La Procura indaga sul dissesto dell’Ateneo senese

OmbraNell’augurare buon lavoro al Dott. Emilio Miccolis, nuovo Direttore Amministrativo dell’ateneo senese, ho intenzionalmente fatto riferimento al D.L. 279/97 e alla necessità di un’immediata adozione del “Sistema di Contabilità Economica e del Controllo di Gestione” che consente di collegare, mediante rilevazioni analitiche per centri di costo, tutte le risorse impiegate con i risultati conseguiti e con le connesse responsabilità dirigenziali. La delega per il Bilancio, la Programmazione economica e il Controllo di Gestione che il rettore ha conferito ad Antonio Davide Barretta va in questa direzione? Ce lo auguriamo. Intanto l’on. Franco Ceccuzzi ha chiesto che vengano individuati senza alcuno sconto i responsabili del dissesto dell’ateneo senese mentre il pm Mario Formisano sta indagando per falso in atto pubblico l’ex rettore Piero Tosi, coinvolgendo nell’inchiesta anche l’attuale rettore Silvano Focardi, che aveva presentato una memoria in Procura. Per parte nostra, ritorniamo su alcuni interrogativi che non hanno ancora ricevuto risposta.
1) Perché Tosi per 9 lunghi anni non ha mai adottato il sistema di contabilità economica?
2) Corrisponde al vero che l’Area “Centro Comunicazione e Marketing” (14 uffici e 48 unità di personale) da lui istituita aveva a disposizione non un budget annuo definito ma, al contrario, capacità di spesa illimitata?
3) Le spese sostenute da tale Area facevano parte di una specifica categoria di bilancio o, invece, data l’entità, sono state spalmate in altre categorie d’uscita, tipo: “Attività culturali studenti”, “Assegnazioni diverse”, ecc.?
4) Delle “Assegnazioni diverse” (20 milioni di € solo negli ultimi tre esercizi di Tosi) ho parlato in tempi non sospetti (19 marzo 2006 e 8 ottobre 2006), indicandole come un esempio, tra i tanti, «per capire a quali livelli d’illegalità era sprofondato l’Ateneo senese». Perché Tosi non ha mai risposto, non dico ai rilievi di questo blog, ma al consigliere del CdA che ne faceva esplicita richiesta in sede d’approvazione (27 giugno 2005) del conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2004?

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25 Risposte

  1. Al prof. Maurizio Cotta, che si chiedeva «come è stato possibile che» la voragine nei conti «si determinasse senza che nessun organo dell’ateneo senese se ne sia accorto e abbia “dato l’allarme”», consigliavo la lettura del Rendiconto della professoressa Michela Muscettola (consigliere di amministrazione nel periodo novembre 2004-ottobre 2007). Non sappiamo se il Prof. Cotta, che pure ha fatto parte del Consiglio di amministrazione per molti anni, abbia poi seguito il consiglio. Quel che è certo è che lo ha fatto la giornalista Franca Selvatici (la Repubblica Firenze del 15 febbraio 2009) la quale ha scritto un articolo di cui riporto un brano.
    Remo Tessitore

    «Buco all’ateneo, allarmi ignorati»
    Franca Selvatici. “Alla luce di ciò che sta emergendo dalle indagini colpisce che il Consiglio di amministrazione dell’Università di Siena abbia trascurato per anni gli allarmi sulle spese senza copertura, lanciati da qualche raro componente, in particolare dalla professoressa Michela Muscettola. Verbale del CdA del 29 maggio 2006: «Lo sviluppo degli organici, docente e tecnico amministrativo, non è stato frutto di una reale programmazione di Ateneo ma di meccanismi interni incontrollabili e di presunte risorse esterne». Risorse presunte per cattedre convenzionate, attivate con contributi esterni pubblici o privati, talvolta mai erogati. In attesa dei promessi o presunti finanziamenti esterni sono stati banditi numerosi concorsi, ma spesso poi le spese del nuovo ricercatore o docente sono state caricate sui bilanci delle facoltà.”

  2. “«Lo sviluppo degli organici, docente e tecnico amministrativo, non è stato frutto di una reale programmazione di Ateneo ma di meccanismi interni incontrollabili e di presunte risorse esterne». Risorse presunte per cattedre convenzionate, attivate con contributi esterni pubblici o privati, talvolta mai erogati. In attesa dei promessi o presunti finanziamenti esterni sono stati banditi numerosi concorsi, ma spesso poi le spese del nuovo ricercatore o docente sono state caricate sui bilanci delle facoltà.”
    —————————-
    Ma insomma, giungerà mai un vero redde rationem? Si arriverà mai a mettere nero su bianco i nomi di chi ha esagerato nel reclutamento di personale amministrativo e docente (stabilizzato o a contratto)? Serenamente il nostro capace nuovo direttore amministrativo ci rassicura sullo stato dei conti rispetto all’Inpdap; seraficamente altri annunciano che il buco è solo apparente, gonfiato dalla propaganda e poi la matematica si sa, è un’opinione e nulla puote rispetto alla retorica: ma non è che questo prelude semplicemente al ripristino dello status quo ante bellum? E continuo a non capire bene quali siano le linee per un rilancio che faccia risalire l’ateneo senese almeno al quattrocentesimo posto nelle graduatorie mondiali, se non un vagheggiare il ritorno ad un passato nebuloso. Scusate tanto, ma i cantori delle ruine che rimpiangono un passato ed una tradizione in larga parte inventanta (“Mais ou sont les neiges d’antan?”), non mi stanno molto simpatici.

  3. Giusto, caro Stavrogin. Nel frattempo si è fatto vivo il prof. Ascheri. Adesso aspettiamo Lorè!
    La condivisione dei punti di Sinistra democratica da parte di Ascheri è però da sottolineare: non ha più nessun speranza nel PD? Che fate come liste civiche ora per le provinciali?
    A proposito, grazie per lo ZOOM, il settimanale gratuito nelle edicole senesi, che mi è stato recapitato come l’unica voce libera nei media senesi.
    Voi dell’Università di Siena perché non ci scrivete?
    Arlecchino

  4. Si, speriamo si faccia vivo il prof. Loré che è uno dei pochi professori coraggiosi, liberi, indipendenti. Si erge sulla cloaca massima dei lillipuziani, sulla estesa Gilda che ha in qualche modo “coperto” il buco perché troppo occupata a seguire la propria corrente, a piazzare amici parenti figli e amanti. Il prof. Loré è stato uno dei pochi a parlare di trasversalismo di potere e di “Sistema” (Banca-Comune-Università-Provincia). Intanto le marionette giravoltolano come al solito… e non sai se uno è Margherita o è passato alla UDC ecc. ecc. L’unica faccia che gli rimane è quella col solco dividente in due la brutta pesca…
    Il Bardo

  5. Calma nel fare di me un sostenitore di Sinistra Democratica!
    Come regola generale, io sono disponibile a lavorare con tutti, purché riconoscano l’assurdità/emergenza democratica in cui si vive a Siena. Perciò finché si fan discorsi generali solo non mi va bene.
    Comunque nei 13 punti di SD l’ultimo mi lascia perplesso: contro candidature di “indagati, rinviati a giudizio o condannati per reati contro la P.A. o di mafia”.
    Per i condannati in giudicato non avrei dubbi, naturalmente, per le prime due categorie invece, ne ho eccome.
    La sinistra in genere ha dimenticato tutto il suo passato: per decenni nel Dopoguerra ha attaccato e criticato i giudici; ora, perché ne ha un certo numero dalla sua parte deve smettere ogni atteggiamento prudenziale? Si parla genericamente contro i ‘politici’ – tra i quali c’è anche qualcuno dabbene – e si abbracciano altrettanto acriticamente i giudici? Non mi sembra un atteggiamento di buon senso.
    A meno che sia solo un cavalcare furbescamente l’onda alla Di Pietro – ma sui tempi lunghi è un andazzo dannosissimo. Per il presunto attacco alla Cost. avete visto il penoso polverone sollevato: quanto giovano gli “al lupo al lupo” di questo tipo?
    Colgo l’occasione per comunicare che – dopo due anni e mezzo! – Canale 3 Toscana si è accorta – come obbligata a fare per legge – della mia lista in Comune e sarò pertanto intervistato a Ping Pong il 26 p.v. Meglio tardi che mai…
    Mario Ascheri

  6. Canale 3 che il popolo chiamava Canile 3? Professore, non si faccia fagocitare dallo pseudobuonismo dei noti conduttori legati al Palazzo a doppio filo. Sia gajardo e magari ripeta quel che detto sui giudici qui e sull’appiattimento della “sinistra” locale (che ora si sta anche sbranando…). Hanno gettato nella monnezza le lotte dei contadini e dei lavoratori. Come hanno gettato al macero le sudate carte degli studi per far passare ciambellani e arcangeli improbabili all’università…
    …e, a proposito di giudici, pare che un certo Tomàs Torquemada amasse molto gli autodafé con tenaglie roventi e spilloni. Famosi sono i giudici del PCI che a lui si sono ispirati. Pari e patta con quelli del Tribunale Speciale di nefasta memoria.
    Che ingentilisca il tutto un Berruguete!
    Il Bardo

  7. Mi giunge notizia che i nuovi progetti per la “governanz” dell’ateneo prevedono un netto ridimensionamento del ruolo delle facoltà (non ne soffriremo): evidentemente il peso si sposterà allora su altre strutture, verosimilmente quelle che rileveranno gli attuali dipartimenti; non è un chiodo fisso, ma non sarebbe allora il caso di cesellare per benino queste nuove strutture, invece di accorpare un po’ alla carlona? Qualcuno sa darmi ulteriori lumi circa questo progetto?

  8. @ Stavrogin
    Qui alla Colonna di Montarrenti non se ne sa niente di codeste voci e ci piacerebbe saperne di più, perché come ben sai la “gòvernans” è una cosa che ci sta particolarmente a cuore. Siccome qui http://www.unisi.it/v0/minisito.html?fld=2962 non c’è niente di quello che dici, ma c’è altro su cui è probabile che intervenga prossimamente, anche senza fare nomi e cognomi, ma almeno per accenni, sarebbe bello sapere donde provengono queste voci. Intanto mi limito ad osservare che in tutta questa documentazione, oltre al terribile “gòvernance”, grandina anche il termine “evidenziare” che è altrettanto tremendo e per giunta erroneo, visto che in italiano significa letteralmente “prendere un pennarello giallo fosforescente e segnare uno o più termini in una frase”. L’espressione giusta è “mettere in evidenza”, per la cronaca.
    Un puntiglioso Favi di Montarrenti

  9. Favi, questa, come altre voci provengono dal bar, che è una specie di confessionale collettivo; come si suol dire, in vino veritas. Comunque staremo a vedere.

  10. Stavrogin, benissimo. Era solo per saperlo, visto che al bar di Orgia nessuno ne parla. Ehehehe in vino veritas è un’espressione che – dato chi si interessa ultimamente di vino e di veritas (tipo sul Corriere della Sera) – non mi sentirei di utilizzare. Il confessionale collettivo invece mi pare appropriato.
    Saluti dal Favi

  11. È annunciata grande kermesse con la partecipazione di D’Alema domani pomeriggio al Santa Maria della Scala: lo sapete Voi a Siena? Accorrete anche dai boschi e poi fate sapere a noi “periferici”! Grazie, servitori Vostri
    Arlecchino

  12. …Allora tutti nell’occhio dell’obiettivo e delle telecamere, con tanto di pacca sulle spalle dell’Amerikano! Purtroppo mi sa che… c’è del marcio in Danimarca…
    Intanto leggete: «…In queste città nascono le università: la prima appare, sia pure in forma embrionale, nel 1088 a Bologna, ed è la prima volta che una comunità di professori e studenti, i primi dipendendo economicamante dai secondi, si costituisce al di là del controllo sia dello Stato che della Chiesa». (Umberto Eco, la cui pallida eco sta qua). Ma, o quantum… ab illo!
    L’ultima università fu quella di Siena, inghiottita dalla voragine der bu’o e dalla tracotanza dei prof-Ideologi saltabeccanti al Santa Maria e al bar del Cenni, all’ombra di qualche assessorato. E io pago! direbbe Pantalon de’ Bisognosi-Totò…
    Il feroce Bardo ora nelle vesti di Amleto
    P.S. Ci fa lieti il fatto che, spesso, questi arroganti e antidemocratici prof-assessori et similia, spesse volte qui prendono dei granchi. E chi ha orecchie per intendere intenda. Forse fischiano le orecchie all’Amiatino?
    Addenda. Voglio poi dirla tutta, dal momento che ho vagato sui massimi sistemi (si fa per dire). Topo Gigio se n’è ghiuto e soli ci ha lasciato, come chioserebbe Roderigo di Castiglia. Ma, pur non essendo il mio tipo…, Franceschini è migliore dei migliori… come Topo Gigio, un inciucista per vocazione – oltre che una schiena molle. Come volevasi dimostrare: meglio gli ex dc degli expci! Che vergogna! Ora staremo a vedere…
    Bardo politicus

  13. Incontro autorevole collega iscritto da subito al PD alla sezione centro di Siena: m’ha detto che non è mai stato convocato nell’anno e mezzo di iscrizione per essere ‘auscultato’… essendo anche un laico, pensate che allegria sprizzava alla prospettiva santissima del Franceschini… uno che non sapeva neppure che è il Palio di Siena (e non di Ferrara) ad avere la testimonianza scritta più antica.
    ‘grurant!
    2+2 dunque, fratelli miei. Giove pluvio lo seppellisca con i suoi fulmini…
    Archie

  14. La questione degli affitti… già sollevata dalla prof. Muscettola con riferimento agli immobili con vista su Piazza del Campo, ma che riguarda diverse strutture, inclusi alcuni dipartimenti (pare di scienze sperimentali) viene esaminate da qualche commissione? Non sarebbe, forse necessario, prima di attuare le famigerate riduzioni di dipartimento (che nell’immediato non porteranno alcun risparmio), procedere celermente a ricollocare e trasferire in sedi di proprietà dell’Ateneo, i dipartimenti, con sede in affitto?? Gli spazi non sarà difficile trovarli, tra san Miniato ed altrove…..
    Pare che solo per 2 dipartimenti il canone di locazione degli immobili costi oltre 500.000 euro all’anno!!
    Anche per la cripta un docente di economia aveva chiesto di ricontrattare l’affitto, per una riduzione del canone. È stato fatto?

  15. Per la gioia di Stavrogin, Vicky, Michela Muscettola e – immagino – anche del nostro augusto ospite, guardate che mi ha portato una cesena mentre ammetravo nei dipressi di Ponte allo Spino. Una bella lista degli affitti attivi a tutt’oggi con locazione, assegnazione, fitto annuo e scadenza. Come dicono alla mia bimba i professori delle medie: leggiamo e commentiamo.

    Cripta San Francesco | Biblioteca Fac. di Economia | € 122.326,68 | 31/10/2011
    Dunque dovete sapere che a San Francesco prima insistevano tre facoltà: Giurisprudenza, Scienze Politiche ed Economia, più il Circolo Giuridico che all’epoca contava (se non sbaglio) oltre 250.000 volumi (16 km circa sentite come sono preciso). Oggi c’è solo Economia e quando si entra in quei corridoi si viene presi da un magone e da un senso di solitudine tremendo. Siccome ne avevo già parlato di questa faccenda (sbagliando per eccesso la cifra del fitto, devo essere onesto), vi invito a cercare nel blog, magari riproponendosi di chiedere all’Arch. Neri, che ha una carica nella contrada della Giraffa, se c’entra qualcosa questa sua appartenenza con la reticenza a spostare la Biblioteca di Economia nei locali ex Circolo e liberarsi di un esborso annuo di 122.000 euri che non mi sembrano proprio pochi e tantomeno spesi bene.

    Via Fieravecchia, 19 | Bib. Fac. Lettere- Dip. Filosofia Sci. Sociali | € 274.332,00 | 31/12/2015
    Altro problemone questo perché oltre mezzo miliardo di vecchie lire l’anno mi sembrano tantini. Certo visto che al San Niccolò hanno degli spazi enormi e c’è parte di Lettere anche lì…

    I. T. Pendola, 62 | Dip. di Scienze Ambientali | € 173.472,16 | 31/12/2011
    Eheheh qui si va a toccare nel posto sbagliato: indovinate chi c’è qui?

    Via Fiorentina, 1 | Dip. di Biologia Molecolare | € 325.791,60 | 22/02/2013
    Questi costano veramente un botto di soldi. Sostengono di avere un progetto per cui questi locali ci vogliono assolutamente. Sarà senza dubbio così, ma certo le cifre sono inaccettabili (almeno mi sembra eh).

    Il Glicine via Roma,57 | Centro Inter. St. Antropologici e della Cultura Antica | € 46.500,00 | 30/11/2014
    Ah! Questa poi. Il dipartimento del Prof. Bettini (tanto per essere chiari) costa parecchietto se si pensa che essendo un dipartimento umanistico dubito che abbiano la necessità di laboratori e macchinari che ingombrano. Mi sembra un po’ da signori spendere tutti questi soldi per un dipartimento. Si pensi al fatto che al momento sono 39 i dipartimenti.

    Via Laschi Arezzo | Lab. Informatico Facoltà di Lettere Arezzo | € 17.002,93 | 30/11/2014
    Eh qui è troppo fuori della portata del mio guardo per sapere se sono sprecati o meno.

    Via S. Bandini, 56/60 | Magazzini Economali | € 5.510,76 | 31/12/2008
    Qui la cifra è irrisoria e comunque non torna il fatto che sia già scaduto l’affitto e continui in essere.

    Via Provenzano, 5/7/9 | Garage auto Rettore | € 19.313,36 | 28/02/2014
    Questo sembra uno scherzo. Con 19.000 euro l’anno tra poco ci si compra un garage. Io per il trattore non l’ho mica pagato così tanto il capanno.

    Via Curtatone | Magazzino Monteroni | € 38.990,00 | 31/08/2014
    E chiudiamo col famigerato magazzino di Monteroni già richiamato in questo blog e su diversi giornali (se non erro). Ogni commento è di troppo.

    Col totale si va ben oltre il milione di euro l’anno appetto ad un patrimonio immobiliare che non tanto tempo fa veniva stimato oltre il miliardo (di euri).
    Cari amici non è che Vicky l’abbia buttata proprio in biglia come si dice. Si potrebbe addirittura prevedere un “saggio” accorpamento (e non a cacchio) e contestualmente la dismissione di tutti gli affitti. Certo che c’è da vincere le resistenze di alcuni furbetti del quartierino che ci si sono fatti i nidi in questi posti.
    E chiudo dicendo: ma al di là di questi affitti e della questione dei dipartimenti che affligge in modo particolare alcuni intervenienti, si può sapere che fine fanno i poli che – ne sono convinto – costano un’ira di Dio e la cui soppressione (salvo Arezzo e Grosseto) è prevista dal piano di risanamento? Chissà se al bar di Stavrogin ne sanno qualcosa.
    Un Favi di Montarrenti amministratore di condominio

  16. Già, quanto si spende a Magistero dove mi son laureato (con frequenza a Lettere)? Navigavo in mezzo ai polli, alle galline…
    Bardo

  17. Il problema di via Fieravecchia è solo uno, ossia che lì c’è la biblioteca, grossa, ingombrante, e al momento, giacché non ci sono quattrini per pensare a un trasferimento altrove (dove?), non sanno dove metterla.
    P.S. Ti ripeto che non sono “afflitto” dal problema dei dipartimenti, ma da quello che odo si va verso il superamento delle facoltà e dei dipartimenti al contempo; dunque vorrei capire meglio da cosa saranno rimpiazzati, quali sono le proposte sul piatto e quale sarà l’impalcatura della nuova università: se si deve cambiare, che si cambi veramente dando un autentico segnale di svolta, ma non a cacchio. Non dirmi che è un problema trascurabile. Auspico un dibattito il più trasparente possibile.

  18. @ Stavrogin
    Sono d’accordo sull’importanza del problema. Dubito – purtroppo – che si vada verso l’indebolimento delle Facoltà perché significherebbe togliere la mazza di mano al Senato (formato quasi esclusivamente da presidi) e siccome a capo della commissione “gòvernans” – bada caso – c’è il nostro amico preside Angelo mi pare di rivedere il dibattito sul monocameralismo: i Senatori dovrebbero votare il proprio annientamento. Siccome la storia ci dice che il solo Silla – dopo un bagno si sangue – era riuscito a schiantare – temporaneamente – il Senato che tosto gli si era rivoltato contro, le mie perplessità aumentano. Dove mettere la biblioteca di Lettere. Se leggi bene quanto ho scritto un suggerimento io l’ho lasciato scivolare. Lo sottolineo: vai a fare una giratina al San Niccolò (ennesima sede di parte della fagocitante Facoltà di Lettere). È un bel posto fuori e dentro. Ampio e spazioso, molto ampio.
    Il problema della cripta l’avevo già sollevato qui https://ilsensodellamisura.com/2009/02/il-silenzio-assordante-sulla-crisi-dell%e2%80%99ateneo-senese-e-carico-d%e2%80%99oscuri-presagi/#comment-2223. Lo dico perché qualcuno me l’ha chiesto e il motore di ricerca del blog funziona solo sugli articoli e non sui commenti (come mai Giovanni?). Hai visto mai che ci mette l’occhio anche qualcuno che conta?
    Un’ultima cosa: al bar che frequento io si dice che l’accorpamento dei dipartimenti verrà fatto solo sui consenzienti (quindi se ne faranno pochi) e non in corpore vili. Inoltre – ovviamente – su quelli che vanno sotto soglia (16 afferenti). E – by the way – l’esempio che avevo riportato in un precedente commento (6 afferenti e 4 amministrativi) non era il peggiore: esisteva addirittura un dipartimento di Parapsicologia delle Sopracciglia III (sic!) con due (numero 2) afferenti e tre (numero 3) amministrativi. Un mio amico soleva dire: quando la merda sale in scràn o la spuza o la fa dàn.
    Un chiarificatore Favi di Montarrenti

  19. Caro Favi,
    hai ragione, il motore di ricerca del blog non funziona sui commenti. Sentirò cosa si può fare. In compenso, sul motore di ricerca esterno se digiti Favi di Montarrenti vengono fuori 170 risultati tutti del Favi. Togli pure l’interrogativo: più di uno che conta ci mette l’occhio sul blog.
    Giovanni Grasso

  20. @ Giovanni Grasso
    Mamma mia! Mi scuso con tutti e soprattutto con te per la mia logorréa. A mia giustificazione posso solo addurre l’infinito amore per l’istituzione e il dolore di vederla ridotta in buona parte ridotta in macerie per i motivi che finalmente Sesto Empirico ha – nella mia modesta opinione – azzeccato nel suo ultimo post. Quanto al fatto che tanti che contano leggono avidamente questo tuo bel prodotto non l’ho mai messo in dubbio. Alludevo solo ad una richiesta che mi era stata fatta per far capire che avevo recepito.
    Saluti a tutti dal Favi di Montarrenti

  21. Qualcuno da tempi lontani e vicini par che voglia querelare Grasso e company. Ora la democrazia internettiana sta per esser colpita dai sacristi dell’udc. Sarà vietato a tutti tutto e altro. Chi si bacia in auto, chi si scaccola, chi scaracchia sui bus come i vecchi socialisti torinesi di inizio secolo (l’altro). Ma chi porco giuda ha arraffato posti poltrone e quattrini la deve fare sempre franca? Porca…!!!
    La costituzione nega il dirito di parola? Le imprecisioni non sono sempre calunnie e diffamazioni, fra l’altro. E a me che furarono un ufficio? Che dovrei fare? La ghigliottina!!!
    Bardo

  22. Il circolo virtuoso si sta chiudendo. A settembre (se non ricordo male qualcuno diceva anche nei mesi precedenti), quasi immediatamente prima o immediatamente dopo che fosse noto il “buco”, già si diceva che avrebbero ceduto il san Niccolò ed alla fine di tutti i riti, che fanno: cedono il san Niccolò. A quanto ammonterà l’affitto etico ventennale? E la mitica Certosa, rimane a carico? Quali attività essenziali per l’Ateneo sta svolgendo in questo a.a. 2008-2009? Anche l’edificio segreterie in Sallustio Bandini rimane a carico?

  23. L’ospedale passa alla Regione, mi pare di aver letto. Il guaio è che tutti i vecchi boiardi sono al loro posto e… impastano!
    Bardo

  24. […] i suoi 14 uffici, 48 unità di personale, capacità di spesa illimitata e la prassi consolidata di tenere all’oscuro di tutto il CdA, l’Area “Centro Comunicazione e […]

  25. […] Comunicazione e Marketing” dell’ateneo – con i suoi 14 uffici, 48 unità di personale, capacità di spesa illimitata e la prassi consolidata di tenere all’oscuro di tutto il CdA – che ha contribuito non poco a […]

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