Il risanamento dell’ateneo senese deve passare dalla via giudiziaria

Cosimo Loré. L’università deve corrispondere alla sua unica ragion d’essere di luogo non fisico ma progettuale di libera comunità scientifica, dove ricerca e didattica possano godere di prerogative e prospettive scaturenti da strutture scientifiche non obbligate, ma frutto di scelte libere e responsabili. Demolire l’architrave della libertà didattica e scientifica costringendo i ricercatori in grandi compartimenti sarebbe il colpo di grazia per la ricerca. L’accorpamento dipartimentale non produrrebbe vantaggi sul versante finanziario, che resta in questo momento l’unica vera priorità, in attesa di conoscere la reale entità del disavanzo e quanto di questo sia ascrivibile a sprechi, distrazioni, promozioni dell’immagine, sottrazioni di risorse… Tra lettere anonime, oscure minacce, propositi vendicativi, manovre elettorali, la magistratura sta facendo tremare i palazzi del potere accademico senese. La città e l’università non meritano di soffocare sotto le odierne ingombranti e maleodoranti macerie.

19 Risposte

  1. Possa qualche Iddio sconosciuto – deus absconditus – poterla ascoltare, caro professore. Se ne va della didattica ne va del Paese, chiaro? Non avremo cittadini colti, civili, preparati, ma bruti, bulli, picchiatori. E violentatori. Certo, quel Tommaso da Kempis diceva che era meglio la vita virtuosa della sapienza (“Imitazione di Cristo”). Una sinergia non è possibile?
    Bardus

  2. Sì, libertà caro prof. Lorè (bentornato, a proposito), ma non per corsi assai discutibili. A Siena, oltre a buttarsi i soldi per una mostra ovvia come quella di Sgarbi con nessun rapporto con la ricerca locale (chi mi smentisce? io sono all’estero), leggo ora di un corso a Buonconvento pubblicizzato da un dirigente CGIL entrato in consiglio di amministrazione? Questa è la voce che ho raccolto a Firenze: è vera? E i conflitti d’interesse?
    Come ho raccolto che anche i tedeschi – teste il Kunsthistorisches di qui – hanno tagliato in modo selvaggio alle università e istituti di ricerca. Il presidente Napolitano fa la verginella: facile, no? Le prediche son sempre facili, come quella del Papa. La situazione non vi sembra analoga? Predicatori facili, tra l’altro entrambi vivendo da nababbi…
    Da un servitore “naturale”, che sa bene dei padroni e dei loro comodi, il Vs.
    Arlecchino

  3. E perché lo scomodarsi da parte dello storico assessore alla cultura e del noto barbaresco-Amerikano al Santa Maria della Scala per la Malanima poetessa di “Ma che freddo fa” c’entra qualcosa con la ricerca e la poesia ver? Mi sa che… han preso dei granchi
    Il Bardo

  4. Riemergo dopo un noiosissimo consiglio comunale dedicato al bilancio 2009. Vi partecipo una rilevazione interessante. Ci siamo scannati in 40 rappresentanti bene o male della città di Siena per un bilancio che prevede spese per 175 milioni di euro tutto compreso! Cioè molto meno di quanto la Fondazione MPS distribuisce annualmente senza alcun controllo democratico. Non c’è del marcio nel dominio (apparente) di questa sinistra? Poveri ragazzi imbrogliati dall’ideologia! Da Rifondazione al PD tutti uniti!
    Ma Vi scrivo per un altro motivo, perché quel che ho detto ora forse lo sapevate già.
    Invece di strettamente universitario, ecco il mio piccolo contributo:
    Lettera inviata al Corriere della Sera
    Un esempio dei “tagli indiscriminati” negati ora dal ministro? Molto facile.
    Chi è stato ammesso a fondi nazionali di ricerca (PRIN) lo scorso anno, quest’anno è punito quale che sia stato o sia il merito della sua ricerca. Infatti è stato escluso senza appello dalla possibilità di far una nuova domanda.
    Questo vuol dire premiare i migliori ed evitare gli sprechi?
    Mario Ascheri, Università di Roma Tre
    (N.B. Naturalmente avevo già inviato una lettera più argomentata al ministro un mesetto fa: rimasta senza risposta, ovviamente).
    Buon lavoro, cari amici da
    M.A.

  5. Buondì al collega storico prof. Ascheri (anche se… ubi maior, ecc.). Riemergo dagli abissi ora, come direbbe una poetessa, la Dickinson, mi pare. Nel senso che sto scrivendo un libro di storia e corro contro il tempo. Detto questo, o amici, potreste dare notizia del concorso truccato che tutte le “civette” mettono in risalto? E che ha fatto Focardi quando ha assunto un prof. in barba alla pratica concorsuale. Chi sa… parli. Lo faccia per noi tutti, grazie.
    Bardus

  6. Macerie fumanti? Quasi. Ed ha ragione il criminologo prof. Loré: macerie così non s’eran mai viste! E il rinomato Studium è ormai semicollassato, causa di scellerate scelte e voraci piranas che in città qualcuno e qualchedue ormai additano… Con lo “Studio” (miserrime iscrizioni anche alla “Stranieri”…) guastato dal cattivo clima politico che da anni si strascina ne va della credibilità ormai della cittade stessa che reggesi only sul paliesco, tanto i turisti godono…
    …stat SIENA pristina nomine, nomina nuda tenemus!!??
    Un Bardo nativo

  7. Ogni giorno una nuova… Andate a vedere: la “civetta” annuncia una denuncia dell’università alla corte dei conti: il buco è ‘na voragine spaventosa… lo stato è in bancarotta se va avanti con ‘sti poco virtuosi… Stragulp! Prof. Ascheri, è proprio sicuro che quell’intelligentone del Berlinguer non vedeva dove spandeva? Ed eran poi così superpartes nella cosa pubblica e nell’ateneo? Io penso tutto l’opposto. Ma che jene ridens! E son “di sinistra”. Forse la sinistra della destra…
    Il Bardo

  8. Mi dicono di un ex tecnico che ora pare – pare – faccia l’antropologo e lo chiamano signor professore. Gulp! Intanto la Volpe s’aggira presso la sua ex baronia, dove senza carte aveva un mucchio di segretarie, tanto il partito lo allisciava bene…
    Che schifo!!!!
    Il Bardo

  9. Mah, l’Espresso lo leggerete, ma la Repubblica di ieri con un altro fondamentale articolo della Selvatici sul concorso della Coluccia non l’avete letto? Focardi ha firmato e la facoltà di medicina ha chiamato – auspice Tosi!
    Intanto Ascheri è stato a Canale 3: ha di nuovo proposto l’idea del censimento dei corsi almeno per tre anni non è solo quantitativa, naturalmente. Il census consente anche di entrare nel merito perché è ovvio che poi si può discutere sui corsi con pochi studenti meritevoli di sopravvivenza! Ma quando ce ne sono tre della stessa disciplina in analoga situazione, e poco meritevoli culturalmente?
    Arlecchino

  10. «Mi dicono di un ex tecnico che ora pare – pare – faccia l’antropologo e lo chiamano signor professore.» paolo

    Paolo, questa non l’ho capita: sia perché chiamano professore anche certuni che non erano nemmeno tecnici di qualche cosa (oggi si chiamano tutti “prof. aggr.”), sia perché, ad eccezione di taluni privilegiati che in vita loro hanno incominciato a lavorare solo quando qualcuno gli ha attaccato la pecetta da “professore” sul campanello di casa, prima di essere professori si ha pure da essere qualche cosa. Io non capisco: questo forum tende a sostenere ed affermare certi principi, come ad esempio il merito, ovvero una cosa perfettamente quantificabile, vero e unico valore che dovrebbe contare nelle faccende universitarie. Poi però talvolta piega in direzione pericolosamente opposta.
    Io non so se la persona a cui alludi ha titolo per fare quello che fa: tu lo sai?
    Lasciati però dire una cosa da uno che viene da oltre le colonne d’Ercole di Montarrenti del rinomato Favi: quello che colpisce il forestiero è che a Siena, in certi ambienti, lavorare o aver lavorato pare talvolta costituire una macchia indelebile nel proprio cursus honorum, mentre fa titolo l’aver trascinato il proprio stanco deretano, stancamente per lunghi anni in su e in giù per il corso da un bar all’altro. Tutto questo si chiama provincialismo.

  11. Pienamente d’accordo con Stavrogin con un’unica correzione: più che da un bar all’altro, da una sede di partito a quella di sindacato e ritorno, oppure – che è lo stesso – da un bar dell’Arci ad un altro. “Prof. Aggr.” secondo il modesto parere è contro la legge sia nella forma che nella sostanza perché ingenera confusione tra docenti e non, in particolar modo visto che la forma del concorso per ricercatori (e per loro è stata inventata questa singolare qualifica) è largamente diversa da quella del concorso per associato (nel quale è prevista la prova di docenza che non c’è nel concorso di ricercatore). Visto che siamo sotto il tiro della Procura nonché della Guardia di Finanza (il che sa molto di cartellino giallo che – è noto – precede spesso quello rosso), sarebbe forse il caso di cambiare registro e cercare di seguire maggiormente i dettami legislativi (e meno quelli regolamentari lo’ali che – l’abbiamo sviscerato a sangue – hanno avuto più di una pecca).
    E a questo proposito vorrei aggiungere una notazione in merito alla gestione dei fondi di ricerca, non tanto interni quanto esterni (il che è strettamente legato alla questione dei dipartimenti). In questi mesi si è assistito spesso a scenette disgustose dove si asseriva da parte di molti che i fondi di ricerca esterni che uno aveva ottenuto erano “suoi” e che quindi gli andavano svincolati. Niente di più falso, ovviamente, ma occorre una precisazione: i fondi di ricerca esterni non appena “toccano” l’amministrazione dell’Ateneo e segnatamente i Dipartimenti che sono deputati ad amministrarli divengono automaticamente denari pubblici e come tali vanno trattati ed amministrati. È così poco chiaro questo principio che molti si sono lamentati del prelievo del 10% automatico da parte dell’Ateneo. Quindi è bene ribadirlo: i soldi che entrano sotto qualsiasi forma all’Università sono soldi pubblici amministrati da un ente autonomo sì, ma pubblico e altrettanto si deve dire degli strumenti e dei materiali nonché dei servizi (da cui la dicitura: beni & servizi) che con tali fondi vengono acquisiti.

  12. Infatti il problema non è di migliorare la propria posizione studiando e lavorando sodo ma di svolgere mansioni per cui non si è formati ad esempio un tecnico amministrativo non laureato che tiene corsi di formazione sulla relazione o altro, d’altra parte siamo il paese in cui il merito viene castrato e l’università che ha spacciato all’inizio di questo tsunami un buco enorme per un errore di contabilità…

  13. Sono anni che sparate cazzate e non avete mai avuto il coraggio di organizzare un’assemblea pubblica, nascosti dietro la vostra codardia e camuffati con nomi fantasiosi (neanche troppo per la verità). Gettate la maschera se avete il coraggio.

  14. …effetti del blocco intestinale: a giudicare dall’eloquio si direbbe che costui, piuttosto che di Giovanni Gentile, sia un seguace di Giovanni… Villani.

  15. Per Stavrogin. Mi rifersico a una “cupola” nell’ombra che piazzava ditte e amici, e me lo ha confermato un capo dei capi. Purtroppo ciò è molto provinciale ma l’Italia è un paese strapaesano, in fin dei conti. C’è pure un partito che senza vergogna si chiama Il campanile. Fondiamo magari la contrada. Fidati, Stavrogin, che chi ha da capire ha capito. Intanto vedo che il nazista Blocco fa le sue apparizioni. Sarebbe comico se non fosse tragico. Ma ci sta che egli sia pilotato anche dalla “parte opposta”… Cà nisciuno è fesso!
    Ho sottomano le cifre del disastro pubblicate da un organo ecclesiastico – bisogna ogni tanto leggere anche quella stampa -, forse se ho tempo le riassumerò. Che buco!!!
    Il Bardo

  16. Riassumi, Paolone. Vai….
    Intanto guarda tu cosa succede. Questo “blocco” critica noi anonimi “per motivi famigliari”, per così dire, con un bell’anonimato a sua volta. Deve proprio rodergli quello che si scrive! Ha paura di un regime di segno opposto prossimo venturo che possa punirlo? Stia tranquillo: non potrà mai essere come quello attuale. Se firmasse con tanto di nome oggi, invece, potrebbe ricevere qualche compenso da chi può. E finché ce ne è la possibilità. Molto decrescente, no?
    O forse ne ha avuti già troppi? Faccia lui: noi come al solito sommiamo: 2+2.
    “Cenni di degrado urbano” si leggeva poco tempo fa prima della galleria di Belverde. Nel frattempo tutto è peggiorato. Ma la crisi del MPS lascia qualche speranza.
    Archie

  17. Non avendo molto tempo segnalo l’articolo: è su Toscana oggi del 1° marzo a firma di Cicali Ennio. L’artticolo è buono e mette il dito sulla piaga del buco e la svendita del patrimonio dell’Università!! Segnalo che vi sono anche altri articoli molto buoni su volontariato, la buffonata di san Scemo ecc. Mai visto che io avessi dovuto pubblicizzare l’organo dei vescovi! Di là fanno solo cenni osceni…
    Paolo bardo

  18. E così sono già finiti i soldi anticipati dal ministero circa 85 milioni su mi sembra 115 e siamo appena all’inizio di marzo… i sindacati parlano di 110 posti tecnici nei prossimi 3 anni in pensione senza turn over e dei 150 stabilizzati nell’ultimo anno non una parola (niente contro i precari per carità ma sono due anni che il Focardi sa del non pagamento Inpdap/irap, un’azienda con debiti non assume 150 persone più mi sembra altri 150 professori in due anni? Correggetemi, dai prof-baroni non una parola se non un ripristino delle carte di credito però usate con buon senso, allora…

  19. Qualcuno sa qualcosa di fatture di carne di 800 euro? Non è la prova del cuoco, ma proteine, parrebbe, a nostro addebito

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