Il modello universitario anglosassone in campo biomedico è corrotto in maniera sistematica e profonda

Si riporta un interessante commento ad un articolo di Cosimo Loré, su il “Fatto Quotidiano”, intitolato “Crimini accademici senza pudore né pentimento”.

Meno piagnistei sulla fuga dei cervelli e meno giubilo per ciò che gli esuli riportano in patria

Menici60d15 (Pienza e la nuova Pienza). I “baroni” che vengono additati come nemici del sapere sono in ottimi e “fraterni” rapporti con il mondo accademico anglosassone che viene indicato come la Terra promessa. La situazione è ancora peggiore di quello che si dice a proposito dell’università di Siena, perché agli abusi baronali, e alla loro pubblicità, si associa la svendita dell’università pubblica a grandi interessi privati e il suo adeguamento al modello universitario anglosassone, che non è l’università da favola che i media come il Fatto Quotidiano incessantemente stanno descrivendo.

Lì non ci sono nella selezione dei docenti le forme grottesche e grevi del nostro familismo, clientelismo, campanilismo; l’organizzazione è efficiente, dove noi abbiamo un caos stazionario. È un sistema che suscita ammirazione, da prendere ad esempio per vari aspetti; ma che, almeno in campo biomedico, sotto il profilo della subordinazione della ricerca del vero agli interessi del business è corrotto in maniera sistematica e profonda.

Esaltando gli aspetti positivi, si sta dipingendo all’opinione pubblica il sistema accademico straniero come la prospettiva pulita e razionale di una Città ideale rinascimentale. “Visto dall’interno” – l’espressione usata da Tomatis per il titolo di un suo libro sul mondo della ricerca internazionale – appare diversamente; e guardarci dentro può essere come aprire “a can of worms”.

Se si sapesse ciò che avviene davvero nei grandi centri di ricerca biomedica, quanto sono controllati dagli interessi inconfessabili dell’industria e della finanza, ci sarebbero meno piagnistei sulla fuga dei cervelli, e meno giubilo per ciò che gli esuli portano quando vengono rispediti in patria; e i nostri baroni apparirebbero come mafiosi locali pronti a servire i Liberatori; che noi attendiamo con le bandierine in mano.

http://menici60d15.wordpress.com/2010/01/26/vendola-e-il-nostos-del-professore/

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Una Risposta

  1. L’analisi mi pare sacrosanta, posto che la corruzione che regna nel mondo della medicina, a livello internazionale, per effetto dell’operato delle multinazionali del farmaco e del sistema che specula sulla salute della gente (Aziende ospedaliere in testa, ma anche istituzioni, governi e “governicchi” locali [in assoluto i peggiori!!!]) non sia presa ad alibi per giustificare lo schifo che c’è qui da noi o, peggio, sdoganarlo come il minore dei mali.
    Nelle nostre università e nella nostra sanità, il sistema corrotto e criminale mafioso/baronale domina incontrastato… in più esso è partecipe, come avviene nel mondo anglosassone, di tutto lo schifo creato dall’incommensurabile potere economico delle multinazionali del farmaco che non solo tengono le redini della ricerca mondiale, alimentando corruzione e malversazioni di ogni genere e tipo (e ad ogni livello) al solo scopo di vendere e fare profitto (a scapito della gente malata), ma tengono saldamente per gli “attributi” i baroni stessi, le istituzioni, i governi, i “governicchi” e tutto il sistema politico che si muove intorno al business della salute… uno schifo totale, in parole povere, nel quale noi italiani (come al solito, si sarebbe tentati di dire) riusciamo ad eccellere nel peggio!

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