«Una sinistra terrorizzata dall’idea che una figura terza non consenta di gestire l’Ateneo senese in modo clientelare»

Agostino Milani (Consigliere comunale Siena). Abbiamo letto con particolare attenzione la nota del PD sull’università senese, nota firmata da Meloni e Mugnaioli, che ci svelano il disagio di questa sinistra che, dopo avere irresponsabilmente contribuito al disastro, oggi teme che le rovine possano cadergli addosso. È da segnalare innanzitutto ed in termini positivi come, su una vicenda dove, quotidianamente, tutti dicono la propria e spesso a sproposito, pur se dopo un ritardo troppo prolungato, i nostri biumviri intervengano sostenendo addirittura come il piano di risanamento Focardi-Barretta rappresenti l’unica strada da perseguire. Il fatto che abbiano impiegato qualche mese a scoprirne la validità, dopo una campagna elettorale piena di veleni e dove per lo più si sono schierati contro lo ”sfascista Focardi”, nonché l’allarme per un possibile commissariamento dell’Ateneo senese, fa pensare che Meloni e Mugnaioli siano talmente terrorizzati dalla prospettiva del commissariamento da proporre loro stessi Focardi come commissario. Eppure il commissario, indipendentemente dal colore del Governo che lo nomina, dovrebbe costituire una figura terza che interviene al di sopra delle parti e dei clientelismi di vario genere (sindacale o baronale non fa differenza).

Tutti abbiamo compreso come siano stati i favoritismi a rovinare una università dove cattedre inventate per sistemare figli, figliastri e nipoti vari, costano quanto il personale tecnico amministrativo, senza però servire a nulla. Salvo a togliere visibilità a quei cervelli che, o per mancanza di spazio o per non accettare la connivenza con il sistema delle clientele, abbandonano la città per approdare ad altri lidi, spesso anche all’estero, causando così al territorio un danno che, nel migliore dei casi, ci vorranno generazioni a rimediare.

È chiaro che per salvare l’università non bastano i ragionieri, ma ci vuole un progetto strategico di rinnovamento e qualcuno che possa portare avanti il progetto con decisione, senza preoccuparsi delle clientele. Ed è proprio su questo aspetto che Meloni e Mugnaioli tradiscono i loro timori ed intenzioni affermando «L’obiettivo è spudorato: insediare un commissario “amico degli amici” che gestisca politicamente l’Ateneo nella fase delle elezioni comunali, per tenere sotto scacco i dipendenti e la città». Ovvero, siccome loro intendono l’Università come un luogo da gestire politicamente, in senso clientelare, per la conquista ed il controllo del consenso in campagna elettorale, sono terrorizzati dall’idea che ci possa essere qualcuno, anche una figura terza, che non consenta di gestire l’Ateneo come se fosse “cosa loro”.

E così, dopo avere auspicato che la magistratura concluda al più presto le indagini sulle responsabilità di un “buco storico”, dimenticando per altro che la magistratura accerta le responsabilità penali e non quelle politiche e/o morali, i nostri eroi concludono sostenendo la necessità di convocare nuovamente il tavolo interistituzionale per verificare il piano di risanamento. Dal momento che, come da loro stessi asserito, il piano di risanamento Focardi-Barretta rappresenta l’unica strada da perseguire, per quale motivo convocare un tavolo per verificarne la validità. Non sarà mica che questo tavolo, che non ha prodotto risultati per l’Ateneo, debba servire a cominciare a mettere a punto la gestione politica dell’Ateneo nella fase delle elezioni comunali?

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52 Risposte

  1. “Non dimenticate che ogni popolo merita il governo che tollera!”
    LA ROSA BIANCA

  2. Weiße Rose(http://www.rosabianca.org/index.php/it/le_radici/i_volantini_1941_1943/weisse_rose_primo_volantino)… questa e roba di Germania …

    C.S. (Commissario Subito)

  3. La prima osservazione che viene da fare è: ma che apparato burocratico ha il PD? Un esercito di portavoce, coordinatori, segretari comunali, provinciali, della circoscrizione, del cortile, delle scale del condominio. Come diceva Jaroslav Hašek una plètora di “ussari da scrivania”. Io ‘sto Taccioli non l’avevo mai sentito nominare.
    Passo a scegliere, nel cumulo di cretinate contenute in queste poche righe (http://www.sienanews.it/news/58567/Taccioli_%28Pd%29_Commissionare_lateneo_sarebbe_un_grave_danno_di_immagine.aspx), quelle più eclatanti.

    “Il commissariamento che invocano è un atto che va contro la città e a discapito dell’immagine dell’Ateneo, oltre che illegittimo, perchè non previsto dalla legge”.

    A parte che il fatto che una cosa non prevista per legge non significa che sia illegittima, anzi di solito è il contrario. E comunque per ora, caro gazzillorino, perché siccome al governo non ci sei tu e i tuoi amichetti, ma altri (sulla cui produttività e cura dei diritti dei cittadini c’è comunque molto discutere), dal 14 ottobre (che è giovedì), potrebbe anche diventare “legittimo” essendo previsto nella legge Gelmini. E comunque si può sempre andare per analogia con altri enti pubblici le cui risorse siano state sperperate oltre ogni limite da politicanti di bassa lega.

    “L’obiettivo per cui il Pd ha lavorato e sta lavorando, invece, è quello di salvaguardare l’Università di Siena, che è uno dei tesori della città e dei pilastri fondamentali del nostro territorio”.

    Dunque: in primo luogo accostare la parola “PD (senese)” alla parola “lavorare” fa rizzare i capelli in testa a chiunque abbia un minimo di buon senso. In secondo luogo l’Università è STATALE, capito Taccioli?, STATALE. Il fatto che si chiami Università di Siena e sia a Siena non autorizza i politicanti locali ad utilizzarla, assorbendo risorse dello Stato e sperperandole tutte e facendoci una bella giunta di debiti, per le proprie beghe territoriali. Lo so che c’è stato un Rettore che ha reso l’Ateneo scalino per la propria brillante carriera politica che l’ha messo nelle condizioni di distruggere tutta l’Università italiana e che, bada caso, era (ed è) del medesimo partito di Taccioli, ma – come cantava Morandi – “uno su cento ce la fa”. Taccioli, Meloni e l’altro gregge di coordinatori, segretari, panchinari, pulitori di scale delle federazioni si rassegnino. Sono di un livello nettamente inferiore.

    “Noi riteniamo che l’Ateneo debba uscire il prima possibile dalle sabbie mobili in cui è rimasto bloccato in queste ultime settimane, facendo chiarezza in breve tempo sui passaggi che vengono contestati e ripartendo con un progetto di risanamento finanziario e di rilancio dell’offerta didattica che tenga conto anche del contributo che può dare e ricevere da un territorio come il nostro, che oggi, più che mai, necessita di un’università sana e in grado di produrre competenze per la crescita economica e culturale della provincia”

    Allora: noi chi? Perché anche l’ultimo zerbino del circolo Arci di Geggiano parla col “noi”? E’ del tutto fuori luogo, non hanno una posizione unitaria nemmeno nel partito, viste anche le lettere che si scrivono fra di sé (leggi Monaci vs. Martinelli, Meloni & Mugnaioli vs. Cgil, Bisi et alii, Godzilla vs. Zorro, Pippo & Mario Santonastaso vs. Rambo & Rocky Balboa). E poi: il contributo che può dare e può ricevere dal territorio? Ma se l’avete trattata come una mucca che si munge due o tre volte al giorno senza dargli neanche una palata di fieno. Ma con che coraggio si prendono certe posizioni?
    Ma insomma: prendiamo le liste dei membri del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione degli ultimi quindici anni e vediamo uno per uno di che partito erano (e sono). Dopo si potrà parlare o si dovrà, più probabilmente, tacere.

    “Noi guardiamo all’Ateneo non come una rendita di posizione, ma come uno dei motori di sviluppo e di innovazione con cui affrontare e sconfiggere la crisi economica in atto”

    No no. Loro (loro chi?) non hanno rendite di posizione. Per carità. E poi motori di sviluppo e innovazione. Ma per piacere! Un minimo di dignità. Ma il Bezzini (visto che si parla della Provincia e suoi “membri”, mai espressione fu più azzeccata) non ha niente da dire? Come mai parlano tutti, anche gli usceri della Federazione, e il Presidente della Provincia tace? C’è qualcosa che non va?

    “Nel frattempo, è utile ribadire che solo le istituzioni legate al territorio sono intervenute, in questi mesi, per cercare di migliorare la situazione dell’Università”

    Ah sì? Come? Ero distratto, non me ne sono accorto. C’è qualcuno nel blog che si ricorda degli interventi di Provincia e Comune? Forse Taccioli intende quei tavoli interistituzionali dove arrivavano dal Comune e dalla Provincia con le carriole dei quattrini? A cosa si riferisce insomma?

    “Oltre alla cessione degli immobili, è stato grazie alla Fondazione Mps, che ha erogato diversi milioni di euro per l’Ateneo, e alla Regione Toscana, che ha comprato le Scotte”

    Allora: la cessione degli immobili e la Regione che compra le Scotte sono la stessa cosa e la Regione non è né il Comune né la Provincia. La Fondazione ha dato dei soldi in più di quelli che ha sempre erogato? Anche questo non è stato percepito. Ci sono stati dei contributi straordinari della Fondazione? Non mi risulta.

    “Ciò che le liste civiche vorrebbero vendere come una grande concessione, l’anticipo del Fso, interessa ben 35 università in crisi di liquidità come Siena, se non utilizzano i soldi dell’anno successivo”.

    Non si capisce perché tutti i movimenti politici citati da questo Carneade siano correttamente scritti con la maiuscola iniziale e le Liste Civiche no. L’Fso non so che cosa sia, né credo lo sappia alcun interveniente nella discussione. Forse voleva dire FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario). E col cacchio che lo Stato lo anticipa a 35 università oltre quella di Siena.
    E poi questa storia che l’Ateneo di Siena è in crisi, ma gli altri non stanno meglio non funziona perché mentre gli altri, che ovviamente sono messi in ginocchio dai tagli osceni del Governo da questo anno (vedi il discorso in primavera tenuto da Decleva alla CRUI), Siena – grazie alla politica illuminata del partito di maggioranza relativa sviluppata in anni e anni di dominio dell’Ateneo e della Città – parte con un bell’handicap di 250 milioncini (tanti sono riusciti a mangiarsene). Sicché io fossi in questi cialtroncelli eviterei di tentare la strada del “mal comune fa mezzo gaudio” perché c’è da sputtanarcisi parecchio di più di quanto non abbiano già fatto.

    “In tempi di precarietà del lavoro, poi, gli auguriamo, così come ai suoi amici della Lega Nord, di venire al più presto stabilizzati, superando lo status di stagisti in prova di Pierluigi Piccini”.

    E dài con questo Piccini! Ma Pierluigi, da questo blog ti lancio un accorato appello: ma che hai combinato, brutto malandrino che non sei altro? Hai dei poteri malefici che non ti conoscevo! Spero di non entrare mai a far parte dei tuoi nemici perché altrimenti, data la tua potenza malefica, la morte mi sarà di sollievo.

  4. Il comunicato di Agostino Milani, ripreso integralmente da questo blog, ha subito qualche lieve ritocco nella pubblicazione sul “Corriere di Siena” che, secondo l’autore – di cui riportiamo la precisazione -, ne ha alterato il senso. Ecco il link all’articolo contestato:
    https://ilsensodellamisura.com/files/2010/10/Corrsiena.pdf

    PRECISAZIONE
    Caro Direttore faccio seguito alla pubblicazione di un mio intervento, per dispiacermi che il senso dello stesso sia stato, in qualche modo, alterato.
    Vorrei sottolineare come nel comunicato non ci fosse nessun elemento dal quale si possa evincere il mio passaggio o meno al partito di Fini e poi come lo stesso avesse per oggetto l’intervento del PD sull’Università.
    In altre parole non mi sono espresso sul possibile commissariamento, ma sul fatto che il PD sia terrorizzato da qualunque eventualità che non consenta “loro” di gestire politicamente l’Ateneo nella fase delle elezioni comunali.
    Contestualmente mi sono chiesto quale senso avesse per il PD ipotizzare una nuova convocazione del tavolo interistituzionale per verificare la validità del piano Focardi-Barretta, quando gli stessi Meloni e Mugnaioli lo definiscono come l’unica strada di risanamento da perseguire.
    Concludevo domandandomi se questo tavolo, che non ha prodotto risultati per l’Ateneo, non debba invece servire al PD per mettere a punto la gestione politica dell’Ateneo?
    Con la cordialità di sempre
    Agostino Milani

  5. Io in quanto convinto del fatto che il PD rappresenti ormai il peggio di Siena, una pletora di raccomandati che in un mondo normale non conterebbe niente, sono un tifoso di Taccioli.

    Taccioli fan club. Più cretinate dice meglio è!

  6. Sabino Cassese, docente di diritto amministrativo, sostiene che i commissari servono per ottenere tutto subito senza nulla ottenere mai.
    Quando nel nostro paese si presenta un problema scatta subito la nomina di un commissario. Infatti ne abbiamo qualcosa come diecimila (più o meno mille o più o meno duemila: non si sa). Con quali risultati non è dato di sapere. Fanno notizia quando vengono nominati ma nessuno ha mai avuto notizia di cosa producano o di cosa abbiano mai prodotto.
    Si sa che i costi di ogni commissariamento sono piuttosto profumati: gli stipendi sono più alti del 40-60%. Infatti alla Corte dei Conti hanno una sola certezza: i commissariamenti costano parecchi soldi alla comunità. Un miliardo? Tre miliardi? Non è dato di sapere. Abbiamo una Corte dei Conti strana: non sa quanti commissari abbiamo e quindi non è capace di fare i conti con esattezza e dirci quanto in più ci costano rispetto alle amministrazioni ordinarie. Alla Corte dei Conti hanno comunque il sospetto che i commissariamenti non funzionino perché se risolvono i problemi finisce il loro mandato e quindi finiscono le loro prebende. Infatti, per limitare lo spreco di denaro pubblico, per legge i commissariamenti avrebbero una precisa scadenza. Ma fatta una legge ecco che come per incanto si trovano mille vie per aggirarla. Tant’è vero che a furia di proroghe ci sono una marea di commissari insediati da tempo immemorabile.
    Il comune più efficiente del paese è quello di Milano eppure il suo sindaco riceve uno stipendio aggiuntivo in qualità di commissario. La Moratti è commissario all’expo 2015. Ci si chiede quindi se la nomina di un commissario serva per risolvere i problemi o serva piuttosto per distribuire prebende. E se questo succede a Milano figuriamoci cosa può succedere a Catania, Napoli, Casal di Principe, Gallarate, Canicattì o Castelnuovo Berardenga Scalo.
    Chi conosce un commissario che ha risolto un qualche problema batta un colpo.
    Diciamo che, in barba al debito pubblico, i nostri politici hanno un compito improbo: non sanno più a quale santo votarsi per riuscire a distribuire la gran quantità di soldi pubblici disponibili per incanalare consensi e voti. I commissariamenti rientrano cioè nei famigerati costi della politica.
    Questo è il panorama riguardo ai commissari. In sintesi: cuccano gran soldi senza nulla produrre. Basti vedere cosa ha prodotto e cosa produce Bertolaso, il più famoso di tutti.
    A cosa servirebbe quindi il commissariamento dell’Università di Siena è facilmente prevedibile: da una parte servirebbe ad usarla come ulteriore scusa per nominare amici degli amici ben pagati in grado di portare voti agli amici degli amici. Dall’altra parte sarebbe l’unico modo veloce per scalzare i comunisti di berlusconiana memoria dalla gestione dell’Università. In effetti, dopo decenni di saldo controllo i comunisti di berlusconiana memoria sono riusciti soltanto a portare l’Università sull’orlo del fallimento. Ma sorge però una questione di non poco conto: dopo il ribaltone operato dal commissariamento nessuno può garantirci che l’insediamento della fazione politica avversa porterà a un cambio di rotta. Dopotutto siamo quelli che hanno prodotto una delle frasi più ammirate del mondo: “qualcosa doveva cambiare perché tutto restasse com’era prima”.
    Siamo certi che ci convenga metter mano al portafoglio? Ai colpi di mano continuo a preferire la democrazia. Se non si riesce a scalzare i comunisti di berlusconiana memoria la colpa sta nell’incapacità dei loro competitors. Nessuna meraviglia: si tratta di un fenomeno bipatisan. Questo governo ha demolito l’istruzione pubblica e l’opposizione non se n’è ancora accorta.

  7. No, purtroppo se ne è accorta, ma aveva cominciato lei, caro amico, perciò ha difficoltà ora a trovare soluzioni ed è ‘bipartisan’ come dici (forse era meglio dire ‘speculare’?).
    Perciò non c’è pericolo che venga nominato commissario uno come il prof. Ascheri. Chi l’ha proposto è stato di una ingenuità incredibile. Come pensare che obbedirebbe ai committenti?
    A proposito, visto che domani parla Berlinguer al Santa Chiara, perché professore non cerca gli articoli che dice di aver scritto negli anni Novanta sulla sua gestione? E’ storia più interessante di quella di cui parlerà Berlinguer domani di sicuro.

  8. Caro Petracca,
    siamo a Siena, città del Barbicone, siamo innamorati della nostra Università e ora, sembra, siamo più vigili : chi passa per Banchi di Sotto inizi ad aprire gli ombrelli …

    C.S. (Commissario Subito)

  9. Scomparso il mio messaggio cui si riferisce Archimede, che ringrazio come al solito anche per avermi avvertito: tecnologia TLS? Scherzo, naturalmente… A proposito, gli rispondo subito: ritrovare gli articoli universitari degli anni ’90 non è facile, ma giuro che il tempo lasciatomi libero dai disastrosi (vertici, non ho nulla contro la base, anzi…) PD senesi lo dedicherò in parte anche a quel ritrovamento ‘storico’; intanto sto chiudendo un libretto con la mia biblio, che ho già promesso al Bisi: sarà fuori commercio, per cui accetto prenotazioni (serie).
    Riecco il mio messaggio saltato:

    Intervengo non solo perché sono uno dei docenti che il felice ‘sistema Siena’ ha incoraggiato ad abbandonare l’ Ateneo senese o perché qualcuno mi ha proposto come commissario ideale, conoscendo io piuttosto bene la situazione dell’Ateneo, per rimediare al disastro attuale – di cui intravidi le premesse negli anni Novanta, come qualcuno dei meno giovani ricorderà per quel che ero l’unico a scrivere.
    Intervengo piuttosto a futura memoria come cons. com. uscente e per domandare agli amici della sinistra – soprattuto dei giovani, spesso presi in giro – quanti si sono resi conto non solo del danno che deriva dalla segretezza (poco di sinistra, mi si ammetterà) delle procedure di contribuzione della Fondazione MPS (qualcuno dirà: tanto ora non arriverà più un duino), ma anche di istituzioni di cui pochi riconscono la natura.
    Mentre i ‘lavoratori della conoscenza’ (ma si poteva trovare un’etichetta più infelice?) sono in agitazione per le privatizzazioni dell’università e la berlusconiana tendenza contro il ‘pubblico’, Vi segnalo il caso TOSCANA LIFE SCIENCES. Ebbene, che c’è di più privatistico? E’ Fondazione (quella che si aborre…) tra enti locali Regione compresa ma addirittura con partecipazione delle tre università toscane, oltreché delle due ‘Normali’ e dell’Ospedale senese! Con essa si è ESTERNALIZZATA certa ricerca puramente e semplicemente e con rigido controllo politico (quando è della sinistra va bene?) visto chi nomina nel CdA!
    Peraltro andasse bene! Non è come la Siena Biotech, una voragine per soldi pubblici o parapubblici con rientri assai dubbi, ma anche qui gli ultimi bilanci non sembrano brillanti. Mentre i debiti, ratei ecc. sono saliti, passando dal 2008 al 2009, di quasi 1,5 milioni, il conto economico presenta utili decrescenti: 2007 644mila, 2008 393mla, 2009 251mila. Come si vede si tratta di cifre consistenti.
    Inoltre, l’osservatore esterno è naturalmente portato a chiedersi che tipo di integrazione ci sia tra la sua attività e quella di gruppi multinazionali (un tempo visti con sospetto dalla sinistra e ora omaggiati da mane a sera: io sono vecchio) come la Novartis.
    Ma saranno solo sospetti e sicuramente qualcuno come Gianna dirà che sono ‘esagerato’. Speriamo: non dico altro, salvo ‘buona domenica’, amici miei, e complimenti ad Agostino.

  10. A scanso di equivoci premetto che conosco poco o niente Mario Ascheri ma per quel poco o niente che lo conosco devo dire che sono un suo estimatore. Conosco di più Raffaele (è suo figlio?) per via del suo famoso libro sulla casta.
    Detto questo, devo anche dire che un gruppo di persone che conosco per averci lavorato insieme per dieci anni ha avuto il coraggio di abbandonare Novartis per fondare una società in Toscana Life Sciences. Ora non so bene come stiano andando ma posso assicurare che nessuno di loro era di sinistra o ammanicato col potere di sinistra a Siena. So solo che è gente che lavora notte e giorno, esattamente come faceva quando era in Novartis. Meritano fortuna per la loro intraprendenza e per la loro competenza. Gli auguro quindi ogni bene. Chiunque abbia viaggiato un pò in Europa sa quanto diffuse siano all’estero (Germania, Inghilterra, Francia) le società strutturate come la TLS di Siena. Un modo per stare insieme e fare la massa critica per competere con i big e riuscire anche ad attrarre quei finanziamenti europei alla ricerca per attrarre i quali sono campioni gli spagnoli, i tedeschi, i francesi e gli inglesi mentre noi paghiamo 100 all’Europa e riusciamo a far tornare indietro dieci o venti.

  11. Caro Professor Ascheri, parole sante le sue!
    Il connubio criminale tra università e industria è stato ampiamente denunciato da eminenti quanto inascoltati scienziati (Marcia Angell, già editore capo del New England Journal of Medicine e attualmente Senior Lecturer presso il dipartimento di Medicina Sociale della Harvard Medical School, tra gli altri).
    Si tratta di una associazione a delinquere (un’altra, come se non bastasse!) destinata per lo più a sostenere il business dei farmaci e non certo a promuovere ricerca di qualità o tutelare la salute della gente!
    Sulla dimensione provinciale e sarei per dire “paliesca” di tale connubio ci sarebbe, secondo me, moltissimo da dire e da indagare… i soggetti dell’indagine li ha individuati lei magistralmente. Sintomatica e significativa la campagna “pubblicitaria” lanciata e orchestrata, non molto tempo fa dall’industria e sostenuta dalla nostra università, sulla vaccinazione contro l’influenza “suina”, nota bufala internazionale e fiasco dell’industria passato colpevolmente inosservato.
    Da cittadino dico solo che l’industria farmaceutica basa il suo malaffare su un’umanità malata e dubito seriamente che essa possa avere a cuore la qualità della ricerca o la “salute” della gente.
    Da medico mi limito a dire che le ingerenze dell’industria farmaceutica nella medicina (tutta la ricerca medica mondiale è dominata da “Big Pharma”) hanno distrutto la professione medica e promettono danni ben più gravi e irreparabili se nessuno proverà a contrastarle efficacemente.
    Purtroppo, tutto intorno non vedo altro che burocrati di partito incompetenti e amministratori corrotti e ignoranti e sarà difficile uscire da questo tunnel senza il forte impegno morale, civile e sociale di tutti gli uomini liberi e di buona volontà…
    Tutto questo e molto altro ancora l’ho scritto nel mio libro che sarei lieto di inviarle in omaggio se mi manda un indirizzo di posta a mastrangelo@unisi.it.
    Cordialità
    Domenico

  12. Complimenti, certi giornalisti, ancora una volta, si sono dimostrati quelli che sono: dei servi! Se ti attacca il Partito non puoi replicare, se scrivi non ti pubblicano o ti storpiano… peccato che non si rendano conto che non sono capaci di fare quello per cui vengono pagati e per cui sono iscritti all’ordine, cioè informazione, e che si rendono ridicoli di per sè!

  13. Un generico scetticismo sul commissariamento non mi sembra condivisibile, molto dipende dalla persona del commissario e dai poteri che gli venissero conferiti, sono invece in totale disaccordo con l’affermazione che l’università sarebbe “sull’orlo del fallimento”. L’università è fallita, e se la procedura di legge non è scattata si deve solo al fatto che, come ebbi a scrivere tempo fa, non si tratta di un negozio di camiceria.
    Piuttosto rilevo nel dibattito in corso sul blog un lieve strabismo che tende ad accentuarsi in certi interventi. Mi riferisco al fatto che il problema dell’università sta diventando lievemente eccentrico per lasciare spazio a questioni di politica locale, anzi, sta assumendo sempre di più la funzione di un cavallo di Troia che favorisca l’ingresso massiccio di scontri per il potere locale, regolamenti di conti tra fazioni, messaggi alla nuora perché intenda la suocera. Ora, se dal punto di vista di un politico locale l’università rappresenta una tessera, sia pure importante, del puzzle cittadino, o, per usare una metafora scacchistica, un pezzo sulla scacchiera dello scontro per la supremazia nel partito e/o per la conquista del Comune, per gli operatori dell’università la prospettiva dovrebbe essere esattamente capovolta. La centralità del dibattito dovrebbe tenerla l’università stessa, il circostante dovrebbe entrarvi solo in quanto attinente ad essa e ai suoi problemi. La cementificazione, la Novartis, la TLS o l’orinatoio di Porta Camollia, e chi più ne ha più ne metta, sono, in questa situazione soltanto fuorvianti.

  14. Come quasi sempre Outis mi trova d’accordo su tutta la linea. Mi permetto di aggiungere, anche a commento di Petracca, che di commissari, o meglio, di figure di commissario ne esistono parecchie. Fra queste (che Cassese non cita e probabilmente perché sta parlando d’altro) c’è il Commissario “ad acta”, una figura che viene in essere soprattutto nei casi di Comuni o enti locali con infiltrazioni mafiose (senza voler offendere nessuno direi che l’analogia è almeno pertinente). Quali sono i compiti del commissario ad acta? In analogia a quanto disposto per i Comuni, dando cioè per scontato che il Sindaco equivalga al Rettore, la Giunta al Senato Accademico e il Consiglio Comunale a quello di Amministrazione e a spanna direi che ci siamo, il commissario arriva ed esautora immediatamente tutti questi organi e si sostituisce loro, rimandando i membri di tali organi a fare il lavoro che facevano prima di essere eletti. Visto che si rinviano le lezioni per mancanza di docenti, intanto si rimanderebbe a calci in aula della gente che tali aule le ha abbandonate da un po’ per dedicarsi a ben altri traffici (e speriamo in bene, perché per molti di loro non è mica scontato che sappiano fare il lavoro per cui sono pagati e quindi a rimetterci sarebbero, ancora una volta, gli studenti). Dopodiché gli acta che il commissario deve fare sono quelli volti a riportare in pari il bilancio. E qui cominciano i dolori per giusti (non Francesco) ed ingiusti. Perché egli è un plenipotenziario e quindi può prendere la gente (tutta, anche i signori docenti) e mandarla in mobilità. Per inciso Cal spesso ha parlato di licenziamenti. Non è così nei comparti pubblici. Il licenziamento non è praticamente previsto. Certo che con mille euro di stipendio dover prendere baracca e burattini per un trasferimento al, che so io, Comune di Lambrate prefigura una situazione pesante, ma tant’è …
    Quanto alla seconda parte dell’intervento di Outis direi che è sacrosanta. Siamo d’accordo che l’Ateneo è senese e quindi c’entra con la politica senese, con l’economia senese, col potere senese. Però cerchiamo di stare sul punto. Qui si parla di università e se si sposta l’attenzione su altro si fa il gioco di chi ha interesse ad intorbidare le acque. Il rappresentante dell’Università in Fondazione, il Prof. Bertelli, ha preso i 2750 euro a seduta come li avrebbe presi chiunque altro e sono sicuro che ha sempre lavorato lì dentro proteggendo, per quanto possibile, gli interessi dell’Ateneo. Cosa facciano le partecipate del Comune o della Provincia, come siano gestite e quanto costino alla collettività non vedo come possa costituire tematica per questo blog nella cui intestazione si parla di “nuova Università a Siena e non solo” intendendo con “non solo” “non solo a Siena”, no “non solo Nuova Università”.
    Quindi per cortesia stiamo sull’Università di Siena e non solo, ma sull’Università. Sennò facciamo casino e basta.
    Domanda: abbiamo bisogno di un commissario (plenipotenziario ad acta) all’Università di Siena? C’è chi dice di no, c’è chi dice di sì. Quando verrà aperto un blog sulla Novartis o sulla Toscana Life Sciences chi vorrà potrà dire la sua sul commissariamento di queste aziende o sulla loro gestione. Per il Comune e la Provincia il blog c’è di già: http://ilsanto235.blogspot.com.

  15. Scusate, non capisco! Milani parlava di rapporti di un partito importante proprio con l’università e Ascheri di TLS di cui lamentava la esternalizzazione di ricerca che potrebbe essere fatta, immagino, all’università. O sbaglio? Voi siete più bravi e io penso piuttosto a far cena per i figli, ma non capisco quest’arroccamento. Il santo è un blog molto targato, lo conosco, lo conosco, qui si era sempre parlato di tutto in qualche modo connesso all’università e lo apprezzavo proprio per questo. Se non lo è la politica locale! Quante volte avete detto, anche voi mi pare, che il tavolo inter-istituzionale non è mai stato efficace? Mugnaioli-Melani parlano anche della mobilità assicurata dagli enti locali, ma quanti ne hanno avuto possibilità? Si sa, prof. Grasso? Nel mio ufficio, pubblico, tutti dicono che spostarsi ora è difficilissimo.

  16. Ringrazio vivamente Petracca (sì, Raffaele lo sciagurato è mio figlio), Mastrangelo (scrivo a parte) e Laura.
    Mi spiace per le critiche ai ‘politici’ che invadono con problemi del Comune ecc. questo blog. Mah, mi sembra critica nuova. Non sarà il timore di vedermi un giorno commissario? No, via, nessuna paura: sapete bene che non è possibile. Chi nomina un indipendente?
    Si parla piuttosto di Focardi, no? Anche se sarebbe un po’ buffo il giorno in cui fosse convalidata l’elezione di Riccaboni. Comunque, sono stato a Siena tanti anni e sono sicuro di aver pestato più di un piede; certo ho anche alimentato degli equivoci: parce! Dovrebbero piuttosto essere contenti che sto chiudendo bottega…
    Ma devo ripetere: il problema Novartis (cui si sta lasciando mano libera per il parco scientifico e pare tra l’altro su una villa importante del ‘500), Siena Biotech e TLS (grazie Petracca per le precisazioni: confessavo di saperne poco, mentre so delle incredibili risorse che succhia Biotech senza, pare, profitti apprezzabili) sono questioni molto connesse all’Università di Siena, perché incidono sulle risorse pubbliche che localmente potrebbero essere destinate al risanamento e al rilancio dell’Università. Se poi in TLS la politica non ha condizionato il gruppo ex-Novartis è un vero piacere: non è normale a Siena, come sapete meglio di me toccando con mano gli intrecci inestricabili di potere all’università e la discrezionalità che governa tante erogazioni.
    Ma tanto basti e scusate l’occupazione dello spazio. Domani bisogna lavorare, cari signori. Buonanotte a tutti!

  17. Scusi, professore, ma Lei ha sempre delle ingenuità che mi fanno dire, scusi, che non è proprio tagliato per la politica. E forse, di sicuro è anche un Suo elemento di forza. Non ricorda che uno degli affermati capi del PD senese cittadino è stato Suo allievo? E che altri sono sparsi qua e là e possono avere motivi di risentimento per mille motivi anche se a suo tempo aiutati o proprio per questo? Ad altri ha dato certo più che a me ridotto alle cantine (troppo piene anche); c’è anche chi l’ha fatta litigare con metà disciplina per l’eccesso di protezione sua, o sbaglio? L’anonimo nasconde di tutto. Solo Lei, Grasso, Petracca e Lorè, mi pare, se la sentono di intervenire mettendoci la faccia.
    Ma continuate a parlare di politica locale. Ci mancherebbe! Proprio Voi che non avete spazio nei media dovreste trovarvi la porta chiusa qui? I puri soloni dell’accademia (ci sono?) fanno presto: semplice, se vogliono saltino i Vostri post.

  18. outis scrive:
    10 ottobre 2010 alle 15:14
    «L’università è fallita, e se la procedura di legge non è scattata si deve solo al fatto che, come ebbi a scrivere tempo fa, non si tratta di un negozio di camiceria.»

    Bene, anzi malissimo. A fronte di un fallimento e di tale portata e fisionomia c’è da interrogarsi sulla qualità tecnica e morale della Facoltà di Economia!
    Scienza – a quel che m’hanno insegnato – non vuol dire solo sapienza ma soprattutto senso critico e tensione civica, che devono animare un ricercatore Docg!
    Qui si son sfasciate e sfondate le casse d’un ateneo e nessuno ha battuto ciglio né detto pio, roba che se la faceva Pinco era interdetto e ingabbiato!
    Ma siamo nella realtà o nell’incubo di un mondo alla rovescia dove la colpa è delle vittime e tutto è permesso e possibile come nel paese di Alice?

  19. @ Mario Ascheri

    Nessun timore nel vederla commissario. Per quanto mi riguarda possono anche nominarla El Supremo, qualche obiezione invece sull’inestricabilità dei rapporti tra politica locale e università e in particolare sull’argomento che certe attività incidono sulle risorse comunali che potrebbero diversamente essere dirottate sull’università. Teoricamente tutto è politica, da un marciapiede dissestato al buco leggendario, è anche vero però che esiste un luogo dove si rilevano, attraverso interrogazioni, tali guasti e un ufficio tecnico addetto alla manutenzione dei marciapiedi, e, al contempo, istituzioni universitarie che hanno il dovere statutario di progettare e mettere in atto piani per la soluzione dei problemi economici e di tutto ciò, e non è poco, che vi è connesso: didattica, posti di lavoro, carriere rese improvvisamente fantasmatiche, certezza degli stipendi, immagine dell’istituzione. Se non si focalizzano questi problemi si rischia di allentare la concentrazione degli sforzi necessari a limitare almeno i danni. E’ necessaria una maggiore concretezza e a ciò non corrisponde l’ipotesi che il Comune potrebbe riversare nel maelstrom risorse dedicate ad altro, anche perché, per questa strada, si potrebbero elencare chissà quanti contributi pubblici, magari per l’acquisto di magliette per la squadra del Geggiano, il che, come si vede, ci porterebbe lontano dalle questioni pressanti e non farebbe che diluire il dibattito. Ribadisco qui una domanda, non da poco, fatta da Chiamatemi Ismaele: Commissario sì o commissario no? Che mi pare una questione po’ più incombente della Novartis.

  20. Commissario sì o no?
    Su questo quesito noi senesi possiamo auspicare nell’uno o nell’altro senso – positivo come i più dicono ormai – ma dipende davvero poco da noi; possiamo solo sperare che sia qualcuno che ama la nostra università e la città come il prof. Ascheri!
    A me da senese interessa eccome che il settore scientifico sia messo sotto l’egemonia della Novartis. Ai tempi di Marcucci – chi è più grande lo ricorderà – era venuta fuori una richiesta analoga, ma la città resisté; oggi la multinazionale evidentemente ha radici forti se non interessa agli universitari. Esternalizza eccome, privatizza eccome, ha ragione da vendere Mastrangelo che ne parla nel suo libro. Bravo!
    Se restate chiusi nel vostro cantuccio continuate a far vita separata dalla città e intanto i furboni vi esternalizzeranno anche… il Rettore!

  21. Chapeau a Laure!
    Le signore che devono cucina’ so’ molto meglio dei raffinati letterati…
    Un’altra mi istruisce sulla situazione per quanto riguarda l’offerta didattica di corsi linguistici e l’effetto che ha avuto la scelta dell’amministrazione di proseguire nella causa tutt’ora in tribunale di fronte al giudice del lavoro. Il giudice si pronuncerà il 22 novembre.fino a quella data, tutto bloccato.
    L’anno scorso la lingua era presente in tutti i corsi di laurea: oltre 204 corsi per l’anno accademico!
    Quest’anno si offrono solo 40 corsi. Ad ogni lettore è stato assegnato solo un corso. NON ci sono corsi per le matricole di quest’anno. Oltre 2000 studenti quindi saranno senza corso di lingua!
    Questo solo per inglese. E’ stato tagliata l’offerta per la seconda lingua ad Economia. Non è chiara l’offerta didattica di altri corsi, ma alcuni corsi di statistica ad economia non partono.
    Inoltre, non sono stati rilevati i dati per le iscrizioni per gli anni successivi al primo anno.
    Stranamente, in questa situazione, ci sono offerte di fare corsi di lingua inglese dalle facoltà a pagamento perchè c’è la domanda, ma i lettori non hanno accettato finchè la questione giudiziaria non sia risolta.
    Possiamo chiedere al sindaco come intende far fronte alla crisi grave? Ora siamo allo sbando totale.
    Gli studenti non sono stupidi…tanti sono andati via.
    Cosa è costata alla città di Siena in termini economici (introiti mancati) e perdita di immagine?
    L’università di Siena intende diventare un polo secondario dell’Università di Firenze?
    E’ questa la politica delle forze della maggioranza?
    NO COMMENT, altrimenti c’è chi dice che inquiniamo il blog con la politica…

  22. Io vado alla lezione di dottorato del Berlinguer ma non volevo non far sentire la mia (piccola) voce.
    Ascheri sarebe adattissimo. Non si è mai risentito per come lo hanno maltrattato a Lettere e Giurisprudenza costringendolo ad andare a Roma. Dà garanzie di imparzialità e serietà. Chi lo conosce sa che cominciato un lavoro lo porta in fondo con caparbietà e passione. Andate a vedere le sue pubblicazioni in SBS. Nessuno ne ha tante come lui, immagino. Spero che abbia annunciato il disimpegno dale liste civiche e da ZOOM proprio in vista di un possibile incarico del genere. Chi può gli dia una mano. Il dr. Cantagalli? Chi gliene parla?
    Che ne dice prof. Grasso?
    Scusi l’intrusione ma il suo blog è l’unico veramente in tema. In bocca al lupo.

  23. A bridge chi non risponde al seme, pur avendone la possibilità, va incontro ad una renonce, qui purtroppo si gioca fiori e si risponde impunemente picche.

    p.s.
    se ho ben capito il problema dei corsi di lingua è legato al contenzioso tra l’amministrazione e i lettori, ora davanti alla magistratura del lavoro, quello invece che non capisco è cosa c’entri un sindaco in una faccenda del genere.

  24. Certo, può andare a piantare l’albero della libertà in piazza del campo e ballare con i suoi assessori!
    partono un bel po’ di studenti da Siena e così affittacamere, ristoratori ecc. sono tutti lieti e invitati a ballare con loro in piazza.
    Insomma, come quando altrove chiude una banca, un cantiere, un’acciaieria…

  25. Se gli Atenei son corrosi e corrotti i Tribunali non son meglio…: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/11/toga-vinta-un-si-rigioca/71047/

  26. Credo che ogni mezzo di comunicazione abbia la sua particolare “vocazione” … Esistono mezzi a “vocazione generalista” (pensiamo a televisioni, giornali, facebook etc.) e mezzi a “vocazione particolare”.
    Tra questi credo rientri il sito su cui noi tutti stiamo scrivendo e leggendo (“Il senso della misura – Per una Nuova Università a Siena e non solo”). Certo, non è possibile scrivere e leggere con il paraocchi e tutto va contestualizzato, ma l’argomento “Università” credo ne costituisca il nocciolo “duro” …
    Attendo correzioni dal Prof. Grasso nel caso abbia detto qualche inesattezza …

  27. Nel film “Fanfan la tulipe” c’è la splendida battuta di un generale che, all’annuncio che il nemico sta arrivando dalla direzione opposta a quella prevista, gira la carta geografica che sta studiando e annuncia:” Raddrizzerò la situazione capovolgendola!”. Poniamo ora che, a causa di un contenzioso tra l’amministrazione comunale e i netturbini, la città si coprisse di immondizia; che ne direste di un sindaco che se ne uscisse a dire:”Come intende far fronte a questa crisi il magnifico Rettore dell’Università?”.
    Guardiamo se fra un intingolo e un soffritto si riesce a capire il problema.

  28. Insisto segnalando che i magistrati ignoranti e indegni indossano toghe rubate ai meritevoli ed hanno raggiunto un numero tale da rendere assai rischioso l’adire le vie legali. Il fenomeno ha ormai la fisionomia di una prassi accertata con tanto di deliberato del plenum del CSM, eppure, malgrado la sconvolgente rilevanza della new, a nessuno pare interessare, nemmeno al Signor B., sempre scatenato contro le toghe e con un simil piatto pronto e prelibato tuttavia taciturno!!! Tutto torna: tv, scuola, politica, giustizia ai mediocri e ai disonesti per definizione servili nonchè ricattabili e controllabili dai potenti.

  29. Chiedo venia se mi permetto di intervenire, da profano quale sono, in una situazione tanto complessa quanto amara e terrificante quale quella dell’Ateneo senese.
    Si potrebbe definire l’intera vicenda come grottesca, se non vi fossero coinvolte dolorosamente intere famiglie di lavoratori, quelli appartenenti all’ateneo in primo luogo, ma anche le tante piccole aziende che, gravitando nell’orbita dell’università, sono state ridotte al limite del fallimento se non addirittura sul lastrico. Siena muore in corrispondenza diretta con l’ateneo questo è un dato di fatto indubitabile. La domanda che io mi porrei non è tanto sull’intervento o meno del Sindaco, quanto su quello dell’intera Cittadinanza senese. Possibile che ancora i vostri Concittadini non si siamo resi conto che la rovina dell’Università corrisponde alla rovina di Siena? Possibile che ancora nonostante tutte le palesi malversazioni, le malefatte, i crimini commessi la Città intera non si mobiliti? Possibile che ancora si continui solo a bisbigliare sottovoce, come in un crocicchio di pettegoli, delle dissolutezze compiute senza avere la forza ed il coraggio di censurare apertamente non solo le passate gestioni dell’amministrazione finanziaria dell’ateneo, ma anche dell’intera conduzione della politica cittadina?
    Troppe connivenze? Forse
    Endemica vigliaccheria? Anche
    Timore di ritorsioni? Senz’altro direi.
    Forse sarebbe opportuno non che si adoperasse la classe politica, ché ormai pare chiaro non ha alcun interesse ad intervenire nella questione; molti, troppi sarebbero gli ulteriori clamori che investirebbero anche l’Amministrazione comunale se si alzassero interamente i veli delle corrispondenze immorali, oserei dire indecenti che intercorrono fra l’Università, il Comune ed il Monte dei Paschi. Ma che si sollevasse l’intera società cittadina, quello sì. Che il clientelismo senese sia così diffuso e ormai tanto radicato che solo pochi possono limpidamente mostrare la lor faccia senza essere tacciati di collusione? Spero di no, ma il dubbio rimane. Arlecchino scrive “l’anonimo nasconde di tutto”: non posso dargli torto salvo per un particolare di piccolo rilievo: anch’egli si cela sotto uno pseudonimo. Tuttavia mi pare di intendere che l’impersonale sia d’obbligo e a questo imperativo anche io mi adeguerò. Commissario sì? Commissario no? I miei personali desiderata sarebbero quelli di veder insediato un commissario, un commissario super partes … ma forse il commissario super partes è come lo stregatto di Alice nel paese delle meraviglie… Se non mutano le consuetudini del pensiero e dell’agire tutto è vano.

  30. Professore, nuovo ordine: non ne può parlare perché questo è un sito universitario!
    Outis forse non sa che nel CdA dell’Università c’è un rappresentante del sindaco e non viceversa, salvo novità naturalmente berlusconiane (hooops, non si può dire, non riguardando l’Unversità di Siena?).
    Caro Outis, scrive così bene di solito, perché s’incaponisce su questa sterile polemica?
    Lasci fare, si può anche essere di fori a volte. Come dite voi uomini?
    Corro, l’acqua bolle…buona cena a tutti, anche al Commissario, sarà quel che sarà.

  31. Lo so benissimo che c’è un rappresentante del sindaco nel CDA e anche uno della Camera di Commercio e, parmi, della Provincia, che però non vengono, giustamente del resto, mai tirati in ballo. La verità è che siccome le elezioni comunali sono prossime si assiste ad un tentativo di impadronirsi del blog per spostare il tiro e l’attenzione sull’amministrazione comunale, confinando i pressanti problemi dell’istituzione a cui sarebbe principalmente dedicato a margine. Poiché il mio interesse, per ragioni contingenti e, spero, future, va all’università, anche perché universitas, e non alle lotte politiche (per carità sacrosante) locali, colgo l’invito di Laura e mi asterrò d’ora in poi da questa e da qualsiasi altra polemica.

  32. Ma anche Malachia dove va? Non sa che ora non si può parlare di politica? In realtà ha colto eccome. L’Università è crollata perché nessuno, salvo pochi temerari, osarono parlare contro quello che stava succedendo. Tutti gli altri, gli enti locali, i media ecc. erano per l’osanna.
    Il che ha narcotizzato la cittadinanza, abituatasi in questi anni di vacche grasse (perché sono stati distribuiti i proventi della vendita di mezzo MPS, quand’era bono, non come è ora) a pensare che il pozzo fosse senza fondo.
    Bazzico per lavoro in biblioteca: quel che s’è stampato, soprattutto di inutile o poco utile su contrade e dintorni (il restauro del pollice del santo di Badesse o di Montarrenti di buona memoria ecc.) in questi anni è impossibile elencarlo. Una litania.
    Tutti (salvo i soliti pochi cattivi, oppositori dichiarati) avevano qualche briciola del tesoro di Siena venduto a Caltagirone & c. e quanto erano contenti, ringraziamenti a gogo, grazie Fondazione, grazie che mi hai dato 5 lire.
    Intanto quelli ormai famosi dei 2650 euro a riunioncina gongolavano a vedere quei beoti soddisfatti di essere presi in giro. Ora, da questi furboni verrà fuori probabilmente il nuovo candidato anti-Ceccuzzi del PD.
    Ma forse non dovevo dirlo. Non è di pertinenza della crisi universitaria senese, pensano certi ingenui (o troppo furbi?).

  33. … voglio essere cattivo … che sia un troll ? (http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet))…

    C.S. (Commissario Subito)

  34. Allora: il rappresentante di cui parla Laura non è del Sindaco, ma del Comune e non è la stessa cosa. Inoltre ce n’è uno della Provincia, uno della Regione, uno della Camera di Commercio e uno della Banca. Cinque quindi, contro 20 rappresentanti delle diverse categorie di docenti ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo, più il Rettore (docente), il Prorettore (docente) e il Direttore Ammnistrativo (interno). Ad essi si aggiunge la possibilità del rappresentante del Governo. Di recente è stato esercitato questo potere del Governo e c’è anche lui.
    Va da sè che sulla carta il potere di questi cinque, anche ove fossero sempre tutti d’accordo, sarebbe nullo nel caso contrastasse con quello degli universitari. Venti a cinque: non c’è partita, no?
    Ma tutta questa gente cosa esprime in realtà, fatte salve rare eccezioni? Non certo tutto quello che ho appena spiegato; esprime la volontà e la potenza del PD senese e questa è la liaison (che non c’entra niente con il Liaison Office di boldriniana memoria) con la politica cittadina che immagino volesse mettere in evidenza, devo dire in modo piuttosto rocambolesco e poco chiaro una plètora di personaggi che intervengono nel blog e che hanno sollevato l’irritazione di Outis e la mia.
    Tirare in ballo i CEL poi è veramente assurdo perché la questione è stata in questo blog ed in altre sedi ancora più appropriate, sviscerata a sangue e se questi, che hanno un obbligo di cinquecento ore l’anno, si vogliono attenere alle proprie mansioni stricto iure e per questa ragione si copre solo 40 corsi su 206 che ne coprivano prima, vuol dire una cosa sola: che prima facevano quello che non dovevano fare e, più probabilmente (certamente anzi), sostituivano i professori, ciò che la legge espressamente vieta. Ci vanno i docenti di mestiere ad insegnare le lingue e festa finita.
    Allora chiudiamo questa non sterile polemica, perché se qualcuno si irrita una ragione c’è, non ci può mettere aprioristicamente dalla parte della ragione. E per suggellare la pace che mi auspico torni fra gli intervenienti vi fo un bel regalo tramite il quale rientriamo nella discussione sull’Università, che è quello che ci preme, e dall’altra si contenta Ascheri-Laura-Archimede-Arlecchino che evidentemente vedono l’Università come una propaggine insignificante di un problema ben più grosso che è la prepotenza del partito di maggioranza in queste lande che vanno diventando sempre più desolate.
    Guardate cosa dice il Responsabile del forum Pd sull’Università e abbeveratevi alle sue parole. Lui sì che se ne intende!

  35. Certo, pace, ma i CEL sono un problema universitario perché la lingua se è insegnata comporta un certo livello dei servizi e dell’istruzione garantita; si può decidere di farne a meno, ma è un calo dei servizi, sia chiaro;
    Secondo: il rappresentante è del sindaco, nominato da lui in persona.
    Terzo: il sindaco ahimè si deve occupare di tutto, specie degli enti che fanno ricca la città anche se non comunali come Università e Mps, e perciò anche occuparsi di PD et similia in quanto incidono sulla vita universitaria per noi non è fuori luogo. Ahimè. Ma non era ovvio anche prima?

  36. Ismaele: «vedono l’Università come una propaggine insignificante di un problema ben più grosso.»
    Propaggine insignificante, ma dove mai? Perché questa carica aggressiva? Qualcosa non va, lasciatevelo dire dalla modesta massaia.

  37. Guarda massaia che di cose che non vanno ce n’è una marea. La carica aggressiva deriva dal fatto che contrariamente a tutto il resto del mondo pubblico, Comune, Provincia e Regione e la metà dell’Università (la parte docente), c’è della gente, tanta, che la crisi su cui qui tutti si sbracciano e strepitano la subisce sulla propria pelle, tutti i giorni. Chi è precario viene buttato fuori, poco importa se insegna o se è amministrativo, e tutti gli altri vengono allegramente massacrati perché il sistema rimanga come è. I ricercatori sono diventati la pezza da piedi dell’Ateneo e anche se in qualche modo hanno avuto per anni un ruolo che non spettava loro, tuttavia nulla giustifica un trattamento del genere. Inoltre gli studenti vengono trattati a pesci in faccia, nonostante quello che si dice, perché si potrà non condividere la visione politica di Tremonti, ma quando afferma che l’Università italiana è fatta per i docenti e non per gli studenti ha ragione da vendere. Quando comincerò a vedere che in Comune o in Provincia (o alla Banca, ma quella è privata per quanto in modo molto particolare) prendono provvedimenti come quelli che da due anni vengono presi per il personale dell’Ateneo, allora si potrà fare di tutta un’erba un fascio. Fino ad allora qui ci sarà della gente cui girano i coglioni da fare schifo per aver visto un ente pubblico statale che ha utilizzato la propria autonomia in maniera così disgustosa ed incivile e se in parte la colpa è anche degli enti locali che esprimono tuttavia non certo la maggioranza in CdA, questo non toglie che l’Ateneo sia stato affossato dai propri organi di governo: Rettore, Senato e Consiglio di Amministrazione. E a noi ci girano per questo, ok?

  38. Oh Ismaele, per carità! Si capisce eccome il nervosismo, ma non è un buon motivo per liquidare certi interventi sotto l’etichetta della “propaggine insignificante”, via, lo riconosca, non è stato carino e facciamo punto a capo.
    Qui cerchiamo, quasi tutti in buona fede credo, di portare un contributo al dibattito sull’Università e se c’è chi la prende larga non vedo perché vada criminalizzato. Dell’Ascheri si è parlato perché possibile commissario, non per altro, mi pare.
    E quindi non è possibile comparare lui, Stelo, Focardi o… Grossi, ad esempio? Sono fuori tema come il PD, non mi pare. Chiuso per me.

  39. … voglio essere cattivo … che sia un troll ? (http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet))…

    C.S. (Commissario Subito)

  40. … also spracht Der Kommissar …

  41. Ja, mein Herr! TROLL…
    Ich kann verstehen…mein Mann ist Deuscht und sagt immer uber den deutschen Universitaten; Vergliech unmoeglich!

  42. Outis,

    è fra un intingolo ed un soffritto che ho contribuito a far entrare Siena nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco (e, in parte, anche la Val d’Orcia). Per salvare l’università dammi tempo. O 🙂

  43. È Lei che si occupa della festa degli alberi? Grazie, grazie, me ne parlano sempre i miei (hups, ma non riguarda l’Università, che intanto, mi telefonano, ha scoperto un altro debito di circa 1,5 milioni non noto prima!)

  44. … Grazie T… …

    ancora di più
    C.S. (Commissario Subito)

  45. È già nel cittadinonline, compagni! (di viaggio)

  46. Ma riguarda l’università il fatto che ancora circa dieci anni fa contestai – eccome – i progetti faraonici che il Rettore, prof. Tosi, e suoi colleghi stavano attuando. In particolare, la facoltà di giurisprudenza vicino a Porta Tufi (ricorderete “il ramarrone”, visibile a km. di distanza). E come me (non “con”), il Corriere di Siena (dr. Bisi e dr.Falorni), Italia Nostra, un ingegnere (non so se posso citare il nome), e un po’ anche il prof. Ascheri. Una manciata di brave persone, così penso di loro.
    Spese folli e da là si poteva già intuire come sarebbe finita.
    Ma alla cerimonia di inaugurazione c’era tutta Siena.
    Ben vengano ora gli interventi di coloro (qualificati o no)che si preoccupano e sono angosciati per tutti quei giovani che si troveranno in un futuro molto prossimo in braghe di tela; magari a 40 anni!
    Al momento, forse sbagliando, non sarei per il commissariamento. Ci sono persone brave, intelligenti, capaci anche qua. L’epoca dei Cavalieri Senza Macchia e Senza Paura è finita da un pezzo. L’intera comunità potrebbe vigilare, ma non per sindacare su ogni loro azione, ci mancherebbe, ma per dare eventualmente una mano. Ma è solo un’opinione, per quel che può valere.
    Che tutto riparta alla svelta.

  47. … e ci vogliamo mettere anche San Niccolò (sarebbe interessante calcolare la differenza tra speso ed incassato), Istituti biologici di San Miniato, Caserma a San Francesco, Pionta … Cassa Depositi e prestiti e Banca MPS si son rincoglioniti a tener conto dei nostri mutui …

    pertanto
    C.S. (Commissario Subito)
    ma … abbi occhio ragazzo/a

  48. Allora ero a Siena, Gianna. Ebbene, il Corriere di Siena era anch’esso del coro e solo dopo ha tirato fuori il ramarro: ovviamente impresentabile.
    Piuttosto ha dimenticato l’irriducibile Mauro Aurigi che fece un manifesto o quanto meno raccolse firme per l’abbattimento(!), non ricordo bene; Ascheri contrarissimo perché si vantò da qualche parte di non essere andato all’inagurazione solenne.

  49. […] Agostino Milani. «Una sinistra terrorizzata dall’idea che una figura terza non consenta di gestire l’Ateneo sene… […]

  50. […] Agostino Milani. «Una sinistra terrorizzata dall’idea che una figura terza non consenta di gestire l’Ateneo sene… […]

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