Ateneo di Siena: obbligo di denuncia per responsabilità amministrative e contabili

OmbraUna necessaria ed obbligatoria modifica del “Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità” dell’Ateneo di Siena dovrà riguardare l’obbligo di denuncia per responsabilità amministrative e contabili del Rettore, dei Dirigenti degli uffici dell’Amministrazione centrale e dei Responsabili delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio.
Come esempio si riporta l’art. 124 del “Regolamento” dell’Università degli Studi del Molise: Obbligo di denuncia
«1. Salvo ogni altro obbligo previsto dalla legge, i Dirigenti degli uffici dell’Amministrazione centrale, i Responsabili delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio, ove nell’esercizio delle rispettive funzioni vengano a conoscenza di un fatto che possa dar luogo a responsabilità amministrative e contabili sono tenuti a darne tempestiva notizia al Rettore per l’esercizio delle azioni previste dalla legge. A tali fini, inoltre, la competenza è del Rettore, se il fatto sia imputabile al Direttore Amministrativo o ai Direttori delle strutture decentrate o autonome; del Consiglio di Amministrazione se il fatto sia imputabile al Rettore.»
«2. Qualora dalle verifiche del Collegio dei revisori ovvero al momento della presentazione del conto consuntivo si evidenzi uno scoperto di cassa ovvero uno squilibrio tra assegnazioni o entrate e spese nella gestione di un centro di spesa, il Rettore procede alla diffida nei confronti del responsabile del centro stesso, affinché vengano adottati, entro i successivi tre mesi, gli opportuni provvedimenti per sopperire a tale situazione, in mancanza dei quali il Rettore provvede ad effettuare apposita comunicazione al Consiglio di Amministrazione o al Consiglio del Centro interessato per i provvedimenti conseguenti e a trasmettere altresì denuncia alla procura regionale della Corte dei Conti per l’avvio dell’azione di responsabilità a carico dei soggetti responsabili dello squilibrio finanziario.»

Pubblicato da: il Cittadino Oggi 4 maggio 2006

Università di Siena. Spese inutili da tagliare: l’affitto del Palazzo Chigi Zondadari per la visione del Palio a 50 ospiti

Tre appartamenti del Palazzo Chigi Zondadari, utilizzati come spazi di rappresentanza, sono stati riaffittati dall’Università per 156.000,00 € (IVA compresa) all’anno principalmente per relazioni pubbliche e per consentire la visione del Palio a 50 ospiti (Consiglio di Amministrazione del 19/12/05; contrari 1 docente e 2 studenti). Eppure, la finanziaria impone che, a decorrere dall’anno 2006, le pubbliche amministrazioni non possono effettuare spese di rappresentanza superiori del 50 per cento di quanto sostenuto nel 2004. Chi ha deciso che l’Università debba avere tanti ospiti per il Palio? Se è proprio necessario, è molto più conveniente acquistare i biglietti. L’assurdo di tutta la vicenda è che, per recuperare una parte dei costi, il CdA ha pensato bene di subaffittare i locali a soggetti esterni per convegni e congressi, in violazione del contratto di locazione. Vista la possibilità di recedere dal contratto, senza pagamento di penale ed in qualsiasi momento, sarebbe opportuno che il nuovo rettore interrompesse la locazione dell’immobile.
Pubblicato da: il Cittadino Oggi 5 maggio 2006.

Università: come fare concorrenza al CEPU

Ombra_4 Le parole d’ordine per seguire la vicenda della “svendita” delle lauree sono: abbuonare esami, abbuonare crediti, recupero crediti, riconoscimento crediti. Ma l’obiettivo delle università è il solito “far soldi” e il risultato è assicurato: “lo scadimento dell’offerta formativa”. Si scriveva su questo blog il 27 marzo che «presto la laurea sarà portata a casa dal fattorino, telefonando, sullo schema del ”pronto pizza”. La situazione è seria e il degrado è inarrestabile». L’Ateneo di Siena è stato il primo: sono stati “svenduti” 2.350 titoli di tutti i corsi triennali della Facoltà di Medicina e 9.000 lauree del corso di laurea in scienze dell’amministrazione verranno consegnate nei prossimi anni al prezzo di 300 € cadauna già versati. La risposta nelle altre università non si è fatta attendere, come si vede dagli articoli di Giuseppe Caruso e, in precedenza, di Gian Antonio Stella, Cristiana Gamba, della Sinistra Universitaria di Siena o di S.M..

Svendita di lauree sulla base del “riconoscimento dei crediti formativi”

OmbraNella “presentazione e scopi” di questo blog si legge: «Nel nostro Ateneo “Comunicazione e Marketing” sono ora il top della conoscenza, il sapere dei saperi, la filosofia di questa vita e anche dell’aldilà. Si tratta il sapere come merce da vendere, cercando di coinvolgere, sulla base del “riconoscimento dei crediti”, masse sempre più cospicue di persone e intere categorie professionali, vale a dire persone di tutte le età. Si tratta il titolo di studio come un prodotto da consumare. Presto la laurea sarà portata a casa dal fattorino, telefonando sullo schema del “pronto pizza”! La situazione è seria e il degrado è inarrestabile. La cultura non può scendere per andare incontro alle masse; lo studio è da sempre fatica e selezione.»
In questo campo la realtà ha ormai superato la fantasia. È sufficiente leggere «Lauree facili proposte in convenzione come batterie di pentole», come dice Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, o Cristiana Gamba su Il Sole 24 Ore, o la Sinistra Universitaria di Siena sul Manifesto o S.M. sul Corriere di Siena.

Università di Siena: spese misteriose

Di solito, in un conto consuntivo, le spese di piccola entità, che non rientrano nelle specifiche voci di bilancio, trovano posto nella categoria “assegnazioni diverse”. Ma quando, come accade nell’Università di Siena, l’entità è d’importo così elevato, il doppio di quanto si spende per la ricerca, credo sia lecito chiedere ai responsabili di fornirci in dettaglio le voci che hanno contribuito al raggiungimento di una cifra così alta. Nel contempo, invitiamo il prossimo Rettore a predisporre il bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2005 tenendo conto della congruità ed attinenza delle cifre da inserire nella voce “assegnazioni diverse”.

Assegnazioni diverse

Esercizio finanziario 2003: 5.083.018,84 €

Esercizio finanziario 2004: 6.914.332,05 €

Totale (per i due esercizi): 11.997.340,89 €

Pubblicato da: il Cittadino Oggi 21 marzo 2006 e 5 maggio 2006.

Per riportare alla “normalità” l’Università di Siena

Ombra_4Altri impegni del prossimo Rettore nei suoi primi 100 giorni riguardo al personale tecnico ed amministrativo ed agli uffici.

Vanno valorizzate e premiate le professionalità e le competenze di tutti e non solo di alcuni, scoraggiato il ricorso ad incarichi esterni, eliminato il conflitto di competenze e riorganizzati alcuni uffici amministrativi, per destinare ad attività istituzionali le risorse recuperate. È necessario attuare il disposto di legge sulla distinzione tra indirizzo e controllo da una parte e gestione dall’altra, riconducendo tutti gli uffici alle dirette dipendenze del Direttore amministrativo. Infine, è indispensabile istituire il Consiglio del personale tecnico ed amministrativo ed applicare le opportune incompatibilità tra le rappresentanze del personale tecnico ed amministrativo elette negli organi di governo e le cariche esecutive sindacali e di organizzazione di categoria eventualmente ricoperte.

Pubblicato su: il Cittadino Oggi, 18 marzo 2006.

Siena: un Ateneo senza regole

Ombra_4Gli impegni normativi del prossimo Rettore nei primi 100 giorni: adeguare lo Statuto e approvare i seguenti regolamenti necessari ed obbligatori.
1) ”Regolamento generale di attuazione dello Statuto”.
2) ”Regolamento di attuazione delle norme sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi” (in ossequio alla legge 241/90, modificata e integrata dalle leggi 15/2005 e 80/2005).
3) ”Regolamento sul funzionamento del Senato Accademico”.
4) ”Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione”.
5) ”Regolamento sul funzionamento del Consiglio di molte Facoltà”.
6) ”Regolamento che disciplina criteri e procedure per l’attivazione di posti di ruolo a tempo indeterminato con finanziamenti esterni”.
7) ”Regolamento che disciplina le procedure per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo”.

Pubblicato su: il Cittadino Oggi, 18 marzo 2006.

Siena: a regole violate comincia la prima votazione per l’elezione del Rettore

Ombra_4– 11 gennaio 2006: decreto del Decano che indice le elezioni presso il Palazzo Universitario dalle ore 9.00 alle 17.00.

– 8 febbraio 2006: decreto del Decano che sdoppia le sedi in cui votare, a Siena e ad Arezzo. Illegittimo: perché in contrasto con l’art. 2 del Regolamento elettorale e perché invoca provvedimenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione che non hanno mai deliberato tale decisione.

– 3 marzo 2006: il Senato Accademico modifica il Regolamento elettorale consultabile in rete, per cercare di giustificare il precedente decreto, articolando il seggio in più postazioni di voto. Illegittimo: perché adottato senza il rispetto delle procedure previste dall’art. 6 dello Statuto; perché non approvato dal Consiglio di Amministrazione; perché giuridicamente esistono i seggi, non le postazioni di voto; e, comunque, perché non si può fare a 5 giorni dal voto;

– 3 marzo 2006: decreto del Decano che modifica l’orario d’apertura del seggio dalle ore 9.00 alle 19.00. Illegittimo: perché si riferisce ad una modifica del Regolamento elettorale non approvata dagli organi competenti e adottata in contrasto con l’art. 6 dello Statuto.

Una domanda è d’obbligo: perché tutto questo?

Elezioni del rettore: altro decreto illegittimo da ritirare subito

OmbraSconcerta che, anche in un momento così delicato per il nostro Ateneo, si continui a disattendere leggi e regolamenti. L’unico decreto legittimo per la regolamentazione delle operazioni di voto è quello emesso dal decano, in data 11 gennaio 2006, ai sensi dell’articolo 2 del Regolamento elettorale. Tutti gli altri decreti emanati in seguito non hanno fondamento giuridico. Il seggio di Arezzo, sulla cui costituzione concordo, richiede una modifica del Regolamento elettorale in base all’iter seguente: delibera del Senato Accademico, delibera del Consiglio di Amministrazione, decreto rettorale, sua pubblicazione e, 15 giorni dopo, entrata in vigore (Art. 6 dello Statuto). Come mai il Senato non ci ha pensato prima? In fondo, lo scorso 2 febbraio è stato aggiornato il regolamento per consentire al personale a tempo determinato di partecipare al voto. Non serve dire che ad Arezzo vi è una postazione di voto, in quanto giuridicamente esistono i seggi, non le postazioni di voto. E, comunque, il Senato Accademico non può cambiare il regolamento sei giorni prima del voto, senza il rispetto delle procedure previste. Invito coloro che hanno adottato tali modifiche a ben riflettere, onde evitare che possano essere chiamati a risponderne personalmente. Infine, evenienza da non sottovalutare, qualcuno potrebbe impugnare i risultati elettorali.

Il conflitto d’interesse nell’Ateneo senese e come risolverlo

Ombra_4Scrivevo, nella lettera di candidatura a rettore (8 febbraio c.a.), che una delle emergenze da rimuovere è rappresentata dal «continuo manifestarsi di conflitti d’interesse e di competenze e di regole ad personam, elementi idonei a creare un regime d’ingovernabilità non più tollerabile.»
Quando il conflitto d’interesse, che giustamente suscita tante polemiche nel paese, diventa normalità e pratica diffusa a tutti i livelli, non basta più il buon senso. Perciò, è necessario individuare con precisione quelle situazioni in cui il dipendente pubblico potrebbe non mantenere quella posizione d’indipendenza, rischiando di “prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto d’interessi”.
Di seguito vengono elencati i casi più frequenti d’incompatibilità riscontrati e riscontrabili, che si potrebbero aggiungere, se condivisi dalla maggioranza della comunità accademica, allo scarno e possibilista comma unico dell’art. 61 dello Statuto.
Pubblicato su: il Cittadino Oggi, 3 marzo 2006.
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