Dove va l’Università di Siena? È veramente la prima in tutto?

Se lo chiede l’autore della seguente lettera non firmata, il quale, per mantenere in maniera assoluta l’anonimato, ha usato la posta ordinaria.


Brontolo Accademico Senese. Caro Grasso, complimenti vivissimi! La città ha bisogno di un sito come il Suo, che ho trovato abbastanza in consonanza con quei matti (mi perdoneranno) di Libera Siena. Il loro sito è simpatico e dirompente come nessun altro (anche se forse il Prof. Ascheri è un po’ troppo in evidenza, ma forse se lo merita con quant’è che lo vedo combattere pateticamente contro i mulini…). I siti di Mongolfiera e Piccini sono troppo usuali, troppo scontati. Ma veniamo al dunque della Sua iniziativa. Io non sono un universitario attuale, ma lo sono stato fino a pochi anni fa, e perciò mi documento. Ieri il Corriere della Sera ricordava, in una graduatoria del Times, solo la Sapienza, Bologna e Firenze, peraltro tra le ultime a livello europeo. Ma come: non parlare di Siena? La stampa locale dice che è sempre la prima in tutto!

Che dicono i candidati e i dati oggettivi: brevetti ecc.? Ricordo poi che a suo tempo si dette molto da fare il Prof. Valensin per la valutazione della ricerca: che fine ha fatto? I candidati a rettore che dicono? Esiste un’indagine sui risultati ottenuti e sui costi negli ultimi 10 o 20 anni? E i contributi della Fondazione Monte dei Paschi? Non mi risulta che vengano pubblicate relazioni sugli esiti della contribuzione. Qual’è l’occupazione indotta? Ho visto un libretto della Fondazione Monte dei Paschi curato dal Prof. Belli e altri sugli investimenti, ma era così tecnico che io non ci ho capito niente e sfido anche Lei a capirci qualcosa. Chiedetelo in Fondazione, saranno generosi nelle copie, ma non nel comprendere… Insomma, vorrei vedere tanti interventi di gente come me nel Suo blog, di gente che ormai è fuori e pertanto più libera di prima; anche se con meno dati a portata di mano. Buon lavoro, caro Grasso. E Le auguro il migliore successo col sito. Dia informazione: ci dica cosa si privilegia a livello di Ateneo. Molti professori mi dicono che fanno ricerca senza un euro di Università e Fondazione, perché discriminati. Sarà mai possibile?

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