C’era una volta l’Università

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Per la Lega Nord dimissioni immediate di Riccaboni e commissariamento dell’ateneo senese, dopo il rinvio a giudizio per le irregolarità elettorali

Unisi

Lega Nord Siena (Segreteria provinciale). Non ci sono più scusanti: il Rettore Angelo Riccaboni – e di conseguenza il Direttore Amministrativo, Ines Fabbro – devono togliersi dalla scena, rassegnando le dimissioni, alla luce soprattutto del rinvio a giudizio del Presidente della Commissione elettorale e della Segretaria di seggio per l’inchiesta sulle Elezioni del Rettore. Infatti questi due imputati sono accusati di falso ideologico per aver attestato falsamente la regolarità delle procedure di identificazione dei votanti. Ciò inficia alla radice le elezioni che hanno portato Riccaboni ad essere rettore. La Lega, che sull’argomento, in passato, ha presentato numerose interrogazioni parlamentari, ritiene irrimandabile un intervento del Ministro, che provveda al commissariamento dell’Ateneo, quale conseguenza della rimozione del Rettore Riccaboni.

È necessaria l’interdizione di Riccaboni dalla carica di rettore dell’Università di Siena

RiccabocchioAi quotidiani che avevano pubblicato la notizia sulla richiesta di commissariamento e sullo squilibrio nei conti dell’Università di Siena, il rettore ha inviato una rettifica che distorce i dati e il parere dei revisori dei conti. In realtà, il disavanzo di competenza previsto per il 2013 è di 19 milioni di euro e non di 6 milioni come vorrebbe far credere il magnifico. Non è la prima volta che il rappresentante legale dell’università diffonde notizie errate, esponendo al ridicolo sé stesso e l’istituzione che dovrebbe rappresentare. Ormai è chiaro che, nell’esclusivo interesse dell’ateneo senese, l’interdizione del Prof. Angelo Riccaboni dalla carica di rettore debba ritenersi una misura cautelare necessaria, considerando la reiterazione di abusi, l’inquinamento probatorio in atto, la dissipazione delle scarse risorse per attività non istituzionali, l’illegittimità (e in alcuni casi l’illegalità) della maggior parte dei provvedimenti adottati. È gravissimo che, dopo più di quattro anni dalla scoperta della voragine nei conti, non sia ancora stato approvato un piano di risanamento rigoroso, in grado d’incidere sugli sperperi e soprattutto sulle spese strutturali. Non è possibile rilanciare la didattica, la ricerca e recuperare il prestigio dell’ateneo senese senza un preventivo risanamento strutturale del bilancio. È incredibile che, a fronte di un disavanzo d’amministrazione di 46 milioni d’euro (al 31 dicembre 2012) il rettore – un tecnico in economia aziendale – non sappia far altro che proporre il congelamento per cinque anni delle rate dei mutui, con ciò penalizzando l’ateneo di oltre sedici milioni d’euro, con evidente danno erariale. Impreparazione e insipienza, assenza totale di trasparenza, azioni truffaldine relative all’utenza sostenibile, organi di governo esautorati delle loro prerogative sono tutti elementi con i quali il rettore, privo della piena legittimità a esercitare le sue funzioni (perché eletto e nominato nella carica in modo irregolare), sta affossando definitivamente l’università di Siena. Da aggiungere, inoltre, che il collegio dei revisori dei conti «auspica che il Miur definisca i criteri per il dissesto finanziario e quindi possa assoggettare l’Ateneo a tale procedura prima che la situazione economica, finanziaria e patrimoniale degeneri ulteriormente.»

Articolo pubblicato anche da: il Cittadino Online (11 febbraio 2013) con il titolo «Grasso torna a chiedere l’interdizione del rettore».

Sette anni fa, per molto meno, fu sospeso il rettore Tosi. Che si aspetta a interdire Riccaboni?

Altan-criccaUniversità di Siena: la Lega torna a invocare il commissariamento

Francesco Giusti. La querelle tra il rettore Riccaboni e il Fatto Quotidiano, secondo il nostro modo di vedere, dà luogo a due riflessioni. La prima è che tutto ciò conferma quanto asserito ormai da anni dalla Lega Nord di Siena, che ha sempre tenuto sotto la lente d’ingrandimento le vicende universitarie senesi, dandosi da fare per tenere alta l’attenzione sull’enorme problema che la pessima gestione dell’Ateneo avrebbe (come, infatti, ha) causato all’intera Città. La seconda, più importante, riflessione è che da questo diverbio a distanza viene messa in evidenza l’assoluta mancanza di trasparenza e l’altrettanta assoluta arroganza gestionale dei vertici dell’Ateneo. Com’è possibile, ci chiediamo, che documenti così importanti, come i verbali dei Revisori dei Conti, vengano tenuti celati ai cittadini? A maggior ragione quando contengono osservazioni, critiche e prescrizioni (oltre che auspici) che – per legge – i Revisori comunicano a Rettore, Direttore Amministrativo e CdA dell’Ateneo, con l’intenzione, evidente, di ricondurre l’attività amministrativa e finanziaria entro i limiti della legge. Com’è possibile che documenti così importanti siano portati a conoscenza dei Cittadini da fonti non istituzionali come i blog?

Da questa vicenda emerge, a nostro parere, tutto il profondo distacco che gli attuali vertici dell’Ateneo hanno dalle istituzioni, per prima quella a capo della quale si trovano. Ciò non fa che rafforzare l’opinione della Lega Nord di Siena che i suddetti vertici debbano essere estromessi, tramite quel commissariamento che noi invochiamo dalla scoperta del buco, dalla gestione di una così prestigiosa e antica istituzione in modo che vengano attutiti, se non annullati i disastrosi effetti di una gestione così approssimativa, dilettantesca e ambigua.

Sullo stesso argomento: David Busato – Università di Siena a rischio commissariamento? Primapagina online (2 febbraio 2013).

Rettifiche che non smentiscono nulla ma aggravano la posizione del rettore e del direttore amministrativo

Riccaboni-FabbroBalletto in stile Bolshoi privo di senso

USB Università di Siena. Vogliamo intervenire in merito al giro di notizie circolate sul verbale dei revisori dei conti, inerente il bilancio di previsione 2013 dell’Ateneo di Siena. Assistere a questo balletto di cifre e rettifiche ci sembra quanto meno inutile. Un Ateneo come il nostro ha solo da guadagnare dalla trasparenza e chiarezza e allora perché non mettere online da subito il bilancio di previsione approvato dal CdA con l’allegato verbale dei revisori dei conti? Molti siti di Atenei italiani hanno già online in internet i bilanci approvati con tutti i documenti, anche il verbale dei revisori, noi cosa aspettiamo? Sul sito dell’Ateneo, non risulta ancora essere stato caricato alcunché. Peraltro i verbali dei revisori non ci sono nemmeno per gli anni passati. Grave mancanza di trasparenza a nostro avviso, ancora una volta amplificata dal nostro Rettore che invece di rendere pubblico il tutto dà mezze risposte, puntigliose sulle cifre ma che non vanno al nocciolo della questione.

Nel verbale dei revisori non è tanto importante se vi sia un disavanzo X o un debito Y, quello che viene delineato è un quadro deprimente, tutt’altro che roseo, che non sembra essere migliorato affatto e anzi sembra peggiorato. Viene apprezzata la decisione di passare ad un bilancio economico-patrimoniale, ma al contempo giudicato prematuro il passaggio per il nostro Ateneo perché molti decreti attuativi per tale riforma contabile non sono stati emanati e lo stesso regolamento per l’amministrazione la finanza e la contabilità (RAFC), che deve essere approvato dal Ministero, non risulta ancora approvato, quindi di fatto diventa inutile tutto il lavoro svolto dagli uffici. Infatti, accanto al bilancio di tipo economico e patrimoniale viene presentato il classico bilancio preventivo unico d’Ateneo in base al vecchio RAFC. Su questo i revisori hanno dato parere negativo. La cosa che preoccupa però sono le conseguenze che ne potranno derivare. Infatti, il collegio «auspica che il MIUR definisca i criteri per il dissesto finanziario e quindi possa assoggettare l’Ateneo a tale procedura prima che la situazione economico, finanziaria e patrimoniale degeneri ulteriormente.»

Cosa prevede questo quadro, in base al Dlgs. 199/2011? Primo, che la dichiarazione di dissesto, sempre che arrivino i criteri ministeriali, possa essere richiesta dal collegio dei revisori al momento dell’approvazione del bilancio consuntivo 2012. Secondo, che entro 180 giorni dalla diffida del MIUR al Rettore, venga presentato un piano di rientro che come cita l’art. 8, prevede mobilità coatta per ridurre il costo del personale non docente, chiusura delle sedi e revisione dell’offerta formativa, ecc.. Un massacro per tutti. Per ovviare a tutto questo sarebbe bastato rinviare il pagamento delle rate dei mutui col Monte dei Paschi? No! Il Collegio poi esprime anche un giudizio poco favorevole su quella operazione e sulle conseguenze che deriverebbero da quella operazione. Quindi vengono di fatto criticate e smontate tutte le scelte fatte dal Rettore e dalla Direttrice Amministrativa in questi due anni, oltre che da noi e altri, anche dai revisori dei conti. Se poi il piano di rientro non viene presentato c’è il commissariamento. Insomma alla fine di tutto cosa ce ne frega se si parla di commissariamento oppure no, la verità è che quello che arriva prima è peggio. Lo è poi tanto più se viene gestito da chi in questi anni ci ha detto che le cose andavano meglio, tralasciando di dirci che il vero problema, come nel 2012, sarà nel 2013 la tensione di liquidità che ci obbligherà a ricorrere alle anticipazioni bancarie.

Chiediamo la pubblicazione online del bilancio preventivo 2013, del verbale dei revisori dei conti e di ogni documento allegato alla presentazione del bilancio, di modo che ognuno possa leggere di persona. Trasparenza e chiarezza, non rettifiche, sono quello che ci vuole in questo momento. Se il verbale dei revisori non verrà pubblicato lo faremo direttamente noi sul sito di USB università di Siena e ce ne assumeremo la responsabilità.

Signor Procuratore della Repubblica, per quanto ancora l’Università di Siena dovrà essere rappresentata da pataccari?

Vieni-avanti-cretino

Angelo Riccaboni. A rettifica di quanto pubblicato nell’articolo “Siena perde l’Ateneo – I revisori chiedono il commissariamento” preciso che, nell’esprimere il parere obbligatorio al bilancio 2013, i revisori non hanno chiesto il commissariamento dell’Ateneo. Hanno invece auspicato che il MIUR definisca i criteri per individuare le situazioni di criticità o dissesto, secondo quanto previsto dalla Legge Gelmini per gli Atenei impegnati in percorsi di risanamento finanziario. Le eventuali dichiarazioni di casi di criticità o dissesto, infatti, consentiranno agli Atenei di adottare iniziative funzionali alla realizzazione dei piani di risanamento. Desidero, inoltre, sottolineare che l’indicazione della cifra di 46 milioni, quale ammontare delle perdite dell’Ateneo per il 2012, è errata. Tale cifra rappresenta l’entità del disavanzo di amministrazione al 31-12-2012, ovvero il totale dei debiti netti consolidatisi negli esercizi precedenti. La perdita di esercizio prevista  per il 2013 risulta pari a 6 milioni, così come emerge anche dalla relazione dei revisori.

Giorgio Meletti (il Fatto Quotidiano, 31 gennaio 2013). La legge 240/2010 prevede all’articolo 5 “meccanismi di commissariamento in caso di dissesto finanziario degli stessi”. Il Magnifico Rettore non ha forse notato che il collegio dei sindaci, dopo l’auspicio che egli richiama, aggiungono l’auspicio ulteriore che il ministero “possa assoggettare l’Ateneo a tale procedura” prima che la situazione “degeneri ulteriormente”. Fanno bene a preoccuparsi i revisori se il rettore considera di soli 6 milioni (e non 19) le perdite 2013 perché non conta le rate di mutuo per 6 milioni e gli investimenti per 7 milioni.

Nuovo danno erariale e richiesta al ministro di commissariamento dell’università di Siena

Un’altra interrogazione (l’ottava) del senatore Pietro Paolo Amato del Pdl presentata al ministro dell’università.

Pietro Paolo Amato. Nel corso della puntata del 6 maggio 2012 della trasmissione di Rai 3 “Report”, sono state denunciate circostanze relative alla gestione economica dell’Università di Siena che destano allarme;

in particolare, – secondo il prof. Grasso, docente di anatomia dell’ateneo senese, interpellato da  ‘Report’ –  nel corso degli ultimi anni si sarebbe perpetrato un consolidato regime di irregolarità nella redazione dei bilanci, coniugato ad un uso privato di mezzi e strutture pubbliche. Comportamenti che hanno condotto a situazioni di palese diseconomicità  in seno all’Università, quali – come indicato dal professor Grasso – la coesistenza di ben due facoltà di Lettere, o il mantenimento di altre, cosiddette ‘senza studenti’, laddove al corso di laurea triennale in  Chimica risultano iscritti solamente 8 studenti;

nel mese di aprile 2012, il Collegio dei revisori dei conti dell’Università degli Studi di Siena, analogamente a quanto fatto sia in occasione della variazione di bilancio 2010 che del bilancio preventivo 2011, ha espresso parere non favorevole anche sull’atto di bilancio consuntivo per il 2011, evidenziando circostanziate criticità e ponendo alcuni fondamentali rilievi, così ripresi dalle testate on line della stampa senese : “ai fini della riduzione della situazione di squilibrio strutturale si evidenzia una riduzione del disavanzo di parte corrente dell’anno 2011 derivante, tra l’altro, dall’attivazione di misure di pensionamento anticipato del personale docente e di mobilità territoriale per il personale tecnico amministrativo. Si dà atto che l’esito del pensionamento anticipato consegue alla sostituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato con conferimento di incarichi di insegnamento. Al riguardo si esprimono perplessità sulla misura adottata in quanto, in caso di vacanza del posto, si ritiene che debbano essere applicate, per quanto compatibili, le ordinarie procedure di reclutamento dei dipendenti pubblici. Si evidenzia inoltre che non sono indicati i riferimenti normativi che consentirebbero il cumulo, sulla stessa posizione funzionale, dell’assegno pensionistico con il corrispettivo pattuito per la prestazione contrattuale. Il disavanzo di amministrazione pari ad € 43.621.197,94 risulta incrementato rispetto a quello dell’esercizio precedente che è pari ad € 37.798.498,73″;

valutato che l’atto richiamato è stato poi approvato in data 27 aprile 2012 dal CdA dell’ateneo senese con tredici voti contro sette (tre astenuti e 4 contrari);

ricordati i precedenti atti di sindacato ispettivo (le interrogazioni a risposta orale 3-01674, 3-01735, 3-01785, 3-01937, 3-02148, 3-02591; e l’interrogazione a risposta scritta 4-06375) presentati dall’interrogante a partire dal 21 ottobre 2010 al 17 gennaio 2012 onde informare il Ministro dell’Università su fatti di inusitata gravità sotto il profilo procedurale, amministrativo e gestionale, direttamente o indirettamente riguardanti gli attuali vertici dell’Università di Siena, con i quali si reiterava altresì la richiesta di valutare l’opportunità di operare un commissariamento ministeriale dell’ateneo. Tutte interrogazioni che non hanno mai ricevuto risposta;

ricordato inoltre che:

in data 11 novembre 2011, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di dieci indagati nel procedimento relativo alla regolarità della elezione del Rettore dell’Università degli Studi di Siena avvenuta nell’anno accademico 2010/2011. Indagini che ipotizzano a carico degli indagati – componenti del seggio elettorale e della commissione elettorale – il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici;

la legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”, introduce nuove modalità per l’elezione del Rettore;

considerato che:

fu l’allora Ministro, all’atto di nomina del Rettore, a ricordare la rilevanza dell’esito delle indagini in corso ai fini di una piena legittimazione delle nuova figura apicale dell’università precisando che tale decreto di nomina non intendeva quindi esprimere una valutazione su profili di merito, in relazione ai quali si attendevano i risultati delle indagini in corso;

dalle intercettazioni pubblicate nel dicembre 2011 dai quotidiani senesi derivanti dall’inchiesta della magistratura senese sui presunti brogli dietro all’elezione del Rettore dell’Università di Siena, si evince chiaramente l’esistenza di un sodalizio tra l’allora Direttore generale del Ministero e l’attuale Rettore che conferma la piena consapevolezza da parte del dirigente sia della delicatezza delle circostanze attinenti all’emanazione del decreto di nomina dello stesso Rettore, sia dei rischi legati al concorso-selezione propedeutico alla nomina – anch’essa poi acquisita dalla Procura della Repubblica di Siena per accertamenti – dell’attuale direttore amministrativo dell’Ateneo. Costei, peraltro, già condannata, nel 2007, dalla Corte dei conti dell’Emilia-Romagna per gravi irregolarità amministrativo-contabili nell’esercizio delle sue funzioni nel medesimo incarico di Direttore amministrativo dell’Università di Bologna;

tutto ciò premesso e considerato si chiede di sapere: 

se, nel dovuto rispetto dell’autonomia dell’Università di Siena – dato il particolare contesto attinente l’elezione del Rettore dell’Università di Siena segnalato con gli atti di sindacato ispettivo in premessa e ricordate le recenti regole circa l’elezione dei Rettori universitari – il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare l’avvio di procedure di commissariamento del Rettore dell’Università di Siena ed indire nuove elezioni, onde conferire piena legittimazione al vertice dell’ateneo;

quali siano le valutazioni del Ministro riguardo la possibile esposizione ad un ulteriore danno erariale per l’Università di Siena ravvisata dal collegio dei sindaci revisori sul bilancio consuntivo 2011 qualora si verificasse come irregolare il cumulo dell’assegno pensionistico con il corrispettivo del contratto stipulato con i docenti in quiescenza anticipata;

se, infine, corrisponda a verità il fatto che alcuni professori, già iscritti nel registro degli indagati per presunti brogli in capo all’elezione del Rettore, e per i quali è stato richiesto il rinvio a giudizio, siano stati contestualmente o successivamente eletti a cariche di particolare rilievo all’interno degli organi dell’Università di Siena; e, in caso affermativo, quale ne sia la sua valutazione, anche alla luce della prassi secondo la quale il Senato accademico può disporre la sospensione cautelare di un docente oggetto di indagini giudiziarie.