Se questa è “medicina” …

Porta_a_portaCosimo Loré. L’altra sera la puntata tv di Porta a Porta in tema di “malasanità” ha mostrato non tanto un disastro sanitario quanto l’inesistenza di pochi saldi punti di riferimento nella mente dei convenuti ognuno impegnato a “far bella figura” ma tutti, esponenti delle vittime e personaggi in poltrona, espressione di educazione civica carente surrogata da presunzioni posticce (su fatalità e colposità) e rituali retoriche (auspici e propositi) che lasciano fondatamente presagire peggior futuro.
Le punte di massima ignobiltà si sono raggiunte con il cardiochirurgo infantile palermitano che teorizzava una terrificante nozione di consenso informato che nel preannuncio stampigliato di possibili imperizie e qualsivoglia nefandezze scagionava operatori (nessun reato se anticipato al paziente … ops … al congiunto!) in rapporto con “parenti” secondo il peggior familismo islamico.
Suscitano ripugnanza non solo per i fatti ma soprattutto per gli approcci in tv i casi dell’infartuato (vitali i primi 20 minuti!) moribondo sul marciapiede antistante un “moderno” ospedale torinese e del “barbone” estromesso dal nosocomio ostiense, che dopo averlo messo 17 ore all’addiaccio ritira il cadavere e − come è di moda − gli intitola un servizio … in stile da … “bastardidentro”.
Impressionante l’assoluta ignoranza di fattispecie penalmente rilevanti quali lo stato di necessità che consentendo l’omicidio per legittima difesa potrebbe giustificare un medico che esce dal pronto soccorso per … soccorrere prontamente il malcapitato o l’omissione di soccorso che scaturisce dall’obbligo sociale inderogabile per ogni persona civile di accorrere e soccorrere con tutte le aggravanti in caso di cittadino che indossa camici e professa d’esser “deontologico”.
A troppi fa comodo questa sanità cieca senza timone né bussola.