Tecnici abilissimi ma scienziati mediocri

Peter H. Duesberg (scritto del 1996). . . spreco di tempo e di denaro sono i frutti nati da un ambiente scientifico cresciuto a dismisura e ormai troppo vasto per produrre vera scienza. La ricerca del sapere è stata soppiantata dal carrierismo, la sicurezza del posto di lavoro, le sovvenzioni, i benefici finanziari e il prestigio. Ma il mostro che ne risulta è doppiamente colpevole, perchè distrugge o emargina quei pochi scienziati che osano formulare interrogativi. Pochi scienziati sono ormai disposti a mettere in discussione, anche in privato, le visuali condivise dalla maggioranza. Il ricercatore più fortunato – quello che riceve le sovvenzioni maggiori, le cariche più prestigiose, i premi più importanti e che riesce a farsi accettare il maggior numero di pubblicazioni – è quello che produce più dati e meno controversie. La transizione fra la scienza «artigianale» di un tempo e la megascienza moderna ha creato una classe di tecnici abilissimi ma scienziati mediocri.

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