Politica, pubblica amministrazione, atenei: cosa hanno in comune? La democrazia incompiuta!

rettoratointerno150Aldo Ferrara. C’è un sottile filo di continuità che lega la legge elettorale con il governo delle strutture dello Stato e quindi anche gli Atenei. A partire dalla modifica della preferenza multipla, fino ad arrivare alla legge elettorale maggioritaria, il cosiddetto “mattarellum”, la vita politica italiana ha cambiato progressivamente volto. Quale che sia il giudizio politico sul maggioritario, sta di fatto che uno degli argomenti cosidetti vincenti è stato quello di assicurare stabilità nel governo del Paese e del Comune. Già però in prima istanza viene da pensare che stabilità vuol dire continuità di atti amministrativi e politici, che distinguono una maggioranza cui l’elettore ha affidato un mandato pieno per una legislatura. Ma continuità vuol dire anche perseveranza della gestione quando essa non è ispirata a principi rigorosi o di capacità. Se si incappa in un amministratore corrotto o incapace, gli atti amministrativi distinti da tali metodi si perpetuano per l’intera legislatura o mandato.
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