Privatizzare l’università per introdurre concorrenza e merito

PerottiL’Università degli ipocriti: la soluzione è privatizzare

*Roberto Perotti. Nonostante i continui lamenti dei rettori, il problema dell’università italiana non è la mancanza di risorse, ma come vengono distribuite. (…) Concorrenza e merito significano penalizzare chi non produce e premiare chi fa bene: in altri termini, i “soldi devono seguire la qualità”, a livello sia di ateneo sia di individui. (…) L’università italiana ha dunque bisogno di abolire i concorsi, liberalizzare stipendi, assunzioni e didattica, far pagare agli studenti più abbienti il costo dei servizi che ricevono, finanziare chi opera bene, lasciare scomparire chi opera male. E tutte queste riforme vanno attuate insieme: misure ben intenzionate ma isolate non cambieranno niente, anzi, possono facilmente peggiorare la situazione. Se si liberalizzano assunzioni e stipendi ma non si cambia il modo di finanziamento, chi oggi assume i figli degli amici ne approfitterà per coprirli anche di soldi. Per evitarlo, i finanziamenti devono premiare la qualità, cosicché chi assume in modo clientelare ne paghi le conseguenze. (…) Realisticamente, tutte queste riforme non saranno mai attuate in Italia, se non marginalmente e inutilmente; anzi, con effetti controproducenti. (…)
Le riforme politicamente fattibili sono, al più, un brodino caldo. Invece di continuare ad autoingannarci, forse faremmo bene a pensare al secondo metodo per introdurre la concorrenza e il merito: privatizzare. Certamente anche questa è una strada di difficilissima praticabilità politica, ma almeno ha efficacia non illusoria. In un sistema privato, se dei baroni promuovono incompetenti o insegnano male, l’ateneo perde studenti e rette, prestigio, commesse e finanziamenti. Alla fine ne risentono i baroni stessi: la loro retribuzione scende, il loro prestigio accademico diminuisce e se l’ateneo è costretto a chiudere perdono il posto di lavoro. Questa è la migliore assicurazione contro clientelismi e inefficienze e il modo più certo per garantire che le esigenze dei consumatori (gli studenti e le loro famiglie) siano tenute in considerazione. (…)
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*L’Università degli ipocriti: la soluzione è privatizzare, il Sole 24 Ore 30 novembre 2006

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