L’università di Siena in attesa del commissariamento

Riprendo come post il commento che Stavrogin ha inserito, il 9 agosto 2010, in «Mamma li turchi nel Sistema Siena». Non è la prima volta che lo faccio e non solo con Stavrogin, specialmente quando ne condivido i contenuti. Avevo intenzione di riprendere questo commento a settembre, ma le incomprensioni con strascico polemico nei commenti di ieri mi hanno spinto ad anticiparlo. Giuste le considerazioni espresse, non sono convinto, però, che «l’insistere solo sulle diatribe interne o i machiavellismi della politica cittadina» possa apparire «come un’autoconsolatoria fuga dalla realtà.» Quel che è accaduto con l’elezione del rettore sta a dimostrare proprio che è la politica cittadina a decidere nelle scadenze più importanti dell’ateneo senese. In questo senso, un altro utile segnale sarà la nomina del nuovo direttore amministrativo. I colleghi, che manifestano preoccupazione con i loro commenti perché, dopo due anni, non si sa ancora se ci saranno richieste di rinvio a giudizio per i responsabili della voragine nei conti, dovranno pazientare ancora un po’. A giudicare da quel che si legge sulla stampa, nei primi 10 giorni di settembre si concluderà l’inchiesta, seguita dalle eventuali richieste di rinvio a giudizio.

Stavrogin. (…) In autunno la riforma passerà anche alla Camera (dove sarà discussa fra settembre e ottobre, credo con pochi emendamenti) e l’anno venturo ci troveremo inevitabilmente alle prese con le decisioni dolorose che essa impone e le inevitabili reazioni. Ci troveremo anche alle prese con la necessità di sostenere l’offerta didattica disponendo di un corpo docente drasticamente ridotto, anche senza pensionamenti a 65 anni, e all’interno di questo, con una parte cospicua pari ad un terzo, demoralizzata e praticamente allo sbando. Arrivare a questo appuntamento in un clima di guerra civile e di stilettate agli angoli delle strade, con un vuoto di potere pauroso, l’ateneo spaccato e nessuna autorevole guida da tutti riconosciuta, significa candidarsi al suicidio. Mi pare che queste tematiche non incontrino grande successo nel forum, ma l’insistere solo sulle diatribe interne o i machiavellismi della politica cittadina appare in questa luce come un’autoconsolatoria fuga dalla realtà.

“Politica”, amministrazione ed altre facezie per l’università di Siena

StemmaUnisiSottopongo alla discussione l’intervento di Mauro Manganelli (Area sistema contabile, Ufficio ragioneria) che avanza una sua interpretazione della crisi dell’università di Siena e ne suggerisce alcune “provocatorie” soluzioni.

Mauro Manganelli. Per quello che conosco della crisi finanziaria dell’Ateneo, mi sento di avanzarne una possibile interpretazione. Nel documento di candidatura alle ultime elezioni dei rappresentanti del personale tecnico amministrativo (chiedo venia per l’autoreferenzialità) ho parlato di “mancato rispetto delle regole”; preciso meglio ora: la mancata (o insufficiente) separazione tra “politica” (che è attività diretta in primo luogo all’indirizzo dell’attività dell’Ente o di alcune sue articolazione) e amministrazione (che è attività, giuridica o materiale, con cui tali indirizzi si attuano). A mio avviso tale “carenza” di separazione ha comportato confusione di ruoli, incertezza, (forse) abusi, anche al di là della volontà dei singoli (o di alcuni singoli…). Già negli ultimi tempi (soprattutto nell’anno Focardi-Barretta) si è cambiata rotta. E già Riccaboni si è espresso in questo senso in campagna elettorale.

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“Mamma li turchi” nell’elezione del rettore dell’università di Siena

I quotidiani senesi d’oggi riportano la notizia di un’inchiesta – dei sostituti procuratori Nicola Marini e Mario Formisano che ipotizzano il reato di «minacce e diffamazione» – sul voto per il rinnovo del Rettore a seguito di un esposto-querela presentato dal Prof. Egidio Bertelli, rappresentante dell’Università nella Fondazione Monte dei Paschi.  Il 20 luglio 2010, il Corriere di Siena pubblica, con il titolo “Per Medicina si scomoda la Fondazione”, un articolo nel quale si legge: «Ci sono alcuni illustri professori della nostra università pronti a testimoniare di aver ricevuto forti pressioni, da parte di chi rappresenta l’università in Fondazione Mps, affinché la scelta dei singoli converga sull’attuale rettore Silvano Focardi, a discapito del suo concorrente Riccaboni». L’articolo cita testualmente anche un testimone che dichiara che «l’interlocutore (Bertelli, n.d.r.)  ha tirato in ballo la Fondazione e sostiene che senza la conferma di Focardi, l’attenzione sulla sanità e sui singoli progetti da parte dell’istituzione non sarà quella di sempre». Un altro medico dichiara al quotidiano: «Non possiamo credere che il presidente (della Fondazione Mps, n.d.r.) Gabriello Mancini sia al corrente di questa campagna che si consuma alle spalle della Fondazione, vorremmo una posizione chiara da parte sua e che ne prendesse le distanze». Il 21 luglio, giorno del voto nel ballottaggio, il Corriere di Siena, scrive in prima pagina: «Oggi la comunità accademica va al voto fra mille veleni.  In particolare la bagarre si è accesa intorno alle Scotte e alle pressioni che alcuni docenti ritengono di aver ricevuto dal rappresentante dell’università in Fondazione Mps, Egidio Bertelli, affinché orientino il loro voto sul rettore uscente. A questo proposito un gruppo di docenti di Medicina infuriati ha inviato una lettera al governatore della Toscana Enrico Rossi, al presidente della Fondazione Gabriello Mancini e al direttore generale delle Scotte Paolo Morello, affinché intervengano, ognuno nel suo ambito, per mettere fine a questa pressione».

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Per un Rettore che riesca a scrivere il suo nome nei libri di storia e nel cuore della Comunità accademica

Con il “nickname” di Robert Baden Powel, un lettore che si dichiara docente della Facoltà medica ha inserito nei blog senesi un commento sulla recente elezione del rettore dell’università. Alcuni colleghi che condividono le osservazioni dell’anonimo mi hanno chiesto di pubblicarlo come post. Mi chiedo solo perché Robert Baden Powel non è intervenuto con il suo scritto durante la campagna elettorale.

Robert Baden Powel. Cari Lettori, leggo con frequenza i blog cittadini e mai fino ad oggi ero intervenuto, ma questa volta non ho proprio resistito. Sono Docente Universitario della Facoltà di Medicina, ho sostenuto il Prof. Focardi alla carica di Rettore ma non conosco assolutamente il Prof. Riccaboni. Ho appoggiato Focardi soprattutto perché nel corso degli anni ho apprezzato il fatto di essersi messo a servizio dell’Istituzione e non il contrario ed il modo con il quale ha saputo parlare alla Comunità Accademica, ha saputo governare senza reprimere, ha messo la sua persona a scudo degli attacchi che giornalmente arrivavano all’Istituzione. Probabilmente ho appoggiato Focardi anche per la sincera ingenuità con la quale non si è reso conto che, in una città come Siena, non è possibile governare senza l’assenso dei sistemi di potere “indigeni”. L’impegno che ha messo nel garantire, prima, la pagnotta mensile dei dipendenti, che il futuro dell’Istituzione lo hanno reso popolarmente amabile seppure casualmente perdente; solo 8 voti (dei 777 espressi) distribuiti diversamente avrebbero confermato Focardi alla carica di Rettore. Detto tutto questo, per il nuovo Rettore mi voglio limitare a fare delle considerazioni:

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«Si è colpito il Direttore amministrativo dell’Università di Siena per ottenere qualche immediato vantaggio»

Durante l’odierna riunione del Consiglio di Amministrazione, ancora in corso, Silvano Focardi ha chiesto al Prof. Antonio Barretta di ritornare sulla sua decisione di dimettersi dalla carica di direttore amministrativo. Di seguito il testo della richiesta.

Silvano Focardi. Non è mia abitudine chiedere di ritirare le dimissioni a coloro i quali le hanno rassegnate. Questo mio atteggiamento costituisce un atto di rispetto nei confronti di chi giunge a tale decisione, non desiderando in alcun modo forzare né mettere in difficoltà le persone. Tuttavia, nel caso delle dimissioni da Direttore amministrativo del Professor Barretta, mi sento in dovere di fare un’eccezione alla regola che mi sono dato. Un’eccezione che faccio perché, pur comprendendo appieno le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare l’incarico, biasimo l’attacco che è stato fatto alla sua persona e alla carica che ricopre. Tale attacco intendeva colpire Antonio Barretta per ottenere qualche immediato vantaggio, senza considerare che tutto questo poteva produrre grave danno all’Ateneo in quanto delegittimava, in un momento estremamente delicato, la più alta carica amministrativa dell’Università.

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Silvano Focardi: «Abbiamo posto le basi del risanamento fronteggiando le difficoltà del presente senza smarrire un’idea di futuro»

Care Colleghe e cari Colleghi, Collaboratrici e Collaboratori, Studentesse e Studenti,

desidero ringraziare tutti coloro che hanno espresso il proprio voto in mio favore, dimostrando di aver compreso e apprezzato il mio lavoro per il risanamento e il rilancio dell’Ateneo. E desidero ringraziare anche quanti hanno votato in maniera diversa, in una sfida elettorale che è stata caratterizzata da parte mia dal massimo rispetto per i Colleghi Candidati. Colgo l’occasione anche per rispondere a voci che hanno parlato di “forzature”: la mia campagna elettorale – certamente non facile essendo io il Rettore in carica – è stata indirizzata solo a far comprendere a tutti quanto il mio operato, in questi anni come in questi stessi giorni, sia stato sempre finalizzato al bene dell’Ateneo. Ho fatto, più che parlare per slogan. E forse questo mi ha penalizzato. Ma ciò che conta oggi è che l’Università ha un nuovo Rettore, che da novembre la guiderà per i prossimi quattro anni.

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Si è dimesso il Direttore Amministrativo dell’Università degli Studi di Siena

Magnifico Rettore, gentili Consiglieri, gentili Senatori e cari Colleghi,

l’Università ha un nuovo Rettore, pertanto, in coerenza con quanto preannunciato nella mia lettera di insediamento alla comunità accademica rassegno le dimissioni da direttore amministrativo dell’Università degli Studi di Siena con decorrenza dal 23 luglio 2010. Il Prof. Focardi resterà in carica ancora alcuni mesi. Nonostante ciò il nuovo Rettore che, nella nostra situazione di crisi, non potrà attendere il 1° di novembre per iniziare ad occuparsi della conduzione dell’Ateneo, deve avere al più presto la possibilità di identificare una persona di sua fiducia. La grave crisi dell’Ateneo non ammette battute d’arresto. Il percorso di risanamento richiede l’assunzione di scelte forti e tempestive.

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Occorrono forse multe salatissime per combattere il “disordine strutturale e l’inefficienza endemica” nell’Università di Siena?

Un episodio emblematico di come funzionino nel nostro Paese le cose. È la terapia giusta anche per l’università di Siena? L’intervista di Nuccio Natoli ad Emma Bonino (QN 11 giugno 2010).

Finalmente la parità tra uomo e donna. L’Europa ci ha costretto a fare la cosa giusta

«Sembra incredibile, ma in Italia per fare le cose giuste dobbiamo farci mettere con le spalle al muro. Comunque va bene così».

Lo scalone che nel pubblico impiego, dal 2012, porta a 65 l’età per la pensione di vecchiaia delle donne è salutato come un buon risultato da Emma Bonino. Quindi, stavolta, il governo ha fatto la scelta giusta. «Precisiamo, il governo è stato obbligato a muoversi. Rischiare multe salatissime (714mila euro al giorno, ndr.) in un momento come questo sarebbe stato davvero ridicolo».

Comunque l’ha fatto… «Il punto non è che è stato fatto oggi, il punto è che i nostri governi, sia quelli guidati da Berlusconi sia quello di Prodi, hanno dormito per sette anni. L’Ue ci ha chiesto di aumentare a 65 anni l’età per le pensioni non poche settimane fa, ma nel 2004».

In altre parole, non è colpa dell’Ue. «Evidente. La colpa dello scalone è di chi ha governato in tutti questi anni preferendo fare finta di nulla e pensando che non sarebbe successo niente. C’e solo da sperare che la vicenda delle pensioni serva da monito per i comportamenti futuri».

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Nessuno può rilanciare la didattica, la ricerca ed il prestigio dell’ateneo senese senza un preventivo risanamento strutturale del bilancio

Roberto Petracca. Come non condividere quello che dice Riccaboni? Credo però che nessuno possa rilanciare la didattica, la ricerca ed il prestigio senza un preventivo risanamento strutturale del bilancio. Il punto focale è quello del risanamento ed è su questo che occorre dettagliare prima di tutto un programma particolareggiato di lavoro. Il fatto che la vendita dell’ospedale serve solo a pagare gli stipendi rende bene l’idea del precipizio verso cui si sta andando. Con cosa pagheremo gli stipendi quando non ci sarà più niente da vendere?
Parlare di didattica, ricerca, prestigio, internazionalizzazione, cooperazione, capacità di prendere finanziamenti, stabilire obiettivi, realizzare obiettivi, razionalizzare ed individuare i compiti corretti di ciascuno è più che giusto. Sono tutti punti su cui si può e si deve migliorare e che certamente contribuiranno al risanamento del bilancio. Si tratta di mettere in salute la fisiologia normale dell’università. Penso che però non basti; infatti non siamo in una situazione normale. C’è una situazione di eccezionale gravità che riguarda il bilancio e servono quindi misure eccezionali. Focardi non se n’è stato con le mani in mano ed alcune misure sono state già prese. Ne servono però altre. Occorre descrivere quali sono sapendo che non possiamo venderci tutti gli immobili. Se il dato più sconcertante è quello di un rapporto studenti/dipendenti uguale a tre credo che il primo punto di ogni programma serio di risanamento deve essere quello di partire dagli organigrammi per poter pianificare una razionalizzazione attendibile. Occorre descrivere come si pensa di sistemare gli esuberi di personale da un lato e di come si pensa di aumentare il numero di studenti dall’altro. Come riportare il rapporto studenti/dipendenti da 3 ad almeno 8? Come farlo a breve termine? Mi sarebbe piaciuto leggere parole più chiare su questo punto. Dato che il problema coinvolge l’intero territorio occorre almeno sapere cosa pensano di fare le altre istituzioni. La regione ha già dato e, tuttavia, penso che non possa però dormire sonni tranquilli. Poi c’è il comune, la provincia, i commercianti, i proprietari di case che affittano a studenti, gli industriali, gli artigiani, le banche, la chiesa, i barbieri, i pompieri e la protezione civile. Cosa fanno? Cosa dicono?

Nell’elezione del prossimo rettore dell’ateneo senese avremo il ricercatore dimezzato

Riportiamo il comunicato del Rettore riguardante la proposta di modifica dello Statuto per consentire l’ampliamento dell’elettorato attivo in favore dei ricercatori. Con molta probabilità, le elezioni verranno indette per i giorni:  30 giugno, 7 luglio e 14 luglio.

N.B. Con Decreto N. 1497 del 18 maggio, il Decano ha indetto le elezioni per i giorni: 7 luglio, 14 luglio e 21 luglio.

Carissimi Colleghe e Colleghi, Collaboratrici e Collaboratori, Rappresentanti degli Studenti,

stamani si è riunito il Senato accademico per pronunciarsi sulla proposta di modifica dell’articolo 40, comma 2, dello Statuto di Ateneo, al fine di consentire ai Ricercatori di far parte a pieno titolo dell’elettorato attivo per l’elezione del Rettore, riconoscendone il voto nella proporzione 1 a 1. Secondo quanto stabilito dallo Statuto nei giorni scorsi le Facoltà e i Dipartimenti si sono pronunciati in merito e i vari pareri sono stati oggi presentati in Senato accademico.

Non essendo stata raggiunta la maggioranza dei 2/3 dei votanti a favore della delibera, la proposta di modifica di Statuto non è stata approvata (6 hanno votato a favore, 6 contrari, 1 astenuto e 1 assente giustificato). Il rinnovo della carica di Rettore dell’Università di Siena avverrà pertanto secondo il vigente Statuto, che prevede che i voti dei ricercatori vengano conteggiati al 50% in sede di scrutinio. In seguito a tale decisione, il decano Professor Mario Comporti potrà indire le elezioni del Rettore per il prossimo mandato.

Il Rettore, Silvano Focardi