Sull’immagine, comunicazione, informazione e marketing nell’Ateneo senese

StemmaUnisiScrivevo nella lettera di candidatura a rettore che una delle emergenze da affrontare è quella “sull’immagine ed informazione”. In un mondo di comunicazione globale, questa va indirizzata nell’interesse dell’Ateneo e non del singolo personaggio. S’impone la riorganizzazione di alcuni uffici amministrativi (tra i quali quelli compresi nell’area gabinetto del rettore ed in quella comunicazione e marketing) per destinare ad attività istituzionali le risorse recuperate. L’immagine del nostro Ateneo è data dalla qualità dei servigi offerti quali amministrazione, didattica, ricerca e assistenza sanitaria e non da apparizioni autoreferenziali.
Proprio ieri, “Il Sole 24 ore” ha pubblicato un articolo che pone alcune riflessioni e solleva alcuni interrogativi che potrebbero riguardare anche il nostro Ateneo, del tipo: «Sono riuscite le amministrazioni a evitare che l’azione di comunicazione e informazione si inclinasse verso la propaganda politica? Gli uffici a guida politica tendono a esorbitare, assumendo funzioni improprie; le strutture di sportello si sentono marginalizzate e sembrano a volte in preda a una sindrome da Deserto dei Tartari».

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3 Risposte

  1. Visti i dati del Ministero comunicati ieri?
    Tutto è interpretabile ma mi sembra che abbia ad esempio evidenziato la sofferenza della Facoltà di Medicina e del comparto di Scienze della terra; anche le scienze fisiche, chimiche, giuridiche, storiche e politiche non sono risultate di eccellenza se si comparano le altre università esaminate, a differenza delle scienze economiche, di ingegneria e del comparto arte-antichità-filologia: le sole svettanti.
    Voi candidati non dovreste tenerne conto?
    Brontolo a Vigile Riposo

  2. Cari Amici,
    cercate di chiarirmi, chi può, i dati del ministero: io ho letto solo dei dati riassuntivi e potrei essermi sbagliato nel sintetizzarli; ma mi sembra che bisogna entrare nel merito: vi pare? Mi aiuterebbe anche a capire gli squilibri che ho rilevato per la mia sede (Roma Tre). Io di Siena mi occupo solo -sia chiaro- come cittadino residente, membro di http://www.liberasiena.it, che -penso- tra breve dovrà elaborare un documento sull’università in vista delle elezioni comunali -com’è noto difficilissime a Siena, perché si dovrà attentamente valutare se e come differenziare il voto locale da quello nazionale. Quest’ultimo assai più facile di quello locale, dove è invece necessaria una valutazione attenta della situazione, un’analisi accurata delle distorsioni istituzionali esistenti in conseguenza del rapporto perverso Sindaco-Fondazione e dell’emergenza democratica posta da un gruppo oligarchico che tutto controlla appoggiato (comprensibilmente visto il clima generale?) da certa stampa ormai subdolamente ma sostanzialmente vicina a metodi tipicamente parafascisti- dell’intimidazione, della denigrazione continuata ecc. agli avversari dell’assetto attuale nell’assoluto silenzio -quel che più preoccupa – degli ‘intellettuali’ locali, che hanno ovviamente cose più importanti di cui occuparsi. Per capire il fascismo trionfante degli anni ’30 la situazione senese è (tempo) ormai un campo di analisi estremamente interessante. La raccomando vivamente ai colleghi di Storia contemporanea e a chiunque voglia riflettere sul nostro passato recente. E’ anche molto istruttiva l’attenzione diseguale che è riservata alle degenerazioni del sistema. Oggi una lettera di Omar Calabrese ha lamentato di un volantino (che non ho visto e della cui gravità quindi non saprei dire direttamente, beninteso) e gli ho assicurato la mia solidarietà proporzionale al fatto. Ma mi sono poi ricordato che lui è sovrintendente alle comunicazioni in toscana e che nulla ha fatto finora per tutelare la par condicio della comunicazione a Siena né soprattuto nessun intervento ha fatto, anche non istituzionale sia chiaro ma solo da collega, rilevando quanto di intimidatorio è fatto quotidianamente in certa stampa (altroché voltantino occasionale…). Non solo, ha aderito pur da quella posizione che richiederebbe assoluta equidistanza, al comitato elettorale per il Cenni!
    Quindi cerchiamo di dare il giusto peso a tutto e chiediamoci a tutto campo come mai e chi sia che turba la tranquillità e la pacifica competizione in città. Quanto avviene sulla stampa locale potrebbe essere stato un implicito incoraggiamento a quanto è avvenuto all’università: tanto nessuno dice niente, vai con i linciaggi.. Adesso spero che il Gruppo autonomo stampa senese, cui sono associato, si faccia presente invitando, come doveroso, i media locali in questa campagna elettorale, scontata per le politiche ma non per le amministrative, a moderare i toni e a ricordare la loro funzione (almeno primaria: che non è quella di fogli di partito…).
    Dateci un’occhiata, lasciando ogni tanto provette e libri: vedrete che è estremamente interessante e degna di attenzione anche per il Vostro futuro di universitari senesi. Scusate se mi sono intromesso nel Vostro dibattito locale, ma è avvenuto solo perché ci sono problemi strettamente collegati alle vicende cittadine. Cordialmente Vostro
    Brontolo dell’Onda

  3. ma chi sarebbe Brontolo dell’Onda?

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