Università di Siena: dalla creazione e trasmissione della conoscenza all’integrazione tra città e cultura, tra città e innovazione

Alessandro Rossi

Alessandro Rossi

Uno stimolante articolo del candidato a rettore Alessandro Rossi sull’economia della cultura e della conoscenza (così denominata dalla UE) come strumento per la realizzazione dell’integrazione tra città e cultura, tra città e innovazione. Sullo stesso quotidiano è stato pubblicato (il 4 giugno) una sintesi del programma di un altro candidato, Felice Petraglia. È possibile leggere entrambi cliccando su: articolo oppure su piano strategico. Così come, di Alessandro Rossi, si possono leggere la sintesi delle attività da realizzare e le linee programmatiche.

Università e città poli dello stesso magnete (dal: “Corriere di Siena” del 6 giugno 2016)

Alessandro Rossi. I temi trattati nei programmi elettorali per la carica di Rettore delle Università percorrono di default le linee di azione indicate dal Ministero. Temi teoricamente ineccepibili e ineludibili, come la responsabilità e sostenibilità economica (condizioni essenziali dell’autonomia di cui le Università godono), l’adeguamento dell’offerta formativa, la promozione e la valorizzazione della ricerca (anche allo scopo di facilitare l’accesso ai fondi di finanziamento europei) e l’internazionalizzazione. Questi temi vengono declinati spesso secondo la logica novecentesca di un’Università ancora chiusa nel proprio splendido isolamento. In questo senso non sembra faccia molta differenza se l’Università è di Milano, di Urbino o di Catania: i temi programmatici sono sostanzialmente simili.

Invece l’Università, in quanto inserita nel proprio territorio, deve oggi aprirsi alla diversità imposta dai singoli specifici contesti territoriali. La storia e le dinamiche evolutive delle Università sono state legate a quelle della propria Città: l’una ha condiviso e condivide le sorti dell’altra. Siena per la sua lunga tradizione accademica, ha un legame inscindibile con l’Università che, sebbene con fasi alterne, è patrimonio della stessa opinione pubblica. Benché la missione dell’Università debba rimanere saldamente ancorata alla creazione e alla trasmissione della conoscenza, l’Università è anche l’elemento fondamentale per l’integrazione tra città e cultura, tra città e innovazione e come tale essa può essere un potente fattore di sviluppo e di trasformazione del territorio a cui appartiene. Affinché questo si realizzi è necessario un forte sistema di relazioni sociali ed istituzionali in grado di promuovere ciò che viene oggi denominata dalla UE economia della cultura e della conoscenza.

Questa è la cosiddetta terza missione dell’Università, che non riguarda solo il trasferimento tecnologico e i processi di innovazioni delle imprese, ma riguarda anche il settore sociale e culturale. Questi settori possono promuovere la crescita di lavori strettamente legati non solo alle nuove tecnologie ma anche alla cultura e alla conoscenza (per esempio, produzione di eventi culturali, organizzazione e conservazione di informazione e conoscenza nei musei, nelle biblioteche, nei centri di documentazione, promozione di attività creative e artistiche, stampa, editoria e multimedia, produzione di beni immateriali, ecc.). Siena con la sua accademia ha a disposizione un elevato numero di esperti in differenti discipline oltre alla presenza consistente di risorse umane giovani e qualificate. D’altra parte una città culturalmente vitale potenzia la sua attrattività anche nei confronti degli studenti, la cui vita non può essere solo scandita dalle lezioni, dai tirocini e dagli esami.

È implicito che l’Università deve parallelamente valorizzare il proprio prestigio scientifico, adeguare i propri corsi di studio e la formazione alla ricerca, promuovere la propria internazionalizzazione e quindi la sua reputazione: tutti indiscutibili fattori di attrazione. Bisogna però considerare che, per esempio, l’internazionalizzazione, quale elemento di attrazione di studenti stranieri, dipende da tre principali fattori: la lingua di insegnamento, il costo degli studi e della vita, le politiche di immigrazione. Il solo fattore della lingua (l’offerta formativa in inglese è in espansione anche nel nostro ateneo) favorisce certamente l’occupabilità dei nostri studenti nel territorio europeo, ma è insufficiente per attrarre stabilmente studenti da altri paesi. Il ruolo dei governi è infatti indispensabile nel processo di internazionalizzazione non solo per le politiche di immigrazione ma anche per l’aiuto finanziario a studenti stranieri (95 milioni di dollari in Usa, 48 milioni di dollari in UK, 100 milioni di euro in Fr a Dl). Nulla in Italia. D’altra parte un paese come il nostro con un livello di disoccupazione giovanile al 40% non favorisce certo l’arrivo di studenti stranieri. In tutto il mondo la mobilità degli studenti è naturalmente diretta verso i paesi con maggiore offerta lavorativa. Quindi la nostra Università, se da un lato deve aumentare il livello di aggressività nella competizione nel territorio europeo (se non altro per il reclutamento di risorse) deve anche, con altrettanta determinazione, investire nella valorizzare e promozione della sua città e del suo territorio, contribuendo ad invertire l’attuale fase di declino e con esso anche il declino di immatricolazioni avvenuto negli ultimi 10 anni. A proposito di attrattività: l’Università e la città sono i due poli dello stesso magnete.

A pochi giorni dal ballottaggio, parole in libertà sull’università di Siena

Eugenio Neri e Bruno Valentini

Eugenio Neri e Bruno Valentini

Eugenio Neri. Prima di tutto pretenderemo che un nostro rappresentante rientri in CdA, perché l’ateneo è un bene della comunità. Certo l’Università va gestita correttamente, con una forte aspirazione all’internazionalizzazione. Da una parte l’Ateneo deve pretendere e offrire qualità: a partire dalle docenze, professionali e scientifiche. Avendo chiaro che se anche il settore è fatto di precariato, chi è ai bassi gradini può ambire a salire. Insomma non ci devono più essere “professoroni” in cattedra, se non lo meritano. Quindi l’internazionalizzazione: il nostro sguardo non sia rivolto alle realtà toscane, ma oltre, all’Inghilterra, America, Cina. Abbiamo molto da imparare da queste realtà. Per quanto riguarda il Comune, penso a uno scambio bidirezionale con l’Università che può dare aggiornamento alla macchina comunale e il Comune applicazione allo studio. Infine vedo una facoltà di Economia bancaria, un tempo fiore all’occhiello, oggi non più attrattiva, se la Banca va via da Siena. Allora lo sbaglio è stato che in passato Fondazione, Banca e Università potevano insieme mettere in piedi una “business school”, una scuola d’alta formazione, nello scenario più adeguato e ricettivo. Sarebbe stato un bell’investimento sul futuro e sul mondo, oltre che su Siena.

Bruno Valentini. L’ateneo senese è stato scelto dall’Onu, insieme a pochi altri al mondo, per una sorta di progetto di ricerca sul rapporto fra sviluppo economico ed ecosostenibilità: questo solo per sottolineare che per didattica e professionalità il nostro ateneo è ancora a buoni livelli. Quello che va migliorato e qui entriamo in azione noi, è l’impatto dello studente sulla città e la sua accoglienza. In periodi di difficoltà economica, i ragazzi scelgono con maggiore attenzione. E noi possiamo rispondere alla domanda pur ridotta (iscrizioni in calo) rafforzando i servizi: penso a un sistema certificato e tutelato per trovare sistemazione, alloggio; a una degna accoglienza dei familiari; a un circuito ricreativo, culturale e anche sportivo che faciliti e renda più piacevole la permanenza degli studenti; e ancora, penso a trasporti dedicati e a spazi da mettere a disposizione quando i dipartimenti sono chiusi. La richiesta più ovvia da parte della comunità è che l’ateneo torni al pareggio, perché solo a questo punto potrà nuovamente intercettare finanziamenti, con risorse ministeriali e regionali necessarie per investire sempre sull’offerta didattica. Scienze bancarie? Non solo Mps ma le banche tutte sono oggi sbocco limitato. Allora bisogna concentrarsi verso nuove professionalità: prepariamo manager esperti in analisi finanziaria, con un profilo internazionale; e poi ci sono le scienze della vita, per cui noi siamo già un distretto d’eccellenza. Diamo un motivo in più a Novartis e ospedale di essere ancora qui.