L’università dei morti viventi

Morti viventi

Cosimo Loré. Si discute se l’università a Siena sia ancora in vita dopo il pazzesco saccheggio delle ultime amministrazioni che hanno reso l’ateneo l’unico in Italia dove non si può più assumere né promuovere nessuno.

Taluno d’animo troppo nobile propone tecniche “dolci” d’approccio a chi ha calpestato codice penale e umano rispetto, mentre altri più consapevoli incitano a prendere a calci i demolitori dell’ateneo.

Se ci fosse un brandello di decoro la rivolta sarebbe stata incontenibile e invece i sopravvissuti strisciano silenziosi svolgendo dubbie attività di formazione di futuri medici, legali, letterati, biologi.

Da quando l’università è finita in mano ad irresponsabili girano questionari di valutazione anonimi con capovolgimento dei ruoli e gli studenti tengono sotto scacco i professori condizionandone anche le retribuzioni.

E nella Facoltà medica, dove sono in gioco la salute e la vita, la serietà è vanificata dall’esigenza di raccogliere le simpatie degli studenti e non di valutare idoneità e capacità degli aspiranti dottori.

Così la didattica si è ridotta ad un guazzabuglio insensato di una miriade di crediti affidati a folle di docenti a vario titolo inquadrati dagli esiti non comparabili con i corsi magistrali di pochi grandi maestri.

Lo sfascio imporrebbe di recuperare i soldi ma anche i posti sottratti ai meritevoli e di rimuovere i falsi docenti nati da prove truccate e da truffe provate il cui servizio non è di certo da alta scuola.

Mediocri e meschini sono sempre pronti a sottomettersi e proprio nell’antico splendido ateneo senese oggi sembra di incontrare morti viventi che si aggirano come se non fosse successo niente!!!

E come se i responsabili del disastro fossero identificabili solo con i processi penali…

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27 Risposte

  1. Quello che dice è pura verità, caro Prof. Loré… e non vale solo a Siena (ma a Siena di più)…
    Da quando i professori hanno abbandonato la funzione che gli è propria in una società equilibrata (quida morale ed esperienzale della gioventù che si sta formando) per seguire mode ed ideologie sempre più bizzarre, il crollo dell’Università era inevitabile… credo che si sia iniziato verso il ’68, vero Protessore?

    Otto der Kommissar und seine Freunde

  2. «…girano questionari di valutazione anonimi con capovolgimento dei ruoli e gli studenti tengono sotto scacco i professori condizionandone anche le retribuzioni».
    Vedrai che li utilizzeranno come proposte per “il piano di risanamento”. Mi pare che il professore tutor sia nuovo Preside di Economia… Tra le varie alternative sull’eziologia del “disatro” manca: la resposabilità della precedente/attuale governance… e la persistente mancanza di colpevoli e colpe ed altresì, tra le choice… manca la più importante: il disastro è stato provocato – secondo i fatti ed il diritto – dai reati (falsi, truffe, art. 314 c.p., illeciti fiscali…) commessi dalle varie “governance”? Tra le soluzioni del disastro, per il questionario… manca… la confisca dei patrimoni di chi ha commesso i reati, che hanno portato alla bancarotta di Unisi, il licenziamento. …(si ricorda che i soggetti/governance ancora navigano nell’oro e continuano a percepire lauti stipendi… da Unisi o da altri ministeri…).

  3. Cosimo Loré: «…girano questionari di valutazione anonimi con capovolgimento dei ruoli e gli studenti tengono sotto scacco i professori condizionandone anche le retribuzioni.»

    Immagino ci siano in tutta Italia come conseguenza del fatto che costituiscono uno degli indicatori di “Qualità dell’Offerta Formativa e risultati dei processi formativi” utilizzati dal Ministero per l’attribuzione del FFO:
    “Rapporto tra il numero di insegnamenti per i quali è stato richiesto il parere degli studenti ed il numero totale di insegnamenti attivi”. Vale per 1/5 nell’attribuzione di circa 177 milioni di Euro alle università (non ai singoli docenti).

    Penso che il coinvolgimento degli studenti nella valutazione sia sempre ottima cosa (https://ilsensodellamisura.com/2010/12/wikileaks-nell%E2%80%99universita/).
    E penso che i docenti non dovrebbero cercare di sottrarsi a questa valutazione, ma utilizzarla per migliorare i loro corsi.
    Anticamente, professori non si diventava per concorso, ma proprio trovando un buon numero di studenti disposti a pagare per l’insegnamento.

    Diverso sarebbe però se si volesse far dipendere lo stipendio dei docenti dal risultato dei questionari: sarebbe un modo sicuro per ottenere risultati falsati e quindi trasformare uno strumento (secondo me) utile in uno dannoso.

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  4. Dato che il Governo centrale segue questo blog, suggerirei al Ministro Gelmini, al Ministro dell’Economia ed sl Senatore Quagliariello di leggere anche quest’altro: http://shamael.noblogs.org/

  5. Non sono questionari di valutazione… ma questionari rivolti ai docenti, con tema il “disastro” senese.

  6. Questi uffici, sulla scorta dell’ottimo articolo di Loré, della discussione che sta generando e dell’intervista sul Corriere di Siena diretto dal sedicente giornalista Stefano Bisi ed effettuata dalla sedicente giornalista Gaia Tancredi, propongono la lettura del seguente tema: Riccaboni intervistato da Gaia Tancredi: l’odissea dell’Ateneo in un inconcludente bla bla bla.
    Buona lettura. Di questi uffici: Cesare Mori

    http://shamael.noblogs.org/post/2011/01/23/riccaboni-intervistato-da-gaia-tancredi-lodissea-dellateneo-in-un-inconcludente-bla-bla-bla/

  7. Educazione alla irresponsabilità!

    Sesto Empirico,

    sono fra i fautori del “coinvolgimento degli studenti” in ogni vicenda che attenga alla ricerca di una maggiore eccellenza accademica come anche al controllo delle procedure e alla denuncia del malaffare, ma la questione della valutazione (di chiunque) richiede riflessione.

    Ogni giudizio esige rigore metodologico, analisi obiettiva ed onestà intellettuale da parte di chi lo esprime e per questo viene affidato a persone dotate di particolari requisiti e a procedure che garantiscano lo svolgimento di una indagine equa, pertinente, pubblica e documentata.

    Bisogna che chi valuta abbia le carte in regola per farlo, sia idoneo e capace con una assunzione di responsabilità piena e possibilità di rivalsa di chi è giudicato e di intervento di ufficio dell’autorità giudiziaria in caso di reati commessi nell’assolvimento di un compito così “decisivo”.

    Tutto ciò non esiste nel caso dei “questionari anonimi” assegnati a persone che non risponderanno del proprio comportamento e che si trovano di fronte a coloro che tenteranno di formarli ma poi li dovranno esaminare e se necessario “bocciare” impedendo l’accesso agli ambiti diplomi.

    Data la natura variegata del campione degli anonimi estensori le quote di estimatori e denigratori non avranno alcun senso per la impossibilità di attribuire “valore” ai rispettivi afferenti fra cui certamente sono da annoverare eccellenze e talenti come anche personaggi indegni e inaffidabili.

    Resto scettico…

  8. In bruta sintesi: solo berluscones, cricche dei regimi comunisti e delinquenti vorrebbero poter giudicare da anonimi vigliacchi impuniti i loro giudici naturali o le loro vittime designate!!!

  9. Salve a tutti, sono capitato su questo sito per puro “caso” e trovo importantissima e lodevole l’idea di creare un apposito blog su cui discutere e, finalmente, rendere visibile il dissesto in cui versa l’Università di Siena. Sono uno studente universitario iscritto all’Uni di Siena e, nel corso degli anni, ho potuto constatare sulla mia pelle la disorganizzazione (sia dal punto di vista didattico che delle strutture) che ha caratterizzato e sta caratterizando sempre più l’Università. Potrei fare tanti esempi, lasciando ad altri più competenti di me il disquisire sulla didattica vera e propria. Il sito dell’uni, ad esempio, pubblicizza e spinge lo studente ad iscriversi a Siena “Per la bellezza delle sedi e la qualità dei servizi offerti”; “Per le strutture informatiche” e via dicendo… ora, io studente mi chiedo: La carenza di aule in cui tenere le lezioni e la fatiscenza di molte di esse, la penuria di aule informatiche e l’arretratezza tecnologica di quelle poche che ci stanno rientrano nel concetto di “Bellezza della sede e qualità dei servizi offerti?” Sinceramente io non credo. A fronte, ed è bene ricordarlo, di tasse di iscrizione pari a circa 2000 euro annuali, che fanno dell’Università di Siena la più cara tra le Università pubbliche italiane. Dunque, in conclusione, io mi chiedo: non sarebbe giusto e doveroso trattare in questo blog anche quegli aspetti e le vicissitudini che toccano in primis anche i soggetti trainanti un’università, ossia gli studenti?
    Grazie e chiedo scusa se sono stato prolisso.
    Saluti.
    Federico

  10. Come dici cose giuste Cosimo Lorè!! Come le dici bene e dal cuore oltre che dalla mente!!
    È esattamente il mio pensiero e quello che succede a Siena, succede anche altrove. Mi ricorda il famoso dialogo di Platone dove egli dice che quando si sovvertono i ruoli, tremate che arriva la malapianta della tirannide… C’è un rimedio a tutta questa sventura mandata dagli Dei?? Non lo so, ma sono molto ma molto scettico e non ho più tanta fiducia nella capacità di autodepurazione della nostra società ed in particolare di questa Università. I segni ed i segnali sono davvero orribili.

  11. E infatti: il legame organico Università-Potere cittadino la dice lunga. Omar Calabrese e ora un altro giramondo sono i proffe (ehm…) che l’accademia ha dato al comune. Il loro fiasco è evidente. Nei luoghi pubblici restano i vari Berni assessori che molto parlano e nulla dicono e i vari Valacchi che sghignazzando colpisce malati di cancro. E questo faceva e fa il comunista!!! Povera Siena…

    PS. Ma poi come fanno i neocomunisti ad appoggiare il Pd ad es. su Ampugnano? La banda Cenni vuole il volodromo per vip e gente very rich… O di qua o di là!

    “La verità è rivoluzionaria” (Antonio Gramsci)

  12. Federico pone un’altra questione fondamentale ed il suo invito non deve cadere nel vuoto per cui insieme a Giovanni e agli altri amici dobbiamo affrontare anche questo punto.

  13. Le strutture inadatte e le attrezzature obsolete sono sotto gli occhi di tutti, basta guardare la piccionaia di cemento armato di San Miniato o i pc con windows 95 a San Niccolò.
    Il vero problema, a mio modestissimo parere, è vedere l’intero corpo docente (tranne pochi e valorosi soggetti) indifferente a questa gestione “allegra” della povera università di Siena. Tutti continuano indifferenti a coltivare i loro piccoli orti, ignari(?) di lasciare alle generazioni successive un giocattolo rotto. Visto il titolo del post e visto che questo blog è letto e frequentato da docenti dell’università di Siena invito i tanti docenti che attualmente sono intenti a lavorare nei propri orti a fare una bella buca profonda, mettetevi distesi e fatevi seppellire. Tanto è lo stesso.

    Distinti saluti
    Capitano Nemo

  14. …e no, Capitano Nemo, non mi doveva sottrarre l’esclusiva del vezzo di rendere la comunicazione più attraente ed efficace con appropriati link a pezzi di musica anche leggera che sarebbe oltraggioso paragonare ai comunicati burocratici e talora ingannevoli degli “uffici” dei molteplici atenei italiani e del ministero!

    Scherzi a parte, lei pone in termini ineludibili la nuova questione scaturita dagli accorati commenti di alcuni studenti (Federico e Francesco) e le assicuro che con Grasso ci metteremo a “studiare” l’argomento come ormai facciamo da una vita e vedremo di documentare e pubblicare quel che si può e si deve con le nostre forze…

  15. Attento Loré! Francesco Russo è un collega di Roma Tor Vergata autore, in questo blog, di un interessantissimo articolo di cui raccomando la rilettura intitolato: «Cosa c’è dietro la “frettolosa alienazione” del patrimonio immobiliare in regime di autonomia universitaria?»

  16. … è vero … ora ricordo … credo niente di male … penso tornerebbe volentierissimo studente …

  17. @ Cosimo Loré: «Resto scettico…»

    @ Francesco Russo: «Mi ricorda il famoso dialogo di Platone dove egli dice che quando si sovvertono i ruoli, tremate che arriva la malapianta della tirannide… C’è un rimedio a tutta questa sventura mandata dagli Dei?? Non lo so, ma sono molto ma molto scettico…»

    Sono certamente disposto a sospendere il giudizio, anche perché mi pare che stiamo parlando di due diversi possibili usi dei questionari degli studenti: io come strumenti utili per migliorare la qualità dei corsi, voi sul loro uso disciplinare e sanzionatorio.
    Sono certamente d’accordo che quest’ultimo aspetto sarebbe improprio.

    Di una cosa però vi prego: se proprio volete rifarvi a Platone, grande filosofo indubbiamente, ma dogmatico e nemico della democrazia, per favore non dichiaratevi scettici.

    Lo scetticismo è un’altra cosa.

    Sesto Empirico,
    scettico

  18. … lo so, Sesto, nell’uso comune moderno anche altri termini come “cinico” hanno assunto significati assai diversi dalle loro origini filosofiche…

  19. …Ora ci si può chiedere come Platone avrebbe considerato le democrazie moderne, in ragione del loro affermarsi come forma di governo “più giusta” dall’attuale corrente di pensiero dominante (in Occidente). Permettendomi di interpretare il pensiero del grande filosofo greco, ritengo che probabilmente non sarebbe molto soddisfatto né dell’impostazione democratica degli stati moderni né degli uomini politici del nostro tempo. In primo luogo Platone non apprezzerebbe una democrazia dove le decisioni non vengono prese nelle sedi preposte bensì nei salotti, buoni o cattivi che siano. Non bisogna dimenticare che infatti egli ha in mente una democrazia diretta, dove i cittadini partecipano attivamente alle decisioni politiche e probabilmente sarebbe per lui un’aberrazione la sola idea di democrazia delegata. A maggior ragione sarebbe un’abietta degenerazione il fatto che decisioni, vincolanti per tutti i cittadini, siano prese al di fuori degli organi deputati da soggetti non delegati a svolgere tale funzione.
    Relativamente ai soggetti invece, è forse superfluo considerare il confronto fra le virtù personali, la moralità e le capacità del politico delineato dalle riflessioni platoniche (governo del migliore) con quelle dei politici attuali.

    http://www.secondavista.com/index.php?option=com_content&view=article&id=305:platone-e-la-democrazia&catid=52:saggi&Itemid=37

  20. L’oggetto del dialogo, cui prendono parte Socrate, Glaucone, Polemarco, Adimanto, Cefalo e Trasimaco, è la Perfetta Comunità Politica e Sociale. L’assunto fondamentale della disamina platonica è la necessità che a governare siano i filosofi, o, che è lo stesso, che i governanti siano filosofi. Governare, precisa Platone, non è, ovviamente, facile: si tratta di comprendere il bene collettivo e tradurlo in leggi e atti politici opportuni. Inoltre, non si spiega, argomenta Platone, come scienze e discipline meno complesse, come la medicina, siano praticate da pochi, mentre la politica è così spesso affidata alla massa amorfa o a pochi incompetenti. È chiaro, dunque, che né la Democrazia, né l’Oligarchia (tanto meno la tirannide) possono essere riguardate come modello politico in grado di garantire la giustizia. È proprio la Giustizia, opposta da Platone al diritto del più forte sostenuto dai sofisti, la condizione fondamentale della nascita e della vita dello stato.

    http://web.tiscali.it/icaria/letteratura/platone/platone.htm

  21. Ringrazio il Prof. Lorè e Voi tutti che avete accolto il mio invito a discutere della tematica avanzata nel mio precedente intervento.
    Avrei, però, una domanda da fare a Voi tutti. Premettendo la mia poco conoscenza in merito al funzionamento interno di una Università, pubblica o privata che sia, mi chiedo: A cosa sono serviti anni ed anni di tasse pagate dagli studenti? Nelle tasche di chi sono andati a finire questi denari? …e la domanda più importante: ora che si è scoperta la “magagna”, che si sono stilati “piani di risanamento” e che si sta cercando di “punire” i responsabili, siamo proprio sicuri che le nostre tasse di iscrizione future andranno a colmare un deficit in qualità e servizi che attualmente mancano?
    Vi ringrazio e Vi saluto.
    Cordialmente.
    Federico.

  22. Che vezzo sia quello di fare le riforme cominciando dal tetto Dio solo lo sa. Che l’Università avesse bisogno di una riforma, magari molto più radicale di questa, è fuori discussione, ma il problema della scuola italiana, di cui l’università è una parte, non si risolve certo in questo modo, anche perché i problemi della preparazione di base degli studenti e, ormai, anche di quella dei docenti (rimando al mio lontano apologo delle rondelle del 12), discendono dalla scuola precedente.
    Il collasso ha avuto inizio nel 1963, con l’istituzione della media unificata e l’abolizione degli avviamenti (ottime scuole), che fu subito interpretata come un todos caballeros, con le conseguenze sulla scuola superiore che sono sotto gli occhi di tutti. La scuola media inferiore è una paurosa perdita di tempo, uno spreco delle potenzialità di bambini dai dieci ai tredici/quattordici anni, il superiore, con l’apertura dell’accesso a qualsiasi facoltà, qualunque sia il diploma, ha fatto il resto. Quando la scuola media, e soprattutto quella superiore, torneranno ad essere ferocemente selettive molti problemi dell’università, dal punto di vista della formazione, saranno risolti ed anche quelli delle mefitiche proliferazioni di sedi distaccate e perfino di inutilissimi atenei. Per inciso i 2000 euro annui di tasse non mi sembrano una cifra così esorbitante come pare a Federico; certo, per questa università forse sì.

  23. Certo che quei 60milioni che MPS ha dato a Fusi/Verdin… pare sine restituzione e pagamento rate scadute… poteva anche utilizzarli per acquistare la Certosa!! http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/25/news/indagine_verdini-11621028/

  24. Caro Professore, non mi stupisco che i questionari siano anonimi in una città come Siena, dove è utile usare uno pseudonimo e in pubblico sfoderare un bel sorriso. Quello che più rammarica di questo nostro sistema è che chi fa danno, chi compie nefandezze quasi mai paga. In un paese normale, questi signori sarebbero già stati rinchiusi, ma noi non siamo un paese normale…

  25. Rispondo al signor Outis. Certo 2000 euro di tasse di iscrizione annuali non sono una spesa esorbitante, ma sarebbe il caso di rapportare tale cifra alle reali possibilità che attualmente ha una famiglia media di far studiare il proprio figlio; e, dal mio piccolo, le posso assicurare che quei soldi pesano gravemente sul bilancio familiare. Se a questo, poi, aggiungiamo servizi scadenti e una formazione non all’altezza degli standard europei, si configura un quadro non proprio esaltante. Ma il punto è un altro: io mi chiedo, a queste condizioni fino a che punto vale la pena far studiare i figli, se poi quest’ultimi una volta laureati non hanno alcuna possibilità di inserimento nel mondo del lavoro?
    Possiamo andare a trovare le cause dello sfacelo della scuola anche andando indietro di parecchi anni, addossando colpe a destra e a manca ma la questione rimane aperta e, purtroppo, senza una risposta.

    A tal proposito vorrei far presente un articolo apparso oggi sul Sole 24 ore. Università: calano le matricole, dove c’è lavoro si studia meno e i migliori vanno negli atenei privati
    Penso che l’articolo sia perfettamente in tema con ciò che ho cercato di esporre nei miei precedenti interventi.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-26/ritratto-universita-italiana-calano-131501.shtml?uuid=AawdD32C
    Cordialmente.
    Federico.

  26. Spero non mi rimprovererete se Vi annuncio un incontro solo marginalmente universitario… ma la stampa non credo ne darà notizia – naturalmente. Meno naturalmente la notizia non è stata data neppure dal mio (ex-) ZOOM…

    Sabato 29 alle ore 10,30
    nella Sala delle Lupe a Palazzo Pubblico
    Pubblico dibattito su:

    Siena, una città in crisi? Il ruolo della Società civile

    Partecipano le associazioni: Club Amici dell’UDC – Difesa della Senesità delle Istituzioni Cittadine – La Repubblica di Siena – Neo-Alluministi – Pietra Serena – Prospettive.
    Italia Nostra, come associazione ambientalista a-politica, si limita a inviare un servizio fotografico sulla situazione urbanistico-edilizia di Siena.
    Introduce Mario Ascheri, Consigliere comunale di Libera Siena.
    L’incontro ha come presupposto il grave ritardo con cui le forze politiche si preparano alle elezioni comunali prossime venture (fors’anche prima di maggio), per le quali esistono per ora solo i candidati di PD e Lega Nord, mentre sono addirittura incerte le alleanze.
    Ci si propone pertanto di richiamare le forze politiche alla loro responsabilità. Le associazioni espressione della società civile, preoccupate per i problemi dei cittadini tutti per la crisi crescente in città, auspicano con forza un processo di chiarimento, dialogo e accorpamento delle forze di opposizione al presente sistema per una soluzione positiva del confronto elettorale così vicino.
    Va da sé che se le opposizioni non sapranno suscitare per tempo un adeguato e diffuso entusiasmo attorno a un progetto largamente condiviso il “sistema Siena” – del quale l’Università è stata la prima vittima – sarà destinato a un ulteriore e rapido degrado.

  27. ALLA “UNIVERSITA’ DEI MORTI VIVENTI” AGGIUNGIAMO “LA SCUOLA DELLE PECORE E DEI CORTIGIANI”.

    Stimavo già troppo Montanelli. Non so come poterlo stimare ancora di più dopo questa sua quintessenza di verità assoluta a me ignota che cita il buon Lorè.

    “D’altra parte Indro Montanelli lo aveva scritto.
    «In Italia, la “Verità” si può dire solo se si è in tanti. Perché in Italia aver torto non è pericoloso. Basta averlo in coro, cioè insieme a tutti gli altri. I pericoli grossi li corre solo chi nel coro fa stecca, anche se la fa per dire una verità, che poi i fatti convalidano. La legge di questo Paese è quella del gregge. Tutto si può fare, sia l’errore che il riconoscimento dell’errore, purché tutti insieme. Per l’isolato non c’è scampo. In ogni epoca e sotto qualunque regime egli è e rimarrà sempre il nemico (delle pecore) numero uno…»”

    In uno dei mille documenti, tutti regolarmente protocollati, che la Scuola ha redatto ed usato contro di me, scritti su ordine dei Feudatari scolastici dai loro clan di fedelissime cortigianerie di pecore hanno scritto: “Fontani ci offende e ci mette a disagio perchè quando parla nelle riunioni ci fa sentire tutte pecorone. Provvedete subito a ripristinare l’ordine”. Sulla base di “c…zz.. e” come queste da 6 anni mi cacciano da una Scuola all’altra per “incompatibilità ambientale” (con il gregge di pecore, appunto) e mi hanno sanzionato ripetutamente per “atteggiamenti e comportamenti non consoni alla funzione”.

    M.° Adriano Fontani
    (uno che troppo spesso fa “stecca” dal coro)

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