Ateneo senese: se cade il rettore è già pronto il commissario governativo

Augello

Questo è il risultato che otterranno, per l’ateneo senese, i “dilettanti allo sbaraglio” del tavolo interistituzionale, a giudicare dalla interrogazione ai Ministri competenti del Senatore Andrea Augello del Pdl.

Sen. Andrea Augello. Interroga i Ministri competenti per sapere «se non si ritenga necessario un ulteriore intervento al fine di consentire l’effettivo risanamento dell’Ateneo Senese e prendere sin d’ora in considerazione l’ipotesi, nel caso che nelle prossime settimane l’offensiva in atto per costringere il Rettore alle dimissioni dovesse riuscire, che non resta altro da fare che commissariare l’Ateneo senese. Considerando che:

1) Da notizie di stampa si apprende che la situazione nell’Ateneo senese sta tornando ad essere incandescente come negli ultimi 3 mesi del 2008, quando si discuteva della voragine nei conti dell’Università e delle responsabilità degli ultimi 3 rettori.
2) Il tavolo interistituzionale promosso nel 2008 da Comune e Provincia di Siena, Banca MPS, Cgil, Camera di Commercio al fine di affrontare e portare a soluzione il problema, in 10 mesi non ha prodotto un solo intervento a sostegno dell’Ateneo Senese.
3) Il primo piano di risanamento approvato dal CdA il 17 novembre 2008 ha portato alla dismissione di 5 immobili in locazione e alla vendita del Complesso del San Niccolò, per estinguere il debito Inpdap di 72 milioni di euro.
4) La revisione del piano di risanamento sta portando all’allungamento del periodo per il riequilibrio del bilancio al 2014 e che questo comporta l’apertura di una linea di credito con la Banca MPS di 160 milioni di euro, dando come garanzia gli edifici delle facoltà di Giurisprudenza, Economia e il Rettorato.
5) Per il pareggio al 2014 sono necessari altri 100 milioni di euro che potranno essere ottenuti o con la vendita dell’immobile dove è ubicato il Policlinico Le Scotte oppure, in alternativa, quella di altri immobili quali: le segreterie di Via S. Bandini, Pontignano, Santa Chiara ed il palazzetto dello sport.
6) Sembra inoltre evidenziarsi la necessità di ridurre le spese del personale mediante il prepensionamento dei docenti, la mobilità del personale tecnico ed amministrativo, l’azzeramento dei fondi per la ricerca, per le supplenze e per i contratti.
7) L’esubero in piccola parte del personale docente ma soprattutto degli amministrativi porterà nel giro di pochi anni ad una situazione davvero preoccupante. Le proiezioni dell’organico docente e non docente, considerando i pensionamenti e zero assunzioni, sarebbero infatti le seguenti: nel 2014 (872 docenti e 1163 amministrativi e tecnici); nel 2020 (589 docenti e 1025 amministrativi e tecnici). Nel 2020 si dimezzerebbero i docenti, mentre gli amministrativi resterebbero sempre sopra quota mille. Ovvero una Università costituita per lo più da amministrativi.
8 ) Le difficoltà esistenti hanno di nuovo posto in essere uno stato di agitazione il cui obiettivo sembra essere, più che la soluzione dei problemi, quello di costringere il Rettore alle dimissioni per sostituirlo con qualche altro, magari appartenente a quei gruppi che del dissesto sono i primi responsabili e senza con questo dare un minimo contributo alla soluzione dei problemi.