Università di Siena: risvegli

stemma_ceramica_tif.jpgAnfiarao. La discussione verte su temi scontati e ormai noti. C’è un esubero di personale tecnico ed amministrativo (PTA) quantificabile in 300 forse 400 unità. L’Universitas, e con essa l’unisi, ormai con la lettera minuscola, è fatta dagli studenti e per gli studenti che hanno bisogno di Docenti per i quali è indispensabile il PTA per la didattica e la ricerca e che, comunque, rimane un personale di supporto utilissimo, per carità. NeIl’unisi i docenti sembrano essere di supporto al PTA (rapporto invertito), situazione unica nel panorama delle, sia pure numerose, Università Italiane. Il piano di risanamento prevede il prepensionamento dei docenti e la messa in mobilità del personale tecnico-amministrativo. I docenti rimangono al loro posto fino all’età di 69 anni perchè a quel punto sono certi che i benefici della proposta dell’amministrazione saranno onorati. Usufruirne prima viene considerato rischioso in mancanza di un regolamento credibile. Quindi è inutile che il Rettore, il Direttore amministrativo e con essi un avvocato vengano a spendere parole nelle facoltà. Nessuno crede più alle parole in questo ateneo. C’è poi da risolvere il problema dei docenti di Medicina, non piccolo.


Rimane la mobilità del PTA. Mi chiedo con quali criteri saranno individuate le persone. Saranno intoccabili gli amici delle Istituzioni che sono tante, come numerose e potenti sono le famiglie della Siena che “conta”. I sindacati poi diranno la loro. La scure dovrà abbattersi sui figli di nessuno. Ma questi presenteranno a quel punto i loro titoli: padri e madri invalidi che non possono lasciare, figli da crescere, mogli da mantenere e così via. Immagino i numerosi contenziosi che si apriranno e che, nella migliore delle ipotesi, ritarderanno per anni la soluzione del Problema. Intanto una generazione di giovani aspiranti ricercatori è stata perduta e, inevitabilmente, se ne perderà un’altra. È questo, soprattutto, il danno enorme, irrimediabile e imperdonabile che la scellerata politica opportunistica di chi ha guidato l’Ateneo negli ultimi 15 anni ha generato. È stato un fallimento totale, culturale soprattutto, un tradimento all’università di Siena.

6 Risposte

  1. Non rimane che togliere, per i prossimi 5 anni, uno stipendio mensile a tutto il personale dell’Unisi, dal Rettore all’ultimo dei precari. Sarebbe più democratica una proporzionalità (del tipo, il rettore e i massimi dirigenti amministrativi e i baroni si tagliano il 100%, che per loro è come uno sputo per terra, il resto del personale il 60%.
    Questa idea è uno scandalo? Forse, ma dopo le parole di Anfiarao, che sottoscrivo, non vedo proprio altre soluzioni rapide ed efficaci. Per salvare il lavoro di tutti, le mogli di tutti, i figli di tutti.

  2. […] fonte: Il senso della misura » Università di Siena: risvegli Articoli correlati: Il senso della misura » Emilio Miccolis: dall'università di Siena […]

  3. Cerchiamo di contestualizzare la proposta di Akaki che – di fronte al nulla degli organi di governo (buoni solo a ridurre le dotazioni per i Dipartimenti e la didattica, ad eliminare i finanziamenti per la ricerca, a tagliare gli assegni e le borse di dottorato, a vendere gli immobili) – rappresenta una novità con una sua validità parziale, anche se non può considerarsi una “soluzione rapida ed efficace”.
    Ad essere ottimisti, con la concessione di uno stipendio mensile di tutto il personale dell’Ateneo senese, nella proporzionalità suggerita da Akaki, si raggiungerebbe la cifra di circa 8 mln di euro all’anno. Si tenga, però, conto che nel 2010 il previsto FFO ministeriale (circa € 115 mln) non sarà sufficiente a pagare il costo di tutto il personale (circa € 140 mln). Mancheranno all’appello circa € 25 mln (senza considerare che 35 mln del FFO/2010 ci sono stati anticipati e li abbiamo spesi nel 2009). Ben venga la proposta di akaki, ma occorrono altre idee per raccogliere circa € 17 mln da aggiungere agli 8 mln, per il 2010 e per gli anni successivi, fino a quando non si sarà ridotto il costo del personale.

  4. Ma 8 milioni comprendono anche i contributi? Perché allora sarebbe meno… molto meno… Io vi aiuterei ma ad unisi faccio volontariato…

  5. È un calcolo approssimativo che, comunque, è comprensivo anche degli oneri del datore di lavoro.

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