Sarà vero che l’ateneo si costituirà parte civile nel processo sul dissesto economico-finanziario?

Bucoverita

UGLIntesa, USB P.I. – Le scriventi OO.SS. rendono noto, con soddisfazione che, dopo mesi di solitaria pressione e mobilitazione in merito alla costituzione di parte civile dell’Ateneo al processo per il suo dissesto, finalmente l’iter per tale atto è partito.

Negli ultimi mesi abbiamo presidiato le udienze in tribunale, rimarcando che era un atto più che dovuto che l’Ateneo si costituisse parte civile nel processo per il dissesto. La questione era stata portata anche in CdA dal rappresentante del personale tecnico e amministrativo, che aveva posto in evidenza il rischio che si perdesse tempo in una decisione che doveva essere già stata assunta anni fa. Sì, di anni si tratta ormai, perché la storia del buco risale al 2008! Nel non volerci domandare se è corretto che la giustizia faccia il suo corso con tempi quasi geologici, vogliamo soffermarci sull’aspetto importante. L’Ateneo finalmente potrà pretendere di veder quantificato il danno materiale e all’immagine subìto. Tutta la comunità universitaria paga per scelte del passato assunte in totale dispregio delle leggi dello Stato. Ora possiamo pretendere giustizia e chiarezza.

Il Rettore il 28 maggio, in seduta sindacale, su sollecitazione della RSU, ha risposto chiaramente e positivamente alla domanda sulla costituzione di parte civile da parte dell’Ateneo. L’autorizzazione finale spetta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma dovrebbe essere un atto formale. Noi comunque vigileremo.

Nelle settimane precedenti UGL era arrivata a presentare durante l’udienza in tribunale la propria costituzione di parte civile, vedendosela alla fine rifiutare dal giudice, proprio per esercitare una pressione verso un silenzio assordante dei vertici dell’Ateneo. Stavamo per lanciare una raccolta di firme tra tutta la comunità da presentare al CdA per sollecitare una presa di posizione da parte dell’organo di governo di quest’Ateneo, ma per una volta possiamo accontentarci del lavoro svolto e aspettare di vedere che cosa succederà adesso. Non è sete di vendetta quella che ci accomuna, ma sete di giustizia. Noi con la nostra storia recente vogliamo che si facciano i conti.

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Contro l’astensionismo, le risposte di Eugenio Neri alle domande del Movimento 5 Stelle

Eugenio-NeriEugenio Neri. È importantissimo che il ballottaggio veda la più alta affluenza possibile. Ho già dichiarato che, fin dall’inizio del mio impegno pubblico, ambivo a riunire tutte le anime vere che hanno a cuore il futuro della città. Indipendentemente dall’appartenenza partitica o dalle ideologie, adesso i senesi hanno non solo l’occasione per voltare pagina, ma anche per dimostrare il loro attaccamento alla città. Per questo motivo, gli inviti più o meno velati all’astensione non sono giustificabili.

In tempi non sospetti ho definito gli elettori del Movimento 5 Stelle gente onesta, che non ha mai ambito in vita sua ad un posto di potere in quanto tale e che ha sempre rifiutato sotterfugi. Meritevoli di rispetto per la fede genuina che nutrono per il cambiamento del sistema. Sentimenti, questi, che condividiamo anche in vista del secondo turno. Un ballottaggio che ricalca in pieno la scelta tra una coalizione in guerra interna per il potere ed un progetto di cambiamento della città. I sostenitori del Movimento 5 Stelle trovano in questo secondo turno una naturale assonanza con le mie posizioni. Inoltre, colgo l’occasione per rispondere alle domande rivolte nei giorni scorsi ai due sfidanti al ballottaggio. Il Movimento 5 Stelle aveva infatti rivolto alcuni interrogativi ai protagonisti del secondo turno. Sono favorevole all’introduzione dei referendum, strumento di democrazia diretta. Non solo di natura propositiva, ma anche abrogativa e votabili dalla più ampia base possibile. I quesiti referendari potranno essere presentati con una soglia di sottoscrizioni sufficiente a scongiurare il rischio spreco per la città. È innegabile che le consultazioni elettorali abbiano un costo organizzativo per la collettività. Un costo che, in un momento di contrazione di risorse, purtroppo non può essere sostenuto per un minimo teorico di un solo proponente. Inoltre, mi preme precisare che una commissione d’inchiesta sulla Banca è già stata proposta in Parlamento. L’azione del Comune potrà confluirvi, pur rimanendo fermo che nessuno può sostituirsi alla Magistratura. Per quanto riguarda invece i rimborsi per i consiglieri di amministrazione nelle partecipate e per i deputati in Fondazione MPS, occorre una precisazione. Sono favorevole all’abolizione, ma è innegabile che su alcuni ruoli di nomina comunale pesino grandi responsabilità, per le quali non è scandaloso che venga previsto un gettone. L’importante è trovare figure competenti. Sul tema dell’acqua pubblica, ho sottoscritto il documento proposto dal comitato. Un sindaco deve agire rispettando sia le sue competenze che la legge. Pertanto dovrà tenere conto delle norme contenute nel Codice Civile ed in altre leggi dello stato, poiché i gestori dell’acqua sono società miste pubbliche-private. Tuttavia, non si può lasciare che il responso del referendum rimanga inascoltato. Per questo motivo, l’apertura di un tavolo di confronto locale è la soluzione migliore per declinare in pratica il volere degli italiani, rivedere le leggi regionali sull’acqua e verificare a fondo la struttura delle tariffe. Per quanto concerne la costituzione di parte civile del Comune nei processi MPS ed Università, ho da tempo espresso parere favorevole. Infine, mi preme precisare che come primo atto convocherò il presidente Mancini di fronte alla Maestà di Simone Martini e gli chiederò di sollevare dai suoi incarichi il Presidente Profumo. Amministratore dall’arroganza sprezzante che ha utilizzato la leva del partito per tagliare il secolare legame tra Banca e città. Indipendentemente dalle logiche dell’appartenenza, questo voto è uno spartiacque per il futuro di Siena. Tutti quelli che non si riconoscono nelle fallimentari scelte del passato possono trovare in me una via di cambiamento.

Tra le 7 richieste del Movimento di Grillo al nuovo sindaco anche quella della costituzione di parte civile nel processo sul buco di bilancio dell’Università di Siena

5StelleMovimento 5 Stelle Siena. Ci sono temi d’importanza cruciale per la Città. Temi che non hanno colore politico, di cui però sentiamo poco parlare dagli aspiranti candidati sindaco al ballottaggio del 9 giugno. Ricordiamo che, per quanto ci riguarda, entrambi i candidati sono espressione di quella mala politica che ha depredato la Città e il Paese. Tuttavia prendiamo atto che uno dei due si troverà purtroppo a governare Siena e ci preme pertanto sensibilizzare l’intera Città e la nuova Amministrazione su quei temi che riteniamo imprescindibili e improcrastinabili per ogni giunta che voglia dichiararsi “rinnovatrice”. E allora chiediamo ai due candidati rimasti in lizza di dare ai senesi una risposta chiara e inequivocabile alle seguenti domande:

1. La nuova Amministrazione introdurrà nel Regolamento Comunale il Referendum propositivo senza quorum? Si o no?

2. La nuova Amministrazione azzererà i rimborsi spese per i consiglieri di amministrazione di nomina comunale nelle aziende partecipate e per i deputati in Fondazione MPS? Si o no?

3. La nuova Amministrazione istituirà una Commissione Comunale d’Inchiesta sui disastri riguardanti la Banca MPS compiuti nel periodo 1995–2012? Si o no?

4. La nuova Amministrazione si farà carico di un’Azione di Responsabilità nei confronti della Fondazione MPS co-responsabile dei disastri della gestione Mussari/Vigni? Si o no?

5. La nuova Amministrazione si costituirà parte civile nei processi relativi alla gestione della Banca MPS? Si o no?

6. La nuova Amministrazione si costituirà parte civile nel processo sul buco di bilancio dell’Università? Si o no?

7. La nuova Amministrazione provvederà all’immediata ri-pubblicizzazione dell’acqua in ottemperanza alla volontà espressa dagli italiani con il recente referendum? Si o no?

Sono solo alcuni dei punti del programma del Movimento 5 Stelle Siena che i vari candidati a sindaco si sono divertiti a copiare nel corso delle recentissima campagna elettorale: questa è l’ultima occasione per impegnarsi pubblicamente di fronte a quei cittadini che sembrano voler davvero credere al processo di rinnovamento promesso da tutti i candidati.

Udienza sulla voragine nei conti dell’università di Siena: respinta la richiesta di costituzione di parte civile, due patteggiamenti e nuovo rinvio

Ateneo-con-buco

Lo scorso 6 marzo, l’udienza davanti al Gup Ugo Bellini, sulle richieste di rinvio a giudizio per i sedici indagati del dissesto dell’ateneo senese, fu spostata al 15 maggio a causa dell’indisposizione dell’avvocato De Martino, difensore di Piero Tosi. Così commentai la vicenda, che confermava la voce che circolava da alcuni giorni in città. «La prescrizione, che aleggia da mesi su questo filone universitario, ha ormai trovato un venticello caldo e tranquillo che la sta spingendo lentamente verso un porto calmo e sicuro.» Orbene l’udienza di ieri non ha certo scalfito tale impressione, considerando un altro rinvio, al 19 giugno. Questa volta è stato il difensore di Loriano Bigi, l’avvocato Pisillo, a chiedere lo stralcio per il suo assistito e una perizia sulle intercettazioni telefoniche, alcune delle quali ritenute irrilevanti e inutilizzabili. Il Gup, accogliendo in parte le richieste ha aggiornato l’udienza al 19 giugno per tutti gli imputati, tranne che per Salvatore Interi e Monica Santinelli, che avendo scelto il rito abbreviato, il 17 maggio dovrebbero usufruire di una forte riduzione della pena prevista, considerando anche la collaborazione da loro fornita alla Procura durante le indagini preliminari. Il Gup ha, inoltre, deciso di non accogliere la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal rappresentante provinciale del sindacato Ugl-Intesa e membro della Rsu Università di Siena. Singolari, le argomentazioni dei legali degli indagati che, ovviamente, si sono opposti al tentativo che qualcuno, stante la latitanza dei vertici dell’ateneo, si ponesse al centro della vicenda giudiziaria come parte attiva per la tutela del bene collettivo. Gli avvocati, infatti, negano l’esistenza di un danno per i lavoratori, che, al contrario, sono stati favoriti mediante assunzioni, stabilizzazioni del loro rapporto di lavoro, concessioni d’indennità di vario tipo, attuate proprio nel momento in cui l’inesistenza della copertura finanziaria avrebbe dovuto impedirne l’adozione.

Articolo pubblicato anche dail Cittadino Online (16 maggio 2013) con il titolo «Udienza sulla voragine nei conti dell’università di Siena: respinta la richiesta di costituzione di parte civile»

Sull’università di Siena il MoVimento di Grillo ha perso una stella

M4StelleQuando si è in conflitto di interessi e non si hanno le palle (come direbbe Beppe Grillo) per denunciare i vertici dell’istituzione pubblica in cui si lavora, è preferibile tacere! Purtroppo, il MoVimento 5 stelle di Siena, dopo il rinvio a giudizio di due dipendenti in merito alle elezioni irregolari del rettore, «indulgendo ad un melassoso populismo» (come dice Rabbi), ha  reso pubblico un documento sull’università di Siena con il quale dichiara «improcrastinabile, e assolutamente necessaria, una coraggiosa presa di posizione netta da parte dell’Amministrazione, per colpire gli sprechi… Altrimenti meglio che arrivi un Commissario che sappia cacciare via tutti i responsabili del dissesto.» Tutto qui? Arrenditi, Grillo!

MoVimento Siena 5 stelle. Tutto tace in questa Siena, un silenzio tombale, dove molti fanno finta di dormire per non vedere, forse per tentare di esorcizzare il grave e drammatico momento che sta affrontando la nostra città. Davanti al disastro compiuto da una classe politica fallimentare, la città sembra incapace di reagire: è come scoprire un ladro in casa di notte e invece di gridare aiuto e cercare di proteggere il proprio patrimonio, gli si consegnasse il portafoglio per tornare, placidamente, a dormire.

Per quanto concerne il nostro Ateneo, molti sembrano essersi già dimenticati dei 64 dipendenti della Cooperativa Solidarietà – presso l’Università di Siena – che tra pochi giorni saranno messi in cassa integrazione. Così come la città si è già scordata della mancata presenza di un rappresentante dell’Ateneo come parte civile al relativo processo per il “Buco di Bilancio”. La “parte civile” che potrebbe permette di recuperare parte di quanto indebitamente sottratto dalle casse universitarie!

Ancora si vocifera sulla questione del “troppo personale”, additato come la causa di tutti i mali. Proprio nel blog del prof. Grasso, “il senso della misura”, si pubblicano grafici dove si dimostra l’alto numero di personale tecnico-amministrativo in relazione ai docenti, senza chiedersi perché e quali sono le funzioni di queste mille persone e soprattutto senza valutare il reale impatto economico dello stesso sul disastrato bilancio. Si vuole, in qualche modo, dimostrare che sono i dipendenti la causa del dissesto. Ma siamo proprio sicuri che siano realmente gli stipendi – a docenti e TA – ad essere causa di una simile voragine di bilancio universitaria? Certo, inutile girarci intorno: il problema economico esiste, così come esiste il problema della mal distribuzione del personale. Capita talvolta che il numero del personale TA afferente ad un certo dipartimento sia più espressione del “potere dei baroni” che delle reali necessità: per questo ci auguriamo che la recente operazione di assestment, voluta dalla DA, possa far emergere ancora di più queste situazioni atipiche! Quello che però sembra emergere prepotentemente è un pessimo utilizzo dei fondi, frutto di anni di “lassismo” nei confronti di un’autonomia fatta con “soldi pubblici”, dove non vi erano sufficienti controlli sulle spese dei dipartimenti né dei vari uffici dell’amministrazione, dimostrando oltretutto una carenza organizzativa piuttosto evidente.

Ad aggravare ancora di più la situazione è il recente rinvio a giudizio di due dipendenti in merito alle elezioni dell’attuale Rettore Riccaboni: adesso è improcrastinabile, e assolutamente necessaria, una coraggiosa presa di posizione netta da parte dell’Amministrazione, per colpire gli sprechi e tutelare quella parte sana del personale che affronta, con dignitosa abnegazione e sacrificio, una situazione lavorativa difficile. Altrimenti meglio che arrivi un Commissario, svincolato dai poteri forti, che sappia riportare sul giusto binario l’Università di Siena e cacciare via tutti i responsabili del dissesto.

Sulla costituzione di parte civile: il silenzio colpevole dei docenti servi e del “trio patacca” che governa l’università di Siena

Mizaru, Kikazaru, Iwazaru

Mizaru, Kikazaru, Iwazaru

Si riportano alcuni passi dell’editoriale del direttore de “il Cittadino Online” che ripropongono il tema della costituzione di parte civile nel procedimento sul dissesto economico-finanziario e morale dell’Università di Siena.

I cittadini e quel sentirsi “parte civile”…

Raffaella Zelia Ruscitto. (…) il 13 marzo, un manipolo di cittadini di Sovicille, rappresentati dall’avvocato Luigi De Mossi, si è costituito parte civile nella causa seguita alle indagini sul procedimento di privatizzazione dell’aeroporto di Ampugnano. Una notizia incoraggiante: semplici cittadini che, vista la totale – e immotivata – assenza del Comune nel procedimento, hanno deciso di farsi carico della tutela dell’ente, a proprie spese. Un bell’esempio di partecipazione… e un sonoro schiaffone a chi, seduto sullo scranno più alto, quello di massima rappresentanza della comunità, tace. Per carità, c’è ancora tempo… ma cosa si aspetta? Cosa trattiene ancora il sindaco dal compiere ogni azione in proprio potere per tutelare un bene che gli è solo stato temporaneamente affidato e che, possibilmente, deve essere gestito con il criterio “del buon padre di famiglia”?

Il Gup Gaggelli riconoscendo la surroga dei cittadini, ha rivolto formale diffida al Comune di Sovicille «affinché assuma le determinazioni di competenza in ordine alla eventuale sua costituzione di parte civile in via diretta e principale». Chissà cosa accadrà adesso. Chissà se saremo costretti ad assistere all’ennesima dolorosa assenza. Abbiamo già assistito all’assenza degli altri enti pubblici nel caso di Ampugnano: il Comune di Siena, per esempio. E pure la Provincia. E abbiamo assistito, dolorosamente, all’assenza dell’Università di Siena nel procedimento sul buco di bilancio.

Siamo sconcertati dal silenzio delle istituzioni pubbliche. Siamo sconcertati e impotenti di fronte alla noncuranza dimostrata da chi, oggi, si trova a rappresentarle (e quindi a tutelarle, gestirle e proteggerle). Visto in quest’ottica – l’unica possibile – questo è un silenzio colpevole che danneggia un bene comune. Quello di chi cerca di stare sottotraccia e di farsi notare il meno possibile. (…) Un piccolo manipolo di cittadini di Sovicille, probabilmente forte della positiva esperienza del comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, ha deciso di farsi carico degli oneri che sono rimasti, al momento, sprovvisti di responsabile istituzionale. (…) Insomma, i cittadini si riprendono, in qualche modo, la dignità che gli appartiene, con una rinnovata partecipazione ed un impegno che deve far impallidire chi è pagato per questo. E così facendo mettono in pratica un principio di condivisione e di com-passione che supera mille volte, in potenza, il bieco intreccio di interessi dei pochi. Quel groviglio che ha ammorbato non solo la politica, l’economia, la società ma pure l’aria che respiriamo.

In questo cammino di consapevolezza (che speriamo non s’interrompa ma coinvolga altri, tanti, tutti) anche i partiti dovranno cominciare a fare i conti con i loro iscritti, sempre più contrari all’obbedienza “acritica”. Primarie sì, primarie no… Primarie sempre, diciamo noi. Sezioni aperte, voce a coloro che saranno chiamati a scegliere il sindaco. Chi sceglie la via della partecipazione non può decidere quando attuarla: questa diventa una necessità “a prescindere”. La paura di perdere il proprio status non è una giustificazione lontanamente sufficiente neppure di fronte alla propria coscienza. Non può esserlo in un momento storico che pare rappresentare temporalmente quell’attimo esatto in cui, dopo aver toccato il fondo si guarda verso l’alto e, da un punto buio e profondo, si riesce a scorgere un cielo stellato. (…)

Attendiamo, sempre, che anche a Siena, come a Sovicille, i cittadini si costituiscano parte civile nei tanti sconcertanti fatti che hanno portato danni alla città. E non fa differenza se ci sono cause in corso in Tribunale oppure no. Parte civile potrebbe voler dire anche solo chiedere, informarsi, attivarsi, proporsi di dare un contributo ad un evento, ad un incontro, ad un moto di protesta… Quando si smette di essere servi, facendo in questo modo la prima scelta libera, non ci sono tante strade da percorrere. Affrontando tutti i sacrifici del caso (perché una scelta giusta si riconosce dai sacrifici rinfrancanti che comporta) tornare indietro diventa impensabile. Assaggiato il sapore della libertà, dell’autodeterminazione, della partecipazione, non se ne può più fare a meno. Per fortuna…