Gli ex rettori Luigi Berlinguer e Piero Tosi querelano chi li ha coinvolti nel dissesto dell’ateneo senese

berlintosi.jpgLuigi Berlinguer e Piero Tosi. «Il documento firmato Libera Siena e inviato alle testate giornalistiche senesi, contiene falsità e gravi calunnie, nei nostri confronti. Alludendo, senza nessuna prova, ad azioni non corrette, mai compiute e ad intenzioni assolutamente destituite di ogni fondamento nei confronti dell’attuale rettore dell’università, cosa gravissima in un momento nel quale l’ateneo ha bisogno di uscire al più presto da una situazione di difficoltà con il concorso di tutti, dentro e fuori, la comunità accademica. È per questo che abbiamo dato incarico ad un legale di tutelarci in ogni sede, civile e penale, perché chi si permette affermazioni così gravi, risponda di tale misfatto.»

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22 Risposte

  1. Strano modo di voler far chiarezza – come solo chiedeva Libera Siena: non vi pare? Bella disponibilità al confronto.
    Fortunatamente la sinistra sta rimproverando alla destra di essere autoritaria e di togliere spazi di libertà alla gente, al dibattito!
    Intellettuali del PD, se ci siete ancora (con la testa), fatevi vivi, Vi prego.
    Prof. Belli, Lei che all’assemblea ha tuonato contro il rettore Focardi che non dava il dibattito, cosa ne pensa?
    Non La vedo su questo blog: o partecipa sotto mentite spoglie?

  2. Sarei curioso di sapere anche l’opinione del Corriere di Siena e del suo direttore che si è sempre dichiarato contro le minacce di querele che secondo lui limitano la libertà personale e il civile confronto. Questa volta però non ho visto alcun commento a questa notizia, nonostante che la minaccia da parte dei due rettori sia veramente una boutade ridicola e puerile a fronte della totale insussitenza di elementi di offesa nei loro confronti, ma una civile richiesta di chiarimenti e accertamenti su fatti ben noti, giudicati perlomeno “discutibili”, a torto o a ragione, da Siena Libera. In effetti avere il coraggio di non accettare di essere messi in discussione dopo aver lasciato (e questo si legge nei giornali) un buco di 35 milioni di euro è piuttosto curioso. Invece di risentirsi, provi a spiegare lui il motivo di quel debito. È segno di debolezza o si appellano sempre al reato di “lesa maestà” che però mi sembra sia stato abolito?

  3. Ma Archimede, che dici? Cosa vuoi che protestino i soliti noti come Belli? Forse non lo hai letto, mi pare con Piccinni e Flores, sul loro ricco mensile, Metìs, quando provò a ridicolizzare la replica dell’Ascheri alla recensione della Casta senese? Purtroppo è lo stesso che un tempo militava in Lotta Continua (dicono i vecchi, se ben ricordo), irrompeva alle inaugurazioni dell’anno accademico ed era in prima fila in ogni contestazione. Ora dicono che si sia fatto crescere la barba ma non ha più nulla della vivacità critica d’un tempo. I più maligni mettono in collegamento il fatto con l’amicizia col Boldrini, braccio destro già di Berlinguer mi dicono, e con un dato di quelli della storia materiale: ha avuto un posto in Fondazione Montepaschi! E s’immagina lauto. Tempo fa mi pare che le liste civiche chiesero di sapere i compensi in fondazione. Gli risposero che era un ente privato e non dovevano render conto a nessuno.
    La Fondazione democratica d’una città di larghe tradizioni democratiche. Com’è accaduto? Chi sta a Siena forse può dare qualche spiegazione. Grazie, cari amici, dell’unico medium ormai democratico.

  4. Scusate il lungo silenzio.
    Quattro giorni di consiglio comunale a settembre, impegni universitari e di un (costoso e impegnativo) restauro di mura del giardino (uno è parte di quello antico della città del Duecento) mi hanno distratto da visitazioni usuali in tempi più tranquilli. Me ne dispiace ma ho recuperato rapidamente stasera!
    Prima di tutto una risposta al sempre caro con me Arlecchino: io un tentativo di spiegazione della “mutazione genetica” che sta vivendo Siena (un po’ diversa da quella di mio figlio, che è ormai adulto e fa da sé, grazie a Dio!) l’ho proposto in un testo che devo ancora pubblicare; lo troverete in redazione originaria ormai invecchiata per la verità (ho fatto bene a non stampare!) in:
    http://www.liberasiena.it/wordpress/?p=119
    Quanto al comunicato di LS che ha suscitato le reazione indignata e minacciosa di Berlinguer e Tosi non posso anch’io che esprimere la massima meraviglia.
    Mi sembra ovvio, da ordinario buon senso del padre di famiglia, pensare che una voragine quale quella di cui si parla non possa essere di ieri e che soprattutto non lo sia la cultura che l’ha prodotta; ovvio che si debba lavorare sul piano dei tempi lunghi e risalire all’altroieri e oltre se si vuole capire sul piano storico-politico.
    È così chiaro che a fini di responsabilità giudiziarie sul buco di oggi ci saranno accertamenti di un certo tipo da fare, e saranno senz’altro fatti, ma su altri fatti precedenti di cui ha parlato LS si tratterà di accertamenti diversi e precedenti; che certe attività (molto costose) abbiano avuto un’impennata improvvisa dal tempo di Berlinguer basta avere un po’ di memoria per ammetterlo e se se ne dovrà parlare in un’aula giudiziaria, si dovranno sfogliare carte contabili e cronache (certo non mancanti!) di quegli anni che la confermeranno (l’impennata dannosa certamente sul piano culturale se non anche su altri…). Per parte mia ricordo una campagna elettorale per la Camera in cui come candidato non esitai a criticare nel mio dépliant certe manie di grandezza di Berlinguer, peraltro candidato ovviamente vincente…
    Perciò gli amici di Libera Siena che hanno redatto il comunicato hanno anche interpretato il mio pensiero. Se i contesti ‘grandiosi’ degli anni passati verranno ricostruiti con cura, come sarà necessario, non ci saranno più dubbi su quanto s’è detto. Come al solito – e come ho ricordato ancora nell’ultimo consiglio comunale a proposito di Fondazione e MPS-sindaco – bisogna però spersonalizzare i problemi, vederne il contesto complessivo. Ad es. oggi sui problemi MPS sono Mussari, Mancini e Cenni che ci mettono la faccia, ma è chiaro che le responsabilità (politiche e, di nuovo, anche culturali) di quanto sta avvenendo, a partire dall’impiego assai discutibile del ‘tesoro della città’, sono di tutto un (piccolo) gruppo dirigente, che è responsabile ma anche con (molti) personaggi collaterali, talora messi in questo o quell’ente o in attesa di esservi messi, e pertanto facilmente ‘accondiscendenti’.
    Quand’io ad es. ho polemizzato con Rifondazione (non con Andreini personalmente, se non per il fatto che era l’unico presente di Rifondazione davanti a me in quel momento in consiglio comunale) volevo sottolineare le responsabilità di chi ‘sta al gioco’, di chi copre situazioni a mio avviso assolutamente contrarie ai principi di trasparenza e buongoverno democratico – eppertanto anche alla tradizione della sinistra ‘sana’, non travolta, come il PD senese e i suoi alleati, dalla passione bancario-cementizia.
    Perciò fare sempre dei nomi, come alcuni degli intervenienti in questo prezioso blog, è utile come esemplificazione o per mettere in guardia, ma anche negativo perché devia dall’attenzione al ‘sistema’, alla complessa, articolatissima struttura di potere su cui si regge. C’è una massa di persone che lucrano in questo o quell’ente (c’è persino quello per l’energia a Siena!) o per questa o quella commessa (cifre enormi vengono munte ora per fare ad esempio il museo del palio o quello dell’acqua) e ne coinvolgono altre o le tengono sotto controllo col miraggio di entrare nel gioco…
    In tutto ciò il ‘merito’ sempre declamato anche da Veltroni non c’entra proprio nulla. Anzi, se mai si è favoriti dalla modestia… Quel che conta è sapersi mostrare obbedienti, saper garantire che si obbedirà, che si farà proselitismo per la propria fazione. Perciò un generico moralismo non basta. Bisogna cambiare i meccanismi, le regole del gioco. Come all’università. Perciò Vi trascrivo un comunicato stampa con utili spunti concreti di un gruppo che si è riunito recentemente a Viterbo:

    Lettera ai Direttori dei Quotidiani Nazionali principali
    (la Repubblica, il Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, La Stampa, il Messaggero, il Mattino, il Secolo XIX, la Nazione, il Resto del Carlino)

    «A conclusione del convegno su “Democrazia, Università, Classe Dirigente”, svoltosi il 2 Ottobre a Viterbo, convegno che ha inteso denunciare il fenomeno della degenerazione “monarchica” dell’Università italiana (il 38% dei rettori lo è senza soluzione di continuità da molti mandati), i convenuti non hanno potuto che constatare, a seguito dei lavori dell’assemblea pubblica, il grave vulnus inflitto all’idea stessa di democrazia e alle gravissime conseguenze che si riverberano dall’Università al resto dell’intera società e della sua economia dalla deriva autocratica che affligge tale istituzione tanto essenziale nella formazione/ricambio della classe dirigente.
    In tal senso il fenomeno denunciato già da tempo produce le sue letali tossine, come dimostra lo scadimento della classe dirigente del nostro paese ormai in via di sottosviluppo.
    Alla luce di tutto ciò relatori e partecipanti al convegno con questa lettera intendono attirare l’attenzione della più sensibile opinione pubblica sulla tendenza “monarchica” di chi guida gli atenei italiani e sui suoi nefandi esiti sulle sorti delle nuove generazioni, sperando altresì in un pronto ed efficace intervento del Ministro competente nonché in quello del Presidente della Repubblica. Il quale come garante della nostra Costituzione lo è anche di ogni statuto universitario che alla nostra “Magna Charta” non può contravvenire. È in tal senso molto significativo che il convegno viterbese, – sollecitato dal caso che riguarda il locale ateneo, che per la sua vicinanza con Roma dovrebbe avere cure particolari per fugare ogni sospetto di disdicevoli scambi università/politica -, sia stato patrocinato dalla prestigiosa rivista «Il Ponte», fondata da Piero Calamandrei riconosciuto padre tra i padri della Costituzione Italiana.»

    Forse per oggi basta! Spero di non star lontano di nuovo per troppo tempo… m.a.

  5. … gli scritti di Mario Ascheri provano la differenza (anche morale e penale) tra chi è nell’università a fare effettiva (e quindi con senso critico e senza compromessi) ricerca e coloro che vi stanno non a far “politica” (lemma che ancora sul vocabolario ha significati nobili e attiene alle “scienze politiche”) ma per il “potere” o per un posto di lavoro (termine improprio visto che il fine degli atenei è fare e diffondere “scienza”). Ecco il vero problema: la confusione tra democrazia e meritocrazia! Ascheri in “esilio” a Roma e indomito tuttavia nel consiglio comunale di Siena: prova vivente del fatto che proprio chi possiede le doti del vero professore universitario (onestà e indipendenza intellettuale) è malvisto e reietto! Questo è ben più grave della voragine perchè ad una università che tratta così i propri figli migliori non vanno dati finanziamenti. Quanto “vale” un Mario Ascheri? E un Giovanni Grasso? E sono più “universitari” i Raffaele Ascheri o i Paolo Fedeli o la massa degli studenti o degli amministrativi che pur fanno parte a ragione di statuto della communitas? Siamo a questo punto in realtà perchè ormai trattasi di esamificio ingolfato di cartaceo e di “uffici” cui è “sfuggito” ogni dato e atto legale e finanziario al punto che nell’ultimo triennio sono ditte esterne a dover fare i conti ed è la magistratura a dover verificare la legittimità di bilanci e concorsi. Una domanda finale, periddio: se vi è chi adisce … ops … minaccia di adire (stampa more solito disonesta nel dare per esistente una querela per ora fantasma) le vie legali sol per una libera (e doverosa!) richiesta di inchieste accurate e approfondite, cosa si dovrebbe chiedere da parte di coloro che si sono accorti da tempo (si veda le denunce di Grasso risalenti al 2004 ripubblicate in questo blog e anche precedenti) che qui a Siena alcuni magnano fino a sprecare alla faccia di coloro cui è negato tutto, anche il minimo per fare ricerca?! Che porcata è la richiesta, questa volta elettronica, della quota servizi, elemosina che andrebbe erogata per definizione a chiunque è “ricercatore” senza “procedure”?! Che senso hanno i “concorsi” cui “devono” partecipare sempre e solo i parenti dei potenti di turno (Mastrangelo docet)?! Perchè chi scrive deve sapere che, se “piscia” magari per una legittima naturale indignazione (vera e non simulata) un poco fuori dal vaso, la stampa è pronta a fare eco alle rimostranze minacciose dei potenti e anche degli ex? Domande retoriche visto che il Manzoni ce lo spiegò mirabilmente: il prepotente offende e si ritiene offeso.

  6. Grazie, prof. Loré, anche Lei non scherza nel dire pane al pane e vino al vino. Il prof. Ascheri La ringrazierà per parte sua.
    A me interessa ora segnalarVi un comunicato dei DS apparso almeno (non posso sapere della stampa locale) su
    ilcittadino.it
    Lo leggano Berlinguer e Tosi per primi:
    i loro compagnucci sono i primi ora a dire che la finanza allegra è risalente da anni. Bel pezzo da portare in tribunale, Libera Siena. Forza, il sistema Siena scricchiola.
    Sarà mai vero? Che possa tornare in un prossimo futuro a Siena liberata dai cialtroni? Da questi che l’hanno occupata e che tanti elettori in buona fede continuano a votare imbevuti come sono di perbenismo veltroniano e solidarismo cattolico che meriterebbe miglior sorte?

  7. Ve ne racconto una che è ancora meglio dei PD portati in tribunale contro Berlinguer e Tosi.

    Siena è stata ieri strombazzata, caro Arlecchino, al primo posto per spese ‘cultura’. In realtà sono soprattutto spettacolo e circenses, oltre a quel carrozzone tipo festa dell’Unità andato sotto il nome di Buongoverno (alla ricerca del, perché esso non c’è naturalmente).
    Pensare che il dotto prof. Flores (che pensa solo ai propri diritti umani…) dovrebbe sapere che nel Novecento i più a spendere per cultura, alla faccia dei poveracci, sono stati appunto i regimi totalitari, comunisti e fascisti. Certo, dovevano imbonire la gente. Con tanta “cultura” che ha riempito di infiniti commenti a Marx o peana a Mussolini le biblioteche. Ora c’è tanto buonismo, pace, solidarietà, no profit, cooperazione, mah, chissà quanti imbrogli per i gonzi. Chi è stato nelle università straniere saprà che i congressi sono rari e pagati dai partecipanti in gran parte. Solo i provinciali e ignoranti di casa nostra, mungendo babbo Monte, non lo sanno e spendono e spandono allegramente.
    A proposito, mi hanno detto che le varie inaugurazioni dell’anno accademico negli ultimi tempi (da Tosi o dai bei tempi di Berlinguer?) finivano a Pontignano con una grande abbuffata aperta a tutti nel chiostro grande di Pontignano? Domanda. Veniva contabilizzata come “cultura” anche quella?
    Altroché autonomia a questi mascalzoni! Non Vi pare?
    Italia dei Valori perché non parli? Rifondazione, Sinistra democratica, Verdi di tutti i generi, esprimetevi, per cortesia. Fino a quando starete con questa nobile compagnia di compagni? E la sempre attiva prof.ssa Simi? Che Le pare di queste cosucce? Non voleva chiarire a tutti i conti a Siena di Comune e società partecipate?
    Che Le hanno detto i vari sindaci ecc., che ha incontrato? È sempre organica a questo centro-sinistra?
    Sa, mi sono abituato a fare i conti prima di votare e non vorrei più essere imbrogliato.
    Archimede

  8. …Portarono anche me a Pontignano, molti anni fa. C’era Fortini col naso rosso e simigliante ormai a Charlot nel ruolo di Calvero… e tanti altri. Tra una abbuffata e l’altra fecero degli interventi. L’unico che ricordo fu quello del povero Fortini. Chi lo aggrediva ieri (autonomi, lottacontinuisti) oggi lo celebra e Lettere ha il suo bel Centro Franco Fortini. O tempora o mores!

  9. Chissà che avrebbe detto di questi buffoni arrampicatori sociali!
    Piuttosto devo correggere l’amico Arlecchino che esule com’è s’arrabatta nei siti per sapere qualcosa di Siena. Lapsus freudiano: non è l’atioclo dei DS che bisogna cercare, ma un bel comunicato di sinistra democratica, che ogni tanto si sveglia, salvo poi a votare sempre come i PD a Siena. L’avete vista voi una loro bella mozione contro l’aeroporto o il famigerato e inutile stadio? Beh, meglio che niente. Può darsi che al loro interno siano in conflitto. Speriamo. Ma Pancho, Pancho, il nostro intrepido fiorentino, oh che tu, Arlecchino, hai mai modo di parlargli?
    Bene, il sito che Libera Siena dovrà ricordare per difendersi in tribunale dai due ex è
    http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=5598
    poi c’è la Lega, poi c’è la Casa Pound per ora.
    Berlinguer con la sua prepotenza da (massone?) nobilotto sardo non s’era riuscito a inimicare solo le contrade. Aveva finito per coalizzare la città trasformando il centro storico in un grande campus decentrato di cui si sentono ancora gli effetti devastanti. Tosi, dopo aver promesso la discontinuità per raccattare voti contro di lui facendo pranzi con colleghi a destra e a manca, riassunse subito il Boldrini, cinque minuti dopo l’elezione. Grande prospettiva politica. Fu l’inizio della sua resistibile ascesa.
    Il tempo è galantuomo, prof. Lorè.
    Basta fare due più due: come usava ai miei tempi.
    Archimede

  10. Gli inviti a Pontignano post-inaugurazione anno accademico sono stati durante l’era Tosi. A Natale invece arrivava un bel biglietto d’auguri.
    Ad occhio e croce doveva essere un cartoncino piuttosto costoso. Nell’era Focardi arrivano gli auguri per e-mail, bellini, ma sobri.
    Ricordo il primo anno un disegno stilizzato dei tetti di Siena con neve e cielo stellato, che ho meschinamente utilizzato per i miei auguri ai colleghi europei.
    Costo 0 (zero) per me, ma anche per Unisi.

  11. Grazie, Machiavelli! È così che si fa: risposte precise, meglio se con ricostruzione dei contesti. Forza, forza, c’è tanta strada da fare per la trasparenza, per dare a ognuno il suo!
    archie

  12. Una comunità che precipita a capofitto nel Meridione
    Stando alla stampa gli ex rettori Berlinguer e Tosi, il secondo diligente allievo del primo, hanno annunciato azioni legali (civili e penali) dopo il recente comunicato dell’associazione Libera Siena sulla pessima gestione dell’Università negli ultimi lustri. Tanti vibranti paroloni circa la loro dignità, ritenuta indebitamente offesa, ma silenzio assoluto sull’unico vero motivo per cui quel comunicato è stato diffuso, ossia sull’enorme buco di oltre 100 milioni (100 milioni!) che pare solo ora sia emerso nei conti dell’Ateneo e che Libera Siena ha attribuito soprattutto ai periodi in cui i due erano in carica. Poiché non è pensabile che due ex rettori possano appartenere alla categoria di coloro che, se gli indichi la luna, continuano a guardarti il dito, delle tre cose l’una (quartum non datur):
    – pensano che il buco non ci sia, ossia che si tratti di una maliziosa invenzione di chi gli vuole male;
    – sanno che il buco c’è, ma non capiscono perché ci si agiti tanto: si tratta solo di ordinaria (e allegra) amministrazione italica, insomma nulla di cui scandalizzarsi;
    – sanno che il buco c’è e che è cosa drammatica assai, ma non li riguarda perché loro all’epoca erano solo magnifici rettori per cui la colpa, se c’è, deve essere di qualcun altro.
    Quale che sia la ragione vera, rimane il fatto che la loro unica risposta alla inquietante scoperta di una simile voragine nei conti dell’Ateneo è l’azione giudiziaria che vorrebbero intentare a Libera Siena. Immagino che ritengano logico che tutta questa vicenda di cattiva, anzi pessima se non peggio, gestione alla fine si concluda con una sola condanna esemplare: quella a Libera Siena che ha osato indagare sulle responsabilità (ossia ha esercitato il banalissimo diritto di controllo dei governati sui governanti, principio base della democrazia). È la logica della Casta: i suoi membri sono intangibili e incensurabili e i cittadini comuni (come sono tutti quelli di Libera Siena) non ci provino neanche a sollevare critiche, ad alzare impudentemente la testa al loro cospetto, perché la punizione sarà inesorabile e spietata.
    Anche se non è il ritorno al medioevo feudale (ma da anni sono convinto che proprio di questo si tratti), una cosa è certa ormai: dopo mille anni di gloriosa resistenza, la nostra comunità sta finalmente precipitando a capofitto nel Meridione.

    Mauro Aurigi

  13. Una città che silura la ricerca sul Santa Maria e che è un fulcro della città (basta citare san Bernardino!), merita qualcosa!? La mia ricerca è richiesta internazionalmente e io ci ho sputato l’anima. Tuttora sto proseguendo studi iniziati dal prof. Ascheri. È un piccolo esempio. Non mi è stata mai data la possibilità di pubblicare, tanto che ho finanziato il libro su san Bernardino (che Aurigi conosce). Per fortuna ci ho ripreso tutti i soldi, anche grazie ai frati dell’Aquila che mi spedirono un assegno – dieci anni fa – di 700.000 lire. Vergogna per l’Amministrazione!!! Vergogna!!! Ma i soldi piovevano a certi prof. storici e professoresse – Arpìe che han devastato il patrimonio cittadino dando di Siena una falsa immagine.
    Ripeto caro Mauro e cari amici, oltre al grave buco materiale ce n’è uno insanabile, morale.
    Vergogna! Vergogna! Vergogna!
    Cacciateli! Cacciateli! Cacciateli!

    Poca favilla gran fiamma seconda (Dante)
    Up patriots to arms!

  14. Poca favilla gran fiamma seconda (Dante): grazie, Paolo! Ti voglio bene

  15. Grazie prof. ma i combattenti han poco tempo per commuoversi ove regna del terrorismo ideologico-psicologico-politico. Io lotto pensando di lasciare un mondo migliore… e ripenso al Brecht della bella poesia “A coloro che verranno”, quando diceva – esclamava – Davvero, io vivo in tempi bui! (Trad. di Fortini, Ed. Einaudi).
    Parafrasando Dante si potrebbe chiosare con una nota frase contenuta in un famoso libretto redatto da Lin Biao: Una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria!
    Up patriots to arms!

    E, se posso ulteriormente chiosare, dirò che chi ha sofferto la condizione of paupertas familiare, chi è stato condotto nei tribunali (c’era una volta il Sinedrio), chi per la verità ha subito attacchi e emarginazione (ora però ne godo: è come esser stati rifiutati da gagliarda fanciulla e poi ritrovarla… chiattona!, e farle: pussa via), chi, oltretutto, è stato aggredito da tristi mali, ecc., che può temere? Ma temano i manutengoli, gli “uomini di cultura”, chi ha gavazzato per anni e anni prendendo per le mele le persone perbene. Vi sono luoghi di cultura che sono carrozzoni clientelari. Amici e io stesso han subito l’arroganza dei “baroni plebei” e non han potuto lavorare che a stento…
    Tuoni l’ora della riscossa!
    Ruit hora!!!

    “Sapete cosa vi dico? Voi siete le eccellenze zero. Potete farvi temere, ma mai sarete rispettati, anzi arriverà il giorno in cui il popolo vi disprezzerà e spargerà urina sulla vostra testa.”
    (Predica di San Bernardino da Siena di fronte ai potenti del Palazzo)

  16. Bellissima la citazione di San Bernadino, grazie dott. Fedeli! Anche allora si parlava di “eccellenze” e c’erano quelle di valore “zero”. Li chiamano ossimori, vero?
    Archie

  17. Oh voi che siete così filosofi, state a sentire; ve ne racconto una che ho appreso a Firenze.
    Siena, si sa, è imbavagliata dai media di regime e se leggete solo il foglio del capo della massoneria non ci capite niente, solo pettegolezzi e niente di sostanza.
    Sì, nella capitale dell’Arno vengo a sapere da gente del giro di storia che sono contentissimi i vari Detti eccetera, perché hanno infinocchiato i filosofi di Siena. Hanno cancellato il corso di laurea in filosofia!
    Sui giornali si cominciava a dire che le aziende li assumono i laureati in filosofia, perché sono i più acuti, disinteressati ecc. ecc. ora, siccome studenti in storia non ce ne erano, e qualcuno lo ha anche scritto su questo blog, hanno pensato bene di arricchirlo portandosi quelli di filosofia, che diviene un indirizzo di Storia. Invece di chiudere la Comunicazione, notoria fonte di disoccupazione, e corso dal profilo basso, che non ha tradizione culturale e spessore scientifico, si chiude la filosofia. Badate, e con il harakiri del suo presidente, prof. Sandro Naninni, già consigliere comunale PCI a Siena. Operazione culturale fondamentale. Pare che lui sia uno specialista di filosofia analitica, ossia di quella che non ha studenti e che questa fosse l’unica strada per acquistarne qualcuno. Il mercato delle vacche. Mio Dio, se penso ai tempi di Prestipino, Rossi, Lecaldano Laterza, Tronti! Che brutta fine. Intanto sono scappati l’Ascheri e il Manacorda ed è morto il povero Francovich. Requiem per la facoltà di Lettere. rimangono gli storici tanto amati dal dott. Fedeli, il fior fiore della faziosità come il Flores.
    Altroché Montaperti, ragazzi! qui è una sconfitta su tutti i fronti. Fate come me, in attesa di divenire membri della Fondazione.
    Ah France’, mi dici della domanda, benedetto ragazzo? Grazie, io so’ all’estero e queste non so’ cose da fare a Firenze.
    Cordialmente dal Vostro Arlecchino

  18. Eh si, la fine di Lettere… Quando davo l’esame col Tronti vi era tutto il “lustro” del vecchio PCI; sapevano incutere timore e tremore, tanto per citare un filosofo. Detti era un deus ex machina, i proff troneggiavano e si pappavano belle ragazze cui davano “ripetizione” (e, quelle, si sa, ci stavano, ci stavano eccome, e questa la si prenda come una nota di folklore che dà un po’ di colore allo smorto nostro provincialismo…). L’università ormai – che tristezza – somiglia a quella mummia cui viene estratto il cervello e rimpinzato l’ano di spezie… Ma essa non vivrà nei secoli come la mummia… semmai – secondo la formula – sarà come l’oro (ma non per tutti!).
    Gli storici? Io salvo solo le guide turistiche perché, tra uno strafalcione e l’altro qualcosa l’azzeccano e rendono almeno un servizio. Persino il professore italo-americano dell’acropoli nostra almeno sa parlare di zendadi e chiarine (lo so, la “materia” è monotona; …come l’uomo, del resto).
    …Infin che il Veltro verrà e la farà morir con doglia (Alighieri Dante).
    P.S. Ossimoro. Es. La bella morte. Una contraddizione in termini… ma, credo, dialettica. Qui vi è però solo… una brutta fine!

  19. […] docet) “il prepotente offende e si ritiene offeso”! Così gli ex rettori Berlinguer e Tosi querelano chi li ha coinvolti nel dissesto dell’Università di Siena. Minacciosi, disastrosi e […]

  20. […] docet) “il prepotente offende e si ritiene offeso”! Così gli ex rettori Berlinguer e Tosi querelano chi li ha coinvolti nel dissesto dell’Università di Siena. Minacciosi, disastrosi e […]

  21. […] docet) “il prepotente offende e si ritiene offeso”! Così gli ex rettori Berlinguer e Tosi querelano chi li ha coinvolti nel dissesto dell’Università di Siena. Minacciosi, disastrosi e […]

  22. […] docet) “il prepotente offende e si ritiene offeso”! Così gli ex rettori Berlinguer e Tosi annunciano querela nei confronti di chi li ha coinvolti nel dissesto dell’Università di Siena. Minacciosi, […]

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