Attività conto terzi: risorsa o truffa per le università?

tommaso_gastaldi.jpgIl professor Tommaso Gastaldi, Università di Roma “La Sapienza”, chiede al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta, una risposta ufficiale su un malcostume ormai diffuso non solo tra i docenti ma anche tra il personale amministrativo, con pesanti penalizzazioni per didattica e ricerca.

Tommaso Gastaldi. Quesito. L’attività relativa ai contratti conto terzi svolta da un professore universitario a tempo pieno deve considerarsi soggetta ad approvazione da parte della Facoltà di appartenenza, come avviene di norma per tutti gli incarichi retribuiti, oppure, al contrario, un docente può svolgere di fatto qualunque numero di ore per qualsiasi importo senza dover chiedere autorizzazione alla propria facoltà o renderne conto? Se sì, quali sono le conseguenze per omessa richiesta di autorizzazione? Nel caso di contratti conto terzi – per i quali si sono percepiti ad esempio decine di migliaia di euro – svolti senza alcuna autorizzazione della Facoltà, vi sono conseguenze per il docente che non ha chiesto autorizzazione, il Dipartimento che non ha informato del contratto la Facoltà, e la Facoltà che ha omesso il controllo?
Segnalazione. Constato che nel mio Dipartimento (ed in molti altri) ci si imbarca nello svolgimento di contratti conto terzi per importi notevoli (svariate centinaia di ore pro capite, spesso da erogare in tempi stretti a causa di precise clausole contrattuali) senza richiesta di autorizzazione alla Facoltà e distogliendo attenzione e forze dalla normale attività lavorativa, oltre che sfruttando alacremente le strutture e infrastrutture pubbliche ed il personale non docente e di segreteria. Mi sembra un’anomalia che, in virtù della piccola percentuale percepita dall’università, i docenti possano impegnare qualsiasi numero di ore in attività dalle quali spesso traggono ingenti profitti personali, inevitabilmente a scapito della docenza e dei compiti istituzionali. Tutto ciò appare fortemente lesivo degli interessi pubblici nell’ambito della Pubblica Amministrazione e, pertanto, mi sono permesso con il massimo rispetto, di porre il quesito e la segnalazione all’attenzione del Ministero nella certezza di poter contare su una risposta definitiva e autorevole, nell’ottica di andare nella direzione (e rivoluzione) per la quale il Ministro si batte quotidianamente.

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