Uno sguardo dal ponte

PontesullostrettoAldo Ferrara. Lo sguardo si lancia lontano nello Stretto di Messina ma va al di là di Scilla ed oltrepassa Cariddi. Messina è stata il crocevia del malaffare universitario, sin dai tempi della denuncia del Procuratore Cavallari. Memento storico o cronistorico: l’affaire Cuzzocrea. Il ricordo va ad un’inchiesta. Il delitto Bottari determinò anche il cosiddetto “caso Messina”, che portò alle dimissioni del Rettore Cuzzocrea e consacrò la città come “verminaio”. Ecco le tappe di quei primi sei mesi del 1998 che sconvolsero lo Stretto in tutte le sue componenti: Università, Procura, Policlinico.
Le tappe dell’inchiesta
– 15 gennaio: Matteo Bottari viene ucciso mentre torna a casa dalla clinica Cappellani.
– 11 febbraio: la commissione parlamentare antimafia arriva a Messina. Nasce la definizione “verminaio”.
– 11 marzo: mentre la commissione prosegue l’inchiesta con audizioni e nuovi sopralluoghi, il presidente del Consiglio, ricevuto il primo rapporto, chiede le dimissioni del sottosegretario agli Interni, Angelo Giorgianni (già pm alla procura di Messina).
– 14 marzo: la procura generale di Messina chiede 15 rinvii a giudizio nell’inchiesta sulla farmacia del Policlinico universitario. Lo stesso giorno, Giorgianni viene “licenziato”.
– 17 marzo: arrivano in procura gli ispettori inviati dal ministro Flick.
– 24 marzo: il CSM apre un procedimento nei confronti del procuratore di Messina, Antonino Zumbo.
– 4 maggio: Diego Cuzzocrea è riconfermato rettore.
– 10 giugno: lo stesso Magnifico si autosospende dopo aver ricevuto un avviso a comparire dal pm del Dipartimento distrettuale antimafia (Dda) che indaga sull’omicidio Bottari.
– 24 giugno: nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio Bottari, viene indagato come mandante Giuseppe Longo. Lo stesso viene arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Per una completa comprensione dei fatti in esame si rimanda all’articolo di Daniele De Joannon, nel giornale messinese Centonove e all’intervento della deputata DS Angela Napoli in Commissione Antimafia. Noi non abbiamo nulla da dire, lasciamo che parlino gli altri. Ah, solo un’aggiunta: “Messina, o cara ….”