Si comincia con l’individuazione delle responsabilità del dissesto dell’ateneo senese

Manteniamo il bavaglio ma iniziamo a pubblicare gli interventi più interessanti sul dissesto, non solo economico-finanziario, dell’Ateneo senese. Il primo contributo è quello di una lista civica presente nel consiglio comunale di Siena.

Libera Siena. I fatti recenti sul dissesto economico-finanziario dell’Ateneo Senese richiedono una forte difesa di tale istituzione, indipendentemente da chi governerà il risanamento, e inducono un senso di solidarietà per tutti i dipendenti.
È scontato che un dissesto di tali proporzioni ha origini lontane e responsabilità ben precise, e non può coinvolgere solo l’ultima gestione, ma deve essere ricercato già nella politica del Rettore Berlinguer e del successivo Rettore Tosi, dallo stesso designato, che ha proseguito la politica di un uso distorto dell’Istituzione per fini particolari e di gruppo, con iniziative che hanno distratto ingenti risorse dalle attività istituzionali. Il culmine di questa politica lo si è raggiunto con la trasformazione del nostro ateneo da Istituzione gloriosa, antica e prestigiosa, in un carrozzone tramite discutibili politiche del personale e assunzioni indiscriminate e clientelari.
Tale trasformazione è avvenuta con la compiacenza delle forze politiche che governano le istituzioni cittadine (Comune, Provincia, Fondazione MPS), e con la partecipazione di alcune sigle sindacali, che di fatto hanno guidato il processo di trasformazione dell’Ateneo in un ente assistenziale che non persegue più la propria funzione istituzionale.
Il Rettore Focardi, che aveva la possibilità di procedere al cambiamento tanto auspicato dal suo elettorato, si è purtroppo affidato nella gestione dell’Ateneo al gruppo dirigente del Rettore Tosi (continuando la politica delle precedenti amministrazioni), non ha così verificato lo stato economico-finanziario ereditato e, conseguentemente, non ha potuto procedere al necessario risanamento. Ora è il momento di fare chiarezza, cominciando dai costi dei fastosi festeggiamenti del 750° anniversario, e di accertare tutte le responsabilità utilizzando strumenti trasparenti.
È inaccettabile la posizione di chi (partiti, sindacati e docenti legati alla maggioranza che governa la città), con precise responsabilità nella genesi del fenomeno, oggi denuncia il dissesto dell’Ateneo, tentando di dissociarsene, e dettando addirittura sentenze e condizioni. Infatti per tutto questo tempo hanno taciuto e ignorato la realtà, pur in presenza di dettagliate informazioni rese note anche dal Professor Grasso sia sulla stampa cittadina che sul suo sito Il senso della misura. Risulta perciò evidente che la riconquista dell’Ateneo Senese, da parte di chi ha contribuito a provocare questo dissesto, passa attraverso la richiesta di dimissioni di Focardi e la conseguente elezione di un loro “cavallo” che già scalpita. È altrettanto evidente che, nell’ipotesi di dimissioni dell’attuale Rettore, già preceduta da una rimozione da parte della Procura del precedente Rettore Tosi, si verrebbe a delineare un quadro così eccezionale da rendere impraticabile la via ordinaria (elezioni di un nuovo Rettore) e potrebbe richiedere il ricorso ad un commissario ad acta.
Riteniamo infine corretta la consegna alla Procura di una memoria da parte del Rettore Focardi, a garanzia dell’accertamento di tutte le responsabilità senza inquinamento delle prove. L’attacco del Sindaco a tale mossa può, forse, essere letto come un tentativo di escludere le precedenti gestioni dell’Ateneo dalle loro evidenti responsabilità, oppure di ostacolare, come spesso succede, un percorso trasparente?