Ateneo di Siena: è tardi e poco credibile rivendicare, solo oggi, compiti (e non doveri) da assolvere

Segnalo due interventi apparsi oggi su “La Nazione”:  uno di Giovanni Di Stasio, consigliere provinciale della Lega Nord di Siena, e l’altro del Prof. Tommaso Detti, da sempre negli organi di governo del nostro Ateneo.

Giovanni Di Stasio. Non discutiamo le  capacità professionali di Ines Fabbro ma evidenziamo alcuni aspetti, a partire dal fatto che è in pensione, più il pronunciamento della Corte dei Conti nei suoi confronti. Evidenziamo inoltre il tam tam sul nome che ha preceduto l’assegnazione del suo incarico, su cui abbiamo chiesto delucidazioni alla Procura presentando un esposto. Non puntiamo il dito contro nessuno, chiediamo di verificare. E la magistratura ha ritenuto opportuno farlo anche se non siamo contenti di tutto questo clamore per l’immagine dell’Università. L’Ateneo ha bisogno di una gestione funzionale e non può essere succube di giochi di potere. Staremo attenti a chi e come gestisce l’Ateneo: persone giuste al posto giusto.

Tommaso Detti. La prima cosa che voglio sottolineare è il ritardo che il rettore Focardi ha accumulato nella nomina del nuovo direttore amministrativo: un danno grave per il nostro Ateneo che si aggiunge a quello, non lieve, fatto a mio avviso dalla sua amministrazione negli ultimi anni. C’e solo dunque da sperare che lunedì la situazione si modifichi e si possa ovviare a ciò. Finché la magistratura non ha concluso il suo corso per noi gli atti rimangono regolari. È quindi impossibile fermarci e aspettare magari tre mesi, senza direttore amministrativo. Non valuto, ripeto, il lavoro della Procura ma anche noi abbiamo dei compiti a cui assolvere. La sensazione, forte, e che sia in atto una sorta di gioco al massacro, per ragioni di vario genere. Ma l’unica vittima di tutto ciò è la comunità accademica che ha dato prova di voler reagire alla crisi, eleggendo anche un nuovo rettore. Chiede unicamente di essere messa nelle condizioni di risalire la china. Sembra quasi che ci sia una congiura che impedisce all’Università, quando intende rimettersi in moto, di farlo.

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38 Risposte

  1. Rimettersi in moto? In che direzione?

  2. Brava! Sì, la comunità accademica di cui parla il Prof. Detti avesse dimostrato un minimo di vitalità si potrebbe sperare, ma in queste condizioni! Strano che storici politici di questo tipo (ex-PCI ecc.) possano credere che tutto dipende da una persona. Focardi è responsabile degli ultimi due anni, Riccaboni sarà il toccasana. Mah, che ingenuità. Se siete stati zitti per tanto tempo che c’è da aspettarsi ora? Non avete aiutato in nessun modo gli sforzi per avere chiarezza dei proff. Muscettola-Grasso e ora vi aspettate i miracoli? O sarà semplicemente mala fede?
    Al pubblico l’ardua sentenza. Questi hanno creduto e sostenuto tutti quelli che direttamente o no hanno predisposto il crollo, da Berlinguer in poi con i loro molti collaboratori entusiasti e purtroppo “attivissimi”.
    Hanno ancora il coraggio di farsi vivi in questo modo generico e fideistico? Sarà l’età?

  3. @ Laura: «Rimettersi in moto? In che direzione?»

    La direzione a cui fa riferimento il nostro la trovi nella seconda parte del mio commento:
    https://ilsensodellamisura.com/2010/09/ormai-e-certo-tutti-a-casa/comment-page-1/#comment-6184

  4. La scelta e l’accostamento delle foto non potevano essere più efficaci. Si vede un Prof. Detti che, non convinto delle banalità e contraddizioni espresse con il suo intervento, fissa il Di Stasio che sulla vicenda, in fin dei conti, ha fatto dichiarazioni di buon senso, le stesse che avrebbe dovuto fare un uomo di cultura, qual è il Detti.

  5. Esatto Ghinacco! Commento centratissimo, non me lo ricordavo! Il nuovo rettore aspira a collaborare con tante banche: come potrà mai essere scortese con tutti i banchieri politicanti in circolazione?
    Avete notato lo scandalo per le fondazioni che si son fatte sentire per Unicredit? La politica nelle banche! Fondazioni che hanno minima parte in Unicredit, altroché la Fondazione MPS, che ha la metà del capitale MPS banca. Come al solito si giudica diversamente se c’è di mezzo la rozza Lega o i dotti del PD… signori, se non ci si libera dalla “fede” non si va da nessuna parte. La crisi dell’Università di Siena ha una targa solo: PCI-DS-PD, la Lega non c’entra niente, ahimè, che la Padania arrivi a Poggibonsi o no. Non si deve sposare nessuno, solo riconoscere chi ha fatto disastri e chi in questo momento propone cose ragionevoli sui nostri problemi specifici.

  6. Scrive il Detti: «la comunità accademica che ha dato prova di voler reagire alla crisi, eleggendo anche un nuovo rettore.»

    La comunità ha eletto un nuovo rettore espressione del vecchio potere tosiano cercando tramite il Riccaboni di rimettere le proprie mani sul controllo dei gangli dell’università per normalizzare e far sparire le magagne degli ultimi 15 anni di malgoverno.

    Questa bramosia di potere è andata sopra le righe e ha strabordato nel ballottaggio dove si era intuito che la corsa era al fotofinish, infatti in molte delle schede ci sono segni inequivocabili di riconoscimento mancate identificazioni etc., etc., e altre cose che voi amici del forum conoscete bene (un giornale locale semidiretto da un massone che ha nel prorio DNA la parzialità-faziosità e la polemica… ). Insomma a Siena si recita a parti invertite quello che accade a livello nazionale, i giornali e i media di una famiglia usati a fini politici, a Siena un partito e una banca fanno più o meno la stessa cosa, ma qui (PD ?) nessuno si scandalizza di tale conflitto!!!!!!!

    Scrive ancora il Detti: «Sembra quasi che ci sia una congiura che impedisce all’Università, quando intende rimettersi in moto, di farlo.»

    Senti da che pulpito arrivano le prediche… anni di tosismo imperante che camuffati sotto le falsi vesti del nuovo che hanno la presunzone di rimettere la macchina in moto…

    Serve solo una persona terza disconnessa dagli interessi senesi:
    Commissario
    Commissario
    Commissario.

  7. Sono stato portato a ritenere in primo momento che le dichiarazioni di Detti fossero incommentabili, anzi che si commentassero da sole vista la storia dell’uomo e i suoi mai sciolti legami con chi ha distrutto un Ateneo vecchio di quasi ottocento anni. Poi, leggendo e rileggendo, mi sono deciso, soprattutto perché alcuni commenti di altri blogger, pur giustamente critici, mi paiono assolutamente fuori bersaglio. L’unico col quale sono in sintonìa è Ghinacco (anche Tessitore, ma fa un’osservazione di carattere più generale).
    Mi auguro che le dichiarazioni di Detti provengano da un’intervista telefonica, perché il pensiero che un professore ordinario di materia umanistica si esprima con questo italiano da prima, massimo seconda media e con errori sintattici come quelli accumulati nella frase “Finché la magistratura non ha concluso il suo corso per noi gli atti rimangono regolari” in cui alla mancata consecutio temporum si aggiunge l’incomprensibilità del soggetto della frase dovuta, immagino, all’utilizzo di “suo” che pare riferito al “Rettore” della frase precedente piuttosto che alla “Magistratura”, alla quale ci si sarebbe dovuti riferire con il termine “proprio”, mi riempie di un oscuro terrore. Se si guarda invece alla sostanza della dichiarazione si inorridisce anche di più.

    1) Il Rettore che non ritardasse la nomina di un direttore amministrativo la cui, si fa per dire, “selezione” ha causato, nell’ordine, la presa per il culo di altri 48 dirigenti dello Stato, un esposto alla Procura della Repubblica da parte di una formazione politica che, in questo caso, ha fatto quello che dovrebbe fare qualsiasi cittadino (e anche qualsiasi membro della comunità accademica con la quale Detti si sciacqua tanto la bocca) che avesse giustificati gravi dubbi sulla regolarità di un concorso, un sequestro presso un quotidiano (tormento) locale, il sequestro degli atti del concorso medesimo, quel Rettore, dicevo, si comporterebbe né più né meno come un delinquente.
    2) Nel discorso di Detti grandinano i “noi”, ma non si capisce (o meglio si capisce benissimo alla luce di quanto dichiarato da Ghinacco) a chi si riferiscano. Detti è “semplicemente” un membro del Senato Accademico il che comporta delle responsabilità (gravi, accademiche, che l’uomo non si è mai preso e nessuno ha pensato mai neanche per un momento di fargli pesare), ma non certo di questo genere. Certo, se con quel “noi” intende il gruppo di potere legato a filo doppio al precedente Rettore, gruppo che al momento altri non è che il padrone del Rettore in pectore che ha venduto l’anima a costoro pur di essere eletto e a cui deve fare domanda in carta bollata anche per andare al bagno, allora si capisce benissimo.
    3) Lunedì le cose non potranno certo cambiare, visto che Detti non è in CdA, che il CdA è chiamato solo a dare un parere non vincolante (e mi auguro che questo organo stia attento a cosa esprime in ogni caso visto che siamo di fronte ad un’indagine della magistratura) e la nomina resta, in base allo Statuto che Detti, frequentatore degli organi di governo almeno da venti anni, ha contribuito a scrivere, nelle mani del Rettore (in carica, non in pectore). Inoltre risulta incomprensibile questo accenno ai tre mesi visto che, se tutto risulta regolare(ma evidentemente non ci crede nemmeno lui), il primo di novembre Riccaboni potrà nominare chi cacchio gli pare in base all’art. 55 comma 3 (anche qualcuno condannato per danno erariale, sebbene non sembra che in Ateneo ci sia bisogno di qualcuno che insegni loro come si fa a farlo).
    4) Fa bene a non valutare il lavoro della Procura visto che, fra l’altro, potrebbe anche riguardarlo vista la sua presenza in CdA prima e in Senato dopo. Per essere uno storico contemporaneo sembra aver
    poca dimestichezza col funzionamento degli organi di governo e sulle responsabilità che competono a chi vi sieda. O forse è d’accordo, incredibilmente, con i vari lodi Alfano e via discorrendo?
    5) Che la comunità accademica abbia dato, mediante anche il cambio di Rettore, prova di voler uscire dalla crisi è un’affermazione che grida vendetta al cielo. Semmai ha dato prova, non la comunità accademica tutta, ma alcuni dei suoi membri particolarmente coinvolti nella formazione del dissesto, di voler coprire buona parte o addirittura tutte le responsabilità accumulate nei dodici anni di regno di Tosi, regno che ha potuto dispiegare tutta la propria deleteria efficacia (per ora consustanziatasi in una condanna in primo grado a “solo” nove mesi di reclusione, pena sospesa) anche grazie alla compiacenza, per non dire alla collaborazione degli organi di governo, quelli dove Detti ha fatto la parte del leone, per intendersi. E i vari Detti che non c’è modo di schiodare da quelle sedie sono i medesimi che sono stati capaci di far fuori tre direttori amministrativi (Bigi, Miccolis e Barretta, l’ultimo dei quali evidentemente la china la voleva risalire e dava l’impressione di farcela anche visto che ha attirato l’attenzione del Presidente della Regione Toscana) in meno di due anni. Mi piacerebbe capire come si possa leggere un atteggiamento del genere come un atto di volontà di rimettersi in moto.

    Complimenti Professore! Ha rilasciato proprio una bella dichiarazione! Direi che è da 30 e lode come quella di Cotta e Isernia il giorno prima del secondo turno delle elezioni rettorali o come la Sua lettera di sfiducia dell’inverno 2008/2009 che Le fece ricevere i complimenti dall’ormai scomparso da tempo Favi di Montarrenti.

  8. Chiedevo in un mio precedente commento del 22 settembre: «Ma è possibile leggere il curriculum di questa signora? È introvabile.» Nessuno mi ha risposto in questo blog e neppure alcuni amici bolognesi ai quali ho fatto analoga richiesta. I bolognesi mi hanno solo informato che l’ultimo contratto della Fabbro era di 193.000 euro. La sua pensione dovrebbe essere di circa 170.000 euro; ai quali dovremmo aggiungere 150.000 euro che il buon Riccaboni ha deciso di assegnarle.
    Guardate che state trascurando un aspetto importante: vi dimostrate timorosi ed ossequiosi con la Dott. Ines Fabbro, proprio come le due giornaliste che continuano ad intervistarla. Io non sono convinto che abbia le doti descritte da Gaia Tancredi: «Capacità, esperienza, credibilità e tanta autorevolezza sono le doti che si richiedono al nuovo manager dell’ateneo senese e dalle quali non si potrà prescindere nel criterio di selezione. Ci vuole un curriculum di grande spessore e una personalità spiccata. Lo diciamo da giorni che Ines Fabbro, già direttore amministrativo dell’università di Bologna e riconosciuta come una delle figure più autorevoli in questo campo, rappresenta la soluzione ideale. La sua carriera parla chiaro e sembra garantire tutto ciò di cui la nostra università ha bisogno.» (Corriere di Siena del 31 agosto). Per questo ritengo utile leggere il suo curriculum, per conoscere le sue reali competenze. Non mi basta la notizia che è stata per 9 anni direttore amministrativo dell’università di Bologna.

  9. Alt, cari amici!
    Una collega bolognese con cui chiaccheravo di tortellini poco fa, mi ha ricordato che probabilmente questa Ines si è fatta le ossa, si fa per dire, sotto il rettorato lungo di Roversi Monaco, in odore di massoneria pesante (o forse massone ufficiale, se qualcuno sa leggere gli elenchi, come si sa parziali, del GOI) e non lontano dalla sede dell’avv. Raffi, gran maestro fiduciario di un certo dott. Bisi, capo massone in Toscana, informalmente sia manager della politica senese PD che portavoce del MPS banca…è un enorme groviglio. Se per spezzarlo c’è bisogno della Lega per una volta mi turo il naso e la voto, ve lo giuro e non mi vergogno, professoroni che fate tanti disastri!
    Ricordatevi, voi partite da una posizione di debolezza ormai nel fare prediche a noi gente normale, ma elettori come Voi, carini!
    Detti avrà anche un fare signorile (l’ho sentito per il Risorgimento) ma non può più prendere in giro. C’è il momento del silenzio, caro professore. Lo prenda al volo. Mi stia a sentire. Anche gli studenti le vorrebbero più bene. Basta prediche dopo aver fatto tanti casini e disastri a Siena.

  10. Solo per correggere con dati più precisi quanto, molto opportunamente, ci ha fornito Ghinacco.

    Da “il Resto del Carlino” del 22 settembre 2009:
    – Ateneo: lo stipendio di Ines Fabbro è di 196.697,45 euro lordi annui.
    Non sono in grado di dire a quanto ammonti la sua pensione; la cifra fornita da Ghinacco mi sembra realistica.

    Se (e sottolineo se) la Dott.ssa Fabbro farà il Direttore amministrativo a Siena il compenso sarà di 177.000,00 euro lordi annui che, ovviamente, si sommeranno alla pensione.
    Tanti auguri.

    P.S. Oh Ghinacco, ma se ci tieni tanto al curriculum della Dott.ssa Fabbro rivolgiti direttamente a lei, oppure chiedilo a Riccaboni, oppure a Gaia Tancredi e, perché no, forse è più facile che tu lo ottenga direttamente dalla Procura di Siena.

  11. @ chiamatemi Ismaele

    Il periodo incriminato possiede in effetti mende sintattiche e grammaticali che potrebbero contemplare due diverse (per quanto equivalenti) soluzioni:

    1) Finché la magistratura non avrà concluso il proprio corso per noi gli atti continueranno a rimanere (o rimarranno) regolari.

    Dove al futuro semplice durativo (imperfettivo) della reggente corrisponde un futuro perfettivo che chiude, al suo verificarsi, il movimento lineare della reggente medesima.

    2) Finché la magistratura non abbia concluso il proprio corso per noi gli atti continueranno a rimanere regolari.

    Dove nella dipendente si inserisce un’ipotesi che, trattandosi della magistratura, non è affatto fuori posto.
    Va da sé che la magistratura non conclude nessun corso, ma è caso mai l’azione della magistratura stessa a concluderlo, quindi la frase dovrebbe riscriversi:

    Finché l’azione della magistratura non abbia (o non avrà) concluso il proprio corso per noi gli atti continueranno a rimanere regolari.

    In effetti anch’io voglio sperare, per le mie nipotine, che l’intervento abbia origini telefoniche.

  12. Se guardate in facebook a ‘fratello illuminato’, che si occupa di questioni senesi, trovate il manifestino che oggi distribuiva il capogruppo PD Luciano Cortonesi; vi chiederete se questa sinistra non avrebbe bisogno di un po’ di scuola: devo questa notazione a un commento letto poc’anzi del prof. Ascheri.

  13. … non riesco a scordare il vecchio Bardo quando chosava più o meno così: “… ma Siena-Disneyland continua a piacere a turisti amanti dei cinghiali imbalsamati e a cui han messo le lenti… E tocca pure cedere il passo a chi fa “snap”!!!… Gulp!”

  14. E fai bene a non scordarmi magno Cosimo! Il “cignale” incriminato sta proprio in via di Città… Era metafora per dire che non siam piu’ padroni manco a casa nostra. E metafora della globalizzazione… Folle di cojonazzi sbarcano a Siena-Disneyland e intanto la cricca vegeta e ingrassa, sparando alle balle di chi è onesto o protesta. Chi non protesta piu’, come il “Cina” è premiato e oggi fa clownesche performances assieme agli altri del Circo Barnum… Noialtri ci sentiamo deflorati come Cesira e figlia nell’immortale opera de “La ciociara”. Avémo un cittadino-e mi fermo qui-governo “marocchino”, di ascari e prepotenti che mi ricordano il boss mafioso Joe Valachi et alii
    bardo

  15. Scusa, chi sarebbero i cojonazzi che sbarcano a Siena?

  16. «Da tanti anni cerco di fare della crescita delle risorse umane il focus intorno a cui ruotano le politiche di direttore amministrativo. Non siamo molti ad avere questo tipo di formazione: dipende anche dal background culturale che abbiamo. Per quanto mi riguarda, ho vissuto nell’Università dagli anni Settanta fino ad oggi ed ho conosciuto direttamente le evoluzioni del sistema universitario. È evidentissimo che il punto nodale su cui le Università perderanno o vinceranno la loro battaglia di civiltà nel nostro Paese sono le risorse umane, sono le persone, sia docenti che ricercatori che tecnici-amministrativi, che noi riusciremo a mettere in campo, la loro qualità di lavoro e anche la loro cultura, civica e specifica. L’Università non è una fabbrica di cioccolattini, è un ente che eroga formazione e ospita ricerca raffinatissima: le persone che lavorano nell’Università devono avere professionalità elevate, anche dal punto di vista della visione d’insieme.» (Ines Fabbro)
    Convegno nazionale “Il lavoro che cambia. Il personale tecnico-amministrativo nell’Università delle autonomie”, organizzato il 17 e 18 aprile 2007 a Roma dalla Flc-Cgil

    http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2010/09/04/379627-scelto_direttore_amministrativo_ines_fabbro_succede_barretta.shtml

    Urca!!!
    È vero che le chiacchiere se le porta il vento e “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, ma se fa quello che dice, qui si mette a posto tutto! Se sarà lei in DA, questo pezzo lo stampiamo in migliaia di copie che useremo come tappezzeria per il suo ufficio! Nel caso si fosse dimenticata di averle dette…

  17. Direttore Amministrativo dell’Università di Bologna. Dal 1994 al 2002 componente del Nucleo di Valutazione dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. È stata Presidente del Convegno permanente dei Dirigenti amministrativi delle Università italiane (CODAU). Dal 1997 è componente del Network HUMANE (Heads of University Management and Administration Network in Europe).
    Componente del Comitato di coordinamento per la definizione delle linee guida volte alla razionalizzazione degli acquisti delle Università e degli Enti di Ricerca, costituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e, dal gennaio 2006, membro del gruppo di lavoro sulla razionalizzazione della spesa pubblica.

    http://www.perform.unige.it/aree/ateneo/corsoEP/documents/docenti.pdf

  18. A Di Stasio capiterà ogni tanto di dire delle cose giuste o perlomeno ovvie… le stagioni che non sono più quelle di una volta ecc., ma vorrei sapere se si allinea con le dichiarazioni odierne del suo capo:

    «Basta con SPQR, per me vuol dire “Sono porci questi romani”»

    Queste dichiarazioni fanno seguito a quelle del Metternich de noartri di Adro: “l’Italia è solo un’espressione geografica”. Se anche Di Stasio (nome tipicamente celtico) è venuto qua a predicare la fine dell’unità nazionale, francamente di cosa pensi circa l’università di Siena, non mi frega un granché. Non foss’altro perché ancora non si è capito se siamo dentro o fuori dalla Padania (l’unico “atto giuridico” da cui si evincono i confini di questo mitico califfato è il regolamento del concorso di Missa Padania). Insomma, basta scherzare col fuoco.

  19. Allora, ricapitoliamo: la Padania fino a qualche anno fa, si fermava alla Lombardia, non comprendeva nemmeno l’Emilia. Poi hanno deciso di inglobare l’Emilia poi le Marche e l’Umbria, poi la Toscana.
    L’anno scorso in provincia di Taranto, a Mottola, è stata inaugurata una sezione della Lega Nord…

  20. ok, ok, avete ragione, voto liste civiche! voi maschietti ne sapete di più di queste cose, checché se ne dica. Noi abbiamo i fornelli e i pannolini oltre al lavoro!

  21. Signori, avete sempre voglia di scherzare o di dire le caz…e in un momento così poco adatto a queste cose?
    Continuate a disquisire dei massimi sistemi, magari inserire nel dibattito sul risanamenteo dell’Università di Siena anche il problema della pedofilia nella chiesa o delle colonie in israele, almeno si che si arriva ad una soluzione.
    A me interessa solo capire chi ha causato il dissesto (e chi ci ha collaborato), in modo da lasciarli del tutto fuori dal futuro, e chi invece possa portare un vero contributo alla chiarezza, alla trasparenza, al serio e resonsabile impegno.
    Di qualunque colore e di qualunque schieramento possano essere. Mi sembra che nel troiaio ci abbiano portato i dotti e azzimati tromboni del PD e della maggioranza, con una certa connivenza di alcuni burattini dell’opposizione. Gli “insulsi” cittadini della lega, o meno ancora quelli delle Liste Civiche, sicuramente no.

  22. Per Claudio.
    I cojonazzi che sbarcano a Siena sono gli incivili professori e ragazzaio accluso che magari durante le gite scolastiche prendono per il culo inermi cittadini-sono testimone. L’inciviltà è la regola, e così la gazzarra. Naturalmente anche i senesi, magari all'”estero”, non son da meno. Si tratta di un decadimento generale.
    Spero che tu sia soddisfatto. A meno che tu non voglia giustificare, nel nome del “libertarismo”, pallonate in faccia e certa “cuccurullaia”…

  23. mi dite chi è la Federazione di sinistra che ha fatto una richiesta per l’Università in Comune?
    Iantorno è molto attivo ma mi semrbava di Rifondazione. Comunque non vota sempre con la maggioranza PD in Comune? I colleghi che riescono a vedere il canale civico (io sono in terra di nessuno subito fuori le mura con tutta la tecnologia di cui parla il Cenni) ne parlano in questo modo. Pura agitazione per fare fumo ma identificazione totale.

  24. Scrive la Anna Coluccia sul sito del Kojak senese:

    «Mi interessa portare al centro della discussione sulle attuali vicissitudini della nostra Università quelle che a mio sommesso parere sono le questioni veramente essenziali. Voglio quindi prescindere, intenzionalmente, da episodi che considero estranei rispetto all’interesse predominate della comunità accademica, e degli stessi cittadini senesi. Che un partito politico abbia ritenuto opportuno presentare un esposto alla Magistratura circa la procedura che ha portato alla individuazione di Ines Fabbro quale nuovo Direttore amministrativo, non è argomento di discussione: ogni partito agisce portando avanti la propria legittima azione politica, nel pieno rispetto delle regole democratiche: nulla da eccepire. Senza entrare nel merito dell’esposto, merita rispetto chi ha il coraggio di sostenere apertamente, pubblicamente, le proprie posizioni. Allo stesso modo, la Magistratura esercita le sue prerogative di legge, compie il proprio dovere: di fronte a un esposto, avvia un procedimento. Da cittadina, mi sento garantita. Fortunatamente nel nostro ordinamento non ci sono colpevoli fino all’accertamento definitivo dei fatti, e sono certa che la Magistratura saprà esprimersi secondo giustizia, saprà parlare la lingua della verità. Un partito che interpreta la sua parte nell’agone del confronto politico; una Magistratura che compie il suo dovere istituzionale.
    Dov’è lo scandalo? Non mette conto di indugiarvi oltre. Se volgiamo lo sguardo, ora, all’interno del nostro ateneo, anche indirizzandolo al recente passato, troviamo pure qui moltissima gente impegnata a fare al meglio delle sue possibilità il proprio dovere.
    Abnegazione I docenti, il personale tecnico-amministrativo, i lavoratori ‘atipici’, hanno dato prova in questi mesi difficili di grande professionalità e abnegazione (tralascio di dire, qui, degli studenti, cui pure andrebbe riconosciuto un atteggiamento di grande serietà e responsabilità). Fuori da ogni retorica, possiamo essere orgogliosi del senso del dovere e delle istituzioni dimostrato dalle lavoratrici e dai lavoratori del nostro Ateneo, a ogni livello, fin dai primi momenti in cui sono emerse le ben note difficoltà finanziarie dell’Università. Il Rettore Silvano Focardi ha dimostrato, sta dimostrando, un analogo senso delle Istituzioni? Non intendo qui riferirmi a quanti, investiti di importanti responsabilità, hanno per vari motivi ritenuto doveroso farsi da parte, mentre il rettore non ha sentito opportuno adottare un simile comportamento. Riconosco in tale scelta, anche se non la condivido, una certa coerenza.
    Soffermiamoci soltanto sull’episodio che tanto fragore (e tanti silenzi, egualmente clamorosi) ha suscitato in questi giorni nella comunità accademica e nell’opinione pubblica cittadina: la mancata nomina del Direttore amministrativo nella persona della dottoressa Ines Fabbro. Perché il Rettore si è sottratto a quello che era un suo preciso dovere d’ufficio? Il vulnus La giustificazione addotta sarebbe risibile, se non fosse imbarazzante per chi non ha esitato ad addurla: chiamare in servizio la vincitrice del concorso sarebbe stato ‘inopportuno’ dal momento che un membro del Consiglio d’Amministrazione aveva fatto richiesta di accesso agli atti della procedura di selezione. Domanda: perché quello che è l’esercizio di un diritto (che riguarda peraltro ogni cittadino, per gli atti amministrativi che lo riguardano) dovrebbe impedire l’adempimento di un dovere? Non si capisce, con tutto l’impegno e la buona volontà. Intanto, sul rettore ricade la responsabilità di un vulnus gravissimo rispetto al corpo dell’Istituzione che è stato chiamato a governare fino al 31 ottobre prossimo. Perché è lo Statuto che richiede esplicitamente la figura del direttore amministrativo, senza la quale è l’intera macchina amministrativa dell’Università a non poter adeguatamente, efficientemente, funzionare. Il rettore Focardi, con il suo comportamento, impedisce quella plenitudo di governo prevista dallo Statuto, e compromette – venendo meno ai suoi doveri – lo svolgersi regolare della vita accademica. Le conseguenze di questo vulnus istituzionale sono subite infatti dai docenti, dal personale, da tutti i lavoratori dell’Università, dagli studenti e dalle loro famiglie.
    Perché nessuno (tranne poche eccezioni), nella comunità universitaria, fa sentire la propria voce al riguardo? Non occorrerebbe, invece, che si chiedesse con forza la nomina di un Direttore amministrativo, cioè – né più né meno – che si invocasse il rispetto dello Statuto? Mantenere la nostra Università amministrativamente acefala non fa che esporla a un gravissimo rischio, il commissariamento; rischio (e umiliazione) che occorre – sono sicura che anche il rettore Focardi, da senese schietto e orgoglioso qual è, la pensa così – assolutamente scongiurare.
    Potere preoccupante Un’ultima osservazione. Nella fase conclusiva del suo mandato – quella che in molti istituti democratici, a ogni livello, è saggiamente ‘depotenziata’ – il rettore Focardi si trova a esercitare un potere preoccupante. Ricordo infatti che dopo le dimissioni del professor Minnucci non è stato nominato un nuovo Pro-rettore, e che di fatto non sostituendo il direttore amministrativo l’attuale Rettore ne fa le veci. A Siena abbiamo dunque un Rettore, più che Magnifico, Trismegisto (“tre volte grandissimo”, come i rinascimentali chiamavano quell’Ermete la cui immagine musiva è possibile ammirare sul pavimento del nostro Duomo). Il nostro ateneo, in questo momento, ha bisogno di un simile superettore? Non avrebbe bisogno, al contrario, del ristabilimento della normalità? L’immotivato perpetuarsi di uno ‘stato d’eccezione’ rischia infatti di far apparire ‘naturali’ irregolarità e abusi in realtà gravissimi; e conseguentemente di acuire tensioni, di avvelenare un clima che ora più che mai dovrebbe tornare disteso, costruttivo e collaborativo. L’attuale situazione è normale, può essere accettata? Può un solo uomo tenere in ostaggio un’intera Istituzione?
    L’impressione è che, in un contesto in cui ciascuno dei soggetti in causa si sforza di rispettare la propria parte, il Rettore introduca una dissonanza, un’anomalia; l’impressione è insomma che lavori per sé, e non per l’Istituzione – e dunque per le donne e per gli uomini che le danno vita. Su tutto questo vorrei che si indirizzasse ora, serenamente e seriamente, la riflessione di tutti: comunità accademica e cittadinanza.»

    Che ne pensate?

  25. Stavrogin, sei un prezzolato, per caso? No perché lo dimostri proprio… comodo spostare i problemi parlando di cazzate… chi ha fatto il buco dell’Università, mettendo con il culo per terra il prestigio dell’Ateneo senese, di una Città intera ed i dipendenti?!? La Lega o gli uomini della Sinistra?

  26. «Stavrogin, sei un prezzolato, per caso?» Aldobrandino

    Aldobrandino, mi pare che tu abbia la lingua più veloce del cervello e il mio prezzo è troppo alto per te… Tu chi cacchio sei? A nome di chi parli? Che mestiere fai? Lascia perdere: l’università non è il bar dello sport.

    «Signori, avete sempre voglia di scherzare o di dire le caz…e in un momento così poco adatto a queste cose?» Rodolfo

    Caro Rodolfo, dei dotti ed azzimati tromboni di ambo le parti me ne frega abbastanza poco, giacché temo proprio di non essere della partita. La deplorevole situazione in cui versa l’ateneo senese a causa di una gestione scellerata di scialacquatori e lacché, non può tappare la bocca a tutti e costituire un comodo lavacro per dimenticare anche altre non lievi responsabilità di livello più alto, o una scusa per giustificare un atteggiamento olimpicamente distaccato davanti alle dure incombenze che premono. Nella “Storia dei due bugiardi”, tra i responsabili del disastro locale e quelli della politica universitaria nazionale, a me personalmente – che non ho tessere e a malapena rappresento me stesso – non interessa minimamente parteggiare a priori per l’uno piuttosto che per l’altro e men che mai recitare la parte dell’utile idiota a favore di questa o quella congregazione.
    L ‘università sta colando a picco, non solo quella senese. L’inizio dell’anno accademico, qui come altrove, verosimilmente slitterà per via dell’irrisolta questione dei ricercatori. Persino il rettore de “La Sapienza” invoca il commissariamento. Dunque, siccome Siena non è proprio del tutto fuori dal mondo, dico solo che un rappresentante del partito più influente del governo di “Roma ladrona”, non può limitarsi a fare lo gnorri e dimenticare quello che sta succedendo in questo preciso momento nell’università pubblica su tutto il territorio nazionale, perché se Siena ha fatto il botto, tutti gli altri, inclusi quelli “virtuosi” seguono a ruota: gli atenei sull’orlo del tracollo sono una quarantina su sessantasei e questo vuol dire che a lungo non ci sarà trippa per gatti per quasi nessuno (se poi sessantasei atenei paiono troppi, non capisco perché non ne chiudano direttamente un certo numero, come hanno fatto in altri paesi, trovando soluzioni appropriate per chi ci lavora).
    Una generazione (quasi due) è stata tagliata fuori, verosimilmente di questo passo non ci saranno concorsi di nessun tipo in oltre la metà degli atenei italiani, chissà fino a quando e se per gli attuali ricercatori la storia finisce qui, per quelli a venire che conosceranno le delizie del tempo determinato (“tenure track” alle vongole), sarà dunque finita ancora prima di cominciare, giacché non si capisce molto bene come diavolo faranno a diventare associati, se non nella maniera in cui Gregor Samsa divenne scarafaggio, e cioè per metamorfosi.
    Respingo pertanto al mittente l’insinuazione che stiamo parlando di cazz… Quali sono le questioni serie? La casa di Fini? Le maialate di Bossi contro i romani e contro l’Italia? Pochi giorni addietro ho segnalato l’approvazione del decreto n. 17 che (piaccia o non piaccia, dura lex, sed lex…) ridisegnerà da qui ad un anno, l’intero nostro ateneo; tra un po’ arriverà la legge nuova: la “comunità accademica” non è interessata a questo? Se questo è il livello d’attenzione alle cose dell’università, sfido che abbiamo fatto un buco da trecento milioni! Il singolare personaggio che ora si firma “Aldobrandino” che piscia controvento non ci ha pensato, invece di aprire bocca senza prima aver collegato il cervello alla lingua? Ciò avviene da noi in un terrificante vuoto di potere, ma la cosa è stata presa con molta nonchalance, quasi che una legge equivalga ai consigli per gli acquisti: è troppo chiedere di inserire questi temi nel dibattito? Stanno varando una riforma dell’università, minzolinianamente “con luci e ombre”, ma qui la cosa non ci risulta: perché non se ne parla? Ad esempio sarei curioso di capire cosa pensano quelli della Lega sullo spinoso problema dei ricercatori e se condividono la bizzarra opinione del duo Zecchi & Morrone, sul fatto che essi, essendo dei privilegiati (stipendio d’ingresso 1200 euro), “difendono gli interessi delle caste baronali”. Ma forse sono troppo impegnati in epiche battaglie sulla garçonnierre monegasca, per perdere tempo con la ragazzaglia.

    Mozione del Senato Accademico di Siena
    «Il Senato Accademico constatata la gravissima situazione in cui versano l’Ateneo di Siena e il sistema universitario nel suo complesso, ribadisce la propria critica al Governo sui profondi tagli operati sui finanziamenti, che negano una reale autonomia degli Atenei.
    In questo contesto, è particolarmente incomprensibile l’atteggiamento punitivo nei riguardi dei Ricercatori universitari con il cui volontario contributo le Università hanno potuto mantenere una qualità elevata anche
    nella propria offerta didattica.
    In virtù di ciò, questo Senato Accademico ritiene di rinnovare il proprio invito al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nonché a quello dell’Economia e Finanze a definire con urgenza una politica che non penalizzi ulteriormente l’Università e in particolare i Ricercatori che aspirano a progredire nella carriera accademica sottoponendosi ad una rigorosa valutazione.
    In linea con le scelte e gli orientamenti di altri Atenei, e consapevole di dover dar voce efficacemente alla volontà di protesta espressa da più componenti dell’Ateneo, il Senato Accademico:
    1. delibera il rinvio dell’inizio delle attività didattiche dell’Ateneo all’11 ottobre p.v.;
    2. dà mandato ai Presidi di convocare assemblee di Facoltà, anche al fine di informare gli studenti sulla situazione attuale e sui motivi della protesta;
    3. dispone la diffusione della presente mozione a tutti gli studenti, agli organi di stampa, agli altri Atenei, alle Conferenze dei Presidi, alla CRUI e agli Enti locali;
    4. dà mandato al Rettore di aderire alla creazione di un tavolo interistituzionale che coinvolga gli Atenei toscani e le Istituzioni locali, al fine di coinvolgere la cittadinanza e il territorio nella protesta e nelle proposte dell’Ateneo.»

  27. Per carità questo governo fa pena, ma i “nostri” non sono da meno! Mio Dio, non sono un po’ in ritardo? Quattro mesi fa non era già così la situazione? Chi non sapeva della protesta dei ricercatori? Fortunatamente c’è il governo ladro, che dà sempre un alibi. Che pena! Questo blog parla da mesi della gravità della situazione e della necessità di provvedere. Alle sedi distaccate, a Pontignano, a Buonconvento (c’è anche Badesse?)… e a che altro ancora? Fate pena, solo pena e rabbia.
    Mi sento come tra i 2mila di Eutelia, anch’essi travolti dai gagliardi senesi. Chiedete ai maestri della Comunicazione che ve ne parlino…

  28. Di seguito un comunicato del rettore Silvano Focardi. La Dott. Ines Fabbro dovrà aspettare un altro mese prima di prendere servizio. Mentre si gode la sua dorata pensione, ce la farà a rendere pubblico il suo curriculum?

    «Durante la seduta odierna del Consiglio di amministrazione, che si è da poco conclusa, ho acquisito il parere favorevole della maggioranza dei Consiglieri sulla procedura di nomina di un facente funzione per la direzione amministrativa. Ho quindi comunicato di aver individuato per tale incarico, che avrà termine il 31 ottobre 2010, la responsabile dell’ufficio Legale, avvocato Ilaria D’Amelio che verrà affiancata da un gruppo di lavoro tecnico che individuerò successivamente.»

  29. Parliamo del curriculum dell’impiegata che è stata nominata Direttore amministrativo fino al 31/10? Parliamo di nomine personali come se la carica di DA corrispondesse a quella di capo della segreteria del Rettore?
    Nessuno fa interrogazioni, suppongo. E nemmeno denunce. Ai leghisti va bene così? Quale sarà la loro prossima mossa di campagna elettorale comunale? Come se di università sapessero e gliene fregasse qualcosa, a parte le loro uscite ad alzare il livello di odio nel paese, le corsie preferenziali per gli studenti del nord, gli stemmi della lega a scuola… mi meraviglio che in uno spazio di colti, docenti e teste pensanti si dia loro spazio.

  30. Leggo oggi su “la Repubblica” (naz., p. 12) dalla penna di quella eccellente giornalista che è la Franca Selvatici dei soliti intrecci di Verdini con l’osservazione: «Dunque MPS – la terza banca italiana, tradizionalmente ritenuta vicina al PD e guidata da Giuseppe Mussari, già attivista della Fed. giov. com. ed esponente del Pci-Pds – è indirettamente socio del Giornale della Toscana del’on.le Verdini” e in Edi.B di Gubbio figura MPS Investiments: nel CdA c’è on.le Rocco Girlanda del Pdl e pubblica i giornali del gruppo “Corriere”, come quello di Siena!
    Girlanda naturalmente lo ricorderete anni fa ossequiato e premiato al SMS in tutta pompa per un premio (che è il Frajese quello che fanno all’Annunziata? sponsorizzato dal Bisi, Canale 3 ecc.).
    Non è sconcertante? E voi volete salvarvi con il prof. Riccaboni dell’allegra cordata PD, come peraltro il Focardi?
    Auguri, Signori miei!

  31. Mi meraviglio che in uno spazio di colti, docenti e teste pensanti (forse non tutte), si dia spazio a chi vorrebbe negare la parola e l’azione a qualcuno, chiunque esso sia.
    Se poi, come generalmente fanno gli stolti, piace generalizzare, strumentalizzare e agire senza senso, e si vuole togliere i diritti a chi sta antipatico, senza pensare che sul nostro territorio gli esponenti locali della lega, si stanno battendo coraggiosamente per la legalità e i diritti dei cittadini, contro un sistema arrogante, marcio, affarista, speculatore e che conta sulla totale impunità, facciano pure.
    Difendere chi agisce con questi principi (e gli inciuci in piccola parte descritti dal post di laura) perchè forse fa comodo e porta “buono” la dice lunga sull’etica di questi furbacchioni.
    Ribadisco la mia apertura e il mio consenso a tutti coloro che, nel nostro territoio, non si sottomettono al “sistemone”, siano essi della lega, dell’IDV, dei Grillini, di Rifondazione e via dicendo, a prescindere dalle loro posizioni nazionali, che come più volte detto, ho difficoltà ad accettare.
    Abbiamo un'”emergenza democratica” in casa, ma qualcuno ci vorrebbe distogliere dal problema facendo un gran polverone.
    Furboni, per dirla alla Grillo … vaffa….!!!

  32. rodolfo scrive:
    28 settembre 2010 alle 19:23

    Mi meraviglio che in uno spazio di colti, docenti e teste pensanti (forse non tutte), si dia spazio a chi vorrebbe negare la parola e l’azione a qualcuno, chiunque esso sia.
    ………….

    Allora meravigliati di te stesso, caro Rodolfo.

  33. …veramente patetico.

  34. Stavrogin, per la mia educazione e la mia etica ho sempre portato rispetto a tutti, anche a quelli che ritengo venduti, servi e interessati, cioè ai discepoli interessati di questo perverso sistema politico senese.
    Rimango in questa linea, pur a fronte di due commenti che sarebbero meritevoli di ben altre risposte e ben altri toni.
    Spero che questa lezione ti serva a imparare educazione e rispetto degli altri, delle loro idee e dei loro principi, anche se non condivisi.
    Se poi vuoi avere il lusso di pontificare, di dire tutte le più varie caz…e, di offendere le persone senza avere contraddittorio o reazioni penso ti convenga cambiare blog.

  35. Calma, calma, non è tempo per perdersi in personalismi! Godetevi la vignetta di ZOOM, forse la più bella finora!

  36. Se si ha la melma alla gola ogni aiuto è gradito!

    Stavrogin … comprendo la tensione in chi milita da tempo nel blog scrivendo in modo così curato e appropriato circondato da indifferenza e ignavia!

    Provvidenziali i nuovi arrivi da Laura a Rodolfo, animati da sincera volontà di sapere di capire di contribuire alla informazione e alla riflessione!

    Proprio per le attuali drammatiche difficoltà sia benvenuto il sostegno da parte di chiunque, senza che rilevino il colore o il carattere o il censo!

    W quindi le persone in buonafede pur se leghiste!

  37. Tommaso Detti: «Sembra quasi che ci sia una congiura che impedisce all’Università, quando intende rimettersi in moto, di farlo.»

    Il fallimento si chiama congiura?

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