Cinque candidati alla guida dell’Università di Siena per il quadriennio 2006-2010

Si tratta di Alberto Auteri, Antonio Cardini, Romano Dallai, Silvano Focardi e Antonio Vicino. Hanno già cominciato il giro delle Facoltà e dei Dipartimenti, esponendo i loro programmi che l’elettorato ha ricevuto per e-mail o per posta interna. È la prima volta che si svolge una campagna elettorale del genere e con tanti candidati. E qualcun altro è pronto ad entrare in campo, se le circostanze lo richiedessero, per garantire continuità con la gestione passata. I critici assicurano che una tale evenienza sarebbe esiziale per l’Università di Siena, già ora proiettata verso un futuro incerto. Era inevitabile, dopo 20 anni di governo ad opera dello stesso gruppo, dopo elezioni con candidature uniche e dopo cooptazioni a tutti i livelli. Cominciò Luigi Berlinguer, rettore per 8 anni; seguì Piero Tosi, eletto rettore per tre volte consecutive, sempre senza altri candidati, da 12 anni ancora in carica.

Le elezioni si svolgeranno nei giorni 8, 15 e 22 marzo 2006. Lo Statuto prevede che nelle prime due votazioni risulterà eletto il candidato che otterrà la maggioranza assoluta dei voti. In caso di mancata elezione, risulterà eletto chi riporterà il maggior numero di voti nel ballottaggio fra i due candidati maggiormente votati nella seconda elezione.

Molto istruttivi i dati relativi alle ultime elezioni, svoltesi il 3-4 aprile 2001. Candidato unico: Piero Tosi. Aventi diritto al voto: 1790 elettori. Votarono: 1271 elettori (623 docenti e studenti; 648 tecnici-amministrativi). Venne eletto Tosi con: 523 voti (495 docenti e studenti; 28 tecnici-amministrativi, corrispondenti a 280 schede. Voti nulli: 32 (22 docenti e studenti e 10 tecnici-amministrativi, corrispondenti a 100 schede nulle). Schede bianche: 79 (71 docenti e studenti e 8 tecnici-amministrativi, corrispondenti a 80 schede).

Una Risposta

  1. Credo che il sistema elettorale del nostro Ateneo sia offensivo della dignità e del lavoro svolto dal personale tecnico e amministrativo. La preferenza espressa da ognuno di noi vale 1/10 di quella di un docente e a queste condizioni era meglio non aver diritto al voto. Sembra di essere tornati al tempo della guerra quando, per ogni tedesco ucciso, venivano fucilati 10 italiani…

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