Da studente universitario devo bocciare i professori

Fabio_mussi2Luca De Martino, Roma. Lettera a: la Repubblica 5 novembre 2006. Ho 29 anni e sono laureato in Filosofia alla Sapienza di Roma. La frammentazione di cattedre, esami e corsi di laurea è uno sconcio, ma purtroppo non è il solo. Se potessi, per una volta, esaminarli dopo essere stato esaminato e parlando molto chiaramente direi: 1. I concorsi universitari (quasi tutti) sono truccati e predeterminati nei vincitori. 2. I docenti sono (spesso) conniventi con questo iniquo sistema di reclutamento. 3. Gli studenti che rifiutino di prestar servizi di vario genere ai docenti per poi essere ammessi agli esami concorsuali sono emarginati. 4. I pochi docenti onesti sono ridotti al silenzio da un tacito quanto ostinato «lavoro di squadra» da parte dei loro colleghi allineati. 5. Essendo questo sistema attivo ormai da diversi anni (o forse decenni), un’intera generazione di «professori» è stata cooptata quasi nella sua interezza secondo ragioni clientelari e nepotistiche. Risultato: un’intera generazione di «professori» vale poco o nulla.

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