Signor Procuratore della Repubblica, per quanto ancora l’Università di Siena dovrà essere rappresentata da pataccari?

Vieni-avanti-cretino

Angelo Riccaboni. A rettifica di quanto pubblicato nell’articolo “Siena perde l’Ateneo – I revisori chiedono il commissariamento” preciso che, nell’esprimere il parere obbligatorio al bilancio 2013, i revisori non hanno chiesto il commissariamento dell’Ateneo. Hanno invece auspicato che il MIUR definisca i criteri per individuare le situazioni di criticità o dissesto, secondo quanto previsto dalla Legge Gelmini per gli Atenei impegnati in percorsi di risanamento finanziario. Le eventuali dichiarazioni di casi di criticità o dissesto, infatti, consentiranno agli Atenei di adottare iniziative funzionali alla realizzazione dei piani di risanamento. Desidero, inoltre, sottolineare che l’indicazione della cifra di 46 milioni, quale ammontare delle perdite dell’Ateneo per il 2012, è errata. Tale cifra rappresenta l’entità del disavanzo di amministrazione al 31-12-2012, ovvero il totale dei debiti netti consolidatisi negli esercizi precedenti. La perdita di esercizio prevista  per il 2013 risulta pari a 6 milioni, così come emerge anche dalla relazione dei revisori.

Giorgio Meletti (il Fatto Quotidiano, 31 gennaio 2013). La legge 240/2010 prevede all’articolo 5 “meccanismi di commissariamento in caso di dissesto finanziario degli stessi”. Il Magnifico Rettore non ha forse notato che il collegio dei sindaci, dopo l’auspicio che egli richiama, aggiungono l’auspicio ulteriore che il ministero “possa assoggettare l’Ateneo a tale procedura” prima che la situazione “degeneri ulteriormente”. Fanno bene a preoccuparsi i revisori se il rettore considera di soli 6 milioni (e non 19) le perdite 2013 perché non conta le rate di mutuo per 6 milioni e gli investimenti per 7 milioni.

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2 Risposte

  1. Affinchè ognuno possa ragionare con la propria testa, senza affidarsi allo scarno comunicato inviato dal Rettore a tutta la comunità accademica:

    http://shamael.noblogs.org/?p=6765
    http://shamael.noblogs.org/files/2013/01/verbale_revisori.pdf

    Leggetela e fate il confronto con quanto scritto dal ‘Magnifico’….

  2. Di pataccari ve ne sono tanti… per proseguire nel parallelo fra il Monte dei Paschi e l’Università, leggo che l’avv. Mussari (r.i.p.) si dichiara “incompetente” in fatto di banche e finanza. Della serie: il più sudicio, in cucina; se ne evince che il suo vero mestiere era quello di mediatore col mondo politico. Ciò non deve meravigliare e anzi è l’essenza della deriva oligarchica ed oclocratica della nostra inconsistente democrazia. Analoga cosa accade del resto all’università, dove si aggirano personaggi che con la scienza e la cultura non c’entrano niente, si fanno veicolo delle politiche di sputtanamento, non si sa come siano entrati e come si guadagnino il pane. In realtà fanno esattamente lo stesso mestiere dell’avv. Mussari (r.i.p.): ovvero, da un lato costituiscono le balene spiaggiate della politica, meteore di una galassia di pluripoltronati e mangiaufo, e dall’altro gestiscono gli affari clientelari e rappresentano la longa manus della partitocrazia. Nell’uno e nell’altro caso il risultato è il fallimento.

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