Angelo Riccaboni è il nuovo Rettore dell’Università degli Studi di Siena

Risultati del ballottaggio tra Angelo Riccaboni e Silvano Focardi nell’elezione del rettore dell’università di Siena per il quadriennio 2010-2014. Angelo Riccaboni: 373 voti. Silvano Focardi: 357 voti. Schede nulle: 19. Schede bianche: 28.

Hanno votato: 570 (su 761 aventi diritto al voto) Proff. ordinari e associati e studenti presenti nei Consigli di Facoltà. 287 (su 396 aventi diritto al voto) ricercatori e assistenti del ruolo ad esaurimento. 630 (su 1224 aventi diritto al voto) unità di personale tecnico ed amministrativo.

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31 Risposte

  1. Forse se contavano le teste… spero che il nuovo rettore sappia (meglio: voglia) riflettere sul risultato per categorie… potrebbe trarne indicazioni interessanti.

  2. Focardi paga le sue furbizie… non è più tempo… speriamo!
    La lettera dell’esimio Bertelli gli ha fatto perdere più di un voto di sicuro… forse decisiva?
    Prof. Bertelli, tutti sappiamo che tremila euro a riunione sono un bel compenso, ma dimostri di essere superiore a queste miserie: dopo il risultato dovrebbe dimettersi, non Le pare?

  3. @archimede
    Le chiamerei ingenuità… da persona corretta! Non da… Machiavelli (se mi permetti l’autocitazione) accademico.
    Altri avrebbero trovato il modo di far passare le modifiche nelle modalità di voto che lo avrebbero avvantaggiato e a non far indire le elezioni in pieno luglio quando la maggior parte dei tecnici amministrativi è in vacanza…
    Questo blog è atteso da 4 anni di fuoco e credo non ci deluderà!

  4. Beh ci ha provato il mago Silvan… a cambiare lo Statuto… solo che non è andata. E proprio da Economia è venuto il no tra le altre facoltà…

    Il mago Silvan ha sbagliato di poco l’ultima magia…
    Vediamo che fa l’aziendalista… e Barretta…

  5. Il Palio dei ciuchi è finito. Come avevo già detto, mi interessava poco il vincitore, entrambi legati a gruppi discutibili e con programmi ridicoli.
    Una corsa tutta interna al PD che ha espresso dei candidati mediocri, a conferma che il nostro territorio è in mano ad una maggioranza che fa pietà.
    Ha vinto ancora una volta l’arroganza, il clientelismo e l’inciucio (visti i patetici colpi bassi da entrambi le parti) e non il merito, la professionalità, l’interesse del bene comune; ma questa, ancora una volta, è la logica di questa viscida maggioranza.
    È stato penoso vedere studentelli (che con questo assurdo sistema di voto contano tre volte un ricercatore e dieci volte un tecnico-amministrativo) esultare alla vittoria dell’ennesimo straniero alla guida di un ente cittadino.
    Caro Riccaboni e amici vari di colazione (cappuccini e brioche) o merende (prosciuttini e focacce), ora so c…i vostri, cercate di agire per il bene dell’università perché non c’è più spazio per errori o per ulteriori arrostini; c’è da trovare i responsabili del dissesto e risanare l’Università.
    E in questo sarete sorvegliati e stimolati.

  6. Lega Nord – Lega Toscana. A bocce ferme è doveroso esprimere qualche considerazione sull’esito delle elezioni per il rinnovo del Rettore del nostro Ateneo. Una corsa tutta interna al PD, con concorrenti sicuramente deludenti, che nei loro programmi non hanno dato alcun serio peso ai veri problemi (risanamento e futuro assetto in primis), con una serie di conflitti interni alla maggioranza che, come al solito, hanno messo in primo piano la ricerca del potere ed il clientelismo che non il superiore interesse dell’Istituzione.

    Prendendo quindi atto che in questa tornata elettorale non c’era effettivamente un candidato veramente nuovo e forte (come confermato anche dall’elevato astensionismo), vogliamo sottolineare come le elezioni del Rettore abbiano visto, sì, vincere Riccaboni, ma solo ed esclusivamente grazie al sistema di conteggio dei voti, mortificante verso i ricercatori ed il personale tecnico – amministrativo rispetto agli studenti ed ai docenti; solo questa anomalia, che Focardi aveva promesso di correggere dopo la sua elezione, ha permesso la vittoria di Riccaboni, che, in realtà, contando il totale assoluto dei votanti (le cosiddette “teste”) non sarebbe diventato Rettore del nostro Ateneo, ma sarebbe stato invece pesantemente bocciato per circa 200 voti, soprattutto di quelli delle categorie più colpite dalla crisi dell’Università, che hanno espresso un voto ben diverso da quello della “casta” autoreferenziale dei baroni universitari e degli studenti, le cui rappresentanze risultano appannaggio della lobby che gestisce la Città e di persone non senesi e che, evidentemente, votano più in virtù della logica feudale della convenienza che nell’ottica di una necessaria opera di risanamento dell’Università stessa, nell’interesse della Città di Siena. Ricordiamo, a tal proposito, che, contando appunto le semplici “teste”, il risultato sarebbe stato questo: sommando i tecnico – amministrativi (quando, invece, con il sistema di voto dell’Ateneo 10 teste corrispondono ad 1 voto), i ricercatori (2 teste = 1 voto) e gli studenti / docenti (1 testa = 1 voto), Focardi (addirittura 415 tecnico amministrativi + 141 ricercatori + 244 studenti e docenti) avrebbe ottenuto 800 preferenze, mentre Riccaboni (194 + 130 + 289) ne avrebbe invece conquistate solo 613.

    L’Università, così come uscita dalle Elezioni, è divisa in due e le previsioni per il futuro sono fosche, visto che i problemi da affrontare sono e restano enormi. Se, poi, il programma di Riccaboni è quello che è stato presentato sulla stampa, non riusciamo bene a capire quale linea politico – strategica intenda seguire, al di là della scontata “concertazione” con gli Enti locali guidati dal PD.

    Se è vero, come riportato sulla stampa (vedi “il Corriere Fiorentino”), che dietro il Prof. Riccaboni ci sarebbe il vecchio Rettore Tosi (qualcuno, su un blog Internet di un noto giornalista senese, ha parlato di “azioni di lobbing da parte di esponenti di precedenti gestioni”) e, secondo noi, altri ben noti personaggi del fallito “sistema Siena”, non ci resta che augurare un bel “buona fortuna” all’Ateneo cittadino, a chi lo guiderà da novembre e, soprattutto, a quei tanti senesi che vi lavorano e che, dinanzi alla crisi, vedono pericolosamente messo a rischio addirittura il proprio stesso posto di lavoro. Da parte nostra, con i nostri rappresentanti nei consessi elettivi locali e regionali e con i nostri Deputati, non tollereremo alcuna gestione allegra di un’importante realtà occupazionale e lavorativa del nostro territorio.

  7. O.k. Ma un invito alla magistratura ad accertare rapidamente le responsabilità si poteva anche fare!

  8. Bella la vita all’opposizione cara Lega Nord. Si può criticare senza proporre… mai nulla.

  9. Bella la vita della maggioranza caro Cal. Fino a che non c’erano Lega e Liste civiche a fare le pulci all’attuale maggioranza tutto era più semplice da amministrare… dando una poltrona qua ed una là… promettendo posti a chiunque… un po’ di sano clientelismo, che non guasta mai… poi si sono incartati da sè, hanno sprecato un patrimonio, rovinato le istituzioni (Università, Monte, Ospedale) ed ora si accorgono che senza lilleri un si lallera…

  10. Care amiche e cari amici,

    vi ringrazio della fiducia che ieri avete voluto manifestarmi. Sono onorato della responsabilità che al termine di un confronto elettorale lungo e costruttivo mi avete voluto affidare.

    Ho piacere a ricordare, in questo momento, i volti, le parole e l’impegno delle tante persone che in questi mesi ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere meglio. Il nostro Ateneo è una meravigliosa rete di talento e dedizione, un esempio orgoglioso di come un’università pubblica possa svolgere un insostituibile servizio di formazione e progresso per la comunità locale e globale.

    Ed è un Ateneo che, anche in questi anni, non ha mai perso di vista l’interesse comune. Sono grato al Rettore Focardi per il garbo istituzionale con cui ha preso atto del risultato e soprattutto per il suo impegno a collaborare per un armonioso passaggio di consegne, prova di quel suo caparbio amore verso l’Università di Siena che noi tutti gli riconosciamo. La passione di Antonio Vicino e del suo gruppo di lavoro ci aiuterà a ricordare nei prossimi anni come la voglia di rinnovamento e innovazione sia patrimonio dell’intero Ateneo, in un dialogo che mi impegno a proseguire.

    Care amiche e cari amici, ci attende un grande lavoro nel prossimo quadriennio.
    Sarà per me prioritario rafforzare la coesione all’interno della comunità accademica, dialogare con le istituzioni del nostro territorio, avviare una riflessione sulla didattica e individuare nuove risorse per la ricerca. Base di questo lavoro comune sarà il programma che insieme abbiamo condiviso e arricchito.

    In questo momento è importante ribadire come potremo fare tutto questo. Mi impegno ad ascoltare tutte le diverse componenti della nostra comunità, le quali offrono un potenziale che va valorizzato con convinzione e impegno. Vi propongo il metodo dell’ascolto e del confronto che ho seguito durante la campagna elettorale, convinto che solo attraverso la strada della coesione e della partecipazione il nostro Ateneo potrà uscire dall’attuale periodo di crisi ed incamminarsi verso il sospirato rilancio.

    Un caro saluto,

    Angelo Riccaboni

  11. Di seguito gli auguri di buon lavoro della Deputata Susanna Cenni al nuovo Rettore.

    Susanna Cenni (Deputata del PD). Rivolgo al nuovo Rettore, professore Angelo Riccaboni, i miei migliori auguri di buon lavoro, che vorrei estendere a tutta l’Università degli Studi di Siena, per la quale si apre una nuova importante fase della sua storia plurisecolare.

    Il saluto e la vicinanza a Riccaboni si estendono a tutto il nostro Ateneo che ha vissuto con grande responsabilità e partecipazione questo passaggio elettorale, grazie anche al contributo di tutta la comunità universitaria, dal personale tecnico e amministrativo ai docenti, dai ricercatori fino agli studenti. Un grazie va a tutti i candidati che hanno portato un contributo di idee prezioso per il futuro dell’Università senese.

    Angelo Riccaboni è una figura prestigiosa dell’Ateneo, di grande esperienza e successo nel campo della ricerca, come dimostrano i riconoscimenti ottenuti anche a livello internazionale. Sono sicura che, in una fase delicata come quella che sta attraversando l’Università di Siena, saprà lavorare nell’interesse dell’Ateneo, della città e di tutto il territorio. Un ringraziamento va al Rettore uscente, Silvano Focardi, che nei quattro anni del suo mandato si è impegnato per l’Ateneo senese, in un momento di grande difficoltà.

  12. La collocazione di Cal è da tempo ben nota, ma i suoi commenti ora iniziano a stufare.
    Nelle regole democratiche la maggioranza governa e l’opposizione (quella vera) vigila, critica e propone.
    La Lega, ma anche le Liste Civiche come ricordato da Riccardo, sono finalmente una vera forza d’opposizione, non comprabile, che la maggioranza teme e copia; si perché al contrario di quanto afferma cal, le proposte di questa nuova opposizione ci sono e sono talmente valide che la maggioranza è costretta spesso a copiare, vedi su sicurezza, su ripopolamento del centro storico, su MPS e Fondazione, etc.
    Quindi caro cal parlare senza essere informati non è bello; più onestà intellettuale e meno propaganda.

  13. Un piccolo appunto a Rodolfo: gli studenti c’erano ma non rappresentavano se stessi. Erano in rappresentanza di tutti gli studenti di tutte le Facoltà. Proporzioni di rappresentatività, dunque, più che accettabili….
    solo per la precisione…

  14. Rodolfo… nella democrazia le opinioni altrui si rispettano; la mia onestà intellettuale fa per me e per te, stai tranquillo.
    Se sei stufo di me salta i miei commenti e passa a quelli successivi. Non ci piango.

    Io mi riferivo all’ateneo non alla città. Per l’ateneo non ho sentito idee di chissà quale lungimiranza da parte né delle fulgide menti della Lega né più in generale dall’opposizione. Tanto meno ho visto candidati. Come mai?

    Perché criticare è facile… molto, troppo. Soprattutto se – a mio modesto avviso – si ha ben poco da proporre.

  15. Il colpo di stato di Bonaparte-Riccaboni
    Dopo il suo “18 Brumaio” Riccaboni, votato ed esaltato dalla cricca baronale, ha detto: “vengo da umile casata”. Lo stesso potrebbero dirlo Mussolini, Stalin, Mao Zedong, Pol Pot, ecc. Gli amministrativi hanno votato Focardi (che ha perso solo per 16 voti) mentre i professoroni l'”umile” Riccaboni. Il Pd canta vittoria: ora ha il totale controllo, tramite i Riccaboni e gli sgherri, della minuscola città di Siena. Spero solo che Belli o Venuti, …venuti incontro al nuovo Bonaparte, non si appiattiscano nella persecuzione dei dissenzienti, magari non sordi alle sirene di vecchie bacucche e di “strilloni” professori (ehm!!!).
    Nella letteratura nera c’è un racconto di Poe che io, come sociologo della letteratura, interpreto come la burbanza feudale: quello del cavaliere e del suo focoso destriero uscito da un arazzo. Il finale son però le fiamme del palazzo che ingoiano il feudale crudele e il suo baio. Auguro anche alla cricca senese – che ora insegue il postfascista Rosso – di finire nella “mangiamosca”: questo è racconto di Doyle, sempre letteratura nera. Lo leggete ne “Il racconto di un americano”.
    Per quanto mi riguarda lancerò appena potrò la Durlindana sulla testa dei filistei!
    Il Bardo senese

  16. Inviterei tutti ad abbassare i toni, perché i frequentatori di questo blog, anche occasionali come il sottoscritto, meritano rispetto ed educazione.
    Mi sento quindi di richiamare sia Rodolfo che Cal ad un confronto sereno; devo tuttavia ammettere che la posizione di Cal appare quanto meno di parte sempre con questi richiami alla facilità di critica e alla, solo per lui, mancanza di proposte.
    Da sempre e in ogni luogo la posizione di chi governa è esposta a critica e satira, anche pesante. Qunado poi si parla della maggioranza di questa città è logico che sembra di sparare sulla Croce Rossa, hanno fatto fallire una città e delle istituzioni che fino all’avvento di Cenni-Mussari-Ceccuzzi sembrava di kriptonite (il materiale di cui è fatto Superman ndr).
    Quindi ben vengano critiche serie e vera opposizione, specialmente ora che siamo in vista delle elezioni comunali. Penso che sia giusto che le proposte ora siano riservate per la campagna elettorale e per rinnovare una classe politica (di destra e di sinistra) che ha portato al dissesto Università e Città.
    Troppo facile pretendere soluzioni da chi non governa e, soprattutto, non si è mai spartito un pezzo di torta, per poi magari, con la complicità della solita stampa, far fare bella figura a questi incapaci.

  17. Scusa Bardo, ma per i Filistei non c’era Sansone?

  18. Considerata la situazione attuale e le prospettive future, propongo di ritoccare la testata del blog in: “Il senso della miseria”.

  19. Infatti, o tu vomitato dalla Balena. Ma, viste le polemiche sul cencio, potevo forse scrivere “Infedeli”??!! Filisteo nel senso vocabolaresco e comune accontenta tutti e ben delinea i porci che s-governano. O no?
    Sansone poi fu infinocchiato da Dalida, una donna. Ancora deve nascere quella, per me.
    Ma guarda che il nuovo 18 brumaio è cosa seria…
    Il Bardo puntiglioso (con affetto)

  20. Ricordati poi, o Giona, che anche Togliatti detto tagliotti da un verbo bolognese, si firmava “Roderigo di Castiglia” e poi “Ercoli” e poi ‘o chiammaveno il migliore: te dirai e che c’azzecca? Forse di più di Bersani col nomen “democratico”…

  21. Se non mi si insulta il mio tono rimane basso come sempre. Virgilio, se leggi ciò che scrivo, io non son tenero con nessuno. Ma non mi si dica che dalle opposizioni son venute idee realizzabili o candidati presentabili. Ci sarebbero i candidati ma non si son fatti avanti. E allora si ha un bel lamentarsi che ha vinto Riccaboni. Candidare qualcun altro dovevate (dovevamo!! perché non è che l’idea di avere come rettore l’ex-tosiano mi riempia di gioia).
    Veniamo alle idee… a parte chiedere soldi alla Fondazione, che mi pare la solita idea senese… poi??? Altre proposte per il risanamento? Solo il Prof. Grasso si è esposto con l’idea di Arezzo… e gli altri che mi rimproverano tanto? Che dicono? Niente? Calma piatta? Almeno convenite con me che ho ragione… governare non è la stessa cosa che fare opposizione.

  22. Ma di che opposizioni si parla? Qui è lotta per bande e chi è più organizzato e abituato a usare certi strumenti vince, tutto qui. Credete ancora alle fiabe della politica?
    Certi personaggi dell’età tosiana sono tornati in auge, ad esempio per merito di quello strano “destro” che sarebbe Lorenzo Rosso con una gran kermesse, presenti Mazzini, Barzanti, mancava solo Garibaldi.
    Oh, pardon, mancava anche l’indefinibile prof. Bertelli, quello del partito dei 3mila a riunione che vede assieme (molti) PD e qualche frangia di destra e di sinistra stranamente solidali.
    Assunzioni clientelari, commesse lucrose (i 10 milioni del filmino MPS) e ciccia di gettoni, ecco il partito che li unisce destra e sinistra.
    Chi non sta al gioco è un velleitario che può scrivere libri come l’Ascherino o fare Liste Civiche come il suo babbo ma dove vanno in un ambiente così degradato? È come fare la fiaccolata anti-mafia in Sicilia o il clubbino per Falcone: in cui poi le cupole decidono con calma e protetti dallo scudo perbenista come procedere: si devono fare delle risate!!
    C’è solo il mare, credetemi, a breve. E in prospettiva le valigie per chi non vuol chinare il capo.
    E ve lo dice uno che ci è abituato!
    Se la magistratura non è stata in grado in tutto questo tempo di fare rinvii a giudizio in falsi contabili evidenti quali quelli dell’INPDAP che speranze ci possono essere? Tanto è vero che Grasso, l’unico che la candidatura se l’era conquistata sul campo in questi anni l’abbiamo proposto in quanti? Quanti son stati capaci di fare un elenco con nomi reali di un suo comitato elettorale che ci mettesse la faccia?

  23. La Fondazione! Sempre la nobile Fondazione! Il toccasana di ogni male. Quando ci decideremo ad eradicare la fame invece di limitarci ad alleviarla non sarà mai troppo tardi. I soldi che cambiano le carte in tavola sono quelli che si sudano. Se solo si possedesse un’idea da barattare e se l’Università fosse una fucina di idee che produce idee.
    Ieri da Siena è passato uno sulle cui idee c’è chi ha investito 600 milioni di dollari.
    Spero che saper gestire sistemi complessi significhi innazitutto saper mettere i ricercatori nelle condizioni di poter produrre. Buon lavoro al nuovo Rettore.

  24. Angelus novus… dunque abbiamo il nuovo rettore, giovine di belle speranze e solidi attributi, ma non so se fargli gli auguri o manifestargli le mie più sentite condoglianze, giacché con quello che ci attende già a partire da Ottobre, sia per il cataclisma che sta assai poco meritocraticamente per abbattersi sulle teste di tutti (quasi) indistintamente, con il taglio di un miliardo e passa al finanziamento universitario, la questione dei ricercatori che non accenna a trovare soluzione, il paventato e bipartisan pensionamento a 65 anni senza turn over (cioè lo svuotamento dei corsi di laurea), sia per le scelte drammatiche che in particolare si renderanno necessarie qui da noi; spenta l’eco dell’inno d’esultanza del nostro Walter von Stolzig perché “siamo arrivati uno”, non vorrei che toccasse intonare ora il de profundis. Gravato dal fardello di una così pesante eredità, non vorrei essere nei panni di nessun rettore: i problemi che sono stati sollevati in questo forum restano lì intatti. ….
    P.S. Scusate l’intervento sui generis, ma leggo infine dalla relazione del sen. Valditara un paio di passi dalla prosa assai singolare, ma lo stesso abbastanza eloquente:

    «Per i ricercatori si ritorna alla disciplina attuale dei carichi didattici… dati di provenienza CUN valutano in oltre un terzo il tasso di inattività scientifica degli attuali ricercatori a tempo indeterminato»

    …curiosa dinamica: eternamente si “ritorna” là, da dove non ci siamo mai mossi. Mi sa che ci attende un autunno abbastanza caldo. Sarebbe interessante poi venire a conoscenza dei dati circa l’inattività degli ordinari, dei magistrati, dei geometri e dei netturbini… e capire perché, per consuetudine oramai, allo scopo di punire un terzo di una categoria di lavoratori, si ammazzano gli altri due terzi.

  25. (Osservatrice esterna)

    Elezione Rettore:
    – penso che più che la singola persona conti la squadra. Staremo a vedere.
    – Io spero per l’università e per la città intera che vengano tenuti in considerazione le persone che hanno fondato questo punto di incontro.
    – Più che di competenze mi sembra che ci sia bisogno urgente di gente normalmente onesta, aperta alle idee, propositiva e determinata.
    – Spero anche che chi ha contribuito a determinare una catastrofe economica del genere, venga tenuto molto lontano da posti di rilievo. Lo spero, ma non ci credo.
    – Ho ammirato e molto il comportamento del prof. Barretta; è stimato come docente, si è fatto apprezzare come persona.
    – Leggo che i sindacati hanno chiesto al Monte di assumere altro personale: non conosco i regolamenti, ma eventualmente non sarebbe il caso di considerare la posizione di chi all’università ha timore di restare disoccupato?

    Saluti ed auguri

  26. Cari Lettori,
    leggo con frequenza i blog cittadini e mai fino ad oggi ero intervenuto, ma questa volta non ho proprio resistito. Sono Docente Universitario della Facoltà di Medicina, ho sostenuto il Prof. Focardi alla carica di Rettore ma non conosco assolutamente il Prof. Riccaboni. Ho appoggiato Focardi soprattutto perché nel corso degli anni ho apprezzato il fatto di essersi messo a servizio dell’Istituzione e non il contrario ed il modo con il quale ha saputo parlare alla Comunità Accademica, ha saputo governare senza reprimere, ha messo la sua persona a scudo degli attacchi che giornalmente arrivavano all’Istituzione. Probabilmente ho appoggiato Focardi anche per la sincera ingenuità con la quale non si è reso conto che, in una città come Siena, non è possibile governare senza l’assenso dei sistemi di potere “indigeni”. L’impegno che ha messo nel garantire prima la pagnotta mensile dei dipendenti, che il futuro della Istituzione lo hanno reso popolarmente amabile seppure casualmente perdente; solo 8 voti (dei 777 espressi) distribuiti diversamente avrebbero confermato Focardi alla carica di Rettore.

    Detto tutto questo, per il nuovo Rettore mi voglio limitare a fare delle considerazioni:

    Il Prof. Riccaboni avrà il compito importante di recuperare anche noi, anche coloro che non lo hanno appoggiato, sia per una questione quantitativa (il 50% può non essere sufficiente per governare), che qualitativa. Tra i suoi sostenitori il Prof Riccaboni si è dovuto (suo malgrado), portare a rimorchio tutti quei soggetti che il nostro Ateneo lo stanno influenzando ormai da diverse decine di anni e che personalmente ritengo responsabili al novanta per cento dell’attuale dissesto che il Rettore Focardi si è limitato a portare all’attenzione di tutti, e si è adoperato per cercar di risolvere.

    Tra i primi importanti impegni ci sarà quello di approvare (se lo riterrà giusto) l’atto Aziendale tra Università e Regione (Azienda Ospedaliera Policlinico le Scotte). Per chi non conosce il meccanismo si tratta praticamente dei Docenti dell’intera Facoltà di Medicina che attraverso questa convenzione incrementano in maniera consistente il proprio stipendio. Ovviamente, in questo processo la grande maggioranza di loro svolge anche attività assistenziale per l’Azienda stessa oltre che quella didattica e di Ricerca Accademica, ma esiste anche un certo numero di persone che si porta a casa un extra stipendio senza svolgere o svolgendo molto marginalmente attività per il Servizio Sanitario. Provate ad andare sulla rubrica della AOUS, o Policlinico Le scotte ( http://www2.ao-siena.toscana.it/Rubrica/ ) e digitare il nome il nome di alcuni Docenti di Medicina, specialmente in area preclinica, avrete tutti delle grosse sorprese, troverete Direttori di laboratori Universitari che in realtà eseguono pochissime analisi in un anno e che forse sarebbe economicamente molto più vantaggioso dare queste analisi in servizio esterno o inviarle ad altri laboratori della Regione. Troverete anche Docenti che invece per il Servizio Sanitario non fanno proprio niente; avrà quindi il nuovo Rettore la forza e la volontà di incidere nel nuovo atto e disciplinarlo? O si limiterà a proporre la delega per la Sanità al Preside di Medicina.
    Sempre sulla Sanità, in autunno verranno rinominati i Direttori di Dipartimento ad Attività Integrata, avrà il nuovo Rettore la possibilità di incidere piuttosto che subire?
    Le altre sfide importanti riguarderanno di sicuro il risanamento:
    – senza quella che i pessimisti fino ad oggi hanno chiamato “la svendita degli immobili”, saprà il nuovo Rettore trovare forme di finanziamento esterno per arginare il disavanzo strutturale (la cui origine è dimostrato essere antecedente al periodo di Rettorato Focardi) di quasi 25.000.000 di Euro annui?
    – quale strategia adotterà nel ridurre la voragine economica prodotta dalle sedi decentrate? Da economista saprà produrre dei business plan sulla base dei quali poi mantenere o chiudere tali sedi?
    – come si giocherà la carta delle deleghe? Saprà dare deleghe secondo competenze precise invece che attraverso un semplice bilanciamento politico dei propri sostenitori, e soprattutto avrà la forza di dare le deleghe in autonomia o saranno ancora i grandi manovratori a dare indicazioni?

    Auguri Magnifico Rettore, spero di cuore di avere un Rettore che nella continuità del precedente si sappia distaccare dal sistema di potere che purtroppo ci ha portato prossimi alla rovina, per riavere l’Università che i Professori Grossi e Barni ci avevano consegnato … solo in questo modo potrà essere un Rettore che riuscirà a scrivere il suo nome nei libri di storia e nel cuore della Comunità Accademica.

  27. Io sono un’ingenua poco informata: il rettore Focardi cosa ha fatto per le situazioni poco dignitose di cui parla nella prima parte?

  28. Prof. Barretta,

    la sorte dell’università sta a cuore a tanti e il periodo è delicatissimo.

    Leggo sul Corriere di Siena che l’ex rettore Focardi La invita a ritirare le sue dimissioni: per quel poco che conto, La prego ugualmente di accettare la proposta e di continuare il suo mandato.
    Ora c’è veramente bisogno della Sua opera; la competenza Le è riconosciuta da tanti, la Sua statura di persona la vedremo a seconda di come si comporterà. Lo sbattere la porta è comprensibile, per lo meno dimostra di non essere un “surgelato”, ma insistere sarebbe deprecabile.
    Non deluda il prof. Focardi e le altre persone che le chiedono di continuare.
    Se, poi, a fine anno, dovesse essere sostituito da altri, che importanza, alla fine, ha? Orgoglio ferito? Lasciamo perdere, è sentimento da persone immature, ha voglia nella vita….

  29. Scusate molto, ma mi sembra che si oscilli tra i nervosismi scaricati su chi non ne può niente e le domande sempre inevase; si vede che il blog è ormai strumento troppo logorato dalla crisi? Io mi preparo per le ferie ma visto come vanno le cose quando tornerò le cose me le aspetto sempre per aria.
    Visto però che ormai Focardi non ha più niente da pardere, perché non inventa qualcosa per sollecitare la Procura?
    Almeno quel problema andrebbe chiuso, no? Anche lui non lascerebbe il seggiolone più tranquillo a fine estate?
    In bocca al lupo a tutti! All’ottimo Prof. Grasso in particolare modo.

  30. @Robert Baden Powel

    Caro dottore precisiamo un paio di cose. L’idea che Focardi sia estraneo ai sistemi di potere indigeni da dove viene? Perché a casa mia, uno che fa il capitano di una delle contrade più grosse di Siena è ben dentro ai sistemi di potere… altrochè…
    Punto secondo. Che Focardi non abbia preso parte all’aggravio della crisi è un’altra volta una sciocchezza… ribadisco perché la gente ha la memoria molto corta che Focardi aveva fin dal suo insediamento a disposizione informazioni sufficienti a comprendere la gravità della situazione. Per due anni le ha tenute nel cassetto. Perché? Perché sapendo bene la situazione non ha rinunciato alla stabilizzazione dei famosi 300 tra cui sua figlia + genero? Basta farne un eroe. Non lo è… delle due l’una, o è stato incompetente o è stato disonesto…
    In entrambi i casi non mi pare che si meritasse la rielezione…
    Che poi Medicina sia un problema sono d’accordo. Forse è il problema …regole speciali, baronia assoluta, comportamenti a dir poco disinvolti… fatemi capire ma sti problemi c’erano anche con Focardi o no? E lui che ha fatto in 4 anni per risolverli? Nada, as usual… ora vorreste che Riccaboni risolvesse il tutto magari nei primi sei mesi???

  31. Ringrazio Laura per i giudizi lusinghieri, le auguro buone vacanze e per “l’in bocca al lupo“, spero di sbagliarmi, ma a crepare credo che non sarà il lupo.

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