Quando si dice che manca “il senso della misura” e, in questo caso, anche il pudore

Alberto Monaci (Presidente del Consiglio Regionale della Toscana). «Il disastro amministrativo emerso con la fine della gestione Tosi ha chiesto e chiede interventi straordinari per garantire la sopravvivenza ed il rilancio dell’ateneo senese.»

Replica di Piero Tosi (ex Rettore dell’Università di Siena). «Ha parlato di disastro amministrativo, facendo riferimento agli anni in cui sono stato rettore. Vorrei ricordare che il disastro amministrativo è emerso due anni e mezzo dopo la conclusione del mio mandato. Mi meraviglia che un presidente di un consiglio regionale si pronunci in questo modo. Porto nel cuore l’università di Siena, a cui ho dedicato tutte le mie energie e mi auguro che presto possa tornare quella che era.»

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49 Risposte

  1. NON SOLO I FRANCESI S’INCAZZANO! ZAZARAZAZ

    Scrive Daniela Orazioli per UGL Università e Ricerca:
    «Vedremo se nessuno si è messo in tasca niente, ma quando? Apprendiamo dell’ennesimo segno meno, su quali teste cadrà? Se nessuno si è messo in tasca niente, se dobbiamo comunque provvedere a colmare un altro deficit di 1.472.484,72 Euro, qualche problema ci sarà stato? Non ci stiamo all’idea che è colpa del sistema, quindi di nessuno per cui ci dobbiamo sacrificare ancora; in questi due anni abbiamo già dato e non ci illudiamo che sia finita qui. Quanto dobbiamo aspettare perché a pagare siano anche i veri responsabili? Siamo molto stanchi e molto arrabbiati! Facciamoci sentire. L’assemblea/presidio dalle 9 alle 11 al Rettorato è l’occasione per dar voce a tutti voi.»

  2. Ora c’è il buco Irpef. Tosi dice che i rettori non c’entrano e scarica la colpa sugli uffici. Ci vuole orecchio, cantava Jannacci, tanto per rimanere in temi melodici. Qui ci vuole faccia.

  3. A Siena chi rompe non paga e chi ruba la fa franca:
    nell’ateneo senese non val né la logica né la legge.

    Jannacci ci canta anche “il pacco”, che è, nella fattispecie nostrana, la fregatura – epocale per l’ateneo, esistenziale per i dipendenti – rifilata da alcuni soggetti non ancora identificati!

    Strana storia senese: c’è il morto ammazzato, ma non interessa – specie agli accademici del posto – la cattura degli assassini che nella leggenda locale rimangono solo i 10 fantini!

    Il tempo inesorabile porta alcuni in pensione, altri in cassa (da morto, ndr) e noi sopravvissuti scriviamo nel blog uno spartito fatto solo di dolenti note, “noi come dei pirla”!

    http://www.youtube.com/watch?v=cjRpqXa1iZQ

  4. Cosimo, qui si finisce come canta Jannacci: “El purtav i scarp del tennis”…

  5. Ma non abbiamo un corso di laurea in Scienze della comunicazione, cioè giornalismo e dintorni come intendiamo noi poveracci estranei? Perché non si buttano a fare una ricerca sul problema Tosi-uffici? Una, due, dieci tesi! Se battessero nel tempo la magistratura non avrebbero diritto al Pulitzer? Altroché Watergate, giornalisti miei!

  6. Non so voi ma, viste queste dichiarazioni, (anche riferendomi al titolo di un precedente intervento inserito da Prof. Grasso ma rimasto senza risposte) mi domando: “…se fosse diventato ministro dell’universita?”

  7. Laura,

    l’ateneo aveva il dovere di chiarire – e di urgenza – tutte le responsabilità attraverso una indagine interna: il non averlo voluto o saputo o potuto fare gli sottrae ogni credibilità e rispetto legittimando qualsiasi sospetto e reazione da parte delle vittime e rendendo verosimili le più nefaste prospettive.

  8. Si potrebbe sorridere leggendo le stupidaggini di Tosi intervistato da Gaia Tancredi; ma trattandosi di una gloriosa Istituzione, l’Università di Siena, dobbiamo rispondere per le rime alle cialtronate. Per fortuna, su questo blog il sistema di ricerca funziona e così ho trovato un vecchio articolo, del 9 giugno 2006 intitolato: “Università di Siena il CdA approva il bilancio col buco”. Focardi si era insediato da 1 mese.
    https://ilsensodellamisura.com/?p=107
    Si tratta del bilancio 2005, tutta farina tosiana, che viene approvato con un disavanzo finanziario di 33,8 milioni di euro. L’articolo è da leggere, anche perché è corredato di ben 18 link ad articoli sullo stesso argomento che aprono spiragli illuminanti per capire come si sia arrivati al disastro amministrativo nell’ateneo senese.

  9. Incredibile! Mi faccia un piacere, prof. Grasso, lo invii ai media senesi – oltreché alla Procura – tv e radio compresa, Sienanews e Ilcittadinonline ecc.
    Ci sarà da ridere della trasparenza di cui parlano Mugnaioli e la ricciolina di Genghiv Kahn…

  10. Mi sembra che qui qualcuno si senta ancora in diritto di prenderci per il culo (e scusate l’eufemismo) … Ci vogliamo scordare degli anni di potere con consenso “comprato” a carico del bilancio di Ateneo, di spese folli per investimenti (che piano piano stiamo rivendendo) e di comunicazione, di rapporti sindacali privilegiati… ci faccia il piacere …
    Spero che gli amministrativi chiamati in causa (per la questione IRPEF come per il resto) abbiano fatto adeguati “dossier” (come credo) da potersi difendere …

  11. Sterco su Siena

    …difficile separare il “tema” dell’università da quello degli altri enti perchè non siamo a scuola, ove si procede con lo “svolgimento” dell’argomento proposto dalla signora maestra, bensì in una città cioè in un ecosistema per di più microscopico dove quattro gatti sono tutti coinvolti e nel caso lesi nelle loro primarie esigenze di mera sopravvivenza come attesta un mio scritto, invano reso pubblico:

    http://www.scienzemedicolegali.it/riflessioni/sterco%20su%20siena.html

  12. Povera patria

    …e poi non ci si monti troppo la testa nel ricordo ormai ingiallito di gagliarde glorie guerresche come quelle di Montaperti chè più s’adatta ai nostri temi e tempi il peraltro ottimo e da troppo silente “Favi di Montarrenti”!

    Con uno sforzino d’umiltà e lealtà, merce rara sul mercato, si può ammetter che – pur se sotto vari abbaglianti travestimenti e gattopardesche mentite spoglie – anche la nobilissima città del palio è vittima del degrado cantato da Battiato?

  13. Incredibile, guardando il link https://ilsensodellamisura.com/2006/06/universita-di-siena-il-cda-approva-il-bilancio-col-buco/ si vede chiaramente che, tanto per cambiare, il Corriere di Siena non ne aveva parlato. Difesa di Tosi ad oltranza

  14. Dall’estero ho avuto durante un viaggio estenuante una idea che Vi sottopongo per quello che riterrete:
    fare due manifestazioni in contemporanea, bastano poche persone:
    – una davanti al Tribunale di Siena, chiedendo civilmente, con pochi cartelli, in silenzio, “quando?”, “non è il momento giusto?”, “non si puo più aspettare”, “salvate l’università” o cose del genere;
    – l’altra a Roma davanti al ministero con richieste analoghe…
    Forse questo blog è l’unica sede credibile per organizzare una cosetta del genere, debitamente pubblicizzata; se volete ingnoratemi, visto le pruderies che girano anche tra alcuni di Voi… anzi è sicuramente meglio farlo!
    Altrimenti ricordate che io sto chiudendo con la mia esperienza di prima linea in Comune e probabilmente anche con Siena. Ma un ultimo tentativo mi sembra vada fatto… Coraggio!

  15. Ottima idea caro Pofessore,
    i tecnici amministrativi, nell’assemblea di oggi, hanno già programmato (ancora sine die) una manifestazione (per protesta contro la mancata approvazione delle Progressioni Economiche Orizzontali) per le strade di Siena e conclusione davanti al Tribunale … qualcosa si muove !!!!!!

  16. Per le manifestazioni proposte dal Prof. Ascheri proporrei anche il cartello “commissario subito

  17. Via, via, tanto siamo sicuri che non potrebbe lasciare, professore! Ma se voleva evitare di fare il commissario era la strada giusta, birbo!

  18. Ok, ok! Ma metteteci un grande avviso che si parla di Siena, del suo caso particolare, non comparabile con la situazione delle altre sedi, sia chiaro! Ma che numeri ci mettiamo del deficit?
    Passiamo prima dal dott. Martinelli per un consulto? Ma ha senso dopo la settimana prossima? Quale la deadline per voi?

  19. Trovo ormai imbarazzante intervenire in questo blog, e vedo che altre persone che giudicavo pensanti ormai si astengono dal farlo dopo la recente piega sul “vecchio vestito da nuovo”. Gli articoli che il prof. Grasso riporta sono tutti documentati riferimenti ad una situazione nota pubblicamente almeno dalla primavera 2006. Mi aspetterei quindi che oltre a chiedere conto a Tosi del senso della sua tragica strategia di espansione (e gli episodi, da quelli da patetico sottobosco politico-amministrativo-universitario a quelli da drammatica malversazione pura, testimoniano del disastro anche morale nel quale l’ateneo è stato catapultato dalla sua gestione) qualcuno volesse notare che Focardi aveva in mano tutte le informazioni per agire in modo adeguato. Invece improvvisamente il tema non è più di interesse alcuno, e sembra addirittura che si auspichi che Focardi rimanga come commissario. Questo è veramente incomprensibile, e non credo solo per me. Ricordo un episodio che ha coinvolto tutti i docenti e che ora si dimentica: finanziamento Par servizi (a pioggia) che viene portato a 2500 euro (da 1250, se non ricordo male), mentre il più selettivo par progetti veniva messo sul binario morto. E naturalmente è difficile non ricordare la stabilizzazione del personale amministrativo (intervistato da un giornale locale nel 2008 il rettore di Ancona, per giustificare il rifiuto di stabilizzare, fa proprio il caso di Siena dicendo al giornalista: non vorrà mica che finiamo falliti come Siena). Quando il prof. Grasso ricordava che eravamo diventati il quinto ateneo siciliano, per rapporto amministrativi/docenti, a chi chiedeva conto del balzo del rapporto? Non solo a Tosi, credo.
    Se oggi siamo ancora qua è perchè si sono persi almeno 3 anni, e in questi 3 anni si è continuato a ballare, facendo finta di nulla, e il debito è cresciuto di altri 100 milioni. Se la pratica amministrativa era quella di non pagare le tasse perché si era già fatto così, perché non l’ha interrotta? Alle “assegnazioni diverse” si sarà posto fine ma quella dei “residui attivi” creativi perché è stata consolidatà? E del controllo delle spese, del recupero dell’aspetto morale, di una politica di indirizzo che avesse un minimo di concretezza chi ha visto qualcosa in questi anni? Se tutti sapevano nel 2006 come si giustifica l’operato di Focardi?

  20. Sempre a comparare i fondi di ricerca con gli stipendi del personale tecnico-amministrativo… mi sarei anche rotto… quando iniziamo a comparare gli stipendi dei docenti con quelli del personale tecnico-amministrativo? Aspetto fiducioso …

  21. L’idea di manifestare sotto il tribunale l’avevo proposta da almeno sei mesi, con tanto di invito ai sindacati (purtroppo non sono abile per ritrovare il mio vecchio post). Finalmente qualcuno si è svegliato. L’accertamento delle responsabilità è il passo fondamentale per poter pensare ad un vero risanamento dell’ateneo, anche perché sono certo che questo passo potrà zittire tutte le cornacchie della sinistra che ora vorrebbero dichiararsi “verginelle” e riproporsi per guidare l’ateneo.
    Quindi manifestazione, accertamento delle responsabilità, annullamento delle elezioni e subito un commissario con il compito di tagliare qualche testa (purtroppo è importante anche questo), gestire nuove elezioni e andare via.
    E ribadisco l’opportunità di un gruppo, meglio se sollecitato da questo blog, che segua capillarmente questi passaggi strategici

  22. Grande der kommissar.
    Mi fa piacere, ogni tanto, dimostrare che avevo visto giusto già da tempo pur non essendo né un grande professorone né un provetto sindacalista ma un comune cittadino attaccato alla Città e alle sue Istituzioni. Dopo questa soddisfazione spero di essere profeta anche sull’opportunità del commissario ma, soprattutto, sulla necessità di spazzare via alle prossime elezioni comunali questi incapaci (per non dire peggio) del Pd che stanno distruggendo la città.

  23. Beh a leggere qui http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=33041 direi che siamo ci siamo vicini. Che ci si debba scrivere che si tratta di Siena e che Siena non sia comparabile con le altre Università direi che è pleonastico: dove ce l’hanno gli altri una voragine come la nostra, un collegio dei revisori come il nostro, degli organi di governo come i nostri e dove l’hanno mai avuto un Rettore che poi ha fatto il ministro distruggendo tutto quello che c’era da distruggere e un altro che è stato in carica per dodici anni quando il mandato doveva essere al massimo di sette e che poi dichiara che i Rettori non sono responsabili a giornalisti (sic!), implicitamente richiamando le responsabilità evidenti della Fata Turchina, dei sette nani e di Godzilla? Tutti, sia chiaro, regolarmente avvisati di garanzia e qualcuno anche pregiudicato. Via su! Parafrasando quello che si leggeva sui lunotti delle macchine qualche tempo fa: Unisi è Siena!

  24. … Rudolf für Bürgermeister …

  25. @mario ascheri scrive:
    14 ottobre 2010 alle 15:

    Fissiamo un giorno ed un’ora?? Mettiamo in questo sito l’apputamento!! A breve!!

    L’anonimo che ha denunciato le eventuali irregolarità delle elezioni del Rettoro, potrebbe, mi auguro che legga il senso della misura – ricordare alla Procura della Corte dei Conti… che può agire, anche prima della Procura Penale!!
    Se la Corte dei Conti ancora attende qualcosa si prescrive ed i beni dei colpevoli… non sottoposti a sequestro… chissà dove andranno o saranno già andati??

  26. Manifestazione pubblica: pensateci bene, qui la maggior parte delle persone punta sull’anonimato; siete sicuri che ci sarà un numero decente di partecipanti?

  27. Che i Rettori siano tutti della stessa razza (vedi intervista di oggi a Focardi su l’Unità Toscana) ? … vogliamo provare con il Commissario … ?

  28. Intermezzo.
    Grazie Cosimo per aver postato le canzoni suggerite di Jannacci e Battiato… Mi taccio per ora sul crack evidente dell’ateneo… i baroni restano, dice un “lenzuolo”…

    Ma come scusare le jene negli stadi e quelli dei giornali-Battiato…

  29. Bastano pochi, Gianna! Ascheri con altri 2 o 3 a Roma, noi a Siena e perché no alcuni alla Corte dei conti Firenze? Conta solo avere foto e articoli…

  30. @ Rodolfo che scrive: «sulla necessità di spazzare via alle prossime elezioni comunali questi incapaci (per non dire peggio) del Pd che stanno distruggendo la città»

    Putroppo, per usare un’espressione cara a Pannella, non sono affatto “incapaci”, ma “capaci di tutto” per avere il potere, questa droga senza tempo.

    @ Gianna che scrive: «Manifestazione pubblica: pensateci bene, qui la maggior parte delle persone punta sull’anonimato; siete sicuri che ci sarà un numero decente di partecipanti?»

    Concordo, secondo me qui ancora siamo una carboneria, a parte qualche persona importante che per coraggio e anche perché si trova nella posizione di poterlo fare, si espone.

    E se dobbiamo votare una canzone, propongo una parafrasi di quella di Battiato. Anzichè “Povera Italia”, l’inno potrà essere “Povera Siena”, che mi sono permesso di fare:

    Povera Siena!
    Schiacciata dagli abusi del potere
    di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
    si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
    e tutto gli appartiene.

    Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
    Questa città è devastata dal dolore…

  31. Un pensiero che forse ci può consolare un po’ in questi tempi tragici per l’Università di Siena.
    Dal 1809 al 1814, sotto l’occupazione napoleonica, l’Università di Siena aveva cessato di esistere… esisteva solo una Scuola medica alle dirette dipendenze dell’Università di Pisa.
    Cessata la dominazione Siena risorse, come l’araba fenice…

    Che Santa Caterina d’Alessandria vigili su di noi

  32. Da quanto scrive il Corriere di Siena oggi,venerdì 15, in un articolo dal titolo “L’ira dei tecnici amministrativi” : “..da Roma sembrano arrivare segnali positivi che sgombrano il campo dalle ombre del commissariamento. Il 1° novembre si attende l’insediamento di Riccaboni…”
    Inoltre: “Nei prossini giorni sarà indetta anche una manifestazione: il corteo si muoverà dalla piazza del Duomo, con tappe al Comune… per concludersi alla Lizza di fronte al Palazzo di Giustizia”.

    Sono convinta che col commissariamento probabilmente si farebbe più giustizia, ma a rimetterci sarebbero, come sempre, i più deboli. Pertanto, date fiducia al prof. Riccaboni e vigilate. La soluzione può non essere la più giusta, ma la più opportuna; l’università ha bisogno di ripartire al più presto.
    Questa è, secondo me, la cosa più “saggia” ed essere vecchi serve a qualcosa. I responsabili del disastro, però, dovrebbero essere giudicati ed emarginati da qualsiasi incarico pubblico.
    Poi, credo che non si siano appropriati di un solo cent (sarebbe stato meglio), ma che ad un certo punto la faccenda sia loro sfuggita dalle mani. Esattamente come disse il Sovrintendente di Siena per la facoltà di giurisprudenza a Porta Tufi. Pressappoco verso gli anni 2000/2001 vennero fatte spese enormi per investimenti eccessivi, mentre il centro storico si stava lentamente spopolando.
    L’inagurazione della nuova sede venne fatta il 15 maggio 2001: c’era tutta Siena. È qui il nocciolo di ogni questione! Decine di associazioni culturali ed altri che, per la maggior parte, non aprono bocca.
    Allora, opera validissima la fece il Corriere di Siena.
    Leggo che nel 2005 venne approvato un bilancio con un disavanzo di 33,8 milioni di euro. Com’era quello precedente?
    Ora è il caso di ripartire collaborando tutti, secondo me, ognuno a seconda della propria capacità, possibilità e sensibilità per ridare vita a questa istituzione.
    Ci sono validissimi docenti, facoltà che sono di eccellenza (Lettere anche recentemente sul Sole 24 Ore risulta ai primi posti), medicina, giurisprudenza e poi non so altro, non sono purtroppo competente in materia, ma spetta a voi, Archimede ed altri, segnalare quant’altro possa attrarre qui gli studenti, sono loro la linfa vitale.
    Siete in gamba, datevi da fare in questo senso, collaborate….
    Auguri.

  33. È vero. Nel nostro ateneo c’è gente in gamba. Ce la Possiamo fare. Lettere, Medicina, Giurisprudenza, come Ingegneria che recentemente è stata con un suo progetto all’EXPO di Shangai a rappresentare l’italia… tutte Facoltà sempre ai primi posti nella classifiche e nei risultati nella ricerca.
    È questo il paradosso. L’ateneo fino ad ora ha funzionato. Gli studenti venivano formati a dovere, i servizi agli studenti erano a livelli altissimi…
    …nel frattempo c’era qualcuno nel “back-office” che si faceva i fatti suoi…

    Cambieremo! Ce la possiamo fare!!!

  34. Povera patria… po’era Siena: OK!!! Il potere è ben rappresentato dalle varie mummie, a partire, poniamo, dal Machetti, messo dai gerarchi ai vertici aeroportuali. Grande Battiato, grande mistico… ma grande. Era su La7, proprio sul tema della povera patria. Gli teneva bordone il Buttafuoco di “Panorama”. Dissento da lui solo quando ha detto di aver votato Bersani – era meglio il cantante, il Samuele -. Ora dice che voterà Vendola. A me Vendola fa orrore – ha fatto il patto col Bersani, il finto alternativo. Sarebbe come votare qualcuno delle liste civiche che prima faceva il duce col Pci.

  35. … nulla ti sfugge, caro Bardo: Battiato però puoi perdonarlo…

  36. Per la manifestazione io ci sto! Chiedo solo di essere contattato al mio indirizzo (mastrangelo@unisi.it) per essere sicuro di non perdermela. È ora di muoversi… e solo così possiamo farci sentire.

  37. Ma il Machetti sa fare bene il suo lavoro (Quello per cui lo hanno incaricato i vertici del PD) un esempio su tutti con i soldi dei senesi (quando era il deus ex machina dell’Ass.ne Siena-Cuba) ha ricostruito una mega sala cinematografica a l’Habana
    Pora Siena

  38. Sì, sa far bene il suo lavoro, come Joe Valachi e gli altri forchettoni dell’ex Pci. Ma non erano i Dc i forchettoni (Pajetta docet)?
    Sì herr Cosimo, perdono Battiato!

  39. Mi scuso se non è perfettamente in tema, ma vorrei riportare la lettera del direttore amministrativo reggente e la mia risposta alla medesima.

    Carissimi colleghi,
    approfitto di questo incarico a termine per dare il mio contributo a fare chiarezza sull’ultimo doloroso sacrificio che ci viene richiesto come categoria di tecnici amministrativi: la rinuncia alle progressioni orizzontali.
    Per prima cosa voglio dirvi a cuore aperto che condivido totalmente lo sdegno della protesta a seguito di quest’ultima penalizzazione della nostra categoria, nonostante il grande apporto che abbiamo dato e che stiamo dando per la ricostruzione dell’Ateneo, spesso senza gratificazione ed in mezzo a difficoltà quotidiane che purtroppo conoscete bene e che quindi non ho
    bisogno di descrivere.
    Questo mio scorcio di reggenza della Direzione Amministrativa è coinciso con una serie di questioni assai delicate in una fase decisiva e, pur sentendo la forte pressione del momento, voglio avere il coraggio di intervenire per spiegare a tutti voi il motivo che sta alla base del parere negativo dei Revisori dei Conti all’ipotesi di contratto collettivo integrativo che ci avrebbe potuto consentire le progressioni economiche.
    Infatti, indipendentemente dall’analisi delle possibili voci di finanziamento (che, almeno in parte, i Revisori hanno ritenute corrette), il parere ci ricorda in via del tutto preliminare che l’Amministrazione ha ufficialmente accertato, tramite un’apposita ricostruzione, che il fondo
    destinato alle progressioni è stato nel tempo sopravvalutato e che, quindi, ne sono uscite somme superiori alla sua effettiva consistenza.
    Questo comporta di per sé un preciso obbligo legislativo di recupero per l’Amministrazione, che si deve attuare non procedendo ad erogare ulteriori somme, secondo quelle che sono le chiare indicazioni degli artt. 40 e 40bis del D.Lgs. 165/2001 come riformulati dalla riforma Brunetta.
    Per di più attendiamo a breve la ricostruzione effettuata dall’Ispettore del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha analizzato la gestione del fondo dal 2000 in poi e che potrebbe quindi aggravare le conclusioni a cui siamo già arrivati internamente.
    Credo, quindi, che il rispetto della legalità ci imponga di fermarci per non ripetere gli errori del passato in cui sono state fatte scelte dettate per lo più dalla sia pur comprensibile volontà di raggiungere uno scopo, ma in sostanziale violazione delle regole.
    Questo è il motivo, almeno secondo me, per cui noi oggi ci ritroviamo ancora una volta a pagare un prezzo alto e proprio per questo dobbiamo ricominciare a costruire nel rispetto dello scopo delle norme, anche quando esso ci impedisce un risultato immediato così importante.
    Non vorrei, per essere chiara, che, in nome di un fine più che giusto, oggi si possa effettuare un’ennesima scelta sbagliata che possa poi comportare per noi conseguenze ancora più gravi di quelle che abbiamo già subito.
    Questo sarà il senso del mio intervento stasera in Consiglio di Amministrazione e volevo anticiparvelo perché fosse compreso da tutti voi. Non so se ci sono riuscita, ma questa era davvero la mia intenzione.

    Con stima e condivisione
    Ilaria D’Amelio
    Direttore Amministrativo reggente

    “Il rispetto delle regole” mi sta bene! Le chiedo, allora, se sia regolare che un medico con 31 anni di laurea, quattro specializzazioni, più di cento pubblicazioni su riviste internazionali, libri e capitoli di libri nonché 18 anni di servizio, debba essere al livello tecnico D3 dal 2003. Sono queste le “regole” delle quali ci viene richiesto il rispetto? Se è così, io dubito fortemente che sia questo il modo per “costruire nel rispetto dello scopo delle norme”.
    Per non parlare del fatto che nei paesi civili (ma anche in quelli incivili, a questo punto) è norma che chi sbaglia paghi, mentre chi ha agito “in sostanziale violazione delle norme” (come Lei stessa riconosce), in questo ateneo, non solo è ancora a piede libero, ma è in grado di agire per condizionarne destini e futuro.
    È una vergogna e tale resterà fino a quando un seria richiesta di giustizia non verrà proprio dall’interno dall’ateneo e all’interno dell’ateneo si comincerà ad adottare il criterio dell’uguale dignità tra lavoratori e del merito come unico fattore rilevante per gli incentivi da dare al personale.
    Del tutto recentemente mi sono chiaramente schierato contro l’iniziativa “Thesaurus” che richiedeva, per l’ennesima volta, ai tecnici lo sforzo di riportare i dati relativi al loro CV: io mi sono rifiutato perché è del tutto chiaro che si tratta di pura ipocrisia, dal momento che non sono i dati del CV a decidere gli avanzamenti di carriera dentro questo ateneo; altrimenti non esisterebbero situazioni come la mia!!!
    Tutto questo conferma, purtroppo, il detto popolare sulle norme, che “esistono solo per i fessi e solo da loro vengono rispettate”…
    Apprezzo il Suo intervento, ma credo fermamente che senza questi presupposti, nessuna “magia” contabile o amministrativa potrà mai risanare questo ateneo.
    Distinti saluti
    Domenico Mastrangelo

  40. Uhm, temo che chi dice che non c’è speranza per Siena (Archimede? Infatti silenzioso) abbia ragione.
    Scusate, cari amici, si propone una manifestazione che non mi sembra debba aspirare a essere tipo Fiom ma di pochi coraggiosi con pochi cartelli a Si, Fi, Roma e raccolta qualche adesione… non succede niente! Si riparte con i soliti irrisolvibili problemi. Un richiamo alla concretezza mi sembra indispensabile.
    Gianna, non c’è da aver così paura; almeno i pensionati, che pure hanno un diritto morale a non veder questo sfacelo, si faranno vivi? Ci metteranno la faccia?
    Chi può (Ascheri junior?) segnali alla coraggiosa giornalista di Repubblica Fi, la Franca Selvatici, la storia delle “more”. Merita, merita una segnalazione. Il presidente della commissione non era un giurista?
    E poi dicono che la giustizia non funziona. Io spero che chi ha fatto materialmente (non il prof. Comporti che è uno scienziato) quel regolamento abbia la grazia di spiegarcelo. Se poi sarà il prof. Gaeta anche meglio.
    Grazie, Servitor Vostro

  41. Laura richiama un fattore che non deve influenzare un blog che si distingue proprio per la qualità di collaborazioni che lo hanno reso non solo prezioso archivio ed affidabile documento degli avvenimenti ma anche forum e piazza telematica d’alto livello.

    Si tratta del rischio che incombe ogniqualvolta si offrono alla platea i microfoni per interventi non programmati e affidati alla casuale spontaneità di soggetti non sempre addetti ai lavori e spesso non animati da genuina ambizione di conoscere il tema.

    Nel nostro caso chi come il sottoscritto insieme a Giovanni Grasso si è dedicato alla redazione della presente pagina permanente per dovere di cronaca e diritto di parola oltre che per potestà di docenza e desiderio di giustizia non può tacere nè subire.

    … e rivolge un appello accorato agli Archimede e agli Stavrogin e al carissimo Favi di Montarrenti:

  42. … e da tempo ho due domande da porre! Per quale oscuro motivo i mille colleghi che seguono – lo so – questo blog continuano a tacere? O siamo noi a non sentire la voce del silenzio? http://www.youtube.com/watch?v=zhM5Aeto-Ac&feature=related …e non si ode neppure un motto sulle casse violate e vuotate della nostra università? E assistono attoniti e ammutoliti all’abbandono del centro storico che un dì costituiva richiamo e ragione non irrilevanti per il pregio della cattedra e per la preferenza della sede? Che senso ha un ateneo in una città vuota? http://www.youtube.com/watch?v=9JRzC7PS3Dk&feature=related

  43. bravo, bravissimo, professore! due punti centrati in pieno; Lei sa vedere tutto nel grande contesto e solo così infatti ha senso occuparsi di università a Siena!

  44. … e se domani volessimo resettare e ripartire dovremmo fare due operazioni senza le quali una qualsiasi università diventa meno di un “cepu”: amministrare soldi pubblici e risorse umane non attraverso manovre truffaldine ed oscure nonchè clientelari e nepotistiche ma con atti motivati solamente dalla meritocrazia e finalizzati alla eccellenza di ricerca e didattica e assistenza!

  45. […] novità. Evidentemente Tosi ritiene di parlare a degli sprovveduti se continua ad affermare «noi eravamo assolutamente all’oscuro di tutto». Inoltre, davvero non ha capito dove stia la […]

  46. […] Alberto Monaci e Piero Tosi. Quando si dice che manca “il senso della misura” e, in questo caso, anche il pudore […]

  47. […] Alberto Monaci e Piero Tosi. Quando si dice che manca “il senso della misura” e, in questo caso, anche il pudore […]

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