Sulla costituzione di parte civile: il silenzio colpevole dei docenti servi e del “trio patacca” che governa l’università di Siena

Mizaru, Kikazaru, Iwazaru

Mizaru, Kikazaru, Iwazaru

Si riportano alcuni passi dell’editoriale del direttore de “il Cittadino Online” che ripropongono il tema della costituzione di parte civile nel procedimento sul dissesto economico-finanziario e morale dell’Università di Siena.

I cittadini e quel sentirsi “parte civile”…

Raffaella Zelia Ruscitto. (…) il 13 marzo, un manipolo di cittadini di Sovicille, rappresentati dall’avvocato Luigi De Mossi, si è costituito parte civile nella causa seguita alle indagini sul procedimento di privatizzazione dell’aeroporto di Ampugnano. Una notizia incoraggiante: semplici cittadini che, vista la totale – e immotivata – assenza del Comune nel procedimento, hanno deciso di farsi carico della tutela dell’ente, a proprie spese. Un bell’esempio di partecipazione… e un sonoro schiaffone a chi, seduto sullo scranno più alto, quello di massima rappresentanza della comunità, tace. Per carità, c’è ancora tempo… ma cosa si aspetta? Cosa trattiene ancora il sindaco dal compiere ogni azione in proprio potere per tutelare un bene che gli è solo stato temporaneamente affidato e che, possibilmente, deve essere gestito con il criterio “del buon padre di famiglia”?

Il Gup Gaggelli riconoscendo la surroga dei cittadini, ha rivolto formale diffida al Comune di Sovicille «affinché assuma le determinazioni di competenza in ordine alla eventuale sua costituzione di parte civile in via diretta e principale». Chissà cosa accadrà adesso. Chissà se saremo costretti ad assistere all’ennesima dolorosa assenza. Abbiamo già assistito all’assenza degli altri enti pubblici nel caso di Ampugnano: il Comune di Siena, per esempio. E pure la Provincia. E abbiamo assistito, dolorosamente, all’assenza dell’Università di Siena nel procedimento sul buco di bilancio.

Siamo sconcertati dal silenzio delle istituzioni pubbliche. Siamo sconcertati e impotenti di fronte alla noncuranza dimostrata da chi, oggi, si trova a rappresentarle (e quindi a tutelarle, gestirle e proteggerle). Visto in quest’ottica – l’unica possibile – questo è un silenzio colpevole che danneggia un bene comune. Quello di chi cerca di stare sottotraccia e di farsi notare il meno possibile. (…) Un piccolo manipolo di cittadini di Sovicille, probabilmente forte della positiva esperienza del comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, ha deciso di farsi carico degli oneri che sono rimasti, al momento, sprovvisti di responsabile istituzionale. (…) Insomma, i cittadini si riprendono, in qualche modo, la dignità che gli appartiene, con una rinnovata partecipazione ed un impegno che deve far impallidire chi è pagato per questo. E così facendo mettono in pratica un principio di condivisione e di com-passione che supera mille volte, in potenza, il bieco intreccio di interessi dei pochi. Quel groviglio che ha ammorbato non solo la politica, l’economia, la società ma pure l’aria che respiriamo.

In questo cammino di consapevolezza (che speriamo non s’interrompa ma coinvolga altri, tanti, tutti) anche i partiti dovranno cominciare a fare i conti con i loro iscritti, sempre più contrari all’obbedienza “acritica”. Primarie sì, primarie no… Primarie sempre, diciamo noi. Sezioni aperte, voce a coloro che saranno chiamati a scegliere il sindaco. Chi sceglie la via della partecipazione non può decidere quando attuarla: questa diventa una necessità “a prescindere”. La paura di perdere il proprio status non è una giustificazione lontanamente sufficiente neppure di fronte alla propria coscienza. Non può esserlo in un momento storico che pare rappresentare temporalmente quell’attimo esatto in cui, dopo aver toccato il fondo si guarda verso l’alto e, da un punto buio e profondo, si riesce a scorgere un cielo stellato. (…)

Attendiamo, sempre, che anche a Siena, come a Sovicille, i cittadini si costituiscano parte civile nei tanti sconcertanti fatti che hanno portato danni alla città. E non fa differenza se ci sono cause in corso in Tribunale oppure no. Parte civile potrebbe voler dire anche solo chiedere, informarsi, attivarsi, proporsi di dare un contributo ad un evento, ad un incontro, ad un moto di protesta… Quando si smette di essere servi, facendo in questo modo la prima scelta libera, non ci sono tante strade da percorrere. Affrontando tutti i sacrifici del caso (perché una scelta giusta si riconosce dai sacrifici rinfrancanti che comporta) tornare indietro diventa impensabile. Assaggiato il sapore della libertà, dell’autodeterminazione, della partecipazione, non se ne può più fare a meno. Per fortuna…

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