agraria, sancita in sede penale da una archiviazione. Tuttavia fra i concorsi ritenuti pilotati vi era anche quello di suo figlio Nicola, che il 17 ottobre 2002 vinse un posto di ricercatore di economia agraria bandito dalla facoltà di Medicina (sic) di Firenze. Non era ancora dottore di ricerca. Gli altri tre candidati si ritirarono. Suo padre all’epoca era rettore.

Ancora sentenze favorevoli per chi denuncia la malauniversità

Augusto Marinelli e Quirino Paris

Augusto Marinelli e Quirino Paris

Sentenza nella causa civile Marinelli/Paris

Dopo tre anni e mezzo dall’inizio della causa civile, il Tribunale di Firenze ha emesso sentenza avversa al professor Augusto Marinelli, ex rettore dell’Università di Firenze. Nel settembre 2009 Marinelli citò il professor Quirino Paris, docente presso l’University of California, per calunnia e diffamazione a mezzo stampa, chiedendo di condannare il professor Paris «al pagamento della somma di euro 700.000,00 … a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e morali, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali dalla domanda; 2) condannare altresì il convenuto al pagamento della pena pecuniaria nella misura richiesta di euro 50.000,00; 3) condannare il convenuto alla pubblicazione della sentenza ai sensi dell’art. 120 c.p.c. a proprie spese sui quotidiani “Il Messaggero,” “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera”,”La Nazione” e sui settimanali “L’Espresso” e “Panorama” salvo altri che l’intestato Tribunale vorrà designare; 4) con vittoria di spese, competenze ed onorari.» Il giudice, dottor Luca Minniti, nel rigettare tutte le richieste di Marinelli, l’ha condannato a pagare 42.000,00 euro al professor Paris come rimborso spese sostenute nella causa.

Le origini della disputa risalgono al 2003, allorché il professor Paris scrisse al presidente del CUN, professor Luigi Labruna, una lettera di denuncia riguardo al fatto che, nel Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Economia ed Estimo Rurale, un gruppo di potere aveva controllato da molti anni e continuava a controllare tutti i concorsi per ricercatore e professore di prima e seconda fascia. Quel gruppo di potere era capeggiato dal professor Mario Prestamburgo, anche in qualità di presidente della SIDEA (Società Italiana degli Economisti Agrari), e il professor Marinelli (presidente della SIDEA prima di Prestamburgo) era membro del gruppo assieme ad una dozzina di altri economisti agrari. Nel giro di 24 ore, la lettera diretta al presidente del CUN fu trasmessa ai membri del gruppo di potere menzionati dal Paris, sette dei quali (ma non Marinelli) presentarono identiche e distinte querele in sette diverse Procure d’Italia, da Milano a Palermo.

A sua volta, il professor Paris presentò un esposto alle Procure di Milano, Firenze, Trieste, Ancona e Bari, denunciando le attività del gruppo di potere che agiva nel SSD Economia ed Estimo Rurale relativamente ai concorsi universitari. Il professor Augusto Marinelli, economista agrario e rettore dell’Università di Firenze dal 2000 al 2009, venne indagato anche riguardo al concorso vinto dal figlio come ricercatore di Economia agraria per un posto bandito dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Dopo circa un anno e mezzo di indagini, il fascicolo relativo al professor Marinelli venne archiviato.

Nel frattempo, le sette querele vennero unificate presso il Tribunale di Roma dove il professor Paris venne assolto con formula piena sia in primo che in secondo grado di giudizio. Nel 2010, il giudice della Corte di Appello di Roma, dott.ssa Laura D’Alessandro scrisse: «…gli atti giudiziari scaturiti dalle denunce del Paris descrivono una situazione analoga a quella delle due email corpo del reato.  La lettura della vicenda sintetizzata da parte del P.M. di Trieste non lascia dubbi attorno alla fondatezza delle accuse dell’odierno imputato al sistema accademico e specificatamente afferenti i criteri di valutazione e conferma dei professori fondati su una metodologia assimilabile a quella mafiosa… In questo contesto non costituisce superamento del limite della continenza l’aver utilizzato espressamente per descrivere la situazione termini come mafia accademica e cupola, certamente sgraditi a coloro cui erano rivolti.»

Nonostante queste sentenze assolutorie e terminati tre turni come rettore dell’Università di Firenze, il professor Marinelli intentò la presente causa asserendo che il professor Paris era stato “l’ispiratore” di una trentina di articoli (firmati da giornalisti professionisti) apparsi sulle principali testate nazionali e aveva «scatenato una vera e propria campagna denigratoria a mezzo stampa nei confronti dell’attore.» Per documentare il presunto danno patrimoniale, morale e professionale subìto a causa delle denunce fatte dal professor Paris, Marinelli presentò nel corso del dibattito ritagli di giornali locali che riportavano la sua possibile candidatura a senatore nel Mugello per conto della Margherita alle elezioni politiche del 2006. Candidatura che sarebbe svanita a seguito della campagna di stampa scatenata da Paris sui concorsi truccati.

Evidentemente, le ragioni e le documentazioni presentate da Marinelli e dai suoi avvocati non hanno convinto il giudice Minniti.